Speciale Pubblicato il 17/10/2019

Breve guida per Importare ed Esportare nel Regno Unito dopo la Brexit

di Ascheri Rag. Guido

brexit

Guida per l’importazione e l'esportazione nel Regno Unito in caso di Brexit senza Accordo

Questa breve guida vuole fornire utili informazioni generali per l’importazione e l'esportazione di prodotti nel Regno Unito dopo la Brexit e gli accorgimenti necessari per ricevere/inviare le merci dall'Unione Europea in caso di Brexit senza accordo.

Guida per l’importazione di prodotti nel Regno Unito dopo la Brexit

Ecco cosa bisogna sapere per l'importazione di prodotti in caso di Brexit senza accordo:

  1. E’ prima di tutto necessario assicurarsi che la societa’ con cui si vuole importare abbia un numero EORI (Economic Operator Registration and Identification) che inizi con GB. Se le merci dovranno attraversare le dogane dell'Unione Europea, sara’ necessario un numero EORI UE. Per richiedere tale codice e’ necessario rivolgersi all'autorità doganale del paese UE con cui verranno effettuati i primi scambi, o al quale e’ stata richiesta una decisione doganale specifica. La procedura per richiedere un codice EORI dura dai 5 a 10 minuti; il rilascio è immediato, o al massimo possono essere necessari fino a 5 giorni lavorativi se HRMC deve fare ulteriori controlli.
  2. E’ poi necessario decidere chi farà le dichiarazioni d'importazione. E’ possibile incaricare qualcuno per la gestione delle dichiarazioni doganali o occuparsene autonomamente.
  3. E’ possibile presentare domanda per poter utilizzare una procedura semplificata per l’importazione (“transitional simplified procedures”), al fine di ridurre l’ammontare di informazioni da dare al confine. E’ inoltre possibile avvalersi della Common Transit Convention (CTC) al fine di semplificare la procedura di transito della merce attraverso la dogana e per il pagamento dei dazi doganali.
  4.  E’ possibile creare un conto per effettuare il pagamento dei dazi doganali una volta al mese invece che effettuare il pagamento per ogni singola spedizione. Chi intende avvalersi della procedura semplificata di cui al punto c) dovra’ crearsi un account.
  5.  E’ inoltre necessario verificare l’aliquota delle tasse e dei dazi che dovranno essere versati. E’ necessario pagare IVA e dazi doganali su tutta la merce importata. Sara’ inoltre necessario versare le accise nel caso di importazione di determinati prodotti come alcohol, tabacco e biocarburante.
  6.  Ancora, e’ necessatio verificare quali sono gli adempimenti necessari da porre in essere in base alla tipologia di merce importata. Potrebbero pertanto essere previsti adempimenti specifici in base alla categoria di prodotti importati, come ad esempio la necessita’ di richiedere una licenza di importazione o un certificato di importazione, come nel caso di importazioni di specie animali, piante e prodotti agrari.  Inoltre, va tenuto presente che, in caso di Brexit senza accordo, le norme relative all’importazione e alla dichiarazione di prodotti quali alcol, tabacco e determinati olii subiranno delle modifiche.

Guida per l’esportazione di prodotti dopo la Brexit

Ecco cosa bisogna sapere per l'esportazione di prodotti in caso di Brexit senza accordo:

  1. E’ necessario assicurarsi che la societa’ con cui si vuole esportare abbia un numero EORI (Economic Operator Registration and Identification) che inizi con GB. Il numero EORI e’ un codice necessario per trasferire la merce all’interno e fuori dall’Unione Europea compeso il Regno Unito. In caso di Brexit no-deal, tutte le imprese dovranno dotarsi di un codice EORI che inizi con GB per poter spostare merce da e nel Regno Unito.
  2. E’ inoltre necessario accertarsi che il proprio importatore abbia un codice EORI EU. Inoltre, per chi volesse esportare della merce inviandola ad una propria azienda che si trova in europa, sara’ necessario dotarsi di un codice EU EORI.
  3. E’ poi necessario decidere chi si occupera’ di fare la dichiarazione di esportazione. E’ possibile occuparsene autonomamente oppure incaricare qualcuno che se ne occupi.
  4. Decidere se si desidera esportare la merce utilizzando la CTC (common transit convention) per semplificare la procedura di esportazione di beni attraverso le dogane e il pagamento dei dazi doganali da parte dell’importatore.
  5. E’ importante controllare l'aliquota di tasse e imposte da versare per la merce. L’importatore dovra’ versare delle imposte sulla merce dopo la Brexit e cio’ dipendera’ dalla classificazione della merce importata.
  6. Sara’ inoltre necessario controllare se e’ necessario essere in possesso di una licenza in base alla tipologia di merce che si intende esportare. Le licenze e i certificati variano a seconda che si tratti di animali, pesci, cibo, legno, medicine etc. In particolare, in caso di no-deal, ci saranno numerose modifiche alle procedure di esportazione e dichiarazione di merci soggette ad accise, quali alcohol, tabacco e determinati olii.
  7. Verificare le modifiche previste per il regime IVA, quali ad esempio la possibilita’ di chiedere rimborsi IVA dagli stati europei dopo la Brexit e la modalita’ di versamento IVA in caso di vendita di servizi digitali a clienti europei, e le ripercussioni di tali modifiche sull’esportazione.

Altro aspetto importante riguarda la scelta di chi si occupera’ del trasporto della merce fuori dal Regno Unito





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