presidente Conte

Speciale Pubblicato il 03/12/2018

Manovra 2019: per pensioni e RDC ancora un rinvio

di Susanna Finesso

Pensioni d'oro, Quota 100, Reddito di Cittadinanza: a che punto siamo? slitta la presentazione delle misure da inserire nel DDL Bilancio 2019

Il Governo ha deciso di rimandare ancora la presentazione  delle attesissime misure sulle pensioni nel disegno di legge di bilancio 2019. La manovra è giunta in Parlamento ma il testo riporta, ancora, solo gli stanziamenti massimi previsti per il 2019. Si tratta di:

  • 7 miliardi per la realizzazione di Quota 100, (anzi quota 62 anni con 38 di contributi , perche non sono previste altre combinazioni tra anni di età e anni di versamento) e 
  • 9 miliardi per l'erogazione di  Reddito e pensioni  di Cittadinanza.

Per i dettagli sulle modalità di realizzazione e sulle date  di decorrenza delle novità si attendevano gli emendamenti,  cioé le proposte di modifica alla legge prima delle discussione alla Camera ma il termine per la presentazione  è scaduto durante il fine settimana, senza che sia apparso alcun  testo ufficiale. 

La nuova fase di trattative con l'Unione Europea,  che si è resa necessaria per scongiurare le sanzioni economiche,  ha probabilmente il suo peso e il Governo  si è preso ancora tempo per limare  le proposte di riforma almeno fino alla prossima settimana , quando la legge passerà alla discussione in Senato. Non è piu eludibile infatti la riduzione del deficit sul PIL , previsto inizialmente al 2,4%    e che dovrebbe passare invece al  2% . Per questo obiettivo servono ben 7 miliardi L'ultima parola  dovrebbe  essere pronunciata dal Presidente Conte nella riunione dell'ECOFIN (tra primi ministri e ministri delle finanze  della UE).

Rivediamo quanto si sa oggi alla vigilia della discussione in Aula , sulle intenzioni e i calcoli messi a punto dai tecnici dell'Esecutivo su queste importanti riforme  previdenziali e assistenziali   fortemente criticate dalla UE perche  troppo onerose e  senza alcuna certezza che creino davvero la crescita economica annunciata dal Governo (si tratta di notizie sempre ufficiose, si ribadisce, perche non ci sono testi pubblici su cui basarsi ma solo dichiarazioni  e interviste dei rappresentanti della maggioranza).

 

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Pensioni: le misure previste

PENSIONE ANTICIPATA QUOTA 100:  Si prevede un regime transitorio di 3 anni  dal 2019 al 2022 in cui sarà possibile andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi maturati alla data del 31 marzo 2019. Le risorse stanziate sono sufficienti pero solo per il triennio 2019 -2021. 

Dal 2022 o 23 il vicepremier Salvini vorrebbe l'attuazione di Quota 41  per tutti,  ossia la possibilità di pensamento anticipato con 41 anni di contributi a qualsiasi età.

Per i primi anni di pensione , cioè fino al compimento dei 67 anni,  sarà vietato il cumulo con i redditi da lavoro. Questa misura potrebbe consentire il  risparmio di molti fondi ( potrebbe restare solo un auspicio, pero in quanto alcuni  maliziosi pensano già anche a un ritorno delle partite iva e delle società intestate  a piu di qualche moglie dei pensionandi piu "furbi" )

Gli assegni pensionistici calcolati  con i meccanismi  in vigore sconteranno  ovviamente la mancanza dei contributi degli anni non lavorati  per cui potranno essere piu bassi  almeno del 4% mensile rispetto a quelli che si otterrebbero a 67 anni. La riduzione dipende dal momento in cui si sono iniziati i versamenti e dalla gestione cui si è iscritti .

La misura interessa circa mezzo milione di lavoratori ma sarebbe prevista una introduzione graduale con finestre di accesso di almeno tre mesi per i privati e 6 per gli statali  per i docenti (prima data utile per loro il 1. settembre 2019).  

Per gli statali si è  pensato anche  a una forma di finanziamento bancario dei Tfs/Tfr per  quanti  si pensioneranno dal 2019 in avanti, con gli interessi a carico dello Stato, in questo modo si potrebbe avere un sensibile risparmio finanziario (termporaneo ) se il numero di pensionamenti fosse molto alto e concentrato nel 2019 .

Nelle ultime ore è emersa anche una ulteriore proposta del consigliere previdenziale della Lega, Alberto Brambilla,  che consiglia di inserire un altro requisito  poter lasciare il mondo del lavoro, in anticipo rispetto alla legge Fornero, ovvero di far accedere a quota 100 nel 2019 solo coloro che  hanno  maturato i requisiti da almeno 2 anni al 31 dicembre del 2018. 

OPZIONE DONNA:  Per le donne si proroga di un ulteriore anno la possibilità di andare in pensione con 58 anni e 35 di contributi 

APE SOCIALE: prevista la proroga della misura in vigore per i lavoratori in difficolta (disoccupati o disabili o con disabili a carico, con lavori usuranti ecc.)  che possono uscire a 63 anni  con l'indennità statale,  senza tagli sulla pensione definitiva . 

PENSIONI ANTICIPATE IN VIGORE Stop ai futuri  adeguamenti alla speranza di vita dei requisiti per l'uscita anticipata secondo le regole della legge Fornero  con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. 

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Reddito di Cittadinanza: l'ipotesi piu recente

Anche per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza non ci sono  certezze . Le due forze di maggioranza sembrano aver trovato l'accordo sul fatto che il Reddito sarà:

  • collegato ad un ISEE non superiore a 9360 euro (che è la soglia di pevertà calcolata dall'ISTAT) e
  • con possesso di un capitale immobiliare max di 30 mila euro 
  • possesso di capitale mobiliare max di 10 mila euro  (15mila euro per le famiglie con disabili) con   coefficenti di aumento  dell'importo fissati a  0,2% per ogni minore, 0,4 per ogni altro componente adulto
  • 300 euro euro di bonus sul limite di reddito   per eventuali  spese di affitto;
  • formazione obbligatoria e 8 ore settimanale di lavoro socialmente utile.
  • L'importo massimo  sembra passato  dai 780 euro  a 500 euro, secondo un documento trasmesso dal Ministero dell'Economia,  per venire incontro alle esigenze di risparmio richieste dalla UE; 

Sono già previste 4000 assunzioni nei Centri per l'impiego, per la riforma dei  quali in tutto sono in budget 2 miliardi di euro nel prossimo triennio. 

Le domande potrebbero essere accettate da marzo 2019 per partire con l'erogazione ad aprile   e questa riduzione dellì'applicazione risptto al primo gennaio porta un risparmio di oltre 2 miliardi. La tempistica è abbastanza improbabile, viste le 

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Per tutte le notizie e approfondimenti  segui sempre il nostro DOSSIER gratuito: Pensioni, novità 2018

Pensioni d'oro

Sul taglio delle pensioni d'oro,  la maggioranza non  sembra aver  ancora trovato l'accordo  sulle modalità di realizzazione . Si è parlato di :

  • 5 aliquote  di riduzione  dal 5 al 20%  applicabili sulle pensioni tra i 90mila a oltre  500 mila euro annui  calcolate con sistema misto (retributivo + contributivo).
  • Sono esclusi gli assegni calcolari con contributivo puro
  • 5 anni di durata massima 
  • La versione definitva della misura  non prevede il taglio dell'indicizzazione  sull'inflazione calcolata annualmente dall'ISTAT.

La misura per una volta non è di spesa bensi di risparmio per il bilancio dello stato e si dovrebbe attestare sui 250  milioni l'anno. Queste risorse  dovrebbero confluire in un apposito "Fondo rispamio sui trattamenti pensionistici di importo elevato"  destinato a finanziare le "pensioni di cittadinanza"  per le categorie di  cittadini piu disagiati.





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