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Speciale Pubblicato il 29/01/2021

Fattura Elettronica: cos’è cambiato dal 1° gennaio 2021

di Fiscoetasse

Tempo di lettura: 4 minuti
Fattura elettronica

Nel 2020 sono state introdotte nuove specifiche per la compilazione e gestione della fattura elettronica. Scopriamole insieme.

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Nel 2020 sono state introdotte nuove specifiche per la compilazione e gestione della fattura elettronica, inizialmente approvate dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del febbraio 2020 e successivamente modificate in quello di aprile 2020.

Quest’ultimo Provvedimento ha introdotto le nuove specifiche obbligatorie secondo cui, dal 1 gennaio 2021, le fatture vengono accettate solo se emesse secondo uno schema approvato e in formato digitale.

La fattura elettronica, nel suo nuovo formato, sarebbe così un ulteriore passo avanti nella lotta contro l’evasione e semplificherebbe ulteriormente i controlli di natura fiscale. Il vantaggio apportato è quello di poter raccogliere nuove informazioni ed elaborare in automatico la liquidazione periodica IVA e predisporre la dichiarazione annuale precompilata. Il noto software di fatturazione elettronica Fatturapro.click è già adeguato ed aggiornato ai nuovi standard

Da ottobre fino all’ultimo giorno del 2020 si è deciso di lasciare il tempo ai commercianti e professionisti italiani per adeguarsi al nuovo tracciato ma, dall’inizio di quest’anno, bisogna seguire determinate regole per la compilazione delle fatture elettroniche.

Dal 1° gennaio 2021, infatti, il Sistema di Interscambio accetta soltanto le fatture in formato digitale e le note di credito predisposte attraverso il nuovo formato. In caso di mancato adeguamento alle nuove normative, si rischia il rifiuto delle fatture e sanzioni.

Quindi, cos’è cambiato esattamente dal punto di vista dei contribuenti?

Nuovo formato XML da trasmettere al SDL

L’Agenzia delle Entrate si è concentrata sull’aggiornamento di diversi campi, tra cui quello del codice natura operazioni, tipo documento e tipo ritenuta. Sono stati infatti previsti nuovi identificativi tipo documento, codici natura, tipo ritenuta e altri. L’obiettivo è stato quello di rendere disponibile ai contribuenti le bozze di dichiarazioni e registri IVA a partire dal 2021.

La fattura elettronica si caratterizza oggi per l’aggiornamento con ben undici nuovi identificativi tipo documento, più dettagliati e inerenti, ad esempio, a reverse charge interno ed esterno, acquisto di servizi o beni dall’estero, cessione di beni ammortizzabili, per passaggi interni e altri. 

Sono stati introdotti un’autofattura TD20 per regolarizzare l’emissione di fatture irregolari, i modelli TD24 e TD25 per gestire le fatture differite (diverse da quelle istantanee con codice TD01), il TD26 per passaggi interni e il codice TD27 per autoconsumo o cessioni gratuite senza rivalsa.

Infine, i contributi previdenziali saranno collocati nella sezione dedicata alle ritenute sul XML.

Di seguito un breve approfondimento sui codici più importanti.

Approfondimento dei codici più importanti

  • TD20: previsto per autofatture emesse dall’acquirente a seguito dell’omessa o irregolare fatturazione da parte del cedente. E’ da usare solo nel caso in cui non vengano ricevute delle fatture o se queste risultano errate e il fornitore non procede con la regolarizzazione entro 30 giorni.
  • TD24: serve a identificare le cessioni di beni la cui consegna risulta da ddt o per servizi già incassati e individuabili tramite documentazione idonea. Si può quindi creare una fattura riepilogativa contenente i servizi emanati o le spedizioni effettuate con data a fine mese entro il 15 del mese successivo.
  • TD26: utilizzato per vendita di beni ammortizzabili o passaggi interni.
  • TD27: serve a identificare le fatture emesse per cessione gratuite senza rivalsa o autoconsumo. Va utilizzato, ad esempio, per l’emissione dell’autofattura riepilogativa riferita agli omaggi consegnati senza rivalsa IVA.

Per quanto riguarda i nuovi codici natura operazione, essi sono stati aggiornati per poter identificare meglio alcune operazioni finora compresi in un unico codice generico. E’ dunque fondamentale mappare i codici IVA nel gestionale per abbinare i nuovi codici natura alle operazioni svolte.

Le novità apportate nell’ambito delle codifiche tipo ritenuta riguardano, come già accennato, i contributi previdenziali che prima si trovavano nel campo descrittivo della fattura. I nuovi codici previsti sono i contributi INPS (RT03), contributi Enasarco (RT04), Contributo ENPAM (RT05) e altri contributi previdenziali (RT06).

Altre novità sulle nuove specifiche tecniche

Le nuove specifiche tecniche riguardano anche altri ambiti, come quello della marca da bollo: non è infatti più necessario inserire l’imposta da bollo da 2€ ma è sufficiente valorizzare con un flag il campo bollo virtuale. Inoltre è facoltativo compilare il campo importo relativo al bollo: sulle fatture con assolvimento della marca da bollo, bisogna solo inserire i Dati Bollo, ma è possibile omettere il relativo importo.

Il nuovo Provvedimento prevede anche l’estensione dell’arrotondamento a otto decimali per l’esposizione di sconti e maggiorazioni.

Infine, l’Agenzia delle Entrate ha anche previsto una nuova modalità di pagamento con il nome di PagoPA. Si tratta di un sistema di pagamenti digitali realizzato per rendere più semplici, sicure e trasparenti le transazioni verso la Pubblica Amministrazione. Il servizio è disponibile sia su browser che app, ma ciò non toglie che, chi preferisce, può continuare a utilizzare canali fisici di pagamento.

L’esterometro si avvia all’abolizione

La trasmissione dei dati riferiti alle operazioni verso soggetti non residenti sul territorio italiano deve avvenire entro dodici giorni o il giorno 15 del mese successivo per la fatturazione differita. Ciò avverrà esclusivamente attraverso il tracciato della fattura elettronica nella sezione Interscambio. Questa operazione semplificherà molto gli adempimenti di coloro che offrono servizi o prodotti anche a clienti esteri.

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