Speciale Pubblicato il 28/06/2018

Analisi della redditività per prevenire la crisi dell'impresa

di Dott. Napolitano Nicola

Tempo di lettura: 5 minuti
analisi redditività per prevenire la crisi

Come effettuare un'analisi economica per evitare il successivo insorgere di una crisi di liquidità dell'impresa

Uno degli strumenti per prevenire e anticipare la crisi dell’impresa è una approfondita analisi della redditività.

Infatti la crisi di liquidità dell’impresa viene preceduta, nella maggior parte dei casi, da uno squilibrio economico latente, quasi impercettibile. Infatti mentre la crisi di liquidità viene avvertita in modo dirompente dal management e a volte anche dagli agenti esterni, la crisi economica inizialmente si configura con risultati economici negativi e spesso con un reddito netto positivo, ma un risultato operativo negativo.

In questo speciale analizzeremo come effettuare una analisi economica per evitare il successivo insorgere di una crisi di liquidità.

Prima di procedere al calcolo degli indicatori economici, è indispensabile riclassificare il Conto Economico di bilancio secondo uno dei criteri ampiamente affermati nella dottrina. Se stiamo effettuando una analisi in qualità di analisti esterni, il Conto Economico va riclassificato a Valore Aggiunto. Se invece è possibile accedere ai dati contabili analitici in qualità di analisti interni, è possibile riclassificare il Conto Economico a Costo del Venduto.

Dall’osservazione del conto economico a valore aggiunto già è possibile farsi una idea dello stato di salute dell’azienda. Si può così procedere a due diversi livelli di approfondimento, mediante:

  1. ANALISI DEI MARGINI DEL CONTO ECONOMICO A VALORE AGGIUNTO
  2. ANALISI DEGLI INDICI DI REDDITIVITA’

L'articolo continua dopo la pubblicità

Ti potrebbe interessare il nostro pacchetto Analisi di Bilancio - Pacchetto completo (pdf + excel) composto da 2 tools utili per effettuare una completa analisi patrimoniale economica e finanziaria del Bilancio e 3 guide in formato pdf



Analisi dei margini del Conto economico a valore aggiunto

Iniziamo dal primo livello di analisi.

Si riporta di seguito uno schema di conto economico riclassificato a valore aggiunto.

CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO A VALORE AGGIUNTO

Ricavi netti di vendita
Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
Variazione dei lavori in corso su ordinazione
Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni
Contributi in conto esercizio
Valore della produzione (a)
Costi per materie prime, sussidiari, di consumo e merci
Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
Costi per servizi
Costi per godimento di beni di terzi
Totale di consumi di materie, merci e servizi (b)
Valore aggiunto caratteristico (a-b)
Costi per il personale
Margine operativo lordo (EBITDA) MOL
Ammortamenti
Svalutazione dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide
Accantonamenti a Fondi rischi e oneri
Reddito  operativo (EBIT)  Gestione caratteristica o Margine operativo netto
Risultato della gestione finanziaria
Rettifiche di valore di attività finanziarie
Risultato della gestione accessoria
Utile lordo della gestione ordinaria
Saldo della gestione straordinaria
Utile lordo prima delle imposte
Imposte sul reddito dell'esercizio, correnti differite e anticipate
Risultato netto d'esercizio

I margini che scaturiscono da tale schema sono in valore assoluto e sarebbe utile ricalcolarli anche in percentuale ai ricavi di vendita.
I margini da controllare sono i seguenti:

Margine operativo lordo  (EBITDA)
Gestione caratteristica (EBIT)
Gestione finanziaria
Gestione accessoria
Gestione straordinaria

Importante è l’EBIT che dà una prima approssimazione sulla positività dei margini di vendita. Da controllare anche la gestione finanziaria affinché non incida eccessivamente sul risultato economico.

Analisi degli Indici di Redditività

Passiamo ora al secondo livello di analisi, quello relativo agli indici di redditività

Per effettuare una corretta analisi economica occorre analizzare sia i bilanci precedenti sia procedere ad un controllo nel corso dell’esercizio. Vediamo quali sono i principali indicatori della redditività aziendale.

Indici di Bilancio
R.O.E.
R.O.E. con sterilizzazione degli effetti fiscali
R.O.I.
R.O.N.A
R.O.S.
R.O.D.


Procediamo ad una breve disamina dei singoli indicatori.

R.O.E. (Return on Equity = Redditività del capitale proprio): Reddito netto/Capitale proprio x 100

Esprime il rendimento ottenuto dal capitale proprio investito nell’azienda per effetto della gestione. La sua adeguatezza viene misurata confrontandolo con il rendimento di aziende dello stesso settore e inoltre va analizzato il suo trend nel tempo.

R.O.E. con sterilizzazione degli effetti fiscali. Si tratta di una variante del precedente indice, con la differenza che al numeratore non viene considerato l’utile netto del conto economico, bensì il risultato prima delle imposte. In questo modo è possibile valutare la redditività a prescindere dall’incidenza delle imposte.

R.O.I. (Retrun on Investment = Redditività del capitale investito): EBIT/Totale Impieghi x 100. Questo indice permette di valutare il rendimento dell’intero capitale investito in azienda ed indica la misura dell’efficienza della gestione caratteristica.

R.O.N.A. (Return on net assests = Rendimento degli investimenti netti). EBIT/ (Tot. Impieghi-debiti commerciali-fondi –TFR) X 100. E’ un indicatore alternativo al ROI e differisce da quest’ultimo in quanto al denominatore il totale impieghi viene depurato dei debiti commerciali, dei fondi e del TFR.

R.O.S. (Return on sales = Redditività delle vendite) EBIT/Ricavi di vendita x 100

Esprime il rendimento delle vendite ed in percentuale indica quanto residua dai ricavi di vendita per la copertura dei costi non operativi. Ad esempio un ROS del 15% indica che su 100 di ricavi, 85 hanno coperto i costi caratteristici e 15 residuano per coprire gli oneri finanziari, straordinari e tributari. Attenzione al ROS negativo che indica una insufficienza delle vendite a coprire i costi della produzione, chiaro segnale di uno squilibrio economico che nel medio termine può trasformarsi in disequilibrio finanziario. Occorre in questo caso intervenire con decise azioni di marketing per risollevare le vendite.

R.O.D. (Redtur on debt = Rendimento del capitale di terzi) Oneri finanziari/Capitale di terzi x 100.

Questo indice indica il tasso medio pagato dall’azienda sui debiti. Esso va confrontato con il tasso applicato dal sistema bancario e con il ROI. Infatti un ROI maggiore del ROD sta a significare che il capitale investito in azienda ha un rendimento maggiore del costo del capitale investito. In questa ipotesi si può affermare che un ulteriore indebitamento sortisce come effetto un incremento della redditività.

Per approfondire l’aspetto del confronto ROI – ROD e la convenienza all’indebitamento, potrebbe interessare lo speciale "Quanto conviene all’impresa indebitarsi: come valutare la convenienza"

Conclusione

Procedere ad una analisi sia storica che in itinere della redditività aziendale, permette di anticipare il disequilibrio dapprima economico e successivamente finanziario dell’azienda, individuando i più opportuni interventi strategici operativi da intraprendere.

Nella fase del disequilibrio economico, senza che si sia ancora verificato un disequilibrio finanziario, è possibile intervenire in genere con oculati interventi di marketing mix  sui singoli prodotti, allo scopo di invertire la tendenza negativa.




Prodotti consigliati per te

18,90 € + IVA
16,90 € + IVA
49,90 € + IVA
42,90 € + IVA

Scrivi un commento

I campi contrassegnati * sono obbligatori
(il tuo indirizzo non sara' pubblicato)