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Speciale Pubblicato il 19/04/2018

Regime forfettario: requisiti, modalità di accesso e di uscita

di Gesuato Elisabetta

Chi può accedere al regime forfetario e come, gli esclusi e le possibilità di uscita.

Dal 2016 il regime forfetario resta l'unica alternativa al regime ordinario per le persone fisiche che svolgono o iniziano un'attività d'impresa, di arte/professione, e che possiedono determinati requisiti. Il regime forfetario, infatti, ha sostituito i precedenti regimi agevolati: regime delle nuove iniziative (art. 13 L. 388/2000) e regime contabile agevolato (art. 27 comma 3 D.l. 98/2011), che sono stati abrogati già dal 2015.

Il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011)- prima abrogato con la Legge di Stabilità 2015 ma poi prorogato per tutto il 2015 dal decreto Milleproroghe - è stato definitivamente soppresso con la Legge di Stabilità 2016. Il regime, tuttavia, resta in vigore fino alla scadenza naturale (termine del quinquennio o raggiungimento del 35° anno d'età) per coloro che: hanno iniziato l'attività entro il 31.12.2015 o lo applicavano già da prima.

Il regime forfetario è stato oggetto di alcune modifiche dalla Finanziaria 2016 (art. 1, commi da 111 a 113, Finanziaria 2016) in vigore dall’1.1.2016 e  l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare 4.4.2016, n. 10/E fornendo una serie di chiarimenti che saranno di seguito esaminati.

 

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Regime forfetario: requisiti

Possono aderire al regime le persone fisiche che esercitano o che iniziano un'attività d'impresa o arte o professione, purché nell'anno solare precedente presentino i seguenti requisiti:

  • Abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO specifico dell'attività svolta (vedi tabella riportata in calce all'articolo).

Il limite deve essere ragguagliato all'anno, nel caso di attività iniziata in corso d'anno.

La Legge di Stabilità 2016, a decorrere dal 2016, ha incrementato le soglie dei ricavi e dei compensi di circa 10.000 Euro (di 15.000 Euro per le attività svolte dagli esercenti arti e professioni). La verifica dei limiti per l'accesso o la permanenza nel regime, a partire dal 1° gennaio 2016, va fatta con riferimento alle nuove soglie. A chiarirlo l'Agenzia delle Entrate nella Circolare 10/E/2016, in linea con gli orientamenti pubblicati dalla stampa specializzata ancora ad inizio anno.

Ai fini del computo della soglia di ricavi:

  • rileva il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore;
  • concorrono i ricavi relativi alle cessioni poste in essere con la Città del Vaticano e con San Marino;
  • non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall'adeguamento agli studi di settore;

Nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, occorre considerare il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici.

  • Abbiano sostenuto spese per l'acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5mila Euro lordi a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60, TUIR;
  • Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20mila Euro. Per verificare il limite dei beni strumentali, occorre far riferimento al costo sostenuto al netto dell'IVA, anche se non è stato esercitato il diritto alla detrazione.

Ai fini di tale limite non vanno considerati:

  • i beni immobili comunque acquisiti ed anche se detenuti in locazione per l'esercizio dell'impresa, arte o professione;
  • i beni di costo unitario non superiore a € 516,46;
  • i beni immateriali quali avviamento e spese relative a più esercizi.

Rilevano, invece, nel calcolo del limite:

  • per i beni in locazione finanziaria, il costo sostenuto dal concedente;
  • per i beni in locazione, noleggio e comodato, il valore normale determinato (ai sensi dell'art. 9 del TUIR) alla data del contratto di locazione/noleggio o comodato;
  • per i beni in proprietà, il prezzo di acquisto.

I beni utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'impresa, arte o professione, e per l'uso personale o familiare del contribuente concorrono al calcolo del limite di 20mila € nella misura del 50%, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo per l'attività esercitata. Si presumono ad uso promiscuo tutti i beni a deducibilità limitata, indicati agli articoli 164 e 102 comma 9 del TUIR (autovetture, telefonia ecc ….).

 

CONDIZIONI REGIME FORFETARIO

1

Ricavi conseguiti o compensi percepiti non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO specifico dell'attività svolta

2

Spese sostenute per l'acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5.000 Euro lordi

3

Costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20.000 Euro

 

Regime forfetario: casi di esclusione

Il regime non può essere adottato dai soggetti:

  • che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito (cessione di generi di monopolio, vendita di beni usati, agriturismo, ecc...).

L'esercizio di un'attività soggetta ad un regime speciale Iva, preclude l'accesso al regime per tutte le altre attività eventualmente svolte, anche se non soggette ad un regime speciale.

Il regime del Patent box (art. 1 commi 37-75 L. 190/2014) è incompatibile con il regime forfetario, mentre i produttori agricoli (che rispettano i requisiti indicati all'art. 32 del TUIR), titolari di reddito fondiario, possono applicare il regime forfetario per le altre attività che intendono svolgere;

  • non residenti. Il regime è comunque applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE/aderente allo SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito;
  • che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati/porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ex art. 10, comma 1, n. 8, DPR n. 633/72 ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE;
  • che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone/associazioni professionali/srl trasparenti. Nella Circolare 10/E/2016 l'Agenzia delle Entrate afferma che la causa di esclusione non opera:
    • se la partecipazione viene ceduta nel corso del periodo d'imposta nel quale si intende applicare il regime forfetario;
    • quando, in corso di applicazione del regime forfetario, il contribuente erediti una partecipazione societaria che viene ceduta entro la fine dell'esercizio;
  • che abbiano conseguito, nell'anno antecedente a quello in cui intendono avvalersi del regime agevolato, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti la soglia di 30mila Euro. Nella Circolare 10/E/2016 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il rispetto di tale limite:
    • non rileva se il rapporto di lavoro dipendete o assimilato risulti cessato nell'anno precedente;
    • rileva nel caso in cui, nello stesso anno, il contribuente abbia cessato il rapporto di lavoro dipendente e ne abbia intrapreso uno nuovo, ancora in essere al 31 dicembre.

Quest'ultima condizione è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2016, pertanto preclude l'applicazione del regime forfetario a decorrere dal 2016. In base alla normativa previgente, invece, il reddito d’impresa/lavoro autonomo, che si intende(va) assoggettare al regime agevolato, doveva risultare prevalente rispetto a quello eventualmente svolto come lavoro dipendente/assimilato (ex artt. 49 e 50, TUIR). Tale requisito ha costituito condizione di accesso (e non di esclusione) al regime forfetario per coloro che lo hanno applicato nel 2015.

 

ESCLUSI DAL REGIME FORFETARIO

1

Chi si avvale di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito

2

Non residenti

3

Chi, in via esclusiva o prevalente, effettua cessioni di fabbricati/porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ex art. 10, comma 1, n. 8, DPR n. 633/72 ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE (art. 53 comma 1 D.l. 331/93)

4

Chi, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipa a società di persone/associazioni professionali/srl trasparenti

5

Chi abbia conseguito, nell'anno antecedente a quello in cui intendono avvalersi del regime agevolato, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti 30.000 Euro

Regime forfettario: modalità di accesso e possibilità di uscita

Il regime forfetario è il regime naturale per le persone fisiche che esercitano un'attività d'impresa/lavoro autonomo e che possiedono determinati requisiti.

Pertanto i soggetti già in attività vi accedono senza effettuare alcuna comunicazione, né preventiva né successiva. Tali soggetti però, se intendono usufruire del regime contributivo agevolato, devono effettuare apposita comunicazione telematica all'INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno.

Per i contribuenti che iniziano l'attività, invece, e che presumono di rispettare le condizioni previste per l'applicazione del regime, è d'obbligo darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (mod. AA9/12), ai fini solo anagrafici. In caso contrario l'accesso al regime forfetario non è precluso, tuttavia si è soggetti ad una sanzione amministrativa da 250 a 2mila Euro (art. 11 comma 1 lett. a) del D.lgs. 471/97).

L'attestazione dei requisiti di accesso e dell'assenza di cause ostative avviene in sede di dichiarazione annuale dei redditi. Per il periodo d'imposta 2017 barrando i campi 1 e 2 del rigo LM21 del Mod. Redditi PF 2018.

La legge non prevede una durata particolare del regime. Il contribuente cesserà di usare il regime agevolato in tre casi:

  • per opzione, con vincolo triennale. Coloro che possiedono i requisiti per poter accedere al regime forfetario, hanno la possibilità di non applicarlo o di fuoriuscirne, optando per il regime ordinario.  L'opzione avviene tramite comportamento concludente, ed è valida per almeno un triennio; dopodiché si rinnova tacitamente per ciascun anno successivo, finché permane la concreta applicazione del regime ordinario.

In deroga al vincolo triennale, coloro che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario, possono revocare tale scelta e adottare dal 2016 il regime forfetario.Tale possibilità è prevista anche per:

  • i soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime ordinario, pur essendo in possesso dei requisiti per adottare il regime dei minimi;
  • i soggetti che nel 2015 hanno scelto di applicare il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011).

Benché l'opzione avvenga tramite comportamento concludente, è necessario comunicarla all'Agenzia delle Entrate tramite il quadro VO della dichiarazione IVA, da presentare successivamente alla scelta operata.

  • per legge (quindi obbligatoriamente), quando:
    • viene meno uno dei requisiti richiesti per l'accesso al regime stesso (ad esempio, beni strumentali al 31.12 superiori ad € 20.000);
    • si verifica una causa di esclusione (regimi speciali IVA, non residenza, compravendita di immobili e auto, ecc.).

In questi casi il regime cessa di essere applicato dall’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti di accesso, o si verifica una causa di esclusione. A differenza del regime dei minimi (di cui al D.l. 98/2011), non è prevista la cessazione del regime in corso d'anno.

  • per accertamento definitivo, in cui sia dimostrato il venir meno di una delle condizioni di accesso o l’esistenza di una delle cause di esclusione. In questo caso il regime cessa dall'anno successivo a quello accertato. Se per esempio un accertamento relativo all'anno d'imposta 2015 si rende definitivo nel 2020, il regime forfetario si considera cessato dal 2016.

MODALITA' DI ACCESSO AL REGIME FORFETARIO

Per chi è già in attività

Non serve alcuna comunicazione perché il regime forfetario è il regime naturale

Per chi inizia una nuova attività

Comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (mod. AA9/12).

MODALITA' DI USCITA DAL REGIME FORFETARIO

Per volontà del contribuente

Con opzione al regime ordinario, tramite comportamento concludente, ma con vincolo triennale. E' necessario comunque compilare il quadro VO della dichiarazione IVA.

Per legge

Per mancanza di uno dei requisiti o per il verificarsi di una causa di esclusione

Per accertamento definitivo

Che attesta il venir meno di una delle condizioni di accesso o l’esistenza di una delle cause di esclusione

 

Regime forfettario: calcolo del reddito

Ai fini delle imposte dirette, il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata.

(Nella tabella sopra riportata puoi individuare il tuo codice Ateco e il corrispondente coefficiente di redditività per il calcolo dell'imposta sostitutiva).

In caso di esercizio di più attività contraddistinte da diversi codici ATECO 2007, il reddito va determinato applicando ai ricavi/compensi imputabili a ciascuna attività il relativo coefficiente di redditività (si veda Circolare n. 10/E/2016).

Una volta determinato il reddito imponibile, si scomputano da esso i contributi previdenziali versati in base alla legge.

L'eventuale eccedenza che non ha trovato capienza nel reddito dell'attività assoggettata al regime forfetario può essere portata in diminuzione dal reddito complessivo come onere deducibile (ex art. 10 del TUIR).

Sul reddito determinato forfetariamente si applica l’imposta sostitutiva pari al 15%, sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali, nonché dell'IRAP.  

Il contribuente potrà scomputare le detrazioni d'imposta spettanti, dall'eventuale imposta lorda emergente dal quadro RN, nel caso in cui percepisca altre tipologie di reddito.

L’imposta sostitutiva deve essere versata tramite mod. F24 (anche mediante compensazione) nei termini previsti per il versamento dell’acconto / saldo IRPEF utilizzando i seguenti codici tributo (Risoluzione 59/E/2015):

  • “1790” per la prima rata di acconto;
  • “1791” per la seconda o unica rata di acconto;
  • “1792” per il saldo.

Per le c.d. start-up (soggetti che intraprendono una nuova attività) il legislatore ha previsto un'ulteriore agevolazione: la riduzione dell'aliquota al 5% per i primi 5 anni di attività. La riduzione dell'aliquota si applica a partire dal 2016. In via transitoria è concesso a chi ha aperto l'attività nel 2015, di applicare l'aliquota ridotta del 5% alle ultime quattro annualità (dal 2016 al 2019).

Si ricorda, infatti, che per il 2015 il legislatore aveva previsto la riduzione ad 1/3 della base imponibile per i primi 3 anni.

Per poter usufruire di questa ulteriore agevolazione, occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • il contribuente non ha esercitato, nei 3 anni precedenti, un'attività d'impresa/lavoro autonomo: per il calcolo dei 3 anni va fatto riferimento al calendario comune, non al periodo d'imposta né all'anno solare;
  • l'attività non costituisce mera prosecuzione di attività precedente: c'è “mera prosecuzione” quando la “nuova” attività si differenzia soltanto dal punto di vista formale ma, di fatto, viene svolta in sostanziale continuità rispetto alla precedente. Per valutare se la nuova attività sia o meno,mera prosecuzione, è necessario capire se si rivolge alla stessa clientela e se necessita delle stesse competenze lavorative;
  • se l'attività è la prosecuzione dell'attività svolta da altri, l'ammontare dei ricavi del periodo precedente non deve superare il limite dei ricavi previsto per il regime forfetario: se il trasferimento dell’impresa avviene in corso d’anno, i ricavi riferiti al cedente devono essere considerati cumulativamente a quelli dell’acquirente, ai fini della verifica del superamento del limite.

 

Regime forfettario: semplificazioni

I soggetti che adottano il regime forfetario in generale sono esonerati dal versamento dell'Iva, e di contro non hanno diritto alla relativa detrazione. Le fatture emesse, pertanto, non devono recare l'addebito di Iva. Le fatture emesse, pertanto, non devono recare l'addebito di Iva, e dovranno riportare nella fattura la seguente dicitura "Operazione senza applicazione dell'Iva ai sensi dell'art. 1 comma 58 L. 190/2014".
Nelle fatture di importo superiore a € 77,47 è necessario apporre la marca da bollo da € 2,00. Sono “esenti” da bollo le fatture relative agli acquisti UE e agli acquisti da assoggettare al reverse charge, per i quali il contribuente forfetario è debitore dell’imposta.
Se durante il regime forfetario viene emessa fattura senza Iva (es. nel 2016), e questa viene incassata l'anno successivo (es. 2017), quando il contribuente applica il regime ordinario, tale fattura non deve essere integrata in quanto l'operazione si intende effettuata al momento di emissione della fattura. A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate nella Circolare 10/E/2016.

Sono inoltre esonerati dall'obbligo:

  • della registrazione delle fatture emesse/corrispettivi;
  • della registrazione degli acquisti;
  • della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, ad eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • della dichiarazione e comunicazione annuale IVA;
  • della comunicazione delle operazioni rilevanti Iva (c.d. spesometro);
  • della comunicazione black list;

Sono invece obbligati a:

  • numerare e conservare le fatture d'acquisto e le bollette doganali;
  • certificare e conservare corrispettivi;
  • integrare la fattura ricevuta con aliquota e Iva, per le operazioni di cui risultino debitori d'imposta (reverse charge) e versare la relativa imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

Per quanto riguarda le imposte sui redditi:

  • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili (salvo l'obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie);
  • sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri;
  • non devono operare - in qualità di sostituti d'imposta- le ritenute alla fonte, anche se sussiste comunque l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta
  • non sono soggetti a ritenuta alla fonte sui ricavi/compensi conseguiti, e a tal fine rilasciano apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura.

Nella Circolare n. 10/E/2016, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se il contribuente forfetario ha subito erroneamente la ritenuta, può recuperarla:

  • presentando un’istanza di rimborso ex art. 38, DPR n. 602/73;
  • scomputandola nel mod. REDDITI;

a condizione che la stessa sia certificata dal sostituto d’imposta.

  • determinano il reddito d'impresa o di lavoro autonomo in maniera semplificata, applicando ai ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività, e scomputando da tale ammontare i contributi previdenziali obbligatori versati;
  • sono obbligati alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi, e a presentare la dichiarazione dei redditi nei tempi e con le modalità previste dal DPR 322/98;
  • devono indicare alcune informazioni relative all'attività svolta nell’apposito prospetto nel quadro RS del mod. REDDITI PF, in particolaree ai righi RS 371-372 occorre indicare a colonna 1 il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali non è stata operata la ritenuta e, in colonna 2, l’ammontare dei redditi stessi.
TABELLA CODICI ATECO:

Codice attività ATECO 2007

Settore

Limiti compensi

Coeff. redditività

Vecchi

Nuovi

(10 – 11)

Industrie alimentari e delle bevande

35.000

45.000

40%

45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9

Commercio all’ingrosso e al

dettaglio

40.000

50.000

40%

47.81

Commercio ambulante e di

prodotti alimentari e bevande

30.000

40.000

40%

47.82 – 47.89

Commercio ambulante di altri

prodotti

20.000

30.000

54%

(41 – 42 – 43) – (68)

Costruzioni e attività immobiliari

15.000

25.000

86%

46.1

Intermediari del commercio

15.000

25.000

62%

(55 – 56)

Attività dei servizi di alloggio e di

ristorazione

40.000

50.000

40%

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

15.000

30.000

78%

(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)

Altre attività economiche

20.000

30.000

67%

 





Commenti

E gli ex minimi che fine fanno ??? ovvero coloro che, fuoriusciti dal regime dal 2012, ma che mantenevano i limiti dei ricavi (€ 30.000) ed avendo barrato la casella VO34 della dichiarazione annuale iva relativa al 2012 ??? diventano forfettari automaticamente e quindi NON espongono l'iva se rispettano i limiti della tabella ??? qualcuno ci illumina ?? Grazie.

Commento di GIANPI (16:45 del 05/11/2014)

Ritengo si possa rispondere affermativamente. Del resto, perfino coloro che oggi sono nei semplificati o, addirittura, in contabilità ordinaria, se ne avessero i requisiti transiterebbero NATURALMENTE nel nuovo regime, salvo opzione.

Risposta di dawnraptor (17:11 del 05/11/2014) al commento di GIANPI

Ho capito bene? Avendo iniziato l'attività il 1/9/2015 in regime fiscale di vantaggio .... (regime minimi 5%) potrò rimanervi fin al 31/12/2019. Diversamente posso decidere di aderire al nuovo regime forfettario 2016 ma con aliquota fiscale 15% anziché 5%. In questo caso resta in vigore fino a scadenza (2019 per me) un terzo regime .

Risposta di Claudio (12:39 del 30/12/2015) al commento di GIANPI

No, nel suo caso come specificato da parte dell'Agenzia delle Entrate nel corsondi telefisco 2016, potra fruire dell'aliquota del 5% riservata alle start up per gli anninresidui dalla data di apertura e pertanto fino a fine 2019.

Risposta di Fabio (01:19 del 12/02/2016) al commento di Claudio

SONO UN EX MINIMO USCITO DAL REGIME DEI MINIMI NEL 2012.NEI SUCESSIVI ANNI HO MANTENUTO I REQUISITI DEI RICAVI( EURO 30000) COME MI DEVO COMPORTARE PER ENTRARE NEL REGIME FORFETTARIO.IN ATTESA SE QUALCUNO MI PUO INFORMARE RINGRAZIO.

Risposta di LUIGI (17:12 del 18/01/2016) al commento di GIANPI

Il nuovo regime forfettario è naturale quindi se a fine 2015 hai un fatturato nei limiti previsti di legge, il passaggio al nuovo regime sarà automatico. Dovrai eventualmente comunicare se decidi di NON aderirvi per motivi tuoi di convenienza.

Risposta di Flavia (14:01 del 20/01/2016) al commento di LUIGI

Il D.d.l. stabilità prevede all'art. 9 comma 32 l'abrogazione dell'art. 27 del D.l. 98/2011, quindi l'abrogazione comprende sia il regime dei c.d. "minimi" (regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità), previsto ai commi 1 e 2 dell'art. 27 del D.l. 98/2011, sia il regime dei c.d. "ex minimi", previsto al successivo comma 3. Pertanto anche i c.d. "ex minimi" confluiranno, al sussistere delle condizioni, nel nuovo regime agevolato forfetario, salva la possibilità di optare per il regime ordinario.

Commento di Elisabetta (13:00 del 06/11/2014)

Elisabetta grazie. Perdona la mia ignoranza, quindi dal 2015 avremmo due regimi ovvero ordinario e forfettario ?? oppure rimane sempre il terzo regime ovvero il semplificato attuale (solo bollati iva x intenderci) ??? Grazie ancora. Saluti. GP

Risposta di GIANPI (14:36 del 06/11/2014) al commento di Elisabetta

Buongiorno a tutti, una mia amica ha svolto un periodo di praticantato come Consulente del Lavoro alla fine del periodo di pratica è stata messa in regola part-time con qualifica gestione del personale. Ora ha passato l'esame da Consulente del Lavoro e vorrebbe aprire la P.Iva con regime dei minimi o forfettario ma viene specificato che uno dei requisiti è quello che l'attività con P.Iva non deve essere in alcun modo mera prosecuzione di un attività svolta come lavoratore dipendente!! secondo voi è analoga l'attività? secondo me il consulente del lavoro fa molte più cose!! Grazie per chi risponderà

Risposta di Ilaria (09:57 del 30/11/2015) al commento di Elisabetta

Non è una mera prosecuzione dell'attività in quanto svolgeva attività di dipendente presso uno studio di consulenza del lavoro ma non l'attività di consulente del lavoro pertanto puo' tranquillamente aprire una partita iva agevolata-

Risposta di gianluca (17:37 del 18/01/2016) al commento di Ilaria

I regimi fiscali saranno due: ordinario o forfetario. Il forfetario si intenderà quello "naturale" per i soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla norma, che non opteranno per quello ordinario.Cosa intende per terzo regime?

Commento di Elisabetta (15:59 del 06/11/2014)

Slave, ho letto il DDL ma permane anche per me un dubbio: io ho partita iva da 15 anni e sono in regime semplificato ma rispondo a tutti i requisiti per entrare nel nuovo regime ( reddito etc ) . Entrerò in automatico o comunque scegliendo l'opzione ? O il nuovo regime è dedicato SOLAMENTE alle nuove attività o ai minimi attuali ? grazie Cordialmente renato Pezzano

Commento di renato pezzano (19:07 del 06/11/2014)

buongiorno son un pensionato o 74 anni o la mia attivita da commerciante di fotografia e souvenir da 50 anni sono in senplificata il mio reddito e basso rientro nella categoria dei minimi mi conviene aderire o rimango in senplificata grazie dino

Risposta di dino (12:35 del 16/03/2015) al commento di renato pezzano

Salve io faccio spesso lavori all estero ,pero fatturo per una ditta italiana,ho i requisiti per entrare nel regime agevolato ? Avendo anche gli altri requisiti. Grazie per la risposta.

Risposta di Giuseppe (18:54 del 29/02/2016) al commento di dino

Buongiorno, ho aderito al regime dei minimi nel 2014, quindi fino al 2018 starei a posto. Sarei tentato di passare la forfetario per scavalcare i limiti temporali dei 5 anni. Domanda: posso fare il passaggio dal 2019 continuando ad avere ancora per 3 anni l'aliquota 5% o devo farlo adesso? e il passaggio avviene in automatico utilizzando i nuovi codici di pagamento sull'F24 o bisogna comunicare qualcosa? Grazie. Alessandro.

Risposta di Alessandro (16:03 del 12/01/2016) al commento di renato pezzano

Se tanto mi da tanto, significa che io dal regime semplificato attuale ( quindi con iva e tutto ) rispondendo ai requisiti di accesso ( reddito entro...etc ) , entro in automatico nel forfettario senza più Iva con l'unica imposta al 15 ( oltre l'inps ovviamente ) ? cordialmente Renato Pezzano

Commento di renato pezzano (20:19 del 06/11/2014)

Il nuovo regime forfetario si applica a tutti coloro che possiedono i requisiti previsti dall'articolo 9 del d.d.l. stabilità 2015. Pertanto anche chi proviene dal regime contabile semplificato (si intende allora "in contabilità semplificata") potrà in caso accedervi. La legge non specifica la necessità di alcuna comunicazione per accedere al regime, salvo il caso di inizio di una nuova attività. La scelta pertanto si desumerà per "fatti concludenti".

Commento di Elisabetta (11:44 del 07/11/2014)

Grazie mille, gentilissima

Risposta di renato pezzano (12:24 del 07/11/2014) al commento di Elisabetta

Grazie a lei per l'attenzione riservataci. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:32 del 07/11/2014) al commento di renato pezzano

Ma se la ditta che vuole aderire al nuovo regime ha delle rimanenze? Tra i requisiti ci sono limitazioni relative ad esse? Leggendo sembrerebbe che chi ha tante rimanenze si azzererebbero?!

Commento di Ivana (11:28 del 08/11/2014)

A differenza di quanto previsto dal regime dei contribuenti minimi (detto anche di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità), il nuovo regime forfetario agevolato non prevede la deduzione dal reddito delle rimanenze finali formatesi in periodi antecedenti all'adozione del regime stesso.

Risposta di Elisabetta (11:20 del 10/11/2014) al commento di Ivana

Quindi se una ditta ha le rimanenze di circa 30.000 euro ma rispetta gli altri requisiti può entrare nel nuovo regime? Le rimamenze che fine fanno? Si azzerano da sole? Grazie

Risposta di ivana (11:48 del 12/11/2014) al commento di Elisabetta

Sono nel regime dei minimi da due anni, quest anno compio 35anni. Posso continuare nel regime dei minimi per altri 3anni ? Grazie

Commento di Carlo paolini (22:23 del 08/11/2014)

Sì, in quanto il ddl di stabilità 2015 prevede una clausola di salvaguardia per i contribuenti che nel 2014 si trovano nel regime dei minimi. Tali soggetti potranno continuare ad avvalersi del regime fino alla sua scadenza naturale (ultimazione quinquiennio o raggiungimento del 35° anno d'età).

Commento di Elisabetta (11:26 del 10/11/2014)

Scusa Elisabetta, quindi posso continuare nel regime dei minimi fino a 38anni ? Il raggiungimento dei 35 anni (nel 2014) non conta? Grazie

Risposta di Carlo Paolini (20:05 del 10/11/2014) al commento di Elisabetta

Sono nel regime dei minimi da gennaio 2013 ma a settembre 2015 ho compiuto 35 anni cosa devo fare adesso? uscire dal regime e iscrivermi al forfettario oppure posso rimanere fino a 5 anni??

Risposta di angela (17:56 del 15/01/2016) al commento di Carlo Paolini

PREMESSA -Pensionato - Già soggetto all’antico regime dei minimi, nel 2012 sono passato al regime ordinario. - Nell’ agosto 2013 ho restituito la partita IVA interrompendo l’attività libero professionale perchè risultata troppo onerosa. CHIEDO - In qualità di pensionato, posso ora nuovamente accedere al regime dei minimi del 2015 riprendendo la partita IVA?

Commento di angelo (19:49 del 10/11/2014)

Nel 2015 il regime dei minimi (inteso "regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) cessa di esistere, per cui non potrà essere scelto. L'unica eccezione è per i soggetti che nel 2014 si trovano in tale regime, che potranno portarlo avanti fino alla scadenza naturale. Nel 2015 potrà utilizzare il nuovo regime forfetario (se verrà confermato con l'approvazione definitiva della legge di stabilità), se in possesso dei requisiti (ricavi, spese per acquisizione di lavoro, spese per beni strumentali). Per chi inizia una nuova attività segnalo che esiste anche la possibilità di avvalersi del regime agevolato forfetario per le start-up, che prevede la riduzione del reddito di 1/3(quindi un risparmio di imposta). Il riferimento normativo è art. 9 comma 12 del Ddl di stabilità 2015. Tuttavia tra le condizioni di accesso vi è anche quella di non aver esercitato nei 3 anni precedenti un'attività artistica, professionale o d'impresa. Per cui non credo che lei potrebbe rientrare, considerato che nel 2012 svolgeva un'attività professionale. In ogni caso le resta la possibilità di avvalersi del regime forfetario agevolato.

Risposta di Elisabetta (12:52 del 11/11/2014) al commento di angelo

La legge di stabilità approvata definitivamente e già in gazzetta ha confermato che chi ha reddito di pensione o dipendente puo' accedere al regime forfettario solo se il reddito di impresa o professione è prevalente rispetto a quello di pensione o dipendente, o se complessivamente non superano 20000 euro.

Risposta di Luigia Lumia (15:16 del 30/12/2014) al commento di angelo

La ringrazio per la puntualità delle due risposte alla mia domanda. Saluti, Angelo

Commento di angelo (12:31 del 11/11/2014)

Sì, può continuare ad utilizzare il regime di vantaggio dell'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità per tutto il quinquiennio, anche se nel 2014 raggiunge i 35 anni d'età. Il limite d'età opera sono con riferimento ai soggetti molto giovani, che possono utilizzare il regime per più di cinque anni, ma non oltre il compimento del 35° anno d'età. Il riferimento è il Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 22.11.2011. Il provvedimento e ulteriori spiegazioni sul limite d'età sono consultabili al nostro speciale del 12.1.2012. Link: Minimi 2012,il nuovo regime di vantaggio per i giovani e i lavoratori in mobilità

Commento di Elisabetta (12:51 del 11/11/2014)

Sono sempre Angelo che la ringrazia per la seconda risposta (perchè la prima era riferita al precedente quesito). Può quindi confermarmi che il mio trattamento pensionistico non costituisce un ostacolo alla possibilità di avvalermi al nuovo regime forfettario? Grazie

Commento di angelo (12:58 del 11/11/2014)

Con l'approvazione della legge di stabilità definitiva è stato ristretto il campo di applicazione del regime forfettario per i pensionati che possono accedervi solo se il reddito di autonomo o d'impresa è prevalente rispetto a quello di pensione (o dipendente), oppure se complessivamente sono inferiori a 20000 euro.

Risposta di Luigia Lumia (15:20 del 30/12/2014) al commento di angelo

Ringrazio il dott. Luigi Lumia per la precisazione relativa al limite di 20.000 Euro imposto all'ultimo momento, per i pensionati, dalla Legge di Stabilità. Vorrà dire che mi godrò in pace la pensione dolendomi per non poter contribuire, così come altri colleghi, a versare ulteriori tasse allo Stato. Distinti saluti. Angelo

Risposta di Angelo (16:09 del 31/12/2014) al commento di Luigia Lumia

Buongiorno. Le confermo che il trattamento pensionistico non costituisce un ostacolo alla possibilità di avvalersi del nuovo regime agevolato forfetario.

Commento di Elisabetta (09:08 del 12/11/2014)

Nella risposta da lei fornita l'11/11/2014 al quesito di Angelo ha confermato che la pensione non ha nessuna influenza sull'applicazione del nuovo regime forfettario. Al contrario in data 30/12/2014 Luigia Lumia sostiene che la pensione influisce sul calcolo del massimale di reddito cumulato (euro 20.000) da considerare per poter usufruire del nuovo regime forfettario. Qual è l'interpretazione giusta?

Risposta di Walter (18:02 del 05/03/2015) al commento di Elisabetta

Buongiorno Walter, le prime risposte fornite risalgono al periodo precedente alla conversione in legge della finanziaria, quindi non tengono conto delle modifiche apportate successivamente. Con l'approvazione della legge di stabilità 2015 è stato aggiunta un'ulteriore condizione per poter utilizzare il regime agevolato forfetario: i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione devono essere prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati. Pertanto la pensione eventualmente percepita non deve essere prevalente rispetto al reddito conseguito con il regime forfetario. Nell'articolo la condizione di prevalenza è spiegata. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:36 del 09/03/2015) al commento di Walter

Il mio dubbio è legato al significato della definizione di "lavoro dipendente o assimilato". Ritenevo che "assimilato" si riferisse alle varie forme di lavoro tipo co.co.pro. ecc. Penso che "reddito da pensione" dobrebbe essere scritto chiaramente. Per cui si è condannati al regime ordinario anche se "semplificato" per il quale non so se si deve fare opzione. E come ritengo, se diventerà troppo onereso per le magre entrate dell'attività artistica, si dovrà chiudere la P.IVA ed essere destinati alla panchina pubblica. Cosa già successa quando ci fu il divieto di cumulo fra pensione e redditi di libera professione.SI PERSEGUISSERO I VERI EVASORI !!.

Risposta di Walter Faraoni (13:04 del 09/03/2015) al commento di Elisabetta

Il reddito da pensione, secondo l'art. 49 comma 2 del Tuir, è considerato reddito di lavoro dipendente. Saluti

Risposta di Elisabetta (14:19 del 09/03/2015) al commento di Walter Faraoni

Molte grazie comunque, per la solerzia e competenza.

Risposta di Walter Faraoni (16:53 del 09/03/2015) al commento di Elisabetta

Grazie per la tempestiva risposta e competenza

Commento di Carlo Paolini (21:03 del 12/11/2014)

quello che non riesco a capire e quindi se mi potete delucidare e'se io che fino all'anno scorso ero nel regime soggetto a studi di settore,ho un reddito non superiore a 15.000 euro ho 46 anni sono artigiano (tecnico tv) ho l'attivita'dal 1991,posso rientrare nel regime forfettario?

Commento di claudio scardino (18:24 del 13/11/2014)

Buongiorno, per capire se può accedere al regime agevolato deve innanzitutto considerare il suo codice attività, e controllare il limite dei ricavi riferito al suo codice (trova la tabella in calce all'articolo). Dopodiché deve verificare la sussistenza degli altri requisiti: spese per lavoro e beni strumentali. Infine deve controllare di non rientrare in una causa di esclusione. Trova tutto nell'articolo. L'età non ha nessuna rilevanza per questo nuovo regime. Difficile risponderle se rientra o meno non avendo tutti i suoi dati a disposizione.

Risposta di Elisabetta (09:46 del 14/11/2014) al commento di claudio scardino

Buonasera, ho 50 anni, dal 2012 sono nel regime dei minimi come procacciatore immobili, reddito medio €. 22/24.000 Con le nuove norme posso restare per i prossimi 2 anni nel regime minimi con tassazione 5% ? Grazie

Commento di marco (00:20 del 15/11/2014)

Sì, in quanto è prevista una "clausola di salvaguardia" per chi nel 2014 si trova nel regime dei minimi. Potrà continuare ad avvalersene fino alla scadenza naturale (nel suo caso fino al termine del quinquiennio). Il riferimento è l'art. 9 comma 35 del ddl di stabilità 2015.

Risposta di Elisabetta (11:42 del 17/11/2014) al commento di marco

Buongiorno,ho aperto partita iva nel 2008,nel 2013 sono uscito dal regime dei minimi ed adesso faccio parte degli ex minimi(versamento iva annuale,no irap,irpef a scaglione cin quadro rg.chiedo se posso entrare nel nuovo regime dei minimi dati che sono in possesso di tutti i requisiti e ricavi inferiori a 15.000 essendo professionista da sempre.

Commento di massimiliano (15:30 del 15/11/2014)

Sì, può rientrare nel nuovo regime forfetario se possiede i requisiti previsti dalla legge, e se non rientra in una causa di esclusione. Non ha rilevanza il regime di provenienza. Poiché dal 2015 i "vecchi" regimi agevolati cesseranno di esistere (compreso il regime degli ex minimi), in assenza di espressa opzione per il regime ordinario, lei rientrerà in automatico nel nuovo regime forfetario agevolato.Il riferimento è l'art. 9 comma 33 del Ddl stabilità 2015.

Risposta di Elisabetta (11:48 del 17/11/2014) al commento di massimiliano

Buon giorno, vorrei sapere per ricavi e compensi cosa si intende precisamente. Grazie Alessandra

Commento di Alessandra (10:03 del 17/11/2014)

Si intendono i ricavi conseguiti o i compensi incassati in un determinato periodo d'imposta (in questo senso tali concetti non vanno confusi con quello di "reddito"). Per le attività d'impresa (che normalmente seguono il principio di competenza) il criterio della competenza incide solo ai fini della verifica dell'ingresso nel regime agevolato; negli anni successivi, per la verifica della permanenza nel regime agevolato, si dovrà tener conto solo del regime di cassa.

Risposta di Elisabetta (12:08 del 17/11/2014) al commento di Alessandra

Grazie, quindi tutte le fatture emesse senza detrarre eventuali costi, esempio se faccio una torta fatturo lavoro più ingredienti e non detraggo il costo degli ingredienti?

Risposta di Alessandra (12:30 del 17/11/2014) al commento di Elisabetta

Esatto. Tra l'altro le segnalo che una volta entrata nel nuovo regime il reddito imponibile non sarà più determinato come differenza tra componenti posivi e negativi, ma si calcolerà forfetariamente applicando ai compensi/ricavi un coefficiente di redditività. I costi inerenti quindi non avranno più peso ai fini della tassazione.

Risposta di Elisabetta (15:25 del 17/11/2014) al commento di Alessandra

Buongiorno, sono in possesso di partita iva in regime dei minimi dal 2011 come professionista ed ho 28 anni. Vorrei cambiare attività e l'attività rientra nella tabella da voi indicata (commercio all'ingrosso 46.51). Posso variare il codice ateco e dunque iscrivermi al registro della camera di commercio con la nuova attività senza perdere il diritto al regime agevolato? (Attualmente non sono iscritto in quanto professionista) Grazie per l'attenzione

Commento di Mario (09:54 del 20/11/2014)

Buongiorno, il regime dei minimi attualmente in vigore prevede, tra le condizioni di accesso, che non sia stata svolta nei 3 anni precedenti un’attività artistica o professionale o d’impresa, nemmeno in forma associata o familiare. Pertanto se lei nel 2014 inizia una nuova attività non potrà usare il regime dei minimi, considerato che dal 2011 svolge un'attività professionale (se inizia l'attività nel 2015 non potrà comunque usufruire del regime dei minimi in quanto non sarà più in vigore).Invece, potrà valutare la possibilità di utilizzare il nuovo regime agevolato forfetario, che entrerà in vigore nel 2015 (sempre che venga confermato con la legge di stabilità 2015). Questo regime, infatti, non prevede tra le condizioni di ingresso i requisiti di non aver esercitato alcuna attività nel triennio precedente. Ovviamente dovrà verificare il possesso degli altri requisiti: limite dei ricavi, spese di lavoro e beni strumentali.

Commento di Elisabetta (10:39 del 20/11/2014)

Buongiorno, una domanda alla quale non trovo una risposta. Nel caso che nel corso del 2014 sono un "minimo" con tutti i requisiti necessari per poter usufruire della "clausula di salvaguardia", posso comunque optare per il regime forfettario? Se si, devo farne comunicazione scritta? (ricordo a tutti che le agevolazioni INPS col nuovo regime non sono da sottovalutare). Grazie

Commento di Dario (17:53 del 25/11/2014)

Attualmente il testo del ddl prevede la possibilità di permanere nel regime dei minimi fino alla scadenza naturale (c.d. clausola di salvaguarda art. 9 comma 35 ddl stabilità 2015). Il contribuente pertanto può anche non avvalersi di questa possibilità, e scegliere il nuovo regime forfetario (nel caso in cui regime dei minimi dovesse risultare meno coveniente). Nel testo ancora non è indicato come effettuare la scelta. Bisognerà attendere la conversione in legge del ddl e probabilmente la pubblicazione di un decreto attuativo o provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate. Saluti.

Risposta di Elisabetta (16:03 del 26/11/2014) al commento di Dario

Grazie mille

Risposta di Dario (16:17 del 26/11/2014) al commento di Elisabetta

buongiorno ho aperto la partita iva come soggetto minimo il 03-11-2014. a quanto pare posso continuare questo regime minimo(5%)per 5 anni...ecc ecc. Il limite dei ricavi in corso di approvazione ddl stabilità al momento di euro 15.000 riguarda anche i soggetti già minimi. è un conto rientrare nei 5.000 euro(ragguglio dei 30.000 a 2 mesi d'attività) mentre un altro è rientrare nei 2.500 euro(ragguaglio 15000 a 2 mesi) grazie saluti

Commento di SONIA (17:30 del 27/11/2014)

Buongiorno Sonia, il ragguaglio ad anno deve essere eseguito sui ricavi conseguiti, non sui limiti fissati dal ddl legge di stabilità 2015. Ad esempio, si supponga che l'attività sia iniziata il 1°luglio 2014, e si siano conseguiti ricavi per 12.000 Euro. Per verificare il requisito della soglia reddituale bisognerà ragguagliare i 12.000 Euro ai 6 mesi. Quindi 12.000*12/6 = 24.000 A questo punto bisogna confrontare tale valore con i limiti indicati nell'allegato 4 del ddl stabilità 2015. Se il limite indicato nella tabella è 15.000 Euro (riferito all'attività specifica del caso), il soggetto non rientrerà nel nuovo regime agevolato.

Risposta di Elisabetta (12:29 del 28/11/2014) al commento di SONIA

quindi anche se ho iniziato l'attività nel 2014 come minimo dovrò tenere conto dei valori minimi del ddl stabilità(per continuare ad essere minimi) e se decidessi di beneficiare nel 2015 del 5% e non del 15%(opzione possibile)sarò sempre soggetta al non superamento dei limiti del ddl e non dei famosi 30.000 euro?grazie ancora saluti

Risposta di SONIA (16:36 del 28/11/2014) al commento di Elisabetta

Se lei continua nel regime dei minimi attualmente in vigore deve rispettare le regole previste per tale regime (quindi soglia dei 30.000 Euro). Solo nel momento in cui deciderà di accedere al regime forfetario dovrà "sottostare" ai limiti dei ricavi/compensi stabiliti dal ddl stabilità 2015.

Risposta di Elisabetta (09:35 del 01/12/2014) al commento di SONIA

Buongiorno Elisabetta, sono una libera professionista di 33 anni ed ho aperto partita iva nel regime dei minimi nel luglio del 2012. In pratica in base alla nuova legge in vigore dal 1 gennaio del 2015 io posso comunque rimanere nel "vecchio" regime dei minimi fino a luglio 2017 (quinquennio) e poi a partire da quella data (se non cambia qualcosa) potrò rientrare nel regime forfettario solo se il mio fatturato lordo (quindi compreso dei costi - ma non dei versamenti INPS) rientrerà nei 15000 euro?? Ho capito bene? Perchè 15000 euro (tenendo conto che non si possono togliere i costi) sono veramente pochi! Grazie e cordiali saluti!

Commento di Ilaria81 (15:56 del 28/11/2014)

Salve Ilaria,

per la verifica del limite dei 15.000 euro devi semplicemente fare la somma dei compensi senza tenere conto dell'eventuale contributo destinato alla cassa previdenziale di appartenenza (generalmente pari al 4%) addebitato al cliente.

saluti

Risposta di Vale.C. (19:31 del 28/11/2014) al commento di Ilaria81

Buongiorno Ilaria, le confermo che lei potrà mantenere il regime dei minimi (attualmente vigente) fino alla fine del quinquiennio. Poi, come lei dice, potrà rientrare nel regime forfetario se in possesso dei requisiti. Il primo requisito è verificare che nell'anno solare precedente a quello di ingresso nel regime forfetario l'ammontare dei ricavi o dei compensi non sia superiore a una certa soglia, che varia in base all'attività svolta. Se lei ha già individuato che nel suo caso la soglia è 15.000 Euro, allora dovrà controllare che i ricavi/compensi non superino i 15.000 Euro. Non contano a tal fine nè i costi nè i versamenti all'Inps. La legge parla di "compensi o ricavi" non di reddito. Il riferimento è art. 9 primo comma lett. a del ddl stabilità 2015.Saluti

Risposta di Elisabetta (09:11 del 01/12/2014) al commento di Ilaria81

Salve Sonia,

no, resterai soggetta in toto alle regole del vecchio regime (art.27 D.L. 98/20111) compreso il limite dei 30.000 euro.

Commento di Vale.C. (20:12 del 28/11/2014)

Nell'attuale regime dei minimi la soglia dei ricavi è euro 30.000. nell'anno successivo nel quale si superano i 30.000 ma si rimane entro i 45.000 si deve passare al regime semplificato. sarà così anche per il minimi 2015? con quale tetto? Grazie

Commento di roberto (10:26 del 29/11/2014)

Buongiorno Roberto, la disciplina del nuovo regime forfetario non prevede questa fattispecie di esclusione. Il regime cessa di avere effetto dall'anno successivo a quello in corso del quale viene meno una delle condizioni per essere considerati soggetti forfetari (limite dei ricavi, limite delle spese per lavoro, limite spese beni strumentali), si verifica una delle cause di esclusione dal regime (cambio di attività per cui il contriuente rientra in uno dei regimi speciali ai fini dell’Iva o di determinazione forfetaria del reddito, effettua in via prevalente o esclusiva cessioni di fabbricati/di porzioni di fabbricati/di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi; trasferimento residenza all'estero; acquisizione di partecipazioni in società di persone, in Srl trasparenti ovvero in associazioni professionali).

Risposta di Elisabetta (09:31 del 01/12/2014) al commento di roberto

Grazie Elisabetta, avevo capito bene purtroppo.. in pratica la possibilità di rimanere nel regime forfettario spetta solo a quelli che hanno partita iva ma hanno anche un altro lavoro da dipendente, io il vantaggio lo vedo solo per loro.. incredibile e assurdo!

Commento di Ilaria81 (09:31 del 01/12/2014)

Buongiorno, potreste gentilmente aiutarmi a capire se e' piu conveniente , aprendo partita iva nel 2015, iil nuovo regime forfetario oppure il regime ordinario per questa mia situazione: professionista senza cassa, non ho mai lavorato prima in vita mia, ho 31 anni, per i primi tre mesi del 2015 percepiro' circa 1300 euro al mese, poi da aprile in poi forse solo 500... Grazie spero mi aiutiate,non riesco a capire cosa mi conviene..e se conviene addirittura aprirla o meno!

Commento di alessia (13:44 del 01/12/2014)

Buongiorno Alessia, è difficile rispondere alla sua domanda in questa sede. Le consiglio di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista per avere una valutazione del suo caso specifico. In vista di questo le segnalo alcuni punti importanti per orientarsi nella scelta. Nella scelta tra regime ordinario e nuovo regime forfetario dovrà tenere in considerazione alcune variabili fondamentali: l'Iva, che non si applica nel regime forfetario mentre c'è in quello ordinario; il carico fiscale delle imposte dirette (imposta sostitutiva del 15% per il regime forfetario e scaglioni Irpef che partono dal minimo del 23% per il regime ordinario); le detrazioni Irpef (che non sussistono nel regime forfetario mentre restano in quello ordinario) e le semplificazioni previste per i forfetari per quanto riguarda la tenuta della contabilità. Visto che è senza cassa le segnalo che, se sceglierà il regime forfetario, potrebbe usufruire anche dell'agevolazione sui contributi se iscritta presso le gestioni IVS. L'agevolazione consiste nel pagamento dei contributi previdenziali sul reddito effettivo, non considerando pertanto il c.d. minimale contributivo.

Risposta di Elisabetta (11:58 del 02/12/2014) al commento di alessia

Buongiorno Sonia sono libera professionista da fine settembre 2014.Sto cercando di contenere i miei ricavii entro i 30k ragguagliati ai miei 3 mesi e rotti di attivitá. Con il nuovo regime dei minimi non mi è chiara una cosa. Se io al 31.12 ho ricavi ragguagliati ai 15k del nuovo regime dei minimi posso comunque avvalermi della clausola di salvaguardia o sono obbligata a scivolare nei nuovi minimi in quanto rispondente ai requisiti per accedervi? Grazie in anticipo per la risposta

Commento di Laura (11:56 del 02/12/2014)

Buongiorno Laura, se attualmente è nel regime dei minimi potrà continuare ad avvalersene fino alla fine del quinquiennio rispettano i requisiti previsti da tale regime. Il fatto che lei possieda i requisiti per entrare nel regime forfetario non la obbliga ad accedervi.

Risposta di Elisabetta (12:14 del 02/12/2014) al commento di Laura

Salve, vorrei sapere se al passaggio al nuovo regime dei minimi di una partita iva già esistente (commercio), va pagata l'IVA delle rimanenze di magazzino che sono per la maggiorparte prodotti acquistati in esenzione IVA in Europa. Grazie

Commento di Mario (15:01 del 03/12/2014)

Buongiorno, sono un consulente che ha aperto la partita IVA nel gennaio 2012 (età 33 anni) con il regime fiscale dell'imprenditoria giovanile. Se ho capito bene, in base alla clausola di salvaguardia ex art. 9 comma 35 Legge di Stabilità 2015 posso mantenere il regime fiscale dell'impreditoria giovanile fino al periodo di imposta 2016 compreso (ultimo anno del quinquennio). Se nel 2016 non avrò superato il limite dei compensi di € 15.000, a partire dal 01 gennaio 2017 potrò aderire al nuovo regime forfetario?

Commento di Sergio (11:45 del 09/12/2014)

Buongiorno Sergio, lei potrà continuare ad usufruire del regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (attuale regime dei minimi) fino alla fine del quinquiennio (nel suo caso 2016 compreso). Dal 2017, se non supera il limite dei ricavi previsto per il suo codice attività, e rispetta le altre condizioni previste (spese per lavoro e ammontare dei beni strumentali) potrà aderire al nuovo regime forfetario (salvo modifiche di legge).

Risposta di Elisabetta (15:11 del 10/12/2014) al commento di Sergio

Buongiorno, ho aperto p.iva nel 2010. Il 2014 è l'ultimo anno come minimo. Dall'1/1/2015 sarò contribuente soggetto al nuovo regime o devo entrare in contabilità semplificata? Grazie

Commento di Eddy (14:25 del 09/12/2014)

Buongiorno Eddy, dal 2015 se possiede i requisiti potrà accedere al nuovo regime forfetario, in caso contrario dovrà adottare il regime ordinario (o in alternativa la contabilità semplificata).

Risposta di Elisabetta (15:07 del 10/12/2014) al commento di Eddy

Buona sera a tutti, vorrei sottoporre questa domanda (magari banale) che crea confusione: chi applica i minimi nel 2014, può continuare ad applicare tale regime fino alla naturale scadenza (35 anni o raggiungimento quinquiennio) ma applicando tutte le consuete regole dei minimi?: rivavi <= 30.000, 5% di imposta sostitutiva... ect.. come se il forfettario non esistesse? Grazie, buona notete!

Commento di Manuela (22:50 del 09/12/2014)

Buongiorno Manuela, la risposta è sì. Chi applica il regime dei minimi nel 2014,in virtù della clausola di salvaguardia prevista nel ddl stabilià, potrà continuare ad utilizzarlo fino alla naturale scadenza seguendo le regole che disciplinano tale regime (commi 1 e 2 dell'art. 27 del D.l. 98/2011). Una volta terminato il regime sarà possibile optare per il nuovo regime forfetario (se in possesso dei requisiti) o in alternativa il regime ordinario.

Risposta di Elisabetta (15:21 del 10/12/2014) al commento di Manuela

Buongiorno a tutti! Io o 33 anni e sono in partita iva dal 2011, attualmente nel regime previsto dall’articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011, convertito con modificazioni dalla legge 111/2011. Ovvero nel regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Ho letto che per noi è possibile scegliere se rimanere in questo regime fino al raggiungimento del 35° anno di età o aderire al nuovo regime. Ma in alcuni forum mi pare di capire che in alcuni casi la scelta sarebbe obbligata per il nuovo regime.. è vero? Grazie mille!

Commento di Francesca (21:09 del 11/12/2014)

Buongiorno Francesca, grazie alla clausola di salvaguardia lei può rimanere nel regime dei minimi fino ai 35 anni. Si tratta comunque sempre di una scelta, nel senso che lei è anche libera di accedere al regime forfetario (se possiede i requisiti) o ordinario. Non sussiste alcun obbligo di accedere al regime forfetario. Per chi non rientra nella clausola di salvaguardia resterà la possibilità di scegliere il regime forfetario (se in possesso dei requisiti) o quello ordinario.

Risposta di Elisabetta (09:00 del 12/12/2014) al commento di Francesca

Buonasera, Non mi è chiaro se continuerà ad esistere la contabilità semplificata. Grazie

Commento di Nadia (16:59 del 12/12/2014)

Buongiorno Nadia, il regime della contabilità semplificata (che è un regime contabile, non fiscale) non è stato toccato da questa legge, quindi resta. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:19 del 15/12/2014) al commento di Nadia

Salve, una domanda da profano del settore, ma prossimo ad aprire una partita iva. Soggetto minore di 35 anni di età che apre una partita iva il 30 dicembre 2014, rientra nel regime dei minimi stabilito dalla nuova legge di stabilità o si è considerati ancora nel vecchio? Sento che c'è molta confusione e nessuno sa darmi una risposta chiara e precisa. spero voi possiate "illuminarmi". Grazie!

Commento di Gabri (12:40 del 16/12/2014)

Buongiorno, se lei apre una partita Iva il 30 dicembre 2014 e ha i requisiti per accedere all'attuale regime dei minimi (quello di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità) entra in tale regime. Quello forfetario ha effetto dal 1° gennaio 2015 (se verrà confermato), quindi per chi aprirà partita Iva dal 1° gennaio 2015 (o per chi già in attività deciderà di optarvi). C'è di più perché lei potrà mantenere il regime dei mimini per cinque anni (o di più se non raggiunge i 35 anni d'età alla fine del quinquiennio), grazie alla clausola di salvaguardia prevista nel ddl stabilità. Avrà comunque sempre la possibilità di abbandonare il regime dei minimi e decidere di optare per il forfetario (se possiede i requisiti) o l'ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (13:01 del 16/12/2014) al commento di Gabri

Salve Gabri, il comma 35 dell'articolo 9 della legge di stabilità prevede la possibilità per chi adotta il regime dei minimi di continuare ad usufruirne nei limiti dei 5 anni o fino al raggiungimento dei 35 anni a patto che, ovviamente ne permangono i requisiti.

Risposta di CATELLO (11:00 del 23/12/2014) al commento di Gabri

Buongiorno, il 31/12/2014 mi scadranno i 5 anni del regime dei minimi, tenendo conto che ho un fatturato che si aggira intorno ai 20.000 euro, il consiglio è quello di passare al nuovo regime forfettario? Posso entrarci?
grazie

Commento di Mauro Scattolin (12:10 del 17/12/2014)

Buongiorno Mauro, innanzitutto una precisazione: il 31.12.2014 le scadono i 5 anni e immagino abbia superato i 35 anni d'età giusto?(Altrimenti potrebbe continuare nel regime dei minimi). Una volta accertata l'impossibilità di continuare nel regime dei minimi, per capire se può accedere al forfetario deve ricordare che il limite dei ricavi varia in base al codice attività. Quindi deve verificare i 20.000 Euro utilizzando la tabella indicata in calce all'articolo. Per capire se le conviene o meno entrare nel regime forfetario deve valutare diversi aspetti: l'Iva, che non si applica nel regime forfetario mentre c'è in quello ordinario; il carico fiscale delle imposte dirette (imposta sostitutiva del 15% per il regime forfetario e scaglioni Irpef che partono dal minimo del 23% per il regime ordinario); le detrazioni Irpef (che non sussistono nel regime forfetario mentre restano in quello ordinario) e le semplificazioni previste per i forfetari per quanto riguarda la tenuta della contabilità. Le consiglio tuttavia di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista per valutare nel suo caso specifico la convenienza del regime da adottare dal 2015. Saluti

Risposta di Elisabetta (15:15 del 17/12/2014) al commento di Mauro Scattolin

Buongiorno, ho partita IVA esistente al 31/12/2014 con codice attività 74.10.30 (disegnatore). Qualora nel 2015 variassi il codice attività (passo esame di stato e mi voglio iscrivere all'albo e quindi vorrei diventare cod. 71.11.00):

Dal momento del cambio posso continuare a usufruire del vecchio regime dei minimi, o il fatto di avere variato il codice comporterà di non poter più usare la clausola che permette di continuare a usufruire del vecchio regime dei minimi... e ricadrò quindi nel forfettario? Grazie.

Commento di Ilaria F. (15:01 del 19/12/2014)

Buongiorno Ilaria, il cambio del codice attività non dovrebbe comportare di per sè la perdita della possibilità di restare nel regime dei minimi, tanto più che si tratta in sostanza della stessa tipologia di attività. Le consiglio comunque di chiedere un chiarimento all'Agenzia delle Entrate o ad un Caf. Saluti.

Risposta di Elisabetta (12:04 del 29/12/2014) al commento di Ilaria F.

Buongiorno a tutti, ho aperto la partita IVA nel 2010 in regime dei minimi come libero professionista e avendo (ahimè) superato i 35 anni, dal 01.12.2015 passerò al regime ordinario. Nel 2014 ho incassato fatture per euro 28.500 e ora sono in attesa di ricevere il pagamento di altre 2 fatture per complessivi ulteriori 2.200 euro (nb: il totale dei 30.700 mi avrebbe fatto cmq uscire dai minimi…). Dai clienti ho però appreso che il pagamento avverrà nel 2015, per cui ora non so come devo regolarmi rispetto a questa fase di transizione dal regime dei minimi a quello di IVA ordinaria. Innanzitutto, queste fatture emesse e numerate nel 2014 ma che incasserò nel 2015 andranno a confluire nel mio reddito 2015, giusto? Ma essendo state emesse nel 2014 in regime dei minimi (con tanto di dicitura in calce alle stesse…), cioè senza IVA né ritenuta d’acconto, come dovranno essere gestite correttamente? Dovrò chiedere ai clienti di applicare, una volta incassate nel 2015, anche l’IVA e la ritenuta d’acconto o, trattandosi si prestazioni fatturate in regime dei minimi, tali importi saranno assoggettate solo all’aliquota forfettaria del 5%? Questo poi cosa comporterà a livello di dichiarazione dei redditi. Grazie per l'aiuto…

Commento di Luca (18:41 del 20/12/2014)

Buongiorno, ho partita iva dal 2010 con regime dei minimi, ma ho superato la soglia dei ricavi quest'anno, quindi in teoria dal 2015 passerei al regime ordinario. Nell'azienda che per me rappresenta la mia entrata più sostanziosa, mi hanno però proposto dal 1° gennaio 2015 un contratto a tempo determinato (al posto della partita iva) e quindi sicuramente, pur tenendo la partita iva aperta per seguire gli altri clienti, non conto di fatturare più di 15 mila euro in un anno. Ora la domanda principale è: - sono automaticamente fuori dal nuovo regime forfettario con imposta sostitutiva al 15%, oppure c'è possibilità di rientrare in questo nuovo regime dei minimi?

Commento di Tamara (22:17 del 20/12/2014)

Buongiorno Tamara, le segnalo che nel nuovo testo approvato è stata aggiunta un'ulteriore restrizione per l'utilizzo del regime forfetario. Ossia che i redditi d'impresa, arte o professione devono essere prevalenti rispetto a quelli eventualmenti conseguiti come redditi di lavoro dipendente o assimilato (di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR). Tale condizione non è rilevante se la somma complessiva dei redditi (lavoro dipendente o assimilato+reddito d'impresa arte o professione) non supera i 20.000 euro. Saluti.

Risposta di Elisabetta (12:11 del 29/12/2014) al commento di Tamara

Sono un pensionato da breve tempo, vorrei aderire al nuovo regime dei minimi ma mi sembra di aver capito che ci siano dei limiti di cumulo dei redditi.Vorrei un chiarimento su questo punto. Grazie

Commento di Massimo (10:18 del 21/12/2014)

Buongiorno Massimo, quello che lei intende è la nuova disposizione prevista dal testo finale del decreto, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta. Dai testi disponibili si evince che tra le condizioni di accesso e permanenza nel regime vi è anche quella per cui i redditi d'impresa, arte o professione devono essere prevalenti rispetto a quelli eventualmenti conseguiti come redditi di lavoro dipendente o assimilato (di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR). Tale condizione non è rilevante se la somma complessiva dei redditi (lavoro dipendente o assimilato+reddito d'impresa arte o professione) non supera i 20.000 euro. Saluti.

Risposta di Elisabetta (11:56 del 29/12/2014) al commento di Massimo

Salve, vorrei sapere se anche una Snc formata da due soci, che rispetta i limiti imposti dalla legge, può rientrare nei nuovi minimi. Faccio presente che la società è attiva dal 2007 e che sia io che il mio socio abbiamo una posizione INPS come commercianti. Grazie mille.

Commento di Gabriele L. (10:31 del 22/12/2014)

Buongiorno Gabriele il regime forfetario è solo per le persone fisiche, sono escluse le società. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:52 del 29/12/2014) al commento di Gabriele L.

Buongiorno, sono praticante commercialista e aprirò la partita IVA a giorni per poter rientrare nel vecchio regime dei minimi (quello con aliquota al 5%) con codice attività generico da consulente fiscale. Nel 2015 sosterrò l'esame da dottore commercialista e se lo passerò dovrò cambiare codice attività. Il cambiamento del codice attività mi farà rientrare nel nuovo regime forfettario (quello con aliquota al 15%) o potrò comunque mantenere il vecchio regime dei minimi fino al compimento dei 35 anni? Grazie mille e Buone Feste!

Commento di Ilaria (10:22 del 23/12/2014)

Salve, ho 31 anni e per metà 2015 dovrei aprirmi la partita iva da architetto. Leggo che molti cercano di anticipare l'apertura entro il 31 dicembre di quest'anno per entrare nel vecchio regime dei minimi, cosi da poterlo sfruttare fino al raggiungimento dei 35 anni, per poi passare al nuovo se si mantengono le caratteristiche d'accesso.E' possibile? posso aprirla adesso mettendo inizio attività verso marzo 2015? Grazie

Commento di Stefano (11:44 del 23/12/2014)

Buongiorno Stefano, l'apertura della partita Iva richiede che l'attività sia effettivamente iniziata. Pertanto se lei intende iniziare l'attività a metà del 2015 non può aprire ora la partita Iva solo per rientrare nel regime dei minimi. L'Agenzia delle Entrate, infatti, potrebbe contestarle l'apertura della partita Iva e la fruizione dei vantaggi fiscali dei minimi. Nel caso in cui lo facesse le consiglio di dotarsi di prove che attestino l'effettivo inizio dell'attività a fine 2014 (come la sottoscrizione di un contratto di affitto, l'acquisto di mobili e computer ecc ...). Saluti

Risposta di Elisabetta (11:50 del 29/12/2014) al commento di Stefano

Salve, ho partita iva dal 2010, lavorato nei minimi fino al 2013 compresa. Nel 2014 in semplificata versando iva e ho il dubbio come vengono calcolati i ricavi in questo caso 35k+ iva rientrano nel nuovo regime 2015? Grazie

Commento di Giovanna (03:34 del 27/12/2014)

Salve ho 29 anni e sono nel regime dei minimi imprenditore giovanile sotto ai 35 anni, visto che posso proseguire in tale regime fino al compimento dei 35 anni Vorrei sapere che cosa mi cambia ai fini della contabilità ricavi/ spese e della tassazione 5% o 15% ?? per la determinazione del reddito devo fare come fatto fino a oggi o devo rispettare le nuove tabelle ATECO ?? GRAZIE A CHI SAPRà AIUTARMI.

Commento di SOLUSTRI ALBERTO (15:14 del 31/12/2014)

Buongiorno Alberto, se lei continua nel 2015 nel regime dei minimi con aliquota 5% continuerà ad applicare le regole di tale regime e nulla cambierà. Nel momento in cui cesserà il regime potrà scegliere se usare il regime forfetario (se possiede i requisiti), e in quel caso applicherà l'aliquota al 15% e le regole previste per tale regime, o l'ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:56 del 08/01/2015) al commento di SOLUSTRI ALBERTO

Anch'io sono un ex minimo. Quindi, anche se ho 44 anni ed una partita IVA aperta da 10 anni, avendo tutti i requisiti previsti, dovrei entrare regolarmente nel nuovo regime agevolato forfettario. Giusto? Ma non ho capito una cosa: l'IVA la devo lo stesso addebitare??? Grazie mille e buon anno a tutti.

Commento di Federico (17:36 del 02/01/2015)

Buongiorno Federico, lei ha capito bene, il nuovo regime forfetario non ha limiti d'età e può essere applicato anche per chi è già in attività (e non esclusivamente per chi la inizia nel 2015). L'Iva non va addebitata in fattura. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:58 del 08/01/2015) al commento di Federico

Buongiorno, vorrei capire i limiti del nuovo regime dei minimi per lavoratori in mobilità. Il regime in che misura è compatibile con la mobilità, è cumulabile con essa e fino a che cifre (mobilità+regime minimi)? Ho letto che la cumulabilità con altri regimi è 20.000 € ma viste le soglie (15.000€ - 40.000€) non l'ho capita. Grazie e buon anno

Commento di Dario (12:12 del 05/01/2015)

Buongiorno Dario, per poter usufruire del regime forfetario il reddito d'impresa, arte o professione deve essere prevalente rispetto a quello (eventualmente) percepito come dipendente o assimilato (come nel suo caso la mobilità). Tale condizione di "prevalenza" non serve nel caso in cui la somma tra i redditi percepiti sia inferiore o uguale a 20.000 Euro. I limiti reddituali stabiliti per ciascun codice Ateco riguardano esclusivamente i redditi d'impresa, arte o professione. Quindi: prima deve verificare di non superare i limiti reddituali associati alla'attività d'impresa, arte o professione da lei svolta; poi (solo nel caso in cui la somma tra reddito d'impresa, arte o professione e mobilità sia superiore a 20.000 Euro) deve verificare che il reddito percepito dall'attività d'impresa arte o professione sia prevalente rispetto a quello percepito con la mobilità. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:03 del 09/01/2015) al commento di Dario

Possessore di p.IVA ex minimi al 31/12/14, libero professionista settore sanitario in pensione,non soggetto a contribuzione di alcun genere, con reddito annuale molto variabile (anche molto, molto meno dei 15 mila). Il passaggio al nuovo trattamento agevolato sarebbe automatico nel 2015 ? e in questo caso quali vantaggi se la tassazione avviene in via forfettaria? Grazie per un chiarimento.

Commento di Enrico (11:05 del 06/01/2015)

Buongiorno Enrico, il passaggio è automatico. Per quanto riguarda i vantaggi difficile risponderle nel suo caso concreto, non conoscendo nel dettaglio la sua attività. Le consiglio di rivolgersi ad un Caf o professionista di fiducia. Saluti.

Risposta di Elisabetta (11:30 del 08/01/2015) al commento di Enrico

Buongiorno, sono un lavoratore dipendente che ha conseguito nel 2014 un reddito di circa €21.000 e che prevedere un reddito simile per il 2015. Vorrei aprire una partita iva per effettuare piccole vendite online, credo codice 479110, posso usufruire del regime agevolato oppure ne sono esclusa? In caso di esclusione, mi rimane solo il regime ordinario? Grazie mille

Commento di gina (08:48 del 07/01/2015)

Buongiorno Gina, lei supera i 20.000 euro per cui deve rispettare anche l'ulteriore requisito per cui i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione (che vuole assoggettare al regime forfetario) devono essere prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati. In caso contrario le resta solo la possibilità di usare il regime ordinario (magari in contabilità semplificata). Saluti

Risposta di Elisabetta (10:51 del 08/01/2015) al commento di gina

Buongiorno. Non ho capito bene che fine fanno "gli ex minimi" cioè coloro che mantenevano le caratteristiche per stare nei minimi(30000,00) ma non l'età,ad esempio,o il tempo. Pagavano l'iva in dichiarazione annuale. Possono continuare come prima o diventano in contabilità semplificata con liquidazioni trimestrale,acconto iva ecc. ecc.?

Commento di lorenzo (10:27 del 07/01/2015)

Salve, anzitutto ringrazio per eventuali risposte. Sono un giovane avvocato, attività aperta il 7 gennaio 2013. Usufruisco del regime dei minimi 5%. Mi chiedevo se per continuare ad usufruire di tale regime per gli ulteriori 3 anni che mi restano devo manifestare intento in tal senso ovvero se basta esporre ciò al momento della dichiarazione dei redditi? grazie

Commento di Gianfranco (12:10 del 07/01/2015)

Buongiorno Gianfranco, lei può continuare nel regime dei minimi con aliquota 5% senza manifestare nulla. Almeno per ora non sono state date indicazioni a riguardo. Saluti.

Risposta di Elisabetta (10:44 del 08/01/2015) al commento di Gianfranco

Grato per la risposta le porgo i miei migliori saluti. Gianfranco

Risposta di gianfranco (11:51 del 08/01/2015) al commento di Elisabetta

Scusate, ma ho un dubbio a proposito dei beni strumentali: il limite si intende per i beni posseduti complessivamente o per quelli acquistati nell'anno in cui si fa la valutazione del diritto all'accesso al nuovo regime? Per le ditte già esistenti da qualche anno il limite dei 20000 potrebbe essere facilmente superato; in questocaso avevo pensato di dismettere i beni più vecchi ed ammortizzati da tempo

Commento di Anna (16:36 del 07/01/2015)

Buongiorno Anna, si intende lo stock di beni strumentali esistenti al 31.12 dell'anno precedente (quindi per quest'anno 31.12.2014) al netto di eventuali dismissioni. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:11 del 08/01/2015) al commento di Anna

Salve, ho un quesito da porre. Un giovane ingegnere che apre la partita iva avvalendosi del nuovo regime forfetario può emettere fatture a San Marino? Se nel corso del 2015 dovesse superare di più del 50% il tetto dei 15000 Euro di ricavi, è confermato che il passaggio al regime ordinario si avrebbe comunque l'anno successivo? Anche se dovesse fatturare 40000 Euro varrebbe la regola della ritenuta del 15% sul 78%? Grazie

Commento di Valentina (20:41 del 07/01/2015)

Buongiorno Lorenzo, ho risposto alla sua domanda all'inizio dei commenti. La legge di stabilità prevede l'abrogazione dell'art. 27 del D.l. 98/2011, quindi l'abrogazione comprende sia il regime dei c.d. "minimi" (regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità), previsto ai commi 1 e 2 dell'art. 27 del D.l. 98/2011, sia il regime dei c.d. "ex minimi", previsto al successivo comma 3. Pertanto anche i c.d. "ex minimi" confluiranno, al sussistere delle condizioni, nel nuovo regime agevolato forfetario, salva la possibilità di optare per il regime ordinario.Saluti

Commento di Elisabetta (10:46 del 08/01/2015)

Scusate, chi entra nel nuovo regime forfettario dal 2015 quale dicitura deve inserire nelle fatture emesse?

Commento di Davide (11:30 del 08/01/2015)

Buongiorno Davide, in assenza di ulteriori precisazioni credo che vada bene riportare la disposizione di legge di riferimento "operazione effettuata ai sensi dell'art.1 commi 54-89 della L. 190/2014". Saluti

Risposta di Elisabetta (12:29 del 08/01/2015) al commento di Davide

si puo applicare il sistema dei minimi se si svolge due attivitá d´impresa - come bisogna a questo punto considerare le soglie ??

Commento di anna (11:41 del 08/01/2015)

Buongiorno Anna, sì può applicare il nuovo regime forfetario. La legge prevede che nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato riguardante le diverse attività esercitate (non conta l'attività prevalente).Saluti

Risposta di Elisabetta (12:09 del 08/01/2015) al commento di anna

Buongiorno, volendo aprire una partita iva in regime agevolato, categoria commercio al dettaglio, che prevede limiti compensi €40.000 con redditività 40% , dovendo conseguire un “reddito prevalente” rispetto a quello da lavoratore dipendente che ammonta a circa €21.000 euro, quando devo fatturare come minimo accettabile?
La ringrazio, Gina

Commento di gina (12:13 del 08/01/2015)

Buongiorno Gina, in assenza di ulteriori chiarimenti sul concetto di prevalenza credo che basti superare l'ammontare del reddito conseguito come lavoratore dipendente. Nel suo caso quindi dovrebbe avere un reddito inferiore o uguale a 40.000 (per poter rientrare nel regime forfetario) ma superiore a 21.000 (per rispettare il criterio della prevalenza). Saluti

Risposta di Elisabetta (11:21 del 12/01/2015) al commento di gina

Salve, quando si parla dell'opzione per il regime ordinario, per ordinario s'intende sempre la possibilità di tenere la contabilità semplificata? In sintesi, se non voglio stare nel nuovo regime dei minimi e opto peri il regime ordinario, nel tenere la contabilità posso utilizzare il regime semplificato? Grazie

Commento di Andrea (12:18 del 08/01/2015)

Certo, lei aderisce al regime fiscale ordinario, e può optare per il regime contabile semplificato.Saluti

Risposta di Elisabetta (12:21 del 08/01/2015) al commento di Andrea

Buona sera, sono un professionista uscito dal regime dei minimi il 31.12.2014 per limite di età. Nel 2014 ho avuto un reddito di 16.000 euro. Sono escluso dal nuovo regime?

Commento di Sandro (20:09 del 08/01/2015)

Buongiorno Sandro, le attività professionali hanno un limite di 15.000 Euro, quindi lei superando tale limite non può accedere al regime. Le consiglio comunque di verificare nel dettaglio il codice Ateco della sua attività. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:53 del 09/01/2015) al commento di Sandro

Buon giorno,

sono un professionista aderente al regime dei minimi.

Nel 2014 ho compiuto 35 anni, sicché al 31 dicembre 2014 sarei dovuto uscire dal regime per limiti di età ( il mio reddito per il 2014 è stato di circa € 17.000).

Posso rimanere nel regime dei minimi, posto che la nuova normativa non prevede limiti di età ed “Il regime forfettario cessa la sua applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti d’accesso o si rientra in una delle fattispecie di esclusione”?

Mi pare l’interpretazione corretta della norma, visto che nel 2014 avevo i requisiti per l’accesso al regime (età e reddito inferiore ad € 30.000,00) e dunque dovrei essere escluso qualora nei 2015 dovessi avere un reddito superiore ad € 15.000,00.

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti.

Commento di sandro (12:48 del 09/01/2015)

Buongiorno Sandro, la clausola di salvaguardia prevede la continuazione nel regime dei minimi fino a naturale scadenza, e in tal caso continuano ad applicarsi le regole del regime dei minimi. La clausola di salvaguardia è l'unico modo per poter continuare ad avvalersi del regime dei minimi che, le ricordo, è stato soppresso con la Legge di Stabilità 2015. Se lei nel 2014 conclude il regime dei minimi per compimento del 35° anno d'età non può avvalersi della clausola di salvaguardia e quindi non può continuare ad applicare quel regime. Può al limite, nel 2015, rientrare nel regime forfetario ma a questo punto deve possedere i requisiti del regime forfetario, tra cui quelli reddituali. In assenza di tali requisiti deve per forza applicare il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:15 del 12/01/2015) al commento di sandro

Salve, vorrei aprire una partita iva per attività dei servizi di alloggio e di ristorazione. Attualmente sono un dipendente (di altra attività) con un reddito di circa €23.000 annui. Il nuovo regime forfettario parla di reddito prevalente, quindi dovrei con la nuova attività fatturare più di 23.000. Però mi pare di capire che il massimo della mia categoria ATECO sia 40.000 di fatturazione che con redditività 40% diventano al massimo 16.000 - Son quindi fuori dal regime? Oppure non ho compreso bene? Grazie Francesco

Commento di Francesco (20:55 del 09/01/2015)

Buongiorno Francesco, se rientra nel limite reddituale di 40.000 Euro, questa è la cifra che lei non deve superare per poter accedere al regime. Allo stesso tempo, avendo anche un altro reddito da dipendente, il reddito d'impresa (per cui usufruisce del regime forfetario) deve essere prevalente. Quindi come ha indicato lei, superiore a 23.000 (per la condizione di prevalenza) ma entro i 40.000 (per la condizione di accesso al regime forfetario). Il coefficiente di redditività serve solo ai fini del calcolo dell'imposta. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:10 del 12/01/2015) al commento di Francesco

salve, sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato ed ho partita Iva ai minimi da Dicembre 2013,sono iscritto alla camera di commercio con regolare REA ed inoltre ho 47 anni. Vorrei sapere:posso continuare fino alla fine del 2018 senza dover cambiare nulla oppure sono costretto ad "emigrare" verso altre soluzioni tipo nuovi minimi al 15%?

Grazie per la risposta

Commento di Ottavio mantovani (10:34 del 10/01/2015)

Buongiorno Ottavio, grazie alla clausola di salvaguardia lei può restare nel regime dei minimi, che ha in corso da dicembre 2013, fino alla scadenza naturale. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:02 del 12/01/2015) al commento di Ottavio mantovani

Salve,sono infermiera professionale con partita IVA,aperta nel '2010,questo anno esco dal Regime dei contribuenti minimi,vorrei sapere per favore,su quale regime posso aderire da'ora in poi,il reddito annuo tra 20.000-30.000grazie

Commento di Lovin mihaela (11:36 del 10/01/2015)

Buongiorno sig.ra Lovin, il suo codice Ateco dovrebbe rientrare nella sezione dei servizi professionali, quindi il limite dei ricavi (del 2014) è 15.000 Euro. Visto che lei supera tale importo non può usufruire del regime forfetario e dovrà utilizzare quello ordinario (magari optando per la contabilità semplificata). In ogni caso le consiglio di verificare il codice Ateco. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:06 del 12/01/2015) al commento di Lovin mihaela

Buongiorno Elisabetta,

Attualmente ho attività con tenuta contabile semplificata (premesso che nel corso degli ultimi otto anni il fatturato si è dimezzato) le chiedo potrei passare in regime de minimis al 15% ? . Superato questo ostacolo rimane il fatto che per qualche migliaia di euro (26mila) sarei fuori la mia categoria che è artigiano parrucchiere (quindi soglia 20mila), quello che le vorrei chiedere oltre ai servizi che offro vendo anche i prodotti, quindi vendita al dettaglio in questo caso potrei accedere alla categoria "vendita al dettaglio" o rimarrei sempre in artigiano ?

La ringrazio moltissimo Franco Lunise

Commento di Franco Lunise (16:37 del 12/01/2015)

salve, devo iniziare l'attività di meccatronica (elettrauto e meccanico auto) codice ATECO 45.20. Tale codice non è espressamente indicato nella tabella 4 allegata alla legge di stabilità. Quale volume d'affari massimo e quale percentuale di redditività applicare? Grazie

Commento di giuseppe (19:01 del 12/01/2015)

Buongiorno Giuseppe, il suo codice Ateco 45.20 rientra nella categoria Ateco 45, con limite di 40.000 Euro. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:43 del 13/01/2015) al commento di giuseppe

Salve sono Antonello artigiano elettricista codice ateco 43 sono entrato nei minimi con inizio attività nel 2010, il 2014 era l'ultimo anno di permanenza vorrei sapere se posso rientrare o meno nel nuovo regime avendo emesso fatture per circa 35.000. ??? Ringrazio anticipatamente saluti.

Commento di Antonello (20:30 del 12/01/2015)

Buongiorno Antonello, al codice Ateco 43 corrisponde il limite reddituale di 15.000 Euro, pertanto lei non può usufruire del regime agevolato forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:38 del 13/01/2015) al commento di Antonello

Buongiorno Franco, le confermo che lei può decidere di optare per il regime forfetario se in possesso dei requisiti. Per quanto riguarda il limite reddituale esso è associato allo specifico codice Ateco della sua attività. L'eventuale modifica del codice Ateco richiede un'attenta valutazione, per la quale le consiglio di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista. Saluti

Commento di Elisabetta (11:54 del 13/01/2015)

mi scusi la perplessità ma nella tabella allegata alla legge di stabilità indica i seguenti codici: 45 - (da 46.2 a 46.9) - da 47.1 a 47.7) - 47.9. L'interpretazione sarebbe, quindi, tutti i codici appartantenti al gruppo 45 più i codici da 46.2 a 46.9 e da 47.1 a 47.7 e tutti i codici del gruppo 47.9??? Mi scusi di nuovo e grazie anticipatamente della risposta.

Commento di GIUSEPPE (12:05 del 13/01/2015)

Esatto, se nella tabella indicano il codice 45, senza specificare sottocategorie, si intendono tutte quelle appartenenti al 45. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:13 del 14/01/2015) al commento di GIUSEPPE

Buongiorno, con il codice ateco 479110 posso effettuare acquisti dalla Cina, utilizzando il nuovo regime agevolato forfettario? La ringrazio, Francesco

Commento di Francesco (07:34 del 14/01/2015)

Buongiorno Francesco, non ci sono limiti in tal senso stabiliti dal regime forfetario. Il codice Ateco rileva ai fini del rispetto dei limiti reddituali, nel suo caso 40.000 Euro. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:24 del 14/01/2015) al commento di Francesco

Buongiorno! Vorrei aderire al nuovo regime forfetario ( ne ho i requisiti!) ma ho dubbi... oltre alla percentuale relativa alla mia attività (architetto)... posso continuare a detrarmi spese mediche, impianto di fotovoltaico, spese del carburante, etc. ? In questo momento ho un regime ordinario. grazie!

Commento di emanuela virdis (08:41 del 14/01/2015)

Buongiorno Emanuela, il nuovo regime è soggetto ad un'imposta sostitutiva dell'Irpef, quindi le detrazioni dall'Irpef (esempio tipico le spese mediche) non valgono. Se lei possiede altri redditi soggetti ad Irpef potrà detrarre le spese mediche con riferimento a quei redditi, altrimenti saranno perse.Altra cosa sono le spese del carburante (e tutte le altre come telefono, utenze ecc...), che sono inerenti all'attività d'impresa o di lavoro autonomo da lei svolta. Tali spese non saranno deducibili in quanto il nuovo regime non permette lo scomputo delle spese. Il reddito infatti è calcolato attraverso il coefficiente di redditività, a nulla rilevando le spese sostenute nell'anno. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:39 del 14/01/2015) al commento di emanuela virdis

La ringrazio! e la deducibilità dell'impianto di fotovoltaico?

Risposta di emanuela virdis (11:51 del 14/01/2015) al commento di Elisabetta

La detrazione dell'impianto fotovoltaico è una detrazione dall'Irpef, quindi valgono le stesse considerazioni delle spese mediche. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:04 del 14/01/2015) al commento di emanuela virdis

di nuovo grazie!

Risposta di emanuela virdis (12:06 del 14/01/2015) al commento di Elisabetta

Buongiorno, ho un lavoro dipendente a tempo indeterminato con un reddito di circa 21.000 annui. Aprirò una partiva iva con l'opzione regime agevolato forfettario perchè prevedo con la nuova attività un reddito prevalente (circa 35.000). Per quanto riguarda i contributi previdenziali attualmente vengono versati all'INPS dal mio datore di lavoro. Devo versare ulteriori contributi per la nuova attività? all'INPS o ad altri enti? Grazie, Gina

Commento di gina (09:51 del 14/01/2015)

Buongiorno Gina, per l'attività con partita Iva sicuramente dovrà versare i relativi contributi. Per capire quali deve specificare il tipo di attività che intende svolgere. Le consiglio per questo chiarimento di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista di fiducia. Le ricordo comunque che se utilizza il regime forfetario e si iscrive all'Inps gesionte artigiani/commercianti, può usufruire dell'agevolazione prevista dalla legge di stabilità 2015, per cui versa solo i contributi a percentuale sul reddito dichiarato, senza un livello minimo imponibile (pertanto non risultano dovuti i contributi minimi). Saluti

Risposta di Elisabetta (11:29 del 14/01/2015) al commento di gina

Dovrei uscire dal regime dei minimi alla fine del 2014, perchè ho compiuto 35 anni, quindi dal 2015 dovevo entratre nel regime ordinario. Posso entrare nel nuovo regime forfetario? Premetto che rispetto tutti i requisiti. Grazie

Commento di giuseppe (10:56 del 14/01/2015)

Buongiorno Giuseppe, se rispetta i requisiti può rientrare nel regime forfetario in quanto non ci sono limiti d'età e il regime non è esclusivo di chi inizia una nuova attività. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:32 del 14/01/2015) al commento di giuseppe

di nuovo grazie

Commento di emanuela virdis (12:06 del 14/01/2015)

Grazie!

Commento di giuseppe (12:16 del 14/01/2015)

Ho aperto una p iva all'inizio del 2012 rientrando nel regime dei minimi. Se non ho capito male, posso mantenerlo per altri due anni... ma per poterlo mantenere va fatta qualche richiesta o comunicazione all'Agenzia delle Entrate, o la cosa avviene in automatico? Grazie

Commento di virginia (01:15 del 15/01/2015)

Buongiorno Virginia, ha capito bene: può continuare il regime dei minimi fino a scadenza naturale. Non serve alcuna comunicazione, la continuzione è automatica. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:34 del 15/01/2015) al commento di virginia

Esercito contemporaneamente 2 attività con estensione della partita IVA, una relativa a servizi professionali (con limite 15mila) ed una relativa ad attività agricola (con limite 20mila) Leggo sopra che "Nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici" La mia attività prevalente è quella professionale (per la quale "sforo", avendo ricavi per Euro 16mila circa), mentre l'attività agricola, secondaria, mi dà ricavi per circa Euro 2mila. La domanda è: posso rientrare o no nel nuovo regime dei minimi 2015? Sfruttando cioè il limite ricavi Euro 20mila attribuito all'attività agricola? Scusate il lungo discorso e grazie mille. Cordialmente Marco

Commento di Marco (17:14 del 15/01/2015)

Buongiorno Marco, a mio parere la norma è chiara e non è suscettibile di diverse interpretazioni. Conta il limite reddituale corrispondente all'attività prevalente, quindi nel suo caso quello relativo ai servizi professionali. Può sempre chiedere un parere ad un Caf o ad un professionista di fiducia. La informo, comunque, che molto probabilmente le soglie sotto i 30.000 euro saranno alzate con un intervento normativo. Le consiglio quindi di restare aggiornato sulle novità. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:16 del 16/01/2015) al commento di Marco

Grazie infinitamente Elisabetta per la risposta. In effetti sarebbe pure l'interpretazione più logica (anche se in Italia di logico...) Ma quindi, se ci dovesse essere un intervento normativo, sarà per il 2016 o si potrà usufruirne anche per l'anno in corso? (a condizione minima però, immagino, di non emmettere fattura sino al fatidico intervento) Grazie ancora. Marco

Commento di Marco (11:08 del 16/01/2015)

Difficile rispondere alla sua domanda, purtroppo attualmente non ci sono indiscrezioni al riguardo. Non ci resta che attendere. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:21 del 16/01/2015) al commento di Marco

aderendo al regime dei minimi 2015, se nel corso dell'anno si superano i ricavi di € 15000 previsti per i professionisti cosa succede? Da quello che ho letto sembra che si passa al regime normale solo nell'anno successivo 2016.

Commento di daniela (12:57 del 16/01/2015)

Buongiorno Daniela, se nel 2015 supera il limite dei ricavi dovrà entrare nel regime ordinario dal 2016. La fonte è il comma 71 della L. 190/2014 (legge di stabilità 2015). Saluti

Risposta di Elisabetta (08:56 del 19/01/2015) al commento di daniela

Svolgo attività professionale di infermiere ed avendo usufruito fino al 31.12.2014 del regime dei minimi, ma dovendo passare dal 01.01.2015 al regime semplificato,dovendo quindi addebitare dal 2015 l'iva in fattura, mi chiedo se la prima fattura da emettere nel 2015 ma relativa a compensi relativi a Dicembre 2014 debba essere emessa senz'Iva cosi come in precedenza o appunto con Iva.Il dubbio mi sovviene tenuto conto che si tratta appunto di compensi di competenza 2014. Grazie per una eventuale risposta.

Commento di carmelo (15:42 del 18/01/2015)

L'iva diventa esigibile dal momento di effettuazione dell'operazione che per le prestazioni di servizi coincide con il pagamento del corrispettivo. Se pertanto il compenso è stato incassato nel 2015 ( con data fattura non anteriore) non dovrà applicare l'iva.

Risposta di Angelo Di Ceglie (23:03 del 04/06/2015) al commento di carmelo

salve, ho una partita iva dal 2012 come cartolibreria sono in regime ordinario. vorrei passare al regime forfettario ho tutti i requisiti tranne il reddito dal lavoratore dipendente che supera i 5000 ma partendo da gennaio 2015 lo stiamo riducendo fino a rientrarci nei 5000 euro facendo cosi' possiamo richiedere il passaggio al regime forfettario?

Commento di Roberto (18:13 del 19/01/2015)

Buongiorno Roberto, per poter entrare nel regime deve rispettare tutte le condizioni di accesso, e la verifica delle stesse deve essere fatta avendo riguardo all'anno precedente. Quindi per entrare nel 2015 deve considerare l'anno 2014. Se nel 2014 supera i 5.000 Euro come spese di lavoro dipendente non potrà entrare nel regime agevolato nel 2015. Se nel 2015 riduce tali spese potrà accedere al regime agevolato nel 2016. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:42 del 20/01/2015) al commento di Roberto

Buongiorno, essendo un ex minimo comma 3 dl.98/2011 e avendo fatturato nel 2014 più di 15.000 euro, a quanto ho compreso dal 2015 transiterei nel regime ordinario. Quale scadenza avrà il mio primo adempimento contabile? Si ringrazia anticipatamente.

Commento di giuseppe (11:30 del 20/01/2015)

Buongiorno, ho aperto p.iva come professionista nel 2010 per cui sono stato minimo fino al 31/12/2014.Posso ora (2015) rientrare (avendone i requisiti) nel regime forfettario?

Commento di Pierluigi (11:28 del 21/01/2015)

Certo, se ha i requisiti può usufruire del nuovo regime. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:24 del 21/01/2015) al commento di Pierluigi

Buongiorno, volevo capire meglio se uno ha un'attività commerciale da vent'anni e al momento dell'apertura dell'attività ha fatture di acquisto del mobilio piuttosto che il rifacimento di un soppalco queste fatture devono essere prese in considerazione nel calcolo del raggiungimento dei 20mila dei beni ammortizzabili? se si per quale valore? oppure essendo materiale e lavori fatti da molti anni, per l'avviamento dell'attività, non devono essere conteggiati?

Commento di Andrea (15:55 del 21/01/2015)

Salve, vorrei sapere se al passaggio al nuovo regime forfetario 2015 (15%) di una partita iva già esistente (commercio), va pagata l'IVA delle rimanenze di magazzino e se vanno sommate ai ricavi per il calcolo del 15%. Grazie

Commento di Alessio (16:01 del 21/01/2015)

Salve, io ho un'attività commerciale e rientro con i parametri per il nuovo Regime dei Minimi che "sembra" vantaggioso (non vorrei che ci riservassero qualche sorpresa), vorrei gentilmente sapere se tale nuovo regime sarà migliorativo o peggiorativo rispetto alle rimanenze. Grazie

Commento di Roberto (19:50 del 21/01/2015)

Buongiorno, i lavoratori dipendenti che nel 2014 avevano una partita iva in regime "ex minimi", non potendo accedere al nuovo regime forferttario in quanto il reddito da lavoro dipendente è prevalente rispetto a quello autonomo, devono "lasciare" anche il regime ex minimi con tutte le conseguenze (tenuta contabilità, versamenti iva periodici, ecc.) Grazie

Commento di marco (09:30 del 22/01/2015)

Buongiorno Marco, sì devono abbandarlo in quanto quel regime è stato soppresso. Saluti

Risposta di Eliabetta (12:04 del 22/01/2015) al commento di marco

Buongiorno Roberto, per quanto riguarda le rimanenze dovrà sicuramente effettuare la rettifica dell'Iva detratta. Dal punto di vista reddituale, invece, la legge non specifica nulla, diversamente da quanto invece accadeva per il precedente regime dei minimi, in cui era specificato che le rimanenze si deducevano fino a concorrenza dei componenti positivi nell'anno del passaggio, e la differenza si riportava negli anni successivi. Pertanto per ulteriori delucidazioni è necessario attendere un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate o quantomeno della stampa specializzata. Saluti

Commento di Elisabetta (12:23 del 22/01/2015)

Grazie, gentilissima.

Risposta di Roberto (13:33 del 22/01/2015) al commento di Elisabetta

Salve, ho aperto la partiva Iva nel corso dell'anno 2014 optando per il regime dei minimi. In base alla clausola di salvaguardia fissata nella Legge di Stabilità 2015 posso continuare ad adottare tale regime. Nel mese di gennaio 2015 ho firmato un contratto di lavoro a progetto che durerà tutto l'anno. Pertanto, posso continuare a tenere la partita IVA con il regime dei minimi?

Commento di Sergio (08:51 del 26/01/2015)

Buongiorno Sergio, certo lei può continuare nel regime dei minimi grazie alla clausola di salvaguardia. La condizione di prevalenza dell'attività di lavoro autonomo/arte o impresa rispetto ad altra attività di lavoro dipendente o assimilato rileva solo ai fini del nuovo regime forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:38 del 26/01/2015) al commento di Sergio

Salve, volevo saper cosa succede se in un anno d'imposta il mio reddito (all'interno del nuovo regime forfetario) risulti inferiore a quello di eventuali miei collaboratori (che comunque rimarrebbe inferiore ai 5000 euro previsti). In altre parole: ho delle conseguenze negative, compresa la fuoriuscita dal regime, se i miei collaboratori occasionali guadagnano più di me? Grazie.

Commento di giuseppe (13:06 del 26/01/2015)

Buongiorno Giuseppe, non ci sono limiti al riguardo, pertanto non credo che ci siano problemi. L'importante è, come ha scritto lei, che l'importo della spesa per i dipendenti non superi i 5.000 Euro.Saluti

Risposta di Elisabetta (12:25 del 28/01/2015) al commento di giuseppe

Salve, ho aperto p.iva come architetto nel 2010 a febbraio 2014 ho compiuto 35 anni quindi se non erro al 31.12.2014 sarei dovuto uscire dal regime dei minimi. Nell' anno 2014 ho ricavi per 14.800 euro, escludendo una fattura emessa a dicembre 2014 che però mi è stata pagata a gennaio 2015. Volevo sapere se posso rientrare nei nuovo regime 2015 fermo restando gli altri requisiti,e se si come comportarmi con questa fattura. Grazie

Commento di Gianluca (13:25 del 26/01/2015)

Buongiorno Gianluca, lei può entrare nel regime forfettario in quanto non ci sono limiti d'età per il nuovo regime. Se la fattura è stata emessa a dicembre 2014 è stata emessa con la legge dei minimi, ma costituirà reddito nel 2015 in quanto vale il principio di cassa (operando sempre il regime di cassa non si verificano problemi di eventuali salti d'imposta). A mio avviso non ci sono problemi nemmeno ai fini Iva in quanto in entrambi i regimi opera l'esonero. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:37 del 28/01/2015) al commento di Gianluca

Grazie...

Commento di giuseppe (12:37 del 28/01/2015)

Salve,sono un'artigiana ceramista di 35 anni,con partita iva dal 2008,non ho mai potuto usufruire del vecchio regime dei minimi in quanto avevo ottenuto un contributo regionale a fondo perduto,ora, essendo trascorsi 7 anni,e rientrando in tutti i parametri richiesti, posso accedere al nuovo regime 2015? O ci sono limitazioni per l'eta'? Grazie

Commento di Vanessa (16:24 del 30/01/2015)

Buongiorno Vanessa, non ci sono limiti d'età per fruire del nuovo regime agevolato. Pertanto se possiede gli altri requisiti previsti può accedervi. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:37 del 02/02/2015) al commento di Vanessa

Scusate, ma è vero che quasi sicuramente la normativa verrà cambiata? Ho letto in un sito che Renzi, durante un'intervista a Porta a Porta, ha dichiarato che la normativa è troppo stringente e verranno apportate delle modifiche a breve. Grazie.

Commento di Giuseppe (12:13 del 04/02/2015)

Buonasera Giuseppe, come indicato anche nell'articolo, è probabile che apportino delle modifiche alla disciplina, in particolare sulla soglia dei ricavi. Le consiglio quindi di restare aggiornato sulle novità. Saluti

Risposta di Elisabetta (15:50 del 04/02/2015) al commento di Giuseppe

Buongiorno , io collaboro con un'azienda di cui ero socio , ora sono solo consulente, non fatturo ad altre aziende . Il fatturato annuo è meno di 15000 euro , posso avere problemi ? Nel senso che dovrei fatturare anche ad altre società non riconducibili a quella citata?

Grazie

Commento di Giuseppe (14:46 del 05/02/2015)

Buongiorno Giuseppe, se ERA socio ma ora non più, non vedo problemi ai fini dell'utilizzo del regime agevolato. E' escluso dal regime chi CONTEMPORANEAMENTE all'esercizio dell'attività asoggettabile al regime, partecipa a società di persone/associazioni professionali/srl trasparenti.Saluti

Risposta di Elisabetta (09:29 del 06/02/2015) al commento di Giuseppe

Certo per il discorso che ero socio e ora non piu' siamo d'accordo che non ci sono problemi, pero' avevo sentito che potrei avere problemi se l'80% del fatturato è riconducibile ad una sola società ( ho sentito che bisogna fatturare a piu' aziende)...a voi risulta? Ho cercato sul web ma non trovo nulla a riguardo.

Risposta di Giuseppe (10:33 del 06/02/2015) al commento di Elisabetta

Questa problematica però non riguarda l'articolo, quindi non sarebbe questa la sede per il commento. Da quanto mi risulta la legge di riferimento è la L.92/2012. Fatturare ad una sola società può comportarle il problema della presunzione di "falsità", salvo ovviamente prova contraria. La presunzione scatta se si verificano almeno due di queste tre condizioni: la durata della collaborazione (con lo stesso committente) è superiore a 8 mesi nell'arco di due anni consecutivi, il corrispettivo derivante dalla collaborazione supera l’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi, il collaboratore usufruisce di una postazione fissa nei locali in disponibilità del committente. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:18 del 06/02/2015) al commento di Giuseppe

Salve quest'anno il mio fatturato è inferiore ai 15000 € previsti dal codice della mia attività, ma il prossimo anno però probabilmente avrò dei ricavi superiori ai 15 mila. cosa succederà al momento in cui supererò la soglia durante l'anno, c'è un limite da rispettare per lo sforamento? grazie a tutti

Commento di IGNAZIO (17:43 del 06/02/2015)

Buongiorno Ignazio, il regime cessa a partire dall'anno successivo a quello in cui si verifica una causa di esclusione (come nel suo caso il superamento della soglia di 15.000 euro), e si dovrà applicare il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:41 del 09/02/2015) al commento di IGNAZIO

Buongiorno, sono un artigiano che ha i requisiti per passare al regime forfetario. Ho sostenuto per casa mia spese di ristrutturazione che ho in detrazione al 50% in 10 anni. Passando al forfetario le perdo? Grazie

Commento di Marco (18:54 del 10/02/2015)

Buongiorno Marco, se non ha altri redditi oltre a quello soggetto al regime forfetario perderà la detrazione, in quanto con il regime forfetario paga un'imposta sostitutiva. Se, invece, possiede altri redditi e abbastanza da avere capienza d'imposta, potrà mantenere la detrazione. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:55 del 11/02/2015) al commento di Marco

Salve, sono un dog sitter iscritto alla gestione commercianti del nuovo regime forfettario. Non mi è del tutto chiaro se posso emettere ricevute fiscali senza scrivere i dati del cliente (si tratterà sempre di privati), o se devo invece emettere fatture. Grazie, saluti

Commento di luca (14:48 del 14/02/2015)

Salve, vorrei sapere se anche una Snc formata da due soci, che rispetta i limiti imposti dalla legge, può rientrare nei nuovi minimi, tenendo conto che la spesa dei dipendenti e' sotto i 5000 euro per il solo motivo che sono in cassaintegrazione

Commento di massimo (14:28 del 20/02/2015)

Buongiorno Massimo, la legge è chiara su questo punto: possono aderire solo le persone fisiche. Sono escluse quindi le società. E' inoltre causa di esclusione la partecipazione, in contemporanea con l'esercizio dell'attività da assoggettare al regime agevolato, a società di persone o associazioni a esse assimilate (articolo 5 del Tuir), ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:47 del 26/02/2015) al commento di massimo

Salve, vorrei sapere se rientro in regime forfettario. Sono passato da snc a ditta individuale tramite trasformazione involutiva (ho aspettato i 6 mesi dall'uscita del mio socio per far decadere la socetà).

Commento di Andrea (18:40 del 23/02/2015)

Buongiorno Andrea, da ditta individuale e se possiede i requisiti richiesti, può accedere al nuovo regime. Le società non possono aderire a questo regime. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:42 del 26/02/2015) al commento di Andrea

Grazie per la risposta. Il mio dubbio (e quello della mia commercialista) era sulla trasformazione anomala perché comporta una situazione di continuità tra la vecchia snc e la mia ditta individuale.

Commento di Andrea (10:58 del 26/02/2015)

Salve, sono una ditta individuale facente parte degli ex-minimi. Nel 2014 ho fatturato circa 24.000 euro comprensivi di iva. Alla luce delle ultime modifiche legislative, volevo sapere se posso aderire al nuovo regime (l'unico parametro che mi blocca è l'assurda tabella dei ricavi del 2014 - limite 20.000 euro nelle altre attività). Grazie

Commento di Antonio (08:51 del 28/02/2015)

Buongiorno Antonio, se non rispetta la soglia dei ricavi non può aderire purtroppo al nuovo regime agevolato. Le segnalo però che grazie al Milleproroghe, da poco entrato in vigore, potrà scegliere se usare il vecchio regime dei minimi, quello aliquota al 5% (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011), che era stato abrogato con la Finanziaria 2015. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:27 del 03/03/2015) al commento di Antonio

Gentilissima Elisabetta, dimenticavo l'età (48 anni). E' sempre valido il discorso "...grazie al Milleproroghe, da poco entrato in vigore, potrà scegliere se usare il vecchio regime dei minimi, quello aliquota al 5% (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011), che era stato abrogato con la Finanziaria 2015."? Grazie di nuovo.

Risposta di Antonio (14:08 del 03/03/2015) al commento di Elisabetta

Il limite dei 35 anni d'età, per il regime dei minimi, vale solo per chi intende utilizzarlo oltre 5 anni. In tutti gli altri casi c’è la possibilità di avvalersi del regime per 5 anni da quando l’attività è iniziata, indipendentemente dall'età. Saluti

Risposta di Elisabetta (17:01 del 04/03/2015) al commento di Antonio

Avrei un dubbio riguardo alla soglia dei ricavi per le imprese già in essere: i ricavi 2014 sui quali verificare la possibilità di accesso al nuovo regime, si intendono per "cassa" o per "competenza"? Cioè a dire..chi attualmente è in regime semplificato deve tener conto di quanto incassato nel 2014 o di quanto fatturato per competenza? Grazie.

Commento di Massimo (11:47 del 28/02/2015)

Buongiorno Massimo, deve essere usato il criterio che governava il suo regime nel 2014. Si è espressa in tal senso anche l'Agenzia delle Entrate con la circolare 6/E del 19.02.2015 a pagina 37. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:45 del 03/03/2015) al commento di Massimo

sono un commerciante in contabilità semplificata, vorrei sapere se rientro rispettando i limiti di accesso nel nuovo forfettario

Commento di raffaele (16:59 del 28/02/2015)

Buongiorno Raffaele, la sua domanda è troppo generica per fornirle una risposta certa. In ogni caso se lei possiede tutti i requisiti e non rientra in una causa di esclusione (indicati nell'articolo), può usare il nuovo regime agevolato forfetario. Non ci sono preclusioni per chi viene dal regime contabile semplificato. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:49 del 03/03/2015) al commento di raffaele

Da una lettura dell’emendamento nel milleproroghe oltre che dalla lettura di notizie di altre testate giornalistiche sembra quasi che oltre alla proroga per il 2015 del regime fiscale al 5%, sia stato reintrodotto per il 2015 il regime fiscale al 20% del 2007. nel dossier n. 70 milleproroghe dei deputati pd si parlava di questo. bisogna aspettare le circolari delle agenzie delle entrate per sapere qualcosa di + chiaro?

se il regime contabile agevolato è stato abrogato (ex minimi), un artigiano che ha fatturato 21000 e quindi sopra la soglia limite e quest'anno pensa di rimanere sotto i 20000 può lo stesso aderire al forfettario?.è facile cambiare le regole del gioco a partita finita. per evitare l'ordinario conviene chiudere la partita iva e riaprirla qualche mese dopo o addirittura l'anno prossimo e fare prestazioni occasionali tanto alla fine quello che rimane in tasca non è tanto di +.

Commento di alex (20:52 del 28/02/2015)

Buongiorno Alex, il decreto Milleproroghe ha prorogato di un anno il regime dei minimi (ex art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011) con aliquota al 5%. Non è stato invece reintrodotto quello con aliquota al 20%. Le confermo quindi che attualmente i regimi possibili sono il regime dei minimi, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% e il nuovo regime forfetario, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 15%. Una circolare dell'Agenzia delle entrate non ha il potere di reintrodurre un regime fiscale soppresso. Il requisito della soglia dei ricavi si riferisce all'anno precedente a quello di ingresso, e deve essere mantenuto per poter continuare a restare nel regime agevolato forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:59 del 03/03/2015) al commento di alex

Buongiorno, concorda con me che quanto il milleproroghe parla di prosecuzione del regime dei minimi per tutto il 2015, intende che chiunque avvii un'attività o opti per tale regime nel 2015, ha la possibilità di mantenerlo per ogni quinquennio successivo, entro il compimento del 35 anno di età. Non avrebbe senso prorogarlo per un anno soltanto, giusto? grazie in anticipo

Commento di stefano (09:42 del 02/03/2015)

Buongiorno Stefano, non è facile rispondere alla sua domanda. Chi opta per il regime dei minimi dovrebbe avere la possibilità di portarlo avanti fino alla sua scadenza naturale ma non è detto che ciò avvenga. Quest'anno, a seguito dell'abrogazione effettuata con la Finanziaria 2015, ciò è stato concesso grazie alla clausola di salvaguardia. Bisogna vedere cosa faranno il prossimo anno. Saluti.

Risposta di Elisabetta (11:05 del 03/03/2015) al commento di stefano

salve vorrei avere, se possibile, un chiarimento. Rientro nei cd minimi precedenti (x altri 2anni) attività di avvocato iniziata nel 2012; mi chiedevo qualora nel 2015 dovessi acquistare beni strumentali eccedenti la soglia di 15.000€ trimestrali dal 2016 in presenza di tutti i requisiti entrerei direttamente nei nuovi minimi 2015? O essendo fuoriuscito dal precedente regime dei minimi per perdita eventuale perdita del requisito di cui sopra dovrei entrare nel regime ordinario? A me Sembrerebbe di poter rientrare nel regime dei minimi 2015 ma vorrei esserne più sicuro. Grazie a chi vorrà rispondere mah con cognizione di causa!! :)

Commento di ANTONIO (18:13 del 02/03/2015)

Buongiorno Antonio, se nel 2015 supera il limite dei beni strumentali previsto per il regime dei minimi, dal 2016 potrà in alternativa scegliere tra il regime ordinario (eventualmente contabilità semplificata) e quello agevolato forfetario (con aliquota al 15%), se possiede anche gli altri requisiti previsti (limite dei ricavi, limiti costo personale). Saluti

Risposta di Elisabetta (11:15 del 03/03/2015) al commento di ANTONIO

Elisabetta la ringrazio per la risposta

Risposta di ANTONIO (17:44 del 03/03/2015) al commento di Elisabetta

Buongiorno, ho sempre lavorato come dipendente e adesso vorrei aprire una nuova partita iva, quindi una nuova attività di servizi di riparazioni artigianali ,con il regime forfettario, gruppo di settore "Altre attività economiche" mi sembra di avere capito che ci sono agevolazioni (riduzione di 1/3 dell'imponibile), ma non so quanto dovrò pagare di INPS, c'è un minimo e un massimo? Grazie tante Enrico

Commento di Enrico (09:49 del 03/03/2015)

Buongiorno Enrico, oltre alle agevolazioni fiscali per chi inizia una nuova attività, le segnalo anche che se rientra nelle gestioni INPS commercianti/artigiani, può godere di un'ulteriore agevolazione sui contributi: i contributi vengono calcolati sul reddito prodotto, senza necessità di versare i minimali contributivi. Per godere dell'agevolazione bisogna aderire con apposita domanda all'INPS. Maggiori informazioni sono contenute nell'articolo del 26.02.2015 Saluti

Commento di Elisabetta (11:24 del 03/03/2015)

Ho letto su qualche sito giornalistico e su qualche testata specializzata della volonta' di Renzi, e del consiglio dei ministri, di modificare le soglie limite dei ricavi ateco.Risulta qualcosa anche a voi?

Commento di luigi (15:11 del 03/03/2015)

Buongiorno Luigi, Renzi aeva affermato che intendeva modificare le soglie dei ricavi del nuovo regime, soprattutto quelle al di sotto dei 30.000 Euro. E' indicato anche nell'articolo. Tuttavia ad oggi l'unico intervento effettuato per i contribuenti "minori" è stata la proroga del vecchio regime dei minimi per tutto il 2015. Ad oggi non ci sono novità sull'innalzamento delle soglie, ma le consiglio di restare aggiornato. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:34 del 04/03/2015) al commento di luigi

Salve sono in contabilità ordinaria semplificata. Vorrei sapere per aderire al regime forfettario oltre a rispettare i requisiti devo comunicare la mia opzione all' agenzia delle entrate? Come? Grazie. Saluti

Commento di raffaele (16:41 del 03/03/2015)

Buongiorno Raffaele, se lei è già in attività, non servono comunicazioni per aderire al regime forfetario. In tal senso si è espressa anche l'Agenzia delle Entrate nella circolare 6/E/2015 paragrafo 9.2. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:29 del 04/03/2015) al commento di raffaele

Buongiorno Elisabetta, a suo avviso è possibile che vengano rivisti i coefficienti di redditività? In particolare nel settore immobiliare, ci sono evidenti differenze tra le tipologie di attività; per alcune di queste infatti le spese sono ben al di sopra di quanto deriva dall'applicazione del coefficiente dell'86%. Infatti sono presenti spese fisse, al di là del ricavato, per la normale gestione dell'attività. Anche ipotizzando un innalzamento della soglia dei ricavi, paradossalmente, inferiori sono i ricavi, meno è conveniente il regime forfetario. In pratica, una volta soppressi i vecchi minimi, le uniche scelte per chi intraprende queste attività restano il regime ordinario o semplificato. Grazie, cordiali saluti

Commento di Luigi (17:25 del 03/03/2015)

Buongiorno Luigi, è difficile fare previsioni. Le polemiche su questo nuovo regime sono tante, e già dopo pochi mesi dalla sua entrata in vigore il governo ha concesso un'apertura: la proroga del vecchio regime dei minimi per tutto il 2015. Per il 2015 quindi si può scegliere tra il regime agevolato forfetario, il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011) e l'ordinario (optando eventualmente per la contabilità semplificata). Credo che ci saranno altre novità per cui le consiglio di restare aggiornato. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:39 del 04/03/2015) al commento di Luigi

non riesco a capire, ma con il codice 477700 posso rientrare nei contribuenti minimi ? Ed in caso l'inventario bisogna continuare a farlo ?

Commento di dario (18:54 del 03/03/2015)

Buongiorno Dario, il codice da lei indicato rientra nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, quindi per aderire al regime agevolato forfetario deve rispettare il limite dei ricavi di 40.000 Euro. Il codice Ateco rileva ai fini della determinazione della soglia dei ricavi, e non è di per se stesso indicatore della possibilità o meno di optare per tale regime. Lei successivamente cita il regime dei contribuenti minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011), ma per quel regime il codice Ateco non è rilevante per capire se sia o meno possibile aderirvi. Per questi regimi agevolati (forfetario e minimi) il libro degli inventari non è obbligatorio. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:57 del 04/03/2015) al commento di dario

buongiorno volevo chiedere per mediatore assicurativo che ha iniziato nel 2014 con le nuove iniziative produttive art.13/2000. trovandosi tale regime abolito... può ora usufruire dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011) o visto che ha avuto un fatturato di poco superiore a 15000 euro nel 2014 e non può aderire al novo regime forfettario agevolato, deve per forza passare al regime ordinario ? Grazie

Commento di monia (14:59 del 04/03/2015)

Buongiorno Monia, il nuovo regime agevolato forfetario e il regime dei minimi sono distinti tra loro. Per il 2015 è possibile scegliere tra questi due regimi alternativi, in base alla possibilità e/o alla convenienza. Se non ha i requisiti per accedere al regime agevolato forfetario, ma ha quelli per i minimi, può accedere al regime dei minimi. Saluti

Risposta di Elisabetta (15:33 del 04/03/2015) al commento di monia

Buongiorno, volevo chiedere se il codice attività 960201 (barbiere) rientra nella soglia dei 20.000 €. Essendo stato nei minimi nel triennio 2010-2012 ed uscito per ovvi motivi nel 2013, ed avendo pagato l' IVA sui beni strumentali (20.000 € circa di beni) quest' anno posso rientrare nei forfettari avendo compensi nel 2014 di soli 12.000 €. Nel caso i contributi INPS come posso fare per pagarli in base al fatturato? Grazie ancora

Commento di Gianluca (16:50 del 05/03/2015)

Buongiorno Gianluca, il codice da lei indicato rientra nella soglia dei 20.000 Euro. Se i compensi del 2014 ammontano a 12.000 Euro può accedere al regime forfetario. Per poter accedere al regime contributivo agevolato deve fare apposita domanda all'INPS nella sezione "Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti - Sezione Domande telematizzate", entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:46 del 09/03/2015) al commento di Gianluca

Salve, per entrare nel regime forfetario il calcolo del limite dei 15.000 ,per un professionista, si deve far riferimento al totale imponibile incassato o al fatturato? Grazie

Commento di sandro (17:45 del 06/03/2015)

Buongiorno Sandro, deve essere usato il criterio che governava il suo regime nel 2014 (se professionista il criterio per cassa). Si è espressa in tal senso anche l'Agenzia delle Entrate con la circolare 6/E del 19.02.2015 a pagina 37. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:33 del 09/03/2015) al commento di sandro

Buonasera a tutti, sono contribuente minimo(professionista) dal 2008 e nel 2014 avendo compiuto 35 anni sono uscito dal regime. La mia domanda è: "Nel 2015 entrerò automaticamente nel regime forfettario e potrò avere ricavi pari a max € 15.000,00 o posso fatturare con il limite del vecchio regime dei minimi?( € 30.000,00). Scusate ma veramente per la mia fattispecie non ci s capisce nulla. Grazie in anticipo

Commento di Giampaolo (00:36 del 11/03/2015)

Buongiorno Gianpaolo, se lei ha i requisiti entra automaticamente nel nuovo regime forfetario. In tal caso deve rispettare i limiti dei ricavi, delle spese del personale e dei beni strumentali. La vecchia soglia che valeva per il regime dei minimi non si applicherà più in quanto è fuoriuscito. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:58 del 11/03/2015) al commento di Giampaolo

Buonasera, sono una foodblogger che ha incassato lo scorso anno, come prestazioni occasionali, 7.500 euro al lordo della ritenuta d'acconto e dei contributi previdenziali dovuti dagli autonomi sull.'importo che supera 5000 euro. Nel 2015 ho avuto nuove prestazioni occasionali per 3500 euro ma ho in previsione altri lavori per cui vorrei aprire partita IVA, in quanto penso di incassare circa 10000 euro. Ho 32 anni. Non trovo categoria ATECO x questa professione, preciso che io invento, realizzo e pubblico ricette sul mio blog ma anche su altri siti o giornali su commissione. Posso aprire P.IVA a metà anno e in quale regime? Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti

Commento di emma (18:21 del 11/03/2015)

Buongiorno Emma, per quanto riguarda la scelta del codice Ateco le consiglio di chiedere una consulenza ad un Caf o commercialista, oppure direttamente all'Agenzia delle entrate quando apre la partita Iva. Secondo me potrebbe rientrare nel codice Ateco 63.9 "Altre attività dei servizi di informazioni" della sezione J. Ma le consiglio di chiedere un parere per sicurezza. Su quale regime utilizzare, dovendo aprire la partita Iva le consiglio il regime dei minimi con aliquota al 5% (recente prorogato dal decreto Milleproroghe), che nella maggior parte dei casi è il più conveniente. In alternativa, se pensa di restare entro la soglia dei 20.000 Euro (che sarebbe la sua soglia se sceglie il codice Ateco 63.9) può accedere anche al nuovo regime forfetario con aliquota 15%. In alternativa c'è il regime ordinario, magari nel suo caso in contabilità semplificata, con tassazione a scaglioni Irpef. Si tratta di valutazioni complesse in cui le variabili da considerare sono molte (ad esempio bisognerebbe considerare se ha altri redditi o se ha spese da portare in detrazione), per cui il mio consiglio è comunque quello di richiedere una consulenza specifica per il suo caso. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:22 del 12/03/2015) al commento di emma

Grazie mille x l'esauriente risposta

Commento di emma (17:54 del 12/03/2015)

Buongiorno, il mese scorso ho aperto una ditta individuale di traduzioni/interpretariato, aderendo al regime forfettario 2015.

Dovrei fatturare un servizio per una ditta che ha sede fiscale a San Marino, ma mi dicono che hanno dei problemi con i forfettari/minimi in quanto, benché siamo esenti dall'applicazione della RA, loro sono obbligati a versare la ritenuta d'acconto per qualsiasi fattura che ricevono.

Ci sono limitazioni per le fatturazioni verso certi paesi UE o extra UE per i forfettari?

E soprattutto, se la prestazione viene svolta in territorio italiano e da soggetto fiscale italiano, la fatturazione non è disciplinata dalle leggi italiane?

Se loro mi versano una RA del 20%, vado a credito d'imposta?

Grazie mille

Commento di Christine (15:46 del 17/03/2015)

Buongiorno Christine, la ritenuta d'acconto del 20% può essere poi recuperata come credito d'imposta in sede di dichiarazione dei redditi, compilando il quadro CR di Unico PF. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:03 del 19/03/2015) al commento di Christine

Buongiorno, richiedo informazioni in merito al regime agevolato ai fini contributivi, quali sono i termini per rientrarci e per quale regime fiscale agevolato è previsto. Grazie.

Commento di Lucia (10:33 del 20/03/2015)

Buongiorno Lucia, il regime contributivo agevolato è riservato ai soggetti che utilizzano il nuovo regime fiscale forfetario (aliquota 15% per intenderci), e che sono titolari di una posizione Inps artigiani e commercianti. In questo articolo trova alcune informazioni più precise sul regime contributivo agevolato Saluti

Risposta di Elisabetta (11:46 del 20/03/2015) al commento di Lucia

Salve sono in contabilità ordinaria semplificata con delle rimanenze di magazzino. Vorrei sapere entrando nel nuovo forfettario rispettando tutti i limiti, l'iva a debito delle rimanenze di magazzino può essere rateizzata?

Commento di raffaele (17:54 del 20/03/2015)

Buongiorno Raffaele, il versamento è collegato con la presentazione del modello Iva. Se presenta il modello Iva in forma autonoma il pagamento andava effettuato entro il 16.3, in unica soluzione o a rate (massimo 9), se invece presenta il modello Iva con Unico, il versamento può essere effettuato anche seguendo le scadenze di pagamento delle imposte derivanti da Unico, anche in questo caso in unica soluzione o in forma rateale. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:43 del 23/03/2015) al commento di raffaele

Salve, non posso valutare il regime forfetario per il famoso limite dei 15000 quindi sto valutando il regime dei minimi, ecc per accedere l’attività da esercitare non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di attività precedentemente svolta. Questo non mi è molto chiaro... Se dovessi andare a ritroso in passato ho lavorato come programmatore/grafico ma se dovessi guardare gli ultimi 3 anni ho lavorato solo come grafico. Ecco a fine mese mi scade il contratto e trovandomi senza lavoro io vorrei aprire partita iva come consulente informatico. Questo costituisce prosecuzione?

Commento di Gianni (20:49 del 20/03/2015)

Buongiorno Gianni, le ricordo innanzitutto che tra i requisiti di accesso al regime dei minimi vi è quello di non aver esercitato alcuna attività artistica, professionale o d'impresa nel triennio precedente l'inizio della nuova attività, anche se in un settore completamente diverso. Per quanto riguarda invece il requisito della "mera prosecuzione", secondo l'Agenzia delle Entrate c'è mera prosecuzione quando la nuova attività non si differenzia dalla precedente in relazione ai mezzi utilizzati e alla clientela servita (Circolare 17/E/2012). Di fronte alla scelta del regime le consiglio comunque di rivolgersi ad un professionista o ad un Caf, in quanto ogni caso deve essere valutato con attenzione. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:57 del 23/03/2015) al commento di Gianni

Buongiorno signorina Elisabetta, pongo il seguente quesito:regime degli ex minimi fino al 2014_ricavi del 2014 14000,oggi dalla lettura dell'articolo, pare che io possa aderire sia al regime forfettario agevolato (15%) o al regime minimi (5%);Inoltre pare che chi prevede di non superare i ricavi per l'anno 2015 secondo i codici Ateco e invece li supera comunque provvederà per l'anno 2015 a pagare sempre il 15% sul ricavato totale che per es. potrà per assurdo essere anche di € 100.000 o più se aderente al regime forfettario agevolato, ne consegue la fuoriuscita per l'anno successivo con l'entrata nel regime ordinario.In attesa di una professionale e delucidante risposta,cordialmente la saluto Archi.

Commento di Archi (12:49 del 23/03/2015)

Buongiorno signorina Elisabetta, pongo il seguente quesito:regime degli ex minimi fino al 2014_ricavi del 2014 14000,oggi dalla lettura dell'articolo, pare che io possa aderire sia al regime forfettario agevolato (15%) o al regime minimi (5%);Inoltre pare che chi prevede di non superare i ricavi per l'anno 2015 secondo i codici Ateco e invece li supera comunque provvederà per l'anno 2015 a pagare sempre il 15% sul ricavato totale che per es. potrà per assurdo essere anche di € 100.000 o più se aderente al regime forfettario agevolato, ne consegue la fuoriuscita per l'anno successivo con l'entrata nel regime ordinario.In attesa di una professionale e delucidante risposta,cordialmente la saluto Archi.

Commento di Archi (12:51 del 23/03/2015)

Buongiorno Archi, i regimi attualmente disponibili sono nuovo regime agevolato forfetario (aliquota 15%), regime dei minimi (aliquota 5%) e regime ordinario (scaglioni Irpef). Per un ex-minimo io credo che le possibilità siano prevalentemente regime forfetario o ordinario, in quanto il regime dei minimi richiede il rispetto del requisito della novità dell'attività. Per quanto riguarda la seconda domanda, le confermo che l'applicazione del regime ordinario decorre dall'anno successivo a quello della perdita dei requisiti. Diversamente dal regime dei minimi non c'è una decadenza immediata in corso d'anno nel caso di superamento dei ricavi per oltre il 50%. Saluti

Risposta di Elisabetta (13:27 del 23/03/2015) al commento di Archi

Signorina Elisabetta innanzitutto grazie per la celerità della sua risposta ai miei quesiti,concisa ed esauriente. Ricapitolando è confermato per il regime forfettario agevolato che il superamento di oltre il 50% dei ricavi indicati dal codice Ateco non comporta alcuna penalità, se non quella di pagare sull'intero ricavo solo il 15% e per il successivo anno 2016 rientrare nel regime ordinario (scaglione Irpef) senza alcun riferimento ai ricavi eccedenti del 2015.Buon pomeriggio.Archi

Risposta di Archi (14:51 del 23/03/2015) al commento di Elisabetta

Esatto. Almeno queste sono le indicazioni fornite finora. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:43 del 24/03/2015) al commento di Archi

Grazie e saluti.

Commento di Archiservizi (16:53 del 24/03/2015)

Salve sono un commerciante ambulante di libri ho tutti i requisiti per entrate nel regime forfettario 2015 l'unico dubbio che ho è che la legge dice che sono esclusi editoria vorrei ssapere se è solo l editore che non rientra o tutta la filiale compreso io grazie mille

Commento di Mauro (22:33 del 31/03/2015)

Buongiorno Elisabetta allora a sto punto neanche le cartolibreria e possono accedere al regime forfettario però io ho letto la legge della agenzia Dell entrate sulla editoria edicono che l uunico soggetto passivo e l editore tutti i restanti distributori e commercianti pagano l Iva al 4% ma non sono nel regime speciale ai fini d Iva a sto punto non cicapisco più niente

Commento di Mauro (14:34 del 02/04/2015)

Buongiorno una domanda.svoglo due attività per uno dei quali cioè il limite dei 15000 e per l altro quello dei 20000. Come funziona la clausola di esclusione dal regime agevolato? Poniamo che nel 2015 realizzo un fatturato di 10000 per quello con limite 15000 e realizzo 15000 per l altro con limite 20000. Quindi per le due attività realizzo complessivamente 25000 euro. Se Nel 2016 sarò fuori e quindi dovrò riappare l Iva o posso restare poiché non ho superato i limiti? Grazie Rita

Commento di rita (08:49 del 03/04/2015)

Salve nessuno sa rispondermi?

Risposta di rita (23:49 del 09/04/2015) al commento di rita

Buongiorno Rita, lei deve prendere a riferimento il limite più elevato, indipendentemente da quella che è l'attività prevalente. Nel suo caso quindi non deve superare i 20.000 euro. Saluti

Risposta di Elisabetta (13:09 del 17/04/2015) al commento di rita

Buongiorno, avrei bisogno di un'informazione: la clausola del limite di età si intende che si esce dal regime dei minimi già nell'anno di compimento del 35esimo anno di età, ovvero dall'anno successivo? io quest'anno compio 35 anni e il mio commercialista mi ha detto che già quest'anno facevo parte delle partite iva "ordinarie" e ho, mio malgrado, iniziato a fare le fatture con iva e ritenuta d'acconto.Confrontandomi con alcuni amici, risulta invece il contrario. Può cortesemente aiutarmi, grazie

Commento di maria (09:47 del 03/04/2015)

Buongiorno Maria, il regime dei minimi (prorogato per il 2015 dal decreto milleproroghe) può essere utilizzato, a prescindere dall’età, per 5 anni da quando l’attività è iniziata. Il limite dei 35 anni è posto per quei contribuenti che intraprendono un'attività da giovanissimi e che, in deroga al limite quinquennale, possono utilizzare tale regime per più di 5 anni ma non oltre i 35 anni d'età. Non c'è alcun limite d'età nemmeno per il nuovo regime forfetario. Forse lei è rientrata nel regime ordinario in quanto ha terminato i 5 anni. Saluti

Risposta di Elisabetta (14:21 del 03/04/2015) al commento di maria

Buongiorno, ho cessato l'attività in data 30.09.2014. Ora potrei riaprire la stessa ttività aderendo al nuovo regime forfettario? Mi è parso di capire che lo posso fare senza avere l'ulteriore "sconto" per i primi tre anni visto che o scolto la stessa attività nel triennio precedente. E' corretto? Quindi nel modello iva di apertura non devo barrare nuove iniziative? Grazie mille per le eventuali risposte

Commento di Emilia (12:18 del 03/04/2015)

Buongiorno Emilia, se lei ha cessato l'attività a settembre 2014, ora può riaprirla utilizzando il nuovo regime forfetario. Come da lei stessa affermato, non può godere della riduzione del reddito di 1/3 in quanto nel triennio precedente all'apertura ha svolto un'attività d'impresa/lavoro autonomo (tra l'altro si tratterebbe della stessa attività). Nel modello con cui apre la partita Iva dovrà indicare di presumere di possedere i requisiti per usufruire del regime, barrando l'apposita casella prevista per l’adesione al precedente “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall’art 27, commi 1 e 2 del Dl n. 98/2011” (come indicato nel comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate del 31.12.2014). Poiché il regime dei minimi è stato prorogato per tutto il 2015, sarà alla fine il comportamento concludente a stabilire quale regime è stato adottato (pertanto il riferimento della legge nella fattura), almeno finché il modello non sarà aggiornato. Le consiglio comunque di attenersi alle istruzioni impartite dall'Agenzia, e di barrare comunque la casella nel modello AA9. In alternativa può sempre chiedere un parere direttamente all'Agenzie delle Entrate in sede di apertura della partita Iva. Saluti

Risposta di Elisabetta (14:41 del 03/04/2015) al commento di Emilia

Salve, essendo all'ultimo dei 5 anni regime minimi al 5% a 38 anni, dovrei poter rientrare nel nuovo regime al 15% mantenendomi sotto i 15.000€. La mia domanda è: sono anche dipendente part time con reddito annuo 10.125€, leggo quindi che dovrei fatturare più di tale cifra ma sotto i 15.000, ma se la somma del lavoro dipendente e fatturazione è complessivamente sotto i 20.000, pur con fatture inferiori alla quota lavoro dipend RIENTRO UGUALMENTE NEL REGIME? Grazie in anticipo

Commento di carlo (13:29 del 22/04/2015)

Buongiorno Carlo. Innanzitutto le confermo che una volta terminato ilo regime quinquennale dei minimi potrà, al sussistere del condizioni, aderire al regime forfetario. Il fatto che lei abbia anche un reddito di lavoro dipendente non esclude la possibilità di aderire al regime forfetario salvo il rispetto della condizione di prevalenza. Tale condizione non è necessaria se complessivamente i redditi non superano i 20.000 euro. Pertanto, nel caso in cui la somma del reddito di lavoro dipendente e reddito "da forfetario" sia inferiore o uguale a 20.000 Euro, lei potrà accedere al regime forfetario anche se il reddito da forfetario risulti inferiore a quello di lavoro dipendente. Ciò in quanto la condizione di prevalenza in questo caso non deve essere rispettata. Se decide di utilizzare questo regime le consiglio di monitorare con attenzione il reddito, per evitare il superamento della soglia dei 20.000 Euro. Spero di essere riuscita a chiarire il suo dubbio. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:40 del 23/04/2015) al commento di carlo

Grazie mille, è stata gentilissima ed esauriente

Risposta di carlo (10:57 del 23/04/2015) al commento di Elisabetta

regime dei minimi fattura consulenza san marino ritenuta alla fonte, detta ritenuta è recuperabile come credito imposta dichiarazione unico?

Commento di giorgio lombardini (08:24 del 24/04/2015)

Buonasera,avrei bisogno di un informazione ho una cartolibreria da 20 anni e vorrei accedere al regime forfetario 2015 ho tutti i requisiti per accedere l'unico dubbio e che la legge dice che sta l'esclusione dell'editoria io vorrei sapere se posso accedere o meno se e' solo l'editore o anche io che avendo una cartolibreria vendo anche libri grazie aspetto con ansia una vostra risposta grazie.

Commento di marco (21:57 del 27/04/2015)

Buongiorno Marco, a mio parere non può utilizzare il regime forfetario in quanto esercita l'attività in regime speciale Iva (anche se non prevalente). L'Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/2008 (pagina 5) si era espressa in tal senso con riferimento al regime dei minimi. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:29 del 06/05/2015) al commento di marco

Buongiorno, nel caso abbia aperto la p. iva nel 2015 con il decreto milleproroghe posso rimanere nel vecchio regime dei minimi (imposta sostitutiva al 5% e soglia di ricavi unica a 30.000 euro) per un anno (solo il 2015) o per cinque ?

Commento di Stefano (14:54 del 28/04/2015)

Buongiorno Stefano, alla stato attuale della norma può rimanere nel regime per 5 anni. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:50 del 04/05/2015) al commento di Stefano

Buongiorno, nel 2013 ho aperto la.p.iva con il regime dei minimi (5% forfait)

Ad aprile 2015 ho aperto una srl normale con altri soci

Come viene inquadrata ora la mia p.iva personale?

Commento di massimo (02:53 del 01/05/2015)

Buongiorno Massimo, se l'attività che esercita con partita Iva individuale continua, può mantenere il regime dei minimi (con aliquota 5%) fino al termine del quinquennio. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:28 del 04/05/2015) al commento di massimo

salve ,come ditta individuale tendaggi e cornici dal 2005 posso passare al regime dei minimi,come requisiti ci siamo,come eta ho passato i quaranta.

Commento di bruno (13:14 del 04/05/2015)

Buongiorno Bruno, il regime dei mimini (aliquota 5%) può essere utilizzato per chi inizia un'attività e fino al termine del quinquennio. Nel suo caso, visto che trattasi di attività risalente al 2005, potrebbe usufruire del nuovo regime forfetario (introdotto con la Legge di Stabilità 2015, con aliquota 15%). In questo nuovo regime non conta l'età, i requisiti che devono essere rispettati sono altri, e li trova indicati in questo articolo: rispetto del limite dei ricavi secondo il codice Ateco dell'attività che si svolge, limite beni strumentali, limite per costi del personale. Il passaggio al nuovo regime deve essere valutato con attenzione, in quanto oltre ai vantaggi i regimi sostitutivi dell'Irpef hanno limiti di accesso e altre implicazioni, le consiglio pertanto di chiedere una consulenza che analizzi il suo caso specifico.Saluti

Risposta di Elisabetta (09:08 del 06/05/2015) al commento di bruno

Buongiorno, svolgo l'attività professionale di ingegnere e volevo chiedere se potevo rientrare nel nuovo regime forfetario, venendo dal vecchio regime dei minimi ed avendo alla data del 31/12/2014 superato i termini dei 5 anni ed aver avuto ricavi nell'ultimo anno pari ad euro 22.000,00. Grazie anticipatamente. Franco

Commento di Franco (17:32 del 04/05/2015)

Buongiorno Franco, purtroppo la sua attività rientra nel limite di 15.000 euro di ricavi, e questo non le consente di applicare il regime forfetario considerando che nell'anno precedente ha raggiunto i 22.000 Euro. Saluti.

Risposta di Elisabetta (09:18 del 06/05/2015) al commento di Franco

Buonasera, volevo sapere se un contribuente forfettario nel 2015 emette una nota di credito a storno di una fattura del 2014 quando era ordinario, deve applicare l'iva e versare la stessa entro il 16 del mese successivo ? Grazie

Commento di Damiano (19:25 del 06/05/2015)

Ho iniziato l'attività di professionista senza cassa il 2009 aderendo al vecchio regime dei minimi. Nel 2014 pur avendo meno di 35 anni dovrei fuoriuscire dal regime. Posso rientrare nel nuovo ??? Penso di fare nel corso del 2015 meno di 15.000 euro. Ma se dovessi superarli ??? Dal 2016 entrerei nel regime ordinario ??? Mi fate sapere anche perché nel corso del 2015 sto fatturando senza IVA né ritenute. Grazie anticipate. Domenico

Commento di Domenico (19:05 del 11/05/2015)

Buongiorno Domenico, le ricordo che con il Provvedimento del 22.12.2011 l'Agenzia delle Entrate ha specificato che i soggetti che non hanno ancora compiuto il 35° anno d’età, possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al periodo d’imposta di compimento del 35° anno d’età, in deroga al limite quinquennale. Quindi lei può continuare nel regime dei minimi, se lo vuole, e credo che sia la soluzione migliore. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:54 del 12/05/2015) al commento di Domenico

Salve. Nei commenti avete più volte specificato che può aderire all'agevolazione contributiva INPS (cioè quella che permette di pagare la previdenza sociale percentualmente a quanto realmente guadagnato, al di fuori dei minimi fissi obbligatori INPS) solo chi è inquadrato nella Gestione INPS Commercianti/Artigiani. Ma, perché? E siamo sicuri? E in quale Gestione INPS verranno inclusi quei Bed and Breakfast e quegli Affittacamere che decideranno nel 2015 o nel 2016 di aprire per la prima volta una Partita IVA col Regime a Forfait, senza mai avere avuto prima una partita Iva perchè in precedenza considerati attività occasionale? Noi non rientreremmo nella Gestione INPS Commercianti/Artigiani, immagino... e quindi? Se un anno non si lavora si paga ugualmente una certa somma fissa all'INPS? E quanto orientativamente (intendo nell'ordine delle migliaia di euro o nell'ordine delle centinaia)? E, infine, se così fosse, converrebbe comunque passare dall'occasionalità alla Partita Iva con nuovo regime a forfait 2015? E la decisione tra Occasionalità di un'attività e l'apertura di una Partita Iva siamo sicuri che sia a nostra discrezione o ci sono dei paletti e dei limiti ben precisi? Nel rispondere tenete conto però che i bed and breakfast hanno un inquadramento del tutto particolare e che, ad esempio, in certe regioni d'Italia, fino al 2013 non era neppure consentito dalla Regione e dal Comune aprire una Partita Iva. Ora, di recente, pare che sia possibile, volendo (o dovendo??). Grazie in anticipo delle info.

Commento di Anna (18:10 del 14/05/2015)

Buongiorno, vorrei aprire una nuova partita iva ( attività di consulenza azindale - ATECO 70.22.09 ) aderendo al regime forfettario. Ho due piccoli dubbi: il primo è che in maniera saltuaria ( circa 5 mesi l'anno) lavoro anche come lavoratore dipendente, c'è un rapporto da rispettare per restare dentro il regime forfettario? il secondo : in caso di non rispetto dei limiti dei ricavi cosa succede? sono previste sanzioni? o si "passa" in automatico al regime ordinario con tutte le conseguenze ( aumento tassazione, obbligo tenuta scritture, versamento iva etc etc)? Grazie mille e buona giornata

Commento di Fabio (10:47 del 15/05/2015)

Buongiorno Fabio. Per quanto riguarda il primo punto: se lei ha anche un lavoro dipendente, deve rispettare la condizione di prevalenza (il reddito da autonomo/imprenditore deve essere prevalente rispetto a quello di lavoratore dipendente). Questa condizione non è necessaria (quindi non serve il rispetto di tale condizione) se la somma dei redditi d'impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 Euro. Per quanto riguarda il secondo punto: nel caso in cui non siano rispettati i limiti di ricavi, il regime cesserà dall'anno successivo a quello in cui viene meno tale condizione, senza applicazione di sanzioni. Saluti

Risposta di Elisabetta (13:01 del 18/05/2015) al commento di Fabio

Grazie mille! Esauriente ed esaustiva!

Risposta di FABIO (13:08 del 18/05/2015) al commento di Elisabetta

Salve nel caso di un medico pensionato che in data 1^ dic 2010 ha aperto la p.iva agevolata (minimi L. 244/2007) alla data del 31/12/2014 risulta aver concluso il quinquennio per poter operare come minimo (2010/2011/2012/2013/2014). In base al nuovo regime forfetario in vigore dal 1^ gennaio 2015, rispettando i 4 requisiti tra cui il volume di affari al di sotto dei 15mila (in base al codice ateco), può essere considerato "naturalmente" forfetario oppure dovrà operare in semplificata? Grazie a chi vorrà rispondermi.

Commento di Micaela (23:42 del 19/05/2015)

Buongiorno Micaela, io direi proprio di sì. Non ci sono motivi per cui non possa essere considerato forfetario. L'unico aspetto da tenere in considerazione è il reddito di pensione, che non deve essere prevalente rispetto a quello di lavoro autonomo. Nell'articolo è spiegato il requisito di prevalenza. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:17 del 20/05/2015) al commento di Micaela

Salve, io per il primo trimestre 2015 ho fatturato normalmente con iva essendo in contabilità ordinaria, mi chiedo se dal secondo trimestre posso applicare il regime forfettario o devo aspettare il 2016. Saluti

Risposta di Maria Elena (13:45 del 27/05/2015) al commento di Micaela

La sua domanda non è di semplice risposta in quanto mi sorge il dubbio che debba permanere nel regime ordinario per tre anni. L'art. 1 comma 70 della L. 190/2014 prevede, per i soggetti che sono nel regime forfetario, di poter optare per l'ordinario, e l'opzione è valida per un triennio. Se lei al 1° gennaio 2015 possedeva i requisiti per il forfetario, in teoria era entrata automaticamente in questo regime, e il fatto di aver optato, per comportamento concludente, al regime ordinario, la porterebbe a questo vincolo triennale. Forse si dovrebbe fare un'eccezione per il 2015, in considerazione del primo anno di applicazione della norma (come era stato fatto per il vecchio regime dei minimi) ma al momento l'Agenzia delle Entrate non si è espressa al riguardo. Le consiglio quindi di restare intanto nel regime ordinario e di chiedere eventualmente una consulenza specifica al riguardo. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:24 del 28/05/2015) al commento di Maria Elena

Buongiorno, ho aperto partita iva nel dicembre 2014 con regime dei minimi. Quale tipo di dichiarazione dei redditi devo presentare considerato il cambiamento, in corso d'anno, da disoccupata a carico di mio marito a professionista? 730 a carico di mio marito fino al 16 dic. e UNICO dal 17 dic.?

Commento di SimonettaB (15:47 del 02/06/2015)

Buongiorno Simonetta, se lei fino al 16 dicembre 2014 risultava a carico di suo marito, confluirà come "coniuge a carico" nel mod. 730 di suo marito. In merito alla sua dichiarazione dei redditi, se nel 2014 ha avuto come unici redditi quelli derivanti dall'apertura della Partitiva Iva, dovrà presentare il modello Unico PF 2015/redditi 2014. Dice che è stata disoccupata, le ricordo che se ha percepito l'assegno di disoccupazione deve verificare la sussistenza dei requisiti per essere considerata fiscalmente a carico del marito e se ha percepito redditi per disoccupazione deve dichiararli, a questo punto con l'Unico. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:12 del 03/06/2015) al commento di SimonettaB

Gent-ma Sig Elisabetta ,complimenti per la professionalita' e la gentilezza;sono un medico ospedaliero pensionato (con circa 40.000 euro di pensione) e nel corso del 2014 ho percepito (in regime ordinario) circa 13.000euro di libera attivita' professionale,Posso ,quindi, avvalerme,per il2015, del regime forfettario, facendo attenzione a non superare la soglia dei 15.000 euro? Grazie per la risposta

Commento di Luigi Della Casa (17:49 del 02/06/2015)

Buongiorno Luigi, se lei percepisce la pensione deve rispettare il requisito della prevalenza. Questo significa che il reddito a cui andrà ad applicare il regime forfetario deve essere prevalente rispetto ad ogni altro tipo di reddito di lavoro dipendente e assimilato percepito (compreso quello di pensione). Nel suo caso, considerato l'importo della pensione, e la soglia dei ricavi che deve rispettare in base al suo codice Ateco, la condizione di prevalenza non sarebbe verificata in quanto risulterebbe prevalente il reddito di pensione. Nel suo caso quindi ritengo che non sia applicabile il regime forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:18 del 03/06/2015) al commento di Luigi Della Casa

Gent ma Sig Elisabetta,in merito alla sua risposta precedente il mio commercialista mi faceva notare che per il regime forfettario l'art 54 comma d recita cosi:ai fini del calcolo del predetto limite i redditi conseguiti nell'attivita' di impresa,arte o professione sono in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi da lavoro dipendente o assimilati ecc. ecc, la verifica della predetta prevalenza non e' comunque rilevante se il rapporto di lavoro e' cessato....Quale interpretazione dare a queste parole?

Commento di luigi (15:29 del 04/06/2015)

Nel caso del pensionato vi è quasi sempre una precedente cessazione del rapporto del lavoro ma non credo che fosse nell'intento del legislatore escludere la categoria dei pensionati dalla verifica del criterio della prevalenza. Vi sono tra l'altro vari articoli della stampa specializzata che affermano appunto che per l'adesione a questo regime sono "penalizzati" i pensionati che percepiscono "buone" pensioni, in quanto per essi è difficile soddisfare il requisito della prevalenza. Credo che l'affermazione del legislatore si riferisca al rapporto di lavoro cessato nel periodo d'imposta in cui si verificano i presupposti per aderire al regime, quindi per l'ingresso nel 2015 si intendono i rapporti di lavoro cessati nel 2014. Sul punto tuttavia non ci sono interpretazioni ufficiali delle Entrate, pertanto le consiglio di seguire il consiglio di un esperto di sua fiducia. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:55 del 05/06/2015) al commento di luigi

età 61 disoccupato, posso aprire p.iva regimi dei minimi??attività servizi vari. fatturare senza ritenuta e iva?? sono italiano

Commento di Nella (09:54 del 05/06/2015)

Buongiorno Nella, se inizia una nuova attività può aderire al regime dei minimi (aliquota 5%), prorogato per il 2015 dal decreto Milleproroghe. Da quanto indicato non trovo impedimenti all'ingresso al regime.

Risposta di Elisabetta (12:23 del 05/06/2015) al commento di Nella

Buongiorno, sono un Ingegnere e vorrei aprire la p.iva a partire dal prossimo mese di luglio aderendo al regime forfettario. Lo scorso anno ho lavorato fino al 30/04/2014 .Dopo sono stato lincenziato ed ho ricevuto regolarmente l'aspi ed alcuni mesi di cassaintegrazione arretrati. La prima cosa che volevo chiedere è: gli ammortizzatori sociali (aspi,cassaintegrazione) vengono considerati nei limiti del 20000 euro ? o si considerano solo i 4 mesi del 2014 da lavoratore dipendente? Perchè in caso debba considerare tutti questi importi sono al limite dei 20000 euro. Grazie

Commento di Antonio (16:26 del 05/06/2015)

Buonasera Ing... La soglia dei ricavi per la sua attività è di 15.000€ non 20.000€. In secondo luogo poichè inizia l'esercizio della professione (con apertura della p.iva) nel corso del 2015 non è possibile effettuare un raffronto con l'anno precedente sebbene abbia percepito redditi di lavoro dipendente....in questo caso dovrà comunicare il possesso dei requisiti di cui alla legge 190/2014 in sede di dichiarazione inizio attività, oppure optare per il piu' oneroso regime ordinario...

Risposta di Angelo Di Ceglie (23:49 del 05/06/2015) al commento di Antonio

Grazie come prima cosa, Io quando parlavo di 20000 euro mi riferivo a redditi percepiti nel 2014 non 2015. Per quest'anno non credo di superare i 10000 euro se va bene. Quando parla di "requisiti di cui alla legge 190/2014" a quali in particolare si riferisce? Grazie

Risposta di Antonio (08:04 del 06/06/2015) al commento di Angelo Di Ceglie

Gent. Ingegnere non consideri i redditi 2014 poichè non esercitava la professione in p.iva... Dato che l'apertura della p.iva avviene nel 2015 sarà a partire da quest anno che dovrà rispettare i requisiti di quella legge 190.. Vale a dire compensi inferiori a 15000; spese per prestazioni di lavoro < 5.000; beni strumentali <20.000 e prevalenze del reddito di lavoro autonomo rispetto ad eventuali altre forme di reddito. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Risposta di Angelo Di Ceglie (12:27 del 07/06/2015) al commento di Antonio

Gent. Ingegnere non consideri i redditi 2014 poichè non esercitava la professione in p.iva... Dato che l'apertura della p.iva avviene nel 2015 sarà a partire da quest anno che dovrà rispettare i requisiti di quella legge 190.. Vale a dire compensi inferiori a 15000; spese per prestazioni di lavoro < 5.000; beni strumentali <20.000 e prevalenze del reddito di lavoro autonomo rispetto ad eventuali altre forme di reddito. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Commento di Angelo Di Ceglie (12:53 del 06/06/2015)

Grazie delle risposte. Quindi aderendo a questo regime l'iva la posso compensare in fattura non versandola? quindi se ad esempio ricevo un compenso con 5000 +iva =6100,i 1100 di iva li devo indicare in fattura?

Risposta di Antonio (16:13 del 09/06/2015) al commento di Angelo Di Ceglie

No, non dovrà indicare l'Iva in fattura: solo ed esclusivamente il compenso. Ci sono delle apposite diciture da esporre. Per maggiori dettagli può contattarmi via mail.

Risposta di angelo di ceglie (18:08 del 09/06/2015) al commento di Antonio

Buongiorno, ho letto il vostro articolo e volevo chiedervi un parere in merito alla mia posizione. Avendo raggiunto a dicembre i 35 anni e avendo fatturato un lordo pari a 17mila euro sono uscita dai regimi minimi e ora mi ritrovo nel regime ordinario senza riuscire a stare dietro a tutte le tasse Premetto che sono registrata come Grafico pubblicitario. Sapeste darmi qualche consiglio se fosse possibile rientrare in un regime forfettario? poiché la mia p. iva è cambiata ma i miei introiti si aggirano sempre sui 20mila euro lordi. Grazie infinite

Commento di Sara Dam (14:53 del 08/06/2015)

Buongiorno Sara, per il suo codice Ateco (credo 74.10.2), il limite dei compensi per accedere al regime forfetario è di 15.000 Euro. Se lei supera questo importo non può accedere al regime forfetario. Lei cita "20.000", che codice Ateco possiede per la sua attività? Saluti

Risposta di Elisabetta (09:11 del 09/06/2015) al commento di Sara Dam

sono entrato nel nuovo regime forfetario 2015 lo scorso 1.1.2015.ciò presuppone che io abbia un reddito relativamente basso ed avendolo avuto anche due anni fa l'anno scorso ho dovuto adeguarmi agli studi di settore versando allo stato più tasse di quanto avrei dovuto. secondo voi anche quest'anno, che sicuramente non sarò ancora congruo, dorò adeguarmi o la normativa prevede delle vie d'uscita per i piccoli contribuenti?

Commento di ROberta (15:05 del 09/06/2015)

Grazie delle risposte. Quindi aderendo a questo regime l'iva la posso compensare in fattura non versandola? quindi se ad esempio ricevo un compenso con 5000 +iva =6100,i 1100 di iva li devo indicare in fattura?

Commento di Antonio (16:14 del 09/06/2015)

deve indicare solo il compenso (con l'eventuale contributo del 4% se è un professionista). Inoltre vi è una specifica dicitura per esonerarla dall'applicazione dell'IVA

Risposta di Angelo Di Ceglie (15:14 del 22/06/2015) al commento di Antonio

Per i contribuenti forfetari non è prevista l'applicazione degli studi di settore.

Commento di angelo di ceglie (18:04 del 09/06/2015)

Buongiorno . Nel 2012 avendo intenzione di aprire un attività commerciale ho aperto p.iva .La stessa è rimasta aperta per circa 10 giorni dopo di che è stata chiusa senza essere stata movimentata perchè per motivi personali non ho piu avviato l attività. A ottobre 2014 ho avviato la mia attività commerciale e aperto nuova P.iva.Purtroppo avendola aperta e chiusa nel 2012 il Sistema non mi permetteva di aprire una nuova partita agevolata.Il commercialista mi ha suggerito quindi di ovviare a tale problema attraverso un comportamento come da regime dei minimi 5% dicendomi che questo comportamento portava poi all' adeguamento automatico a quel regime. Ora con le ultime novità come mi devo comportare?Posso mantenere ill regime dei minimi?gRAZIE

Commento di RAFFAELE (18:23 del 09/06/2015)

Buongiorno Raffaele, se lei è nel regime dei minimi (aliquota 5%) dal 2014, può continuare a utilizzarlo, nel rispetto delle condizioni di tale regime. La finanziaria aveva abrogato questo regime, ma poi il decreto milleproroghe l'ha prorogato, quindi al momento non ci sono problemi per il suo utilizzo. Per il problema di apertura-chiusura della partita Iva direi che ha risolto, penso fosse un problema informatico, considerando che l'attività nel 2012 non era stata nemmeno iniziata. D'altra parte è stata proprio l'Agenzia delle Entrata a chiarire (sul tema della durata del regime), con il Provvedimento del 22.12.2011, che per esercizio di attività e per inizio di una nuova attività produttiva, si fa riferimento allo svolgimento effettivo e all’inizio effettivo della stessa, e non alla sola apertura della partita Iva. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:18 del 10/06/2015) al commento di RAFFAELE

Ringraziandola per avermi chiarito il concetto che chi usufruiva Dell aliquota al 5% la mantiene.Il mio dubbio è questo. Come le dicevo per ovviare al problema del sistema informatico ho aperto p.iva ordinaria con comportamento da agevolata. Avendo aperto nel 2014 e nn avendo ancora fatto la prima dichiarazione posso già considerarmi nel regime dei minimi? Grazie

Risposta di Raffaele (11:41 del 10/06/2015) al commento di Elisabetta

Certo, in quanto vale il comportamento concludente. Il fatto di non aver optato per il regime in sede di apertura della partita Iva non pregiudica di per sè la possibilità di avvalersi del regime agevolato. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:51 del 10/06/2015) al commento di Raffaele

Sì questo lo so. Volevo solo capire che senso ha applicarmi gli studi di settore quest questo anno costringendolo a dover pagare ancora più tasse del giusto.

Commento di roberta (22:42 del 09/06/2015)

La non congruità agli studi di settore implica la facoltà del contribuente di adeguarsi ai maggiori ricavi/compensi... Non è un obbligo...

Risposta di angelo Di Ceglie (09:21 del 10/06/2015) al commento di roberta

Posto che gli studi di settore che le saranno applicati fanno riferimento all'anno 2014 ovvero quando lei era nel regime ordinario

Risposta di angelo Di Ceglie (09:23 del 10/06/2015) al commento di roberta

certo non è sono obbligata, ma se non mi adeguo mi hanno riferito scatti in automatico l'accertamento e sebbene io sia del tutto in ordine ed in regola dovrei rivolgermi ad un consulente tributario che mi costerebbe più di quanto debba pagare di tasse "presunte erroneamente" dal sistema.Grazie

Commento di roberta (09:46 del 10/06/2015)

HO 59 ANNI,SONO UN PROCACCIATORE D'AFFARI OCCASIONALE,NEL 2013 E 2014 HO FATTO REGOLARE DICHIARAZIONE REDDITI ED IVA, X IL 2015 , SECONDO LA NUOVA LEGGE DI STABILITA' HO CHIESTO ALL'UFF. DELLE ENTRATE SE POTEVO ADERIRE AI MINIMI, MI HANNO RILASCIATO A GENNAIO COPIA DI RICHIESTA, MA NN HO MAI AVUTO RISPOSTA; INTANTO HO FATTURATO QUEL POCO IMPONIBILE CON IL REGIME DEI MINIMI, MA COSA DOVREI FARE X ESSERE SICURO DI POTER USUFRUIRE DI QUESTO REGIME? IL MIO IMPONIBILE ANNUO è DI CIRCA 6000€.

Commento di cLAUDIO (16:25 del 14/06/2015)

Buongiorno Claudio, per minimi lei intende il nuovo regime forfetario? Nel suo caso credo che il limite dei compensi sia di 15.000 Euro quindi può tranquillamente continuare a mantenere il regime forfetario per comportamento concludente. Nella tabella riportata nell'articolo può trovare il limite dei compensi in base al suo codice attività e verificare. Le ricordo che ci sono altri limiti da rispettare per il regime forfetario, elencati nell'articolo. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:39 del 15/06/2015) al commento di cLAUDIO

Vi pongo un quesito che non sono riuscito a risolvere:Vorrei aderire al regime forfettario con limite dei 15000 euro annui,ma sei io ad esempio fatturo 20000 euro e poi io pago un collega 10000 euro, i miei 10000 mi vengono detratti dal reddito oppure no, rientrando cosi all'interno del regime forfettario? Vi sarei estremamente grato se riuscireste a darmi una mano.Grazie

Commento di Antonio (22:02 del 14/06/2015)

Buongiorno Antonio, lei confonde il limite dei corrispettivi con il reddito. Il limite dei compensi si riferisce a quanto lei fattura, quindi per semplificare, si tratta dell'importo delle fatture attive. I costi che lei sostiene anche se inerenti alla sua attività non rilevano ai fini del limite per l'ingresso nel regime forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:43 del 15/06/2015) al commento di Antonio

Il mio dubbio nasce dal fatto che sono stato contattato da una società USA per organizzare un corso di formazione in Italia. Quindi posso "raccogliere" io i soldi e poi togliere dal mio reddito la parte che devo corrispondere alla società?Grazie

Risposta di Antonio (11:08 del 15/06/2015) al commento di Elisabetta

ho fatto presente che abbiamo due strade.La prima che i partecipanti paghino direttamente la società in USA ,con o senza iva?successivamento loro pagheranno direttamente a me,senza iva?Il luogo dove si deve svolgere il corso mi ha detto che in questo caso,l'iva non è dovuta. La seconda opzione è quella che io riceva tutti i pagamenti e poi paghi io la società in USA,con IVA credo in questo caso.Grazie

Risposta di Antonio (11:12 del 15/06/2015) al commento di Antonio

Il suo quesito richiede una consulenza specifica

Risposta di Angelo Di Ceglie (23:49 del 15/06/2015) al commento di Antonio

Buongiorno, mi chiamo Marco (39 anni), desidero porre un quesito: nel 2014 operavo in contabilità semplificata nel campo turistico con giro d'affari ragguagliato per anno dicirca €50000 ; l'attività, per motivi familiari, è cessata e con essa la partita iva al 31/12/2014. Posso iniziare nel 2015 una nuova tipologia di attività, con nuova partita iva, e aderire al nuovo regime forfettario? Grazie mille per l'attenzione.

Commento di Marco (16:07 del 19/06/2015)

si, puo' addirittura usufruire per tre periodi d'imposta della riduzione di un terzo del reddito poichè appunto intraprende una nuova attività (sebbene ci sia qualcuna che non rientri all'interno del regime agevolabile)

Risposta di Angelo Di Ceglie (20:21 del 20/06/2015) al commento di Marco

Ok, grazie. Avevo un dubbio poichè ho letto da qualche parte che andrebbe considerato il reddito dell'anno precedente (ragguagliato "per anno") al fine di verificare il non superamento dei limiti previsti per ciascuna attività (nel campo turistico mi pare 40000€), anche se si tratta di un'attività cessata nel 2014 stesso. Leggevo anche che, per usufruire della riduzione di un terzo il contribuente non deve avere esercitato alcuna attività imprenditoriale nei triennio precedente. Non avevo chiaro, però, come gestire questa situazione particolare (chiusura nel 2014 e apertura di un'attività nel 2015) ...

Risposta di Marco (21:36 del 20/06/2015) al commento di Angelo Di Ceglie

La sua interpretazione è corretta.. Per il limite dei ricavi puo' far riferimento al codice ateco della nuova attività

Risposta di angelo Di Ceglie (10:08 del 22/06/2015) al commento di Marco

Salve, dovrei aprire una partita IVA come libero professionista nei prossimi giorni e volevo sapere se potevo optare per il regime dei minini anziché per quello forfettario, ed in caso affermativo per quanto tempo potrei rimanere in tale regime. Grazie 1000.

Commento di Simone (00:48 del 22/06/2015)

Buongiorno Simone, da quanto da lei indicato può optare per il regime dei minimi. Il regime, infatti, è stato prorogato di un anno dal decreto Milleproroghe. La scadenza naturale del regime è di 5 anni (posticipabile fino al compimento del 35° anno d'età). Nel caso in cui dovesse essere abrogato il prossimo anno, credo che il legislatore adotterà lo stesso "schema" previsto inizialmente quest'anno, lasciando cioè la possibilità a chi è già dentro al regime, di continuare ad utilizzarlo fino a scadenza naturale. Non credo che il contribuente sarà obbligato a "dirottare" sul regime forfetario o su altri eventuali regimi. Sul punto comunque non c'è certezza ovviamente. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:06 del 22/06/2015) al commento di Simone

Salve, quisito: aperto partita iva nel 2013 ordinaria, si può passare nel 2015 in regime minimi (5%) ? se la risposta è affermativa, come regolare le fatture già emesse con iva e ritenuta d'acconto? vorrei sapere se è possibile lasciare le fatture già effettuate con iva e ritenuta d'accoto.... poi alla data del passagio ai minimi (5%) emettere le fatture esente iva dei minimi? la ritenuta d'acconto se già versata si recupera con la prossima dichiarazione redditi unico/2016? Grazie per la risposta.

Commento di Paola (15:28 del 30/06/2015)

Attività codice 161000 aperta il 14/02/2011. Inizialmente contribuente minimo con imposta sostitutiva del 10%. Poi con aliquota al 5%. Il fatturato non ha mai superato i € 30.000,00, i beni strumentali sono < 15.000,00 e non si sono avuti mai dipendenti. L'età attuale del titolare è di 41 anni (anno nascita 1974). Posso sfruttare sia il 2014 che l'anno imposta 2015 come contribuente minimo con aliquota al 5%? Aiutatemi perché non ci sto capendo più niente!!!!!

Commento di Annalisa (20:26 del 07/07/2015)

Buongiorno Annalisa, il c.d. regime dei minimi dura 5 anni (al permanere dei requisiti), quindi deve contare 5 anni da quando ha aderito a questo regime. Il requisito dell'età è solo a favore del contribuente, nel senso che il regime dei minimi può durare anche più di 5 anni finché il contribuente non raggiunge i 35 anni. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:25 del 08/07/2015) al commento di Annalisa

Quindi avendo aderito dalla data inizio attività ovvero 14/02/2011 entrerà in regime ordinario dal 01/01/2016 giusto?

Risposta di Annalisa (09:53 del 08/07/2015) al commento di Elisabetta

Lei ha scritto inizialmente che ha applicato l'aliquota al 10%, quindi significa che ha utilizzato il regime delle nuove iniziative produttive. Bisogna capire per quanti anni ha usato questo regime (che di norma dura 3 anni dall'inizio dell'attività) e quando ha aderito al regime dei minimi con aliquota al 5%. La data da cui decorrono i 5 anni è quella in cui ha aderito al regime dei minimi, ed è questa data che deve verificare per capire fino a quando può restare nel regime.

Risposta di Elisabetta (11:12 del 09/07/2015) al commento di Annalisa

Salve, volevo sapere ho un contribuente che paga iva trimestrale avente contabilità semplificata. Nel maggio del 2015 ha adottato il regime forfetario avendone i requisiti sui dati del 2014. Avendo già pagato l'iva del 1 trimestre mi ha consegnato la contabilità del 2 trimestre emettendo una fattura ad aprile con iva mentre le altre in esenzione. Quello che mi domando è devo fargli pagare l'iva del 2 trimestre solo per il periodo di aprile visto che lui ha adottato il regime a maggio? Cordiali Saluti

Commento di Stefano (09:23 del 17/07/2015)

Nel regime minimi2015, non ho capito se si deve pagare l'iva al fornitore e poi rivendere l'articolo acquistato senza IVA.

Commento di leonard (09:27 del 23/07/2015)

Buongiorno Leonard, nel nuovo regime forfetario i contribuenti non applicano l'Iva nelle fatture di vendita (quindi non devono versarla), e parallelamente non possono detrarre l'Iva sugli acquisti. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:57 del 19/08/2015) al commento di leonard

Salve, vorrei un chiarimento: attività di lavanderia iniziata nel 2000, per l'anno di imposta 2015 non si hanno i requisiti per accedere al regime dei nuovi minimi ( si resta in regime semplificato utilizzato dal 2000 ad oggi ), per l'anno di imposta 2016, invece si avranno i requisiti. Si potrà utilizzare il nuovo regime dei minimi dal 2016 o questa scelta si può fare solo nell'anno 2015 da quando è partito il nuovo regime e quindi per gli anni successivi al 2015 non c'è possibilità di scelta del nuovo regime dei minimi L. 190/2014. Grazie mille

Commento di Daniela (11:23 del 29/07/2015)

Buongiorno Daniela, se per nuovo regime dei minimi intende il nuovo regime forfetario previsto dalla Legge di Stabilità non ci sono preclusioni all'utilizzo dello stesso dal 2016. Se invece intende il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.l. 98/2011) prima abrogato dalla legge di stabilità e poi prorogato dal decreto milleproroghe, non potrà accedervi nel 2016 in quanto il regime si applica per il primo anno di inizio attività e per i 4 successivi (nel suo caso l'attività è iniziata nel 2000). Tra l'altro il regime dei minimi, salvo diverse disposizioni di legge, dal prossimo anno sarà abrogato. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:49 del 19/08/2015) al commento di Daniela

Mille grazie, intendevo il nuovo regime previsto dalla legge di stabilità. Grazie

Risposta di Daniela (11:56 del 31/08/2015) al commento di Elisabetta

Sono pensionato INPS con reddito lordo da pensione certificato dal CUD di € 16.500 Vorrei aprire la partita iva e aderire al regime dei minimi Mi risulta che per poter aderire al regime dei minimi il reddito dell'attivita' deve essere prevalente e quindi superiore alla pensione. Inoltre deve essere verificato che rientri nel tetto previsto dai codici Ateco Ma come si intende per prevalente : il fatturato lordo (sommando le fatture dell'anno ) oppure quello al netto della percentuale di riduzione? Se si inizia l'attivita' durante l'anno (ipotizzando inizio a giugno e quindi 6 mesi) viene tenuto conto ? o se durante l'anno il fatturato si riducesse diventando inferiore alla pensione cosa succede se si fosse costretti a passare al regime ordinario per quanto riguarda le fatture emesse in esenzione di IVA Grazie

Commento di alberto livraghi (13:49 del 29/07/2015)

Buongiorno, apertura attività di commercio con opzione per il regime art.13 L.388/2000 ("forfetino"). A dicembre non ci sono state vendite ma soltanto acquisti di merce che hanno prodotto rimanenze finali di pari importo e acquisti di beni strumentali per 10.000 euro. A fine dicembre si è creato un credito IVA annuale di oltre 3.500 euro. Vorrei sapere se passando al nuovo regime dei minimi (obbligatorio, mi pare), permane il credito IVA formatosi nel 2014 e che fine fanno le rimanenze di merce.o se non il caso, in tale situazione, optare per il regime ordinario. Grazie

Commento di Emilio Mesoraca (11:54 del 03/08/2015)

Salve, da quest'anno fuoriesco dal vecchio regime dei minimi per scadenza dei termini (5 anni). Devo scegliere se optare per il nuovo regime dei minimi (15%) o per il regime ordinario. Se decido di optare per il nuovo regime dei minimi esiste un periodo di permanenza minimo da rispettare?? Ho letto che se optassi per il regime ordinario la scelta è vincolante per 3 anni; della situazione opposta nn ho trovato nulla al riguardo quindi presumo che nn sussistano vincoli temporali di permanenza. Grazie.

Commento di Gaetano (20:45 del 03/08/2015)

Buongiorno Gaetano, le confermo che il nuovo regime forfetario non prevede limiti di durata. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:10 del 19/08/2015) al commento di Gaetano

Salve, sono un venditore ambulanate che per motivi di salute è costretto a lavorare poco così da generare ricavi minimi al di sotto cioè della soglia massima stabilita dalla norma. Ho un solo problema, cioè che mi ritrovo ad aver acquistato un bene mobile che ha il costo di acquisto di € 35.000 ma che sul mercato si vende a meno di € 20.000, è possibile operare una svalutazione di tale costo così da poter rientrare nel limite? Grazie

Commento di Carmine (09:56 del 19/08/2015)

sono un commerciante da 50 anni in pensione con un negozio di articoli souvenir o un reddito di 5000 euro anno posso entrare sul nuovo regime dei minimi grazie perche ora con i studi di settore mi fanno chiudere dino

Commento di dino (12:36 del 19/08/2015)

Buonasera. Sono un praticante avvocato di 26 anni e sto per aprire la Partita Iva. L'aliquota del 5% è da applicare al reddito netto (reddito lordo meno contributi previdenziali e costi per beni strumentali) ? per ciò che concerne invece i contributi previdenziali (considerando che guadagno all'incirca 700 euro al mese) mi conviene la gestione separata dell'INPS, o della cassa forense ? grazie tante.

Commento di Gerardo (18:37 del 25/08/2015)

Buongiorno Gaetano, l'imposta del 5% va applicata al reddito netto (rigo LM10 di Unico). Per quanto riguarda la componente previdenziale le consiglio di rivolgersi ad un esperto di previdenza. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:43 del 02/09/2015) al commento di Gerardo

Buonasera. avrei un quesito da porre che mi lascia perplesso: praticante avvocato/commercialista che apre partita iva a settembre 2015 (regime "vecchio" - 5%), supera esame di stato nel 2016: dovrà cambiare codice attività per iscriversi all'albo. può permanere nel regime dei minimi? grazie in anticipo

Commento di praticante (13:06 del 26/08/2015)

Buongiorno, secondo me non ci sono preclusioni alla continuazione nel regime dei minimi. Anche perché si tratta di una variazione del codice attività, non di una chiusura e riapertura. Tra l'altro per chi apre l'attività come commercialista (per esempio), l'accesso al regime non è precluso per l'attività svolta in precedenza come tirocinante (su questo l'Agenzia è stata chiara nella circolare 17/E/2012). Le consiglio comunque di chiedere un parere ad un suo collega commercialista. In alternativa può sempre fare un interpello, con il rischio di un possibile controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:35 del 02/09/2015) al commento di praticante

Buongiorno, ho mia moglie che lavora come commessa 40 ore settimanali contratto indeterminato, vorrebbe aprire partita iva per la sua attività hand made svolta on line e mercatini. Rientrerebbe nel regime dei minimi? Quali sono le spese che deve sostenere?

Commento di Alex (10:50 del 28/08/2015)

Buongiorno Alex, il regime dei minimi (salvo proroghe con la Legge di stabilità 2016) dovrebbe restare fino al 31.12.2015. Per cui se intende aderirvi le consiglio di farlo prima di questa data. Sua moglie può aderirvi perché si tratta di una nuova attività, e potrà restarci per 5 anni. E' necessario anche che nei 3 anni precedenti sua moglie non abbia esercitato un'attività d'impresa o di lavoro autonomo. E' importante inoltre non superare i 30 mila euro di ricavi e i 15mila Euro di beni strumentali. Le spese non sono importanti, in quanto è sufficiente aprire la partita Iva e non c'è l'obbligo della contabilità (anche se i documenti vanno conservati e ordinati). Per avere una risposta più precisa, le consiglio di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista di fiducia perché le variabili da considerare sono molte ed è importante anche effettuare una valutazione di convenienza. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:24 del 02/09/2015) al commento di Alex

Grazie infinite per ora

Risposta di Alex (14:01 del 02/09/2015) al commento di Elisabetta

Salve, ho 46 anni e vorrei aprire uno studio fotografico e passare da essere fotoamatore a fotografa professionista. Che regime mi tocca? Posso utilizzare quello dei nuovi minimi? Avevo letto altrove che è decaduto il limite di età dei 35 anni. Grazie

Commento di Grazia (16:40 del 01/09/2015)

Buongiorno Grazia, può accedere al nuovo regime forfetario (con aliquota del 15%) che non prevede limiti d'età e vale anche per chi ha già avviato un'attività e la vuole continuare (cambiando regime) o iniziarne una nuova. Naturalmente deve rispettare tutte le condizioni previste per questo regime. Le ricordo, invece, che il regime dei minimi (con aliquota al 5%) può essere usato da chi inizia una nuova attività, ed è precluso a coloro che hanno svolto nei 3 anni antecedenti un'attività d'impresa o di lavoro autonomo (come sembra essere avvenuto nel suo caso). Anche il regime dei minimi non prevede limiti d'età, ma la durata dello stesso è di soli 5 anni, decorrenti dall'inizio dell'attività. Il limite dei 35 anni c'è solo nel caso in cui si deroghi alla durata quinquennale: per i contribuenti giovani (under 35) c’è la possibilità di avvalersi del regime per più di 5 anni, ma non oltre il periodo d’imposta in cui il contribuente compie i 35 anni. In ogni caso le condizioni di accesso ai regimi agevolati vanno valutate con attenzione, anche per le eventuali ripercussioni con detrazioni/deduzioni Irpef, le consiglio quindi di chiedere un parere di un Caf o di un professionista di fiducia. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:15 del 02/09/2015) al commento di Grazia

Buongiorno Elisabetta, un procacciatore di affari con ditta individuale dal 2013 e con un volume di affari di 16.000 € nel 2014, varia nel 2015 la sua partita iva come avvocato, può aderire al regime forfettario del 15% ?

Commento di Minà Maria Teresa (10:45 del 04/09/2015)

Buongiorno Maria Teresa, se il suo codice Ateco rientra nel 46.1, il limite dei ricavi è di 15.000 Euro. Superando tale limite purtroppo può utilizzare il regiem forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:27 del 10/09/2015) al commento di Minà Maria Teresa

Buongiorno Elisabetta, il suo vecchio codice ateco era 461813 con un volume di affari nel 2014 di 16.667 €. Nel 2015 ha variato il codice in 691010 . può aderire al regime dei minimi o forfettario ? secondo me deve aderire a quello ordinario, ma volevo conferma..grazie

Risposta di Maria Teresa (11:32 del 10/09/2015) al commento di Elisabetta

Anche secondo me. Il regime forfetario è precluso in quanto supera il limite dei ricavi (il codice Ateco 461813 rientra nel 46.1 con limite di 15.000 Euro), e il regime dei minimi è precluso in quanto nel triennio precedente ha svolto attività d'impresa. Concordo con lei che deve utilizzare il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:58 del 11/09/2015) al commento di Maria Teresa

Buongiorno, volevo un chiarimento sulla condizione prevista per aderire al regime dei minimi (con aliquota al 5%) riguardo dal fatto che deve essere una nuova attività (ed è precluso a coloro che hanno svolto nei 3 anni antecedenti un'attività d'impresa o di lavoro autonomo. Aver lavorato con attività diverse, varie ed occasionali come traduzioni, guide o accompagnamenti turistici, hostess a fiere e simili, pagati con ricevute con ritenuta d'acconto per prestazione occasionale (sul modello Unico Compensi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente) è considerata attività di lavoro autonomo che impedisce l'adesione al regime? Nel caso in questione si tratta di aprire una partita iva (mai avuta in precedenza ed ovviamente entro fine anno) per operare come guida turistica (abilitazione presa meno di tre anni fa).

Grazie per l'attenzione

Commento di Patrizia (15:50 del 08/09/2015)

Buongiorno Patrizia, il fatto di aver svolto attività occasionali non preclude l'accesso al regime dei minimi. In questo senso si è espressa molto chiaramente l'Agenzia delle Entrate nella Circolare 17/E del 30.05.2012, in cui ha affermato che "Non impedisce l’accesso al regime...la circostanza di aver svolto, nell’anno precedente,prestazioni occasionali, perché le stesse, costituendo redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR, non sono produttive di reddito di lavoro autonomo o di impresa di cui, rispettivamente, agli articoli 55 e 53del TUIR". Secondo il mio parere quindi lei può aderire al regime dei minimi. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:44 del 09/09/2015) al commento di Patrizia

Grazie mille

Risposta di Patrizia (13:11 del 09/09/2015) al commento di Elisabetta

Un contribuente ha effettuato acquisti intracomunitari (sotto soglia 10.000) senza comunicare al fornitore UE la propria adesione al regime forfetario, pertanto ha ricevuto fatture senza applicazione dell'IVA. E' corretto integrare comunque le fatture e versare l'IVA entro il 16 del mese successivo?

Commento di Sergio (10:22 del 10/09/2015)

Buongiorno. Se possibile mi interesserebbe avere un chiarimento circa il limite di detraibilità dei nuovi minimi 2015. Ho 32 anni e vorrei aprire una partita IVA con i suddetti minimi, ipotizzando di fatturare un lordo annuale di 12000 €. È corretto ipotizzare di poter scaricare, in ogni caso, solamente 5000 € all'anno (poiché il limite è di 15000 in 3 anni) su TUTTE le spese, comprese quelle ad uso strumentale e promiscuo (ad esempio, affitto e bollette al 50%)? Non c'è qualche tipo di spesa che non rientra in questi 15000 €, e può essere aggiunta in detrazione ignorando tale limite? Inoltre: il limite dei 15000 € scaricabili in 3 anni implica che ogni anno non si possano scaricare più di 5000 €, o conta la somma degli ultimi 3 anni (es: 7000, 3000, 5000)? Grazie. Federico

Commento di Federico (00:29 del 15/09/2015)

Gentile dottore, Vorrei un consiglio sulla mia situazione: Questo è l'ultimo anno in cui potrò sfruttare il regime dei minimi L'anno prossimo potrò passare al forfettario (avrei tutti i requisiti) e se si per quanto tempo? Oppure dovrò passare al regime ordinario semplificato ? Grazie mille

Commento di Roberto (14:38 del 15/09/2015)

Buongiorno Roberto, lei potrà passare al regime forfettario tranquillamente, al sussistere dei requisiti. Anzi, per i soggetti provenienti dal regime dei minimi l'ingresso è automatico. Non ci sono limiti di durata al regime, pertanto potrà restarvi finché ne possiede i requisiti. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:56 del 16/09/2015) al commento di Roberto

Buongiorno, apriró tra pochi giorni la partita iva e rientro nei requisiti per avvalermi del regime dei minimi 5% prorogato. Vorrei capire se nel 2016 dovró comunque adeguarmi al nuovo forfettario al 15% ovvero se anche io potró godere del regime al 5% per i prossimi cinque anni. Grazie mille

Commento di chiara (11:12 del 19/09/2015)

Buongiorno Chiara, non credo che sarà nelle intenzioni del Governo obbligare i minimi a scegliere un altro regime. Credo che, in caso di abrogazione del regime, si lascerà la scadenza naturale per coloro che avranno aderito entro il 31.12.2015. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:04 del 25/09/2015) al commento di chiara

Buongiorno, mio marito è in fase di apertura di una impresa individuale artigiana "tuttofare". direi che rientra nei requisiti di accesso per il regime forfettario. ma in dicembre è necessario pagare gli acconti o per il primo anno si può pagare direttamente a giugno il saldo insieme all'acconto 2016? e l'inps stessa cosa?

grazie mille

Commento di Manuela (09:42 del 24/09/2015)

Si paga il saldo nel 2016 e l'acconto per l'anno in corso...Nessun acconto per l'anno in corso

Risposta di angelo Di Ceglie (16:35 del 06/10/2015) al commento di Manuela

Buonasera, ho aderito al regime dei minimi a maggio di quest'anno. Ad oggi ho emesso poche fatture ma tutte alla stessa azienda per diversi alcuni lavori che mi sono stati affidati. Supponiamo che entro la fine dell'anno non fatturo ad altre aziende causa imprevisti personali, a suo avviso come si metterebbe la mia posizione? Alcuni sostengono che con il regime forfettario agevolato 2015 si può fatturare volendo anche ad una sola azienda, è possibile? Ringrazio anticipatamente.

Commento di Elis (22:31 del 28/09/2015)

Buonasera, sono titolare di partita IVA come contribuente minimo, ho intenzione di svolgere saltuariamente l'attività di B&B. Posso non far confluire i ricavi del B&B nella mia attività di contribuente minimo ma assoggettarli ad IRPEF? Grazie per la disponibilità

Commento di Cecilia (22:32 del 02/10/2015)

Buona sera. È possibile passare dal regime ordinario a quello di regime dei minimi? Purtroppo per mia ignoranza e per mano del commercialista ho aperto una partita iva ordinaria. Ad oggi un disastro... Perennemente in perdita senza arrivare al guadagno minimo stabilito dal regime ordinario di 35000 euro. Vi ringrazio in anticipo a chi saprá aiutarmi

Commento di Rossana (22:45 del 02/10/2015)

Purtroppo l'accesso al regime dei minimi è precluso a chi ha già avviato un'attività. Non è precluso invece il regime forfetario il cui limite di compensi/ricavi dipende dal tipo di attività. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento. [email protected]

Risposta di angelo Di Ceglie (16:39 del 06/10/2015) al commento di Rossana

Salve, è possibile passare dal forfettario ai minimi? Il codice di p.iva rimarrà lo stesso anche passando ad esempio dal regime forfettario all'ordinario? Grazie

Commento di Chiara (15:18 del 04/10/2015)

Salve, ma io che ho lavorato come dipendente ostetrica presso un ospedale pubblico di Londra, con relativi contributi, ora sono rientrata in Italia e vorrei fare la libera professionista posso usufruire del regime agevolato forfettario? tra i criteri di esclusione non è chiaro. Grazie mille.

Commento di Angelica (23:15 del 07/10/2015)

Buongiorno Angelica, quale caso di esclusione non le risulta chiaro? Da quanto da lei indicato, mi sembra che possa usufruire del regime forfettario. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:59 del 12/10/2015) al commento di Angelica

Salve, sono attualmente in regime forfettario nel settore commercio con soglia 40.000 euro. Non ho ben compreso se la legge di stabilità 2016 alzerà la soglia dei ricavi di 10.000 euro portandola a 50.000, o se resterà invariata. Si parla sempre di ex minimi a 30.000 euro, ma non si trovano informazioni sulle altre soglie. Ringrazio anticipatamenete per la risposta.

Commento di Massimo (14:28 del 16/10/2015)

Buongiorno Massimo. Dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri si evince che verranno aumentate le soglie dei ricavi previste per il regime forfettario. Le soglie aumenteranno tutte di 10.000 Euro, per i professionisti di 15.000. Se la sua soglia è di 40.000 euro, verrà portata a 50.000 Euro. In ogni caso per l'ufficialità occorre attendere l'approvazione definitiva della Legge di Stabilità 2016, a fine dicembre. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:02 del 19/10/2015) al commento di Massimo

Buongiorno, ho avviato l'attività nel marzo 2014 come lavoratore autonomo in contabilità semplificata. Ad oggi, 20/10/2015, rispettando tutti i requisiti di legge, posso optare per il regime semplificato dei contribuenti minimi? Preciso che nel corso del 2015 ho svolto regolare attività, emesso fatture e liquidato trimestralmente l'IVA. Nel caso di cessazione di questa attività, potrei avviare una nuova optando per il regime dei contribuenti minimi ? Grazie

Commento di ANGELA (11:34 del 20/10/2015)

Buongiorno, sono dipendente da 4 anni a tempo indeterminato 184 ore mensili, per una società con mansioni amministrative Netto in busta 2200€/mensili. Ho una piva a regime agevolato del 5% da un anno ma non l'ho mai utilizzata e sono iscritto all'ordine dei commercialisti. Vorrei stipulare un accordo con la medesima società in cui sono assunto per chiedere un'extra di 30000€ /anno anno per consulenza mantenendo ovviamente il contratto a tempo determinato. Sussistono i presupposti per un controllo da parte del Fisco?

Commento di Marco (12:36 del 21/10/2015)

salve, nel 2015 notando la non convenienza e i vecchi tetti (15.000) di ricavi, ho ovviamente aderito al regime ordinario. tale regime che dovrà essere segnalato in opzione nella dichiarazione 2016 è vincolante per tre anni; ma ora che il governo ha cambiato le regole in corsa aumentando le soglie, nel mio caso 30.000, posso passare al forfettario nel 2016 visto che ora ne avrei i requisiti? in finale la scelta l'avevo fatta con regole ora cambiate. nel caso positivo non credo dover opzionare nulla in dichiarazione.

Commento di filippo (19:05 del 21/10/2015)

Buongiorno Filippo, pur condividendo la sua opinione attualmente non ci sono novità al riguardo. E' probabile che l'Agenzia delle Entrate provveda a "rimediare" a questo problema, offrendo una sorta di deroga per coloro che hanno scelto il regime ordinario, e che non potevano immaginare che le condizioni sarebbero state modificate prima dei tre anni. Le consiglio di restare aggiornato. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:26 del 22/10/2015) al commento di filippo

Buonasera, ho aperto la partita iva nel 2015 aderendo al regime forfettario . Vorrei sapere nel 2016 a seguito di approvazione della riforma,vengono applicati ed estesi anche a noi in automatico anche a i nuovi parametri che sono migliorativi rispetto a quelli attualmente in vigore ( tassazione dal 15% al 5%, agevolazioni per star up di 5 anni anzichè di 3 ) o chi ha aperto la partita iva nel 2015 deve fare riferimento alla legge di quest'anno. In tutti gli articoli si parla solo di coloro che inizieranno l'attività nel 2016 o che sono nel regime dei minimi ma quelli che hanno già il forfettario che fine fanno ? Grazie

Commento di Stefania Turco (01:27 del 22/10/2015)

Buongiorno Stefania, io credo che le condizioni più favorevoli saranno applicate anche a coloro che hanno iniziato nel 2015. Non credo che il legislatore sia intenzionato a creare disparità di trattamento, almeno in questo caso. Tuttavia, per l'ufficialità bisogna attendere la pubblicazione del testo definitivo. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:23 del 22/10/2015) al commento di Stefania Turco

Buongiorno, ho avviato l'attività nel marzo 2014 come lavoratore autonomo in contabilità semplificata. Ad oggi, 20/10/2015, rispettando tutti i requisiti di legge, posso optare per il regime semplificato dei contribuenti minimi? Preciso che nel corso del 2015 ho svolto regolare attività, emesso fatture e liquidato trimestralmente l'IVA. Nel caso di cessazione di questa attività, potrei avviare una nuova optando per il regime dei contribuenti minimi ? Grazie

Commento di ANGELA (19:27 del 22/10/2015)

Buona sera, sono un neo avvocato col regime dei minimi 2015. Se fosse possibile mi servirebbe sapere la "dicitura " esatta da inserire in fattura. Mi hanno consigliato di far riferimento agli art. 54-89 della L. 190/2014...è corretto?Grazie mille per l eventuale risposta

Commento di marco (19:31 del 23/10/2015)

Salve, sarei in procinto di avviare una attività di studio fotografico con un socio. Dovremmo decidere la forma societaria, entrambi siamo già lavoratori dipendenti di terzi. Volevo sapere se era possibile aprire una società di capitale (ed accedere a questi benefici) o se era necessaria per forza di cose una società di persone (in questo caso noi due al 50%). grazia

Commento di Davide (17:29 del 25/10/2015)

Buona sera, un contribuente ha chiuso PIVA da procacciatore di affari nel 2014. Ora vorrebbe riaprire p.iva da agente. Mi chiedo può aprire partita iva nel regime forfettario ? Saluti.

Commento di Federico (15:25 del 26/10/2015)

Buongiorno Federico, da quanto da lei esposto l'accesso al regime forfetario è consentito. Deve ovviamente verificare di non rientrare in una causa di esclusione, e di rispettare i requisiti previsti. Le segnalo che il DDL di stabilità 2016 prevede l'aumento delle soglie dei ricavi e altre modifiche che dovranno essere confermate a fine dicembre. Saluti

Risposta di Elisabetta (11:06 del 28/10/2015) al commento di Federico

Buongiorno vorrei aprire una nuova attività tuttofare per il 2016 e rientrare nel nuovo regime forfettario volevo sapere se il primo anno fatturo meno del mio limite dei ricavi volevo sapere a quanto sarà il mio importo per i contributi inps se ricavi e compensi sono di 12000 euro

Commento di simone (13:38 del 29/10/2015)

Considerato che l'art. 69 della Legge di Stabilità 2015 testualmente recita "...... I contribuenti di cui al comma 54 del presente articolo non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del citato decreto ..........: tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi". E' giusta l'interpretazione mia personale secondo la quale, visto l'utilizzo dei termini "non sono tenuti" e "indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento non è stata operata la ritenuta", quanto detto non rappresenta "un obbligo a non operare la ritenuta" quanto piuttosto una "facolta' o meglio "non obbligato ad operare la ritenuta"" visto che comunque, tale comportamento, non comporta alcuna operazione elusiva ai danni dell'Erario: comporterebbe solo una rinuncia del contribuente ad una semplificazione. inoltre il percettore dei redditi che "impropriamente" ha subito la ritenuta d'acconto la porta normalmente in detrazione , previo rilascio della Certificazione Unica (in tal senso un precedente è costituito dai contribuenti in Regime dei Minimi, che, anche essi avevano subito "impropriamente" le ritenute d'acconto, e che sulla base delle disposizioni AdE hanno poruto scomputare le ritenute subite nel modello Unico2015 e precedenti.

Commento di frisardi francesco (11:04 del 30/10/2015)

buonasera volevo avere una informazione che pur leggendo tutto mi sembra di non rilevare. al 31 dicembre 2015 mi cessano i 5 anni di regime minimi ditta individuale commercio soglia 30.000. ora dovrei passare dal 1 gennaio 2016 al forfettario in quanto rispetto tutti i requisiti richiesti. la mia domanda è : se in questo ultimo anno io superassi i 30000 euro ma non i 40000 previsti per il forfettario della mia categoria rientro lo stesso o avendo appunto superato i 30000 previsti dall ex regime minimi verrei escluso ? grazie per la risposta

Commento di silvia (19:47 del 01/11/2015)

Gent.mo Dottore, mi inserisco nella discussione con 3 questioni collegate alle quali, ci tengo a premetterlo, mi basta una risposta anche molto sintetica.

1) Nel corso del corrente anno solare, ho percepito assegni di disoccupazione “mini aspi” per un totale complessivo di circa 5000 Euro. Qualora eseguissi prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di aziende, quindi in ritenuta d’acconto, sempre nel corso dell’anno, sarei tenuto al versamento dei contributi previdenziali per le nuove somme incassate, oppure potrei operare serenamente entro il limite specifico di ulteriori € 4999 (in quanto percepiti ad altro titolo e forse non cumulativi con i precedenti)? Premetto che l’attività che svolgo consiste nel redigere e pubblicare online siti web per aziende.

2) Sto valutando l’ipotesi di apertura di partita iva in regime dei minimi (vecchio regime), ma non come impresa individuale, bensì come libero professionista (c.d. “professionista del web” / “tecnico del web” / “consulente del web”) in maniera tale da non dovermi accollare oneri contributivi previdenziali fissi che prescindano dall’effettivo fatturato. Le chiederei un parere in punto fattibilità: la riterrebbe una cosa possibile o sono necessariamente considerato un artigiano?

3) Allo scadere del termine del vecchio regime minimale, potrò optare per il nuovo regime forfetario – ovviamente senza l’agevolazione triennale dello sconto di 1/3 della tassazione – oppure me ne sarà preclusa l’opportunità, avendo già usufruito di regime agevolato? Perché in questo caso, sebbene sia meno favorevole, mi converrebbe aprire partita iva aderendo direttamente al nuovo regime dei minimi, non apparendo questo come limitato nella durata. Diversamente, nonostante ci troviamo a fine anno solare e quindi “sprecherei” il primo dei 5 anni di esercizio garantiti dal vecchio regime al 5%, rimarrebbe comunque la scelta più conveniente da fare. Cosa ne pensa?

Grazie per il tempo che mi ha concesso.

Commento di Alessandro (19:45 del 08/11/2015)

la possibilità di accesso al regime ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio, a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30mila euro, crea una discriminazione tra contribuenti. Poniamo il caso che, il contribuente A percepisce da lavoro dipendente o pensione 30.000 euro e con la sua attività in proprio fatturi 30.000 euro, ha un reddito complessivo di 60.000 euro. Il contribuente A entra nel regime forfettario perché ha tutti i requisiti in regola. Il contribuente B percepisce da lavoro dipendente o pensione 30.001 euro e con la sua attività in proprio fatturi 6.000 euro, ha un reddito complessivo di 36.001 euro. Il contribuente B non entra nel regime forfettario perché non ha tutti i requisiti in regola. Mi sembrerebbe più giusto fissare un tetto massimo che tenga conto dei due ricavi. Se resta questo vincolo, il contribuente A che entrato nel regime forfettario e si vede incrementare il proprio stipendio da lavoro dipendente o pensione a 30.001 euro, l’anno successivo rimane nel regime forfettario? Se sì, viene discriminato il contribuente B che non potrà mai accedere al regime forfettario. Ritengo pertanto, che il fissare un tetto in quel modo, leda diritti e doveri costituzionali del cittadino.

Commento di Francesco (11:18 del 12/11/2015)

Buongiorno, qualcuno conosce il codice tributo da utilizzare per l'acconto irpef di novembre per chi entra nel nuovo regime forfettario? grazie

Commento di gianluca (11:38 del 12/11/2015)

Buongiorno Gianluca, i soggetti che nel 2015 hanno aderito al nuovo regime forfetario non sono tenuti a versare l’acconto dell’imposta sostitutiva 2015, in quanto manca la base di riferimento. Il codice tributo del secondo acconto sarebbe comunque 1791. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:39 del 18/11/2015) al commento di gianluca

Buonasera, vorrei delle informazioni per avere un quadro più chiaro. Io ho 26 anni e sto finendo l apprendistato, la mia titolare ha 40 anni e vorremmo, alla fine del mio apprendistato , appriffirare di questo regime . È possibile? Grazie in anticipo.

Commento di Silvia (18:26 del 17/11/2015)

Buongiorno Silvia, nel suo caso significa passare da un rapporto di lavoro dipendente ad uno con partita Iva, deve valutare se le interessa l'apertura della partita Iva. Le condizioni per usufruire del regime sono indicate nell'articolo. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:35 del 18/11/2015) al commento di Silvia

Grazie di avermi risposto. Quindi lei può comunque beneficiare del regime nonostante l età ?

Risposta di Silvia (18:40 del 18/11/2015) al commento di Elisabetta

Quindi è la sua titolare che vorrebbe passare al regime forfetario? Se è così non ci sono problemi sull'età, ma sul requisito del costo del lavoro, se lei risulta sua dipendente. Infatti una delle condizioni per usufruire del regime è aver sostenuto, nell'anno precedente all'accesso al regime, spese per l'acquisizione di lavoro non superiori a 5.000 Euro lordi. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:07 del 19/11/2015) al commento di Silvia

Vorremmo farlo insieme, in senso che ognuno si aprirebbe la sua partita iva nel suo negozio. Quindi è come se ognuno lavorasse per se. Grazie mille ancora

Commento di Silvia (09:31 del 19/11/2015)

Buongiorno, un soggetto ex minimo nel 2014 che dal 1/1/2015 diventa "semplificato" perchè supera il limite dei redditi previsto per i nuovi minimi, è tenuto al versamento dell'acconto iva a dicembre 2015? La base di riferimento del 2014 (ultimo trimestre o mese dicembre 2014) non esiste avendo liquidato l'iva annualmente come previsto per gli ex-minimi nel 2014.. Grazie

Commento di stefania (22:17 del 08/12/2015)

Buonasera a tutti. Ho letto il testo della legge di stabilità e i vari commenti presenti in rete, tuttavia ho un dubbio legato alle ex partite iva con regime dei minimi (per intenderci quelle del 5%). Mi spiego meglio: fino al settembre 2013 ero titolare di partita iva rientrante nel regime dei minimi con imposta sostituiva del 5%; avendo appunto chiuso la partita iva nel 2013, posso aprirla a gennaio 2016 con il nuovo regime forfetario o ci sono delle preclusioni in tal senso? Grazie per l'attenzione. Pietro

Commento di Pietro (15:38 del 09/12/2015)

Quindi in pratica, salvo il rispetto delle varie clausole e ragionando solo sul reddito, qualunque partita IVA resti sotto i 30.000 può accedere l’anno successivo ai minimi? Domanda: ho una attività che mi permette di guadagnare circa 20-25.000 euro anno. Un annata per un grosso incarico, sforo il tetto di guadagno dei 30.000. Pagato “pegno” l’anno successivo, negli anni seguenti posso tornare nel regime minimi/forfettario? Esempio: nel 2015 ricavo euro 23.000 con regime dei minimi/forfettario, nel 2016 ricavo euro 35.000 con regime dei minimi/forfettario che superando la soglia perdo per l’anno successivo. Nel 2017 ricavo euro 22.000 con regime ordinario. Dal 2018 posso rientrare di nuovo nei minimi/forfettario??? Grazie, Alessandro

Commento di Alessandro (13:12 del 14/12/2015)

Buonasera, ho un unico dubbio a quanto è stato scritto in questo articolo, è stato detto che in caso si rientri nel regime forfettario si applica una percentuale fissa sul prodotto del ricavo effettivo e il coefficiente della categoria di appartenenza, e fin qui chiaro, è stato poi detto che è possibile sostenere spese per lavoro dipendenti purchè non si ecceda i 5000 euro annui, la mia domanda è questa spese è comunque deducibile come i contributi previdenziali, oppure rientra nel calcolo percentuale dei costi che il legislatore forfettizza mi spiego con un esempio ho ricavi per 20000 mila euro un para-dipendente che mi costa 5000, euro devo fare 20000 X (86%) -contr prev e al risultato applicare il 15% oppure 20000 X (86%) -costi pers -contr prev il risultato per 15%

grazie per la delucidazione. vito

Commento di Vito (19:10 del 16/12/2015)

Buonasera, dopo 3 anni con regime dei minimi (5%) che nel 2016 vorrei passare nel regime forfettario. È possibile mantenendo lo stesso codice attività? avrei solo 2 anni o ripartire da zero e quindi ne avrei 5 di imposta agevolata al 5%? oppure sarei subito al 15%

Commento di Francesco (21:33 del 16/12/2015)

Salve mi presento sono Piero, volevo porre un quesito: Da Gennaio 2013 sono titolare di partita iva, inizialmente con iscrizione alla gestione separata inps e nei minimi, da aprile 2015 sono invece iscirtto al ruolo agenti e rappresentanti, con normale gestione inps e ancora nei minimi. per ora sono rimasto sempre sotto i 30.000 euro fatturati, ma l'anno prossimo potrei superare (seppure di poco) i 30.000, la mia situazione come si evolve?? Il reddito di certo non supererà i 30mila ma il fatturato quasi certamente. Ho la possibilità di rimanere nei limiti? o Dovrò modificare il mio regime, e nel caso specifico, come cambierà?

Grazie in anticipo

Commento di Piero (14:40 del 19/12/2015)

Buongiorno, chiedo cortesemente un suo parere. nel 2015, pur avendo i requisiti per operare nel regime naturale dei forfettari, essendo prossimo alla soglia dei 15.000 euro per i professionisti, ho operato in regime ordinario. Ora mi chiedo, se alla luce dei nuovi limiti (30.000), avendo avuto ricavi per 12.000 euro, posso dal 2016 accedere al regime forfettario . la ringrazio

Commento di renato (22:10 del 21/12/2015)

Buongiorno, vorrei chiedere cortesemente un paio di spiegazioni: 1) sono disoccupato e vorrei intraprendere un'attività di vendita e assistenza PC e periferiche + consulenza informatica. Con il regime dei minimi o forfettario è possibile lavorare contemporaneamente in diversi settori ATECO? Potrei anche aggiungere, a titolo di esempio, produzioni musicali?

2) nel caso della vendita, se io acquisto un bene a 100 e lo rivendo al cliente a 110 (con un ricarico del 10%) il mio profitto sarà comunque calcolato al 40%? Quest'ultima domanda forse è un po' "ingenua" ma sono un neofita completo.

Grazie mille Cordiali Saluti

Commento di Fabio (11:33 del 23/12/2015)

Salve, nel corso del 2015 ho aperto partita iva optando per il regime dei minimi ma per una serie di motivi l'ho cessata entro i 30 giorni con decorrenza retroattiva dalla data di attribuzione; poichè i requisiti per l'accesso al regime forfettario 2016 viene indicato che il contribuente non deve aver avuto una partita iva aperta negli ultimi 3 anni, questo mio caso è ostativo ? Di fatto l'attività non è mai iniziata e non è stato nenache mai fatturato distinti saluti

Commento di DAMIANO (15:30 del 23/12/2015)

l'art.10,comma 1, n. 8 DPR n. 633/1972 non parla di cessioni di fabbricati e di terreni edificabili, ma di "locazioni e affitti". Quindi tale riferimento è ERRATO! Vorrei una Vs .risposta. cordiali saluti

Commento di Antonio Guarino (18:22 del 26/12/2015)

Salve a tutti, ho aperto la partita iva nel 2008, sono rimasto nel regime agevolato per fino a tutto il 2014, dal 1° gennaio 2015 fino a dicenmre 2015 ho fatturato con iva perchè sono uscito dai minimi perchè ho superato i 35 anni e fatturato oltre i 15000.....ora io posso nel 2016 tornare nei minimi e fatturare senza IVA?

Commento di Luigi (10:33 del 28/12/2015)

se per l'anno 2015 rispetta i requisti del nuovo forfetario si

Risposta di Angelo Di Ceglie (15:14 del 03/01/2016) al commento di Luigi

salve ho un dubbio: un soggetto che è da diversi anni in regime ordinario, che nel 2015 ha preferito rimanere in ordinario anziché passare al forfettone pur avendone i requisiti, se volesse passare al regime forfettario nel 2016 potrebbe farlo? ll dubbio è se considerare che i tre anni obbligatori per l'opzione del regime ordinario parte dal 2015 o si possono considerare gli anni passati gestiti in ordinario. io credo che l' opzione parte dal 2015.....prima era una condizione naturale. cosa ne pensa? grazie

Commento di filippo (11:22 del 29/12/2015)

SALVE VOLEVO SAPERE PROVENENDO DAL SISTEMA DEGLI EX MINIMI 2011 E TERMINANDO IL 31.12.15 PER TEMPO (5ANNI) E PER ETA (35 ANNI), DAL 1/1 IN AUTOMATICO PASSO AL NUOVO REGIME DEI MINIMI?NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DOVRO' INDICARE POI QUALCOSA? ED INFINE...PER UN ACQUISTO DI UN AUTO "USATA" AZIENDALE ESSENDO UN ARTIGIANO/COMMERCIANTE, QUALE LIMITE NON DOVREI SUPERARE SIA X EX MINIMI CHE PER IL NUOVO?GRAZIE

Commento di MELISSA (11:51 del 30/12/2015)

1 - Passa in automatico; 2- non sono ancora presente le istruzioni sull'unico 2016 3 - Per il nuovo regime il limite dei beni strumentali è pari a 20.000 €; i beni ad uso promiscuo rilevano al 50%

Risposta di Angelo Di Ceglie (15:13 del 03/01/2016) al commento di MELISSA

Buongiorno, sono un professionista ingegnere iscritto all'inarcassa, il cui reddito oscilla annualmente leggermente sotto il tetto massimo stabilito: la mia domanda è se il contributo integrativo a margine della fattura del 4% rientra nel tetto massimo o è esente? In sintesi, posso fatturare fino a 30.000 + 4% contributo integrativo INARCASSA obbligatorio, oppure fino a 30.000 € compreso di contributo (€ 28.450+4%)? Grazie

Commento di Emiliano (16:18 del 31/12/2015)

Per il professionista iscritto alla Cassa il contributo integrativo non è assoggettabile all’IRPEF e non concorre alla formazione del reddito professionale, per cui a mio parere puo' fatturare 30000 + 4%. Diverso è invece per chi paga i contributi alla gestione separata.

Risposta di Luigia Lumia (19:56 del 01/01/2016) al commento di Emiliano

Buongiorno. Sono imprenditore individuale (servizi di pulizia) senza dipendenti. Il 31.12.2014 sono uscito dal regime dei minimi per scadenza naturale (5 anni). Nel 2015 sono stato in contabilità semplificata fatturando 25.000+I.V.A.. Dall'01.01.2016 posso accedere al regime forfettario? Grazie per l'eventuale risposta.

Commento di Giorgio (13:04 del 05/01/2016)

Buongiorno, ho un cliente che si era iscritto alla prima tipologia di minimi, quelli del 5%. Adesso, raggiunti i 35 anni (che compirà tra 3 mesi, cmq...) cosa dovrà fare? Può rimanere ancora come minimo del 5% o potrà/dovrà passare ai minimi 2016? Grazie

Commento di lorenzo (09:12 del 07/01/2016)

Buongiorno Lorenzo, il regime dei minimi - per chi vi ha aderito entro il 31.12.2015 - resta in vigore fino a scadenza naturale (fine del quinquennio o raggiungimento dei 35 anni d'età), successivamente il contribuente in possesso dei requisiti entra automaticamente nel regime forfetario senza necessità di effettuare alcuna comunicazione, o può valutare la possibilità di optare per il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:06 del 13/01/2016) al commento di lorenzo

Buongiorno, sono iscritto al regime dei minimi dal 2014, ho svolto sino al mese scorso normale pratica legale con fatturazione al 5% più cassa forense. Da un mese ho un contratto da lavoro dipendente e dalla nuova disposizione della Stabilità 2016, mi pare di capire che rientrerei ancora nei minimi non superando i 30.000 di reddito da lavoro dipendente, è corretto? La cassa forense va in parallelo con i versamenti INPS da lavoro dipendente o devo cancellarmi dalla prima? Grazie mille

Commento di Andrea S. (12:31 del 08/01/2016)

Buongiorno. Io ho iniziato la mia attivita nel 2015 con regimi minimi. Cioe 5 %irpef. Ora in 2016 posso passare a regime forfettario con 5 % irpef con 35 % reduzione in contribuiti inps? Grazie

Commento di Iqbal (16:57 del 08/01/2016)

Ho effettuato nel 2015 prestazioni occasionali emettendo relativa ricevuta assoggettata a rit.acconto, ora per la stessa attività vorrei prendere partita iva con regime forfettario, posso usufruire della tassazione al 5% per i primi 5 anni? grazie

Commento di Donatella M. (14:16 del 11/01/2016)

Buongiorno, io nel 2015 ho conseguito 29.000 euro di ricavi. Attività libero professionale. Il limite di ricavi innalzato a 30.000 euro si applica all'anno 2015? O per l'anno 2015 il limite era ancora di 15.000 euro ? Grazie

Commento di Daniele (15:41 del 11/01/2016)

Buongiorno Daniele, considerando le intenzioni del legislatore io credo che si possa considerare il nuovo limite dei ricavi anche per l'anno 2015, ma non c'è un parere ufficiale al riguardo. Le consiglio quindi di rivolgersi ad un consulente di fiducia. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:56 del 13/01/2016) al commento di Daniele

Buongiorno sono un lavoratore dipendente e intendo avviare una attività professionale in partita IVA collocandomi in aspettativa non retribuita (art. 18 della legge 183/2010 ). Il mio imponibile irpef 2015 è di qualche euro superiore ai 30000. Posso comunque sfruttare il regime forfettario, in pratica si può considerare il precedente rapporto di lavoro cessato (vista l'aspettativa)? GRAZIE

Commento di Francesco (12:08 del 12/01/2016)

BUONGIORNO, SONO UN CONSULENTE, NEL 2015 HO FATTURATO EURO 20.000,00 . VORREI SAPERE SE NEL 2016 POSSO FRUIRE DEL REGIME FORFETTARIO

Commento di DOMENICO (13:25 del 12/01/2016)

Buongiorno Domenico, deve verificare la sua soglia dei ricavi in base al codice attività, le altre condizioni previste per l'ingresso nel regime (beni strumentali, costo lavoro) e di non rientrare in una delle fattispecie di esclusione. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:53 del 13/01/2016) al commento di DOMENICO

Buonasera. Avrei bisogno di una conferma: ho erroneamente chiuso la partita iva con regime dei minimi il prlmo dicembre 2015 perchè il reddito era zero negli ultimi due anni e le spese per l'Inarcassa ammontavano a più di 3000 euro annue. Vorrei riaprire la partita iva l'1 febbraio 2016 a causa di un lavor saltuario improvviso. Posso aderire solo al regime forfettario (15%) e non al forfettario start up (5%)? Inoltre se successivamente alla prestazione occasionale dovessi richiudere la partita iva poi potrei riaprirla solo con il regime ordinario, è corretto?

Commento di Nicoletta (14:36 del 12/01/2016)

Buongiorno Nicoletta, il regime delle nuove start-up è precluso a coloro che nei 3 anni precedenti hanno svolto attività artistica - professionale - d'impresa. Se lei aveva la partita Iva aperta, ma concretamente non ha svolto alcuna attività, teoricamente potrebbe accedere al regime delle start-up. In questo caso, però, deve poter dimostrare che non ha concretamente svolto alcuna attività, quindi le consiglierei di farsi assistere da un consulente di fiducia. Se, invece, non vuole intraprendere questa strada, può in alternativa aderire al regime forfetario. Con riguardo alla seconda domanda, se lei poi decide di chiudere la partita Iva e di riaprilrla potrà nuovamente aderire al forfetario, se in possesso dei requisiti. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:17 del 13/01/2016) al commento di Nicoletta

Quali spese, oltre gli oneri previdenziali, possono essere portare in detrazione nel nuovo regime forfettario?

Commento di Daniele (11:51 del 13/01/2016)

Buongiorno Daniele, il nuovo regime forfetario si caratterizza proprio per le modalità di calcolo del reddito, che non è più dato dalla differenza tra costi e ricavi, ma si ottiene applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Quindi a parte i contributi previdenziali non si può portare altro in detrazione con riferimento a questo reddito. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:54 del 14/01/2016) al commento di Daniele

Buonasera, ho una partita iva aperta in data 10/12/2014. Mai movimentata per il 2014 e per 2015 in forfetario. L'aliquota al 2016 sarebbe 15%? o Dalla prossima dichiarazione rientrerebbe nel forfetario al 5% come se l'attività fosse iniziata nel 2015? Grazie

Commento di Dott. D'Arpa Francesca (16:20 del 13/01/2016)

Buongiorno. Con il nuovo regime forfettario 2016, per quanto riguarda i contributi INPS, si è soggetti al pagamento dei minimali o si paga solo una percentuale su quanto si è effettivamente ricavato? Grazie mille

Commento di Andrea (22:56 del 13/01/2016)

Buongiorno sono in regime forfettario legge 190/2014 e devo comunicarlo all'inps tramite il portale, ma non trovo come farlo . Ho l'accesso, ma non trovo il percorso da fare. sapreste dirmi dove tro istruzioni grazie Mauro

Commento di Mauro (12:02 del 14/01/2016)

Buongiorno, sono una libero professionista con partita iva aperta nel 2011 e al 31.12.2015 è giunta a scadenza l'adesione al regime dei minimi. Vorrei sapere, aderendo al regime forfetario nel 2016, dovrò prendere in considerazione il nuovo limite di € 30.000 o il vecchio di € 15.000? nel 2016, periodo d'imposta 2015, la mia tassazione sarà al 5% (in ragione del fatto che il regime dei minimi era per tutto il 2015) o sarà già al 15%. Grazie

Commento di rosa (12:19 del 14/01/2016)

Buongiorno Rosa, fino al 31.12.2015 lei resta nel regime dei minimi pertanto in sede di Unico 2016 (redditi 2015) applicherà ancora l'aliquota agevolata prevista da quel regime. Dal 1° gennaio 2016 entra automaticamente nel nuovo regime forfetario, se ne possiede i requisiti, e in sede di Unico 2017 (redditi 2016) sarà assoggettata ad aliquota 15%. Per quanto riguarda i nuovi limiti di ricavi per l'accesso al regime forfetario, la stampa specializzata ritiene che i nuovi limiti si applichino fin da subito, pertanto lei considererà il limite di 30mila euro anziché quello di 15mila. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:49 del 25/01/2016) al commento di rosa

Anche io mi trovo nella stessa situazione

Commento di Roberto (16:33 del 14/01/2016)

Buonasera, vorrei sapere se avendo esercitato attività professionale per alcuni anni sempre sotto forma di collaborazione occasionale e senza partita IVA, posso aderire al nuovo regime forfettario con l'agevolazione dellimposta sostitutiva del 5% anzichè del 15 per i primi tre anni. Grazie

Commento di eliana (22:10 del 14/01/2016)

Buongiorno Eliana, secondo il mio parere lei può accedere al regime delle start-up in quanto, con la Circolare 17E del 30.05.2012, in merito ai requisiti del regime dei minimi (ora abrogato), l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che le prestazioni occasionali non impediscono al soggetto interessato di accedere al regime perché le stesse, costituendo redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del Tuir, non sono produttive di reddito di lavoro autonomo o di impresa di cui, rispettivamente, agli articoli 55 e 53 del Tuir. Può sempre chiedere un parere ufficiale ad un consulente di fiducia o ad un Caf. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:00 del 25/01/2016) al commento di eliana

Buongiorno, commerciante ha aperto la partita iva nel 2014 applicando regime semplificato iva nel 2014 e 2015. Nel 2016 può passare a regime forfettario o è vincolato per un triennio e quindi anche per il 2016 al regime semplifiato? Grazie

Commento di franca (10:43 del 15/01/2016)

Buongiorno, sono libera professionista con partita iva dal 2014, con adesione al regime dei minini. A fine 2015 ho avuto assunzione in una scuola paritaria. Vorrei sapere, nel 2016 posso beneficiare del regime forfettario o devo passare all'ordinario?. Grazie

Commento di Maria (12:01 del 15/01/2016)

Buongiorno Maria lei può restare nel regime dei minimi fino a scadenza naturale. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:09 del 25/01/2016) al commento di Maria

Buongiorno, la mia situazione è di libero professionista che nel 2015 è stato appena sotto i 30.000 arrivando dal regime di nuove attività produttive aperto all' 8/2014...ora per decreto hanno eliminato la mia tipologia di P.I. e calcolando che avendo solo l'affitto luce e gas come spese posso,secondo voi,andare in regime forfettario? Grazie mille della vostra attenzione

Luca M.

Commento di Luca (14:19 del 15/01/2016)

Salve sono un professionista, nel 2015 avevo i requisiti per passare naturalmente al regime forfettario, i miei ricavi rif.al 2014 erano al di sotto della soglia dei 15.000 €, ma ho preferito l'ordinario perchè avrei potuto superare tale limite. Alla luce dei nuovi limiti mi chiedo posso dal 2016 adottare il regime forfettario o devo rimanere nell'odinario per i 3 anni dal 2015? quindi fino a tutto il 2017? Grazie

Commento di maria pia (18:58 del 15/01/2016)

Buongiorno Maria Pia, se lei ha optato per il regime ordinario pur avendo i requisiti per accedere al regime forfetario, secondo me è vincolata per tre anni al regime ordinario. Sarebbe stato diverso se lei non avesse avuto i requisiti: in tal caso avrebbe potuto adottare il regime forfetario con i nuovi limiti di ricavi. Può sempre chiedere un parere ad un esperto di fiducia o ad un Caf. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:12 del 25/01/2016) al commento di maria pia

Buongiorno. Dalla lettura degli articoli sull'argomento (Regime forfettario) mi sembra chiaro il riferimento al limite di Euro 30.000 di redditi da lavoro dipendente e/o assimiliato come condizione per accedere. Non trovo nulla in riferimento, invece, alla casistica in cui, dopo aver aderito al regime in un esercizio qualunque di permenza si abbiano anche redditi di lavoro dipendente di importo superiore a Euro 30.000. Mi sembra di capire che le cause di fuoriscita non fanno alcun riferimento al caso sopraesposto. Grazie a chi vorrà confrontarsi sull'argomento.

Commento di renato (13:38 del 16/01/2016)

Buongiorno Renato, la legge afferma che il regime cessa dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni per usufruire del regime o si verifica una della cause di esclusione. Pertanto se durante l'anno si superano i 30mila euro di reddito di lavoro dipendente/assimilato, si uscirà dal regime a partire dall'anno successivo. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:22 del 25/01/2016) al commento di renato

salve, l'anno scorso ero in ordinario e non ho effettuato il passsaggio, cioe ho continuato a fatturare con iva , posso farlo quest'anno avendo tutti i requisiti??

Commento di antonio (19:21 del 16/01/2016)

Buonasera. Sto provvedendo alla apertura di p iva e possiedo i requisiti per rientrare nel regime forfettario. Sono un dipendente con reddito annuo pari a circa 12000 euro e prevedo di incassare almeno 15000 euro con l attività della partita iva. Le mie due domande sono queste: -quali tasse dovrò pagare sul ricavo da attività con p iva? ( solo il 5% sull imponibile ottenuto moltiplicando il ricavo per il coefficiente stabilito per la mia attivitá). - il reddito da p.iva si somma a quello da lavoro dipendente e poi sul totale devo anche pagare l IRPEF? ...se può mi illumini...grazie

Commento di Pasquale (19:43 del 16/01/2016)

Salve, chiedo cortesemente un aiuto per chiarire un dubbio: a fine dicembre ho aperto P.Iva per una collaborazione che durerà 6 mesi per un compenso totale che sarà pari a € 12.000,00 lordi. Nel 2015 ero titolare di 2 contratti a progetto: uno si è concluso definitivamente il 31/12 corrispondendomi € 24.000,00; l'altro è rinnovato dal 16/11/2015 dopo un'interruzione avvenuta a marzo e quindi nel 2015 (per aver lavorato 4 mesi e mezzo) mi ha permesso introiti pari a € 8.860,00. Nel 2015, quindi, ho totalizzato introiti da lavoro dipendente assimilato pari ad € 32.860,00. La domanda è: posso aderire al nuovo regime forfetario al 5% considerando che uno dei due contratti a progetto è definitivamente cessato oppure mi viene impedito perché il totale compensi 2015 e troppo elevato? Grazie mille a tutti!

Commento di Salvatore (20:30 del 16/01/2016)

Buongiorno Salvatore, il limite di 30 mila Euro di lavoro dipendente assimialto vale per il regime forfetario, con aliquota 15%. Nel suo caso, a mio parere, non lo supera in quanto il rapporto di lavoro da cui ha ricevuto 24mila Euro è cessato il 31.12.2015, pertanto lei non raggiunge i 30 mila Euro. L'aliquota al 5% si riferisce al regime delle start-up, ed è solo per chi inizia una nuova attività. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:28 del 25/01/2016) al commento di Salvatore

Buongiorno,avrei bisogno di un chiarimento,ho chiuso partita iva nel 2014 per una ditta individuale di Impianti Elettrici, vorrei riaprire ora nel 2016 una P.Iva con il regime forfettario, ho i requisiti per farlo? Se "SI" rientro nella categoria del forfettario al 5 %. Nel rigraziarvi per il tempo dedicatomi invio i miei più cordiali saluti.

Commento di Giorgio (12:27 del 17/01/2016)

Buonasera Giorgio, da quanto da lei illustrato credo che non abbia i requisiti per accedere al regime delle c.d. start-up (aliquota 5%) perché tra le condizioni previste per accedere vi è quella di non aver esercitato alcuna attività nei 3 anni precedenti. Può valutare la possibilità di accedere al regime forfetario (aliquota 15%) ma in tal caso le consiglio di rivolgersi ad un consulente di fiducia o ad un Caf per verificare il possesso delle condizioni e soprattutto la convenienza rispetto al regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (17:32 del 18/01/2016) al commento di Giorgio

Buongiorno, ho aperto P. Iva a regime forfettario in data 1.1.2016 come consulente. Se dovessi acquistare un’auto nuova del valore di 25.000 € supererei la soglia di beni strumentali che è fissata a 20.000? O si considera solamente il 50% del valore del bene dell’auto perchè ad uso promiscuo? Ovviamente non sono spese scaricabili con la mia P. Iva, ma allora le spese per beni strumentali come vengono calcolate e gestite? sono da prendere in considerazione per la dichiarazione dei redditi? perchè esiste questo limite se non sono spese detraibili? Per non pagare l'iva sui beni strumentali? Grazie mille per l'aiuto.

Commento di Alvise (14:00 del 19/01/2016)

Buongiorno Alvise le confermo che se l'auto costa 25mila Euro, essa concorrerà al calcolo del limite di 20.000 € nella misura del 50%. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:11 del 28/01/2016) al commento di Alvise

Buongiorno, sono professionista. Nel 2014 ero nel regime semplificato, nel 2015 anche in quanto supero i 15.000 ma sono entro i 30.000. Nel 2016 fatturerò meno di 30.000, posso essere nel regime forfetario 15%? E altra domanda, per poter essere nel regime forfetario competenza 2015, i ricavi di 15.000 dovevano essere quelli del 2014 o del 2015? Grazie Gabriele

Commento di Gabriele (16:40 del 19/01/2016)

Buongiorno , vorrei sapere in informazione. Io lavoro come parrucchiera da 8 anni. Adesso vorrei fare qualcosa insieme alla mia titolare. Vorremmo godere di questo regime ognuno con la sua partita iva ma nello stesso negozio. Il fatto è che io vorrei comprare metà negozio. Posso comprare il negozio e fare insieme il regime dei minimi oppure dobbiamo per forza fare una società S.p.A ? Grazie

Commento di Silvia (13:28 del 20/01/2016)

Buongiorno , vorrei sapere in informazione. Io lavoro come parrucchiera da 8 anni. Adesso vorrei fare qualcosa insieme alla mia titolare. Vorremmo godere di questo regime ognuno con la sua partita iva ma nello stesso negozio. Il fatto è che io vorrei comprare metà negozio. Posso comprare il negozio e fare insieme il regime dei minimi oppure dobbiamo per forza fare una società S.p.A ? Grazie

Commento di Silvia p (13:29 del 20/01/2016)

Buongiorno, Grazie per l'articolo molto esaustivo. Avrei qualche dubbio da chiarire. Ho sempre lavorato come lavoratore dipendente, fino a febbraio 2015 incluso. A partire dal 1 marzo 2015 ho iniziato a lavorare come consulente per una ditta e ho aperto una partita Iva a regime ordinario (tipo attività 829999 - altri servizi di sostegno alle imprese nca) in quanto il mio reddito non mi consentiva di accedere al regime dei minimi o forfettario. Ora la mia situazione reddituale è cambiata e il mio compenso sarà di Euro 25.000 l'anno e da quanto capisco rientra nel nuovo regime forfettario. Vorrei dunque sapere se fosse possibile passare nuovo regime agevolato e come. Non ho praticamente spese da dedurre e per me sarebbe molto conveniente. Ho inoltre letto che potranno avvantaggiarsi di questa condizione anche coloro che hanno iniziato l'attività nel 2015 usufruendo dell'agevolazione per le ultime quattro annualità, fino al 2019. Questo vale anche nel mio caso? Grazie anticipatamente per la sua risposta. Paola

Commento di Paola B. (14:41 del 21/01/2016)

Salve, avrei bisogno di un chiarimento su una questione particolare. Sto per aprire P.IVA e vorrei aderire al forfettario 2016 visto che possiedo tutti i requisiti richiesti. Nello specifico dovrei occuparmi di installazione di impianti elettrici, per cui ho la necessità di nominare un responsabile tecnico in possesso dei requisiti richiesti dal D.M. 37/2008. Alla luce del limite dei 5000 euro lordi annui per lavoro dipendente e simili e di un volume massimo di categoria pari a 25.000€, come faccio a nominare un R.T. senza sforare il limite dei 5000€ annui?

Grazie in anticipo.

Commento di Nicola (22:40 del 22/01/2016)

Buongiorno, io sono professionista con regime ordinario, quale sarebbe nella dichiarazione unico il rigo da verificare per capire se si ha il reddito sotto soglia?Grazie

Commento di riccardo (14:59 del 25/01/2016)

Se ho IVA a credito frutto di giacenze non ancora vendutem, nell'attività svolta nel 2015, quali sono gli eventuali adempimenti?

Commento di mario (16:01 del 25/01/2016)

Buongiorno, per determinare i ricavi/compensi per rientrare nel regime forfetario devo considerare anche il contributo 4% della gestione separata INPS? Grazie

Commento di Alessandra b. (15:23 del 26/01/2016)

Buonasera ho bisogno di una rassicurazione! Sono entrata nel regime forfettario a dicembre 2014 - codice professionisti (15.000€). Quando faccio le fatture devo inserire la dicitura INPS 4% ? Altra cosa: Devo fare delle ristrutturazioni sulla mia casa di proprietà e vorrei sapere se posso usufruire dell'agevolazione della detrazione al 50% sull'irpef. Grazie mille, attendo con impazienza le vostre risposte Grazie del servizio !

Commento di francesca (17:33 del 26/01/2016)

Salve vorrei porre il mio quesito sono stata licenziata da uno studio commerciale a settembre per chiusura attività .attualmente sto percependo la disoccupazione, mi hanno proposto di chiedere la disoccupazione anticipata aprendo una partita iva in regime forfettario per attività di sbrigo pratiche in uno studio consulenza mi chiedevo e' possibile pagare il 5% oppure devo pagare il 15 % perché è un proseguire dell'attività precedente e la liquidazione della naspi anticipata di circa sei mila euro può essere un problema la ringrazio infinitamente

Commento di Angela (20:01 del 26/01/2016)

Buonasera, ho partita iva ma reddito nullo da più di un anno. Essendo in maternità, se non chiudo la partita iva, potrò usufruire dell'indennità minima del contributo maternità pari a € 4.959,00.(Dovrei poter evitare la ritenuta d'acconto grazie al regime forfettario). Avrò però circa 3.000 € di contributi annui da versare a Inarcassa. Dal momento che il limite di reddito per essere a carico di mio marito è di 2.840,51 €, si possono scomputare i contributi versati per cui sarei comunque a carico o non è esatto? Grazie molte per l'attenzione.

Commento di Chiara (20:20 del 26/01/2016)

Ho aperto p.iva nel 2015 come forfettario per opzione che ho poi convertito in ordinaria, ho giacenze di magazzino quindi IVA a credito frutto di materiale non ancora venduto, nell'attività svolta nel 2015, quali sono gli eventuali adempimenti Iva?

Commento di Mario (22:14 del 26/01/2016)

Dimenticavo di dire che quest'anno passo al forfettario quindi chiedo se devo versare Iva ecc in riferimento alla suddetta domanda. Grazie

Risposta di Mario (22:16 del 26/01/2016) al commento di Mario

Buona sera, sono un architetto che da 15 anni svolge attività di libera professionista con due colleghi con la formula dello Studio Associato di progettazione e quindi con unica partita IVA. Sono ormai anni che i nostri utili sono ben al di sotto di € 30.000,00, poichè nel nostro caso, come studio associato gli utili dello Studio vengono esattamente divisi in tre. Ovviamente fino ad ora il nostro regime fiscale è rimasto quello ordinario determinando una condizione finanziaria drammatica. Il quesito è: I tre architetti (persone fisiche) componenti lo studio associato, che non è ne una società possono aderire se entro i limiti previsti di utile della nuova finanziaria al regime forfettario? Le pongo la domanda perchè in italia metà dei professionisti, non solo architetti, svolgono attività in formula associata. Ringrazio anticipatamente

Commento di LIZA (17:26 del 27/01/2016)

UNA SITUAZIONE COMPLESSA: tre quesiti. 1) Nella situazione di seguito esposta, posso accedere al Regime Forfettario 2016? - ho 61 anni di età e 41 anni di contributi versati - da un anno sono in mobilità e percepisco circa 700 Euro x mese 2) Nel caso in cui potessi accedere, mi verranno decurtati i 700 euro della mobilità? 3) Dovrò versare i contributi INPS? 4) Il reddito del Forfettario farà comulo con quanto percepito dalla mobilità? Grazie Gino

Commento di Gino (21:46 del 27/01/2016)

Buongiorno, ho quersto dubbio, se nel 2014 si è optato per il regime ordinario anzicche' quello dei minimi, la scelta è ancora vincolante per 1 triennio ( 2014 - 2015 - 2016) oppure nel 2016 posso entrare nel regime forfettario? Teniamo presente che nel 2015 non avrei potuto entrare nel regime forfettario in quanto reddito pari a 25.000. Il dubbio e' quell'opzione nel 2014. Vi ringrazio

Commento di Matteo (10:26 del 28/01/2016)

Buongiorno Matteo, il chiarimento dell'Agenzia delle Entrate,che prevede la deroga al vincolo triennale del regime ordinario, in caso di opzione, riguarda i soggetti che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario. Il chiarimento non parla di anni precedenti, pertanto - a meno che non ci siano ulteriori delucidazioni - nel suo caso dovrà continuare nel regime ordinario per un altro anno. Successivamente, nel caso in cui possieda i requisiti, potrà accedere al forfetario. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:53 del 08/02/2016) al commento di Matteo

anche io sono nella solita identica situazione . Hai ricevuto qualche delucidazione in merito?

Commento di Francesca Bertolucci (12:48 del 28/01/2016)

salve volevo porre un quesito, un cliente che ha attività separata: svolge attività di architetto e attività di imprenditore agricolo può x la parte di professionista accedere al regime forfettario avendo un volume affari di 12.000 nel 2015 ? graziwe

Commento di NUNZIA MOSCHETTO (19:58 del 29/01/2016)

Buongiorno, io nell'ottobre del 2013 aprii la P.IVa come procacciatore d'affari, dopo un mese chiusi il mandato con l'azienda perchè non mi piaceva e registrai una fattura di rimborso spese, senza avere nessun guadagno per l'attività di procacciatore d'affari e a Marzo2014 chiusi la p.iva senza esercitare. Ora vorrei aprire come professionista del Web Marketing, posso farlo? Come mi dovrei muovere?

Commento di Marianna (11:05 del 01/02/2016)

Buongiorno Marianna, lei può aprire l'attività e aderire al regime forfetario tranquillamente (nel rispetto delle condizioni previste: limite ricavi, limite beni strumentali, limite costo del lavoro ecc...). Per aderire al regime delle start-up, con aliquota al 5%, non dovrebbe aver esercitato alcuna attività nel triennio precedente. Se però la partita Iva è stata solo formale, ed effettivamente non ha esercitato alcuna attività, teoricamente può aderire al regime. E' possibile però che l'Agenzia delle Entrate le faccia un controllo, quindi le consiglio di appoggiarsi ad un consulente di fiducia sia per valutare la concreta possibilità di ususfruire del regime start-up, sia per preparare una "difesa" in caso di accertamento da parte del fisco, che dimostri che lei concretamente non ha svolto alcuna attività. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:15 del 02/02/2016) al commento di Marianna

Ho iniziato attività professionale in regime dei minimi il 1/9/22015. Fino a qualche giorno fa mi è stato riferito che fino al termine dei 5 anni (31/12/2019) sarei rimasto in tale regime di vantaggio (5%). Ho capito bene che con le precisazioni durante Telefisco 2016 Agenzia delle Entrate ha acconsentito che i casi come il mio passino ora al regime forfetario 2016 START-UP (sempre con aliquota 5% e stessa scadenza 31/12/20199? Quindi dovrò solo modificare la diciture in fattura e non dovrò più tenere conto dei costi in modo analitico ma "forfettario" (78% nel mio caso vale a dire 22% di costi).

Commento di Claudio Giordani (12:41 del 01/02/2016)

Ho iniziato attività professionale in regime dei minimi il 1/9/22015. Fino a qualche giorno fa mi è stato riferito che fino al termine dei 5 anni (31/12/2019) sarei rimasto in tale regime di vantaggio (5%). Ho capito bene che con le precisazioni durante Telefisco 2016 Agenzia delle Entrate ha acconsentito che i casi come il mio passino ora al regime forfetario 2016 START-UP (sempre con aliquota 5% e stessa scadenza 31/12/20199? Quindi dovrò solo modificare la diciture in fattura e non dovrò più tenere conto dei costi in modo analitico ma "forfettario" (78% nel mio caso vale a dire 22% di costi).

Commento di Claudio Giordani (12:41 del 01/02/2016)

Buongiorno Claudio, le confermo che lei può transitare nel regime forfetario delle start up per la durata residua dei 5 anni. A confermalo è stata anche l'Agenzia delle Entrate in occasione di Telefisco, in cui ha affermato che: il contribuente che ha iniziato la attività negli anni precedenti applicando il regime dei contribuenti minimi può transitare nel regime forfetario ed applicare per gli anni mancanti al quinquennio l'imposta sostitutiva del 5%. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:10 del 02/02/2016) al commento di Claudio Giordani

Grazie! Ma l'Agenzia delle Entrate ha emesso o emetterà una circolare in proposito? Perché proprio la stessa AdE ad un mio SMS aveva risposto che per mantenere la tassazione sostitutiva 5% dovevo restare nel regime dei minimi: passando al forfetario la tassazione sarebbe stata del 15%. E' perciò un passo indietro, peraltro logico, dovuto ad una interpretazione iniziale un po affrettata? Anche le spese saranno determinate forfettariamente (22% per professionisti), vero? Grazie ancora

Risposta di Claudio Giordani (10:32 del 02/02/2016) al commento di Elisabetta

Buonasera Sono un Ingegnere che intende aderire al nuovo regime forfettario avendone i requisiti. Come previdenza essendo iscritto all'ordine professionale verso i contributi a Inarcassa. Volevo sapere se la determinazione del reddito professionale netto per il calcolo dei contributi Inarcassa avviene con le stesse modalità di calcolo del reddito professionale ai fini Irpef (reddito x coefficiente di redditività 78%) o se vanno dedotte le spese. Grazie.

Commento di Luca Broggi (17:09 del 01/02/2016)

Buonasera sono un agricoltore come attività principale volume d'affari euro 50.000, attività secondaria artigiano edile ricavi 5000 posso per l'attività di artigiano rientrare nel forfettario? Dato che nell'agricoltura si parla di volume d'affari solo ai fini iva e non di ricavi. Il mio dubbio è che la legge dice che sono esclusi le attività agricole ma riguarderebbe solo la parte artigiana. Grazie

Commento di danilo (17:33 del 02/02/2016)

Buongiorno, ho compiuto 35 anni nel 2015, per 8 anni sono stato sempre nel regime dei minimi, il reddito nel 2015 è stato di circa 15.000,00 euro, nel 2016 posso avere ancora un regime di vantaggio, oppure devo continuare l'attività nel regime semplificato. grazie

Commento di Michele (11:10 del 03/02/2016)

Buongiorno Michele, lei entra in automatico nel regime forfetario, a meno che non abbia alcune cause di esclusione o non verifichi le condizioni previste. Ricavi per 15mila euro non sono un problema perché le soglie sono state aumentate dal 2016. In alternativa può sempre optare per il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (14:35 del 04/02/2016) al commento di Michele

salve, se apro l'attività nel 2016 prevedendo il regime forfetario e durante l'anno dovessi superare uno dei limiti richiesti (per esempio acquisto beni strumentali oltre 20.000€) , rientro nel regime ordinario valido per tutto il 2016? grazie

Commento di pier (17:14 del 03/02/2016)

Buongiorno Pier, uscirà dal regime a partire dell'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni (art. 1 comma 54 L. 190/2014). Pertanto dal 2017 applicherà il regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (14:32 del 04/02/2016) al commento di pier

Buongiorno, vorrei avere un'informazione la soglia di reddito per un'impresa familiare resta sempre la stessa indipendentemente dal n. dei familiari che partecipano alla stessa? Grazie.

Commento di Dany (10:16 del 04/02/2016)

Espongo il mio caso. Lavoro in palestra dove per legge abbiamo solo foglio presenza. La palestra compila il 770 / unico ma noi fino i 7.500 non abbiamo contributi versati. Se ora apro partita iva e continuo a lavorare per quella palestra emettendo fattura rientro nel 5% o devo pagare il 15%?

Commento di Roberto (15:03 del 04/02/2016)

Buongiorno. Avevo aperto nel regine forfettario 2015 come artigiano. Stando a queste novità 2016, quest'anno mi ritrovo a pagare contributi e tasse del 2015 (immagino a giugno nel periodo di dichiarazione dei redditi) alle quali si sommeranno anche quelle 2016, essendo subentrato il minimale inps. QuIndi prima rata inps a febbraio (ridotta del 35%), seconda a maggio, poi contributi e tasse del 2015 a giugno, ecc. Hanno previsto "aiuti umanitari" in tal senso, scherzandoci amaramente un po' su? Sul serio questa cosa può essere davvero un problema, minando la certezza di poter continuare l'attività. Grazie

Commento di Paolo (16:14 del 04/02/2016)

Buonasera Vorrei capire se rientro nel nuovo regime forfettario 2016. Nel 2015 mi sono licenziato da dipendente privato con stipendio annuo superiore a 30.000 euro per accettare un nuovo lavoro come dipendente pubblico con reddito annuo inferiore a 30.000 euro. Mi chiedevo se la cessazione avvenuta per mia volontà non mi precluda l'accesso al regime di vantaggio a maggior ragione del fatto che sono trascorsi già 6 mesi dalle mie dimissioni dal precedente lavoro.

Commento di Riccardo (16:31 del 04/02/2016)

Buongiorno, una mia azienda ha iniziato l'attività nel LUGLIO 2015. Considerato che il volume d'affari (regguagliato ad anno) gli consente di accedere nel regime agevolato per il 2016, vorrei consigliare di optare per tale regime. Purtroppo non riesco a trovare nessun chiarimento su cause di esclusione dai minimi e se anche queste debbano essere "ragguagliate ad anno" o prese per quelle che sono. Nel caso specifico l'azienda ha avuto costi per dipendenti/assimilati nel 2015 per 4.500,00 euro lordi. Devo ragguagliare ad anno anche i costi o no? Se così fosse non potrebbe accedere al regime agevolato ma vorrei non solo un parere ma se esistesse un chiarimento della A.E. ufficiale. Grazie

Commento di [email protected] (15:48 del 05/02/2016)

Buongiorno, tra i casi di sclusione al regime forfettario 2016 c'è quello per coloro che abbiano conseguito, nell'anno antecedente a quello in cui intendono avvalersi del regime agevolato, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti la soglia di 30.000 Euro. Il rispetto di tale limite non rileva se il rapporto di lavoro dipendete o assimilato risulti cessato. DOMANDA: SE IL RAPPORTO DI LAVORO E' CESSATO A GENNAIO 2016 COME NATURALE SCADENZA DI UN CONTRATTO CO.CO.PRO NEL L'IMPORTO DEL LAVORO DIPENDENTE 2015 RILEVA? Grazie

Commento di maurilio (11:27 del 08/02/2016)

Buongiorno, sono nel regime dei minimi da metà dicembre 2014 (l'inizio di attività comunicato alle Entrate risale a dicembre 2014) e nel corso del 2015 ho aderito a tale regime. A conti fatti, noto che il regime forfettario start up diventa più conveniente sul fronte contributivo come iscritto alla gestione separata. La domanda che mi pongo è la seguente: Essendo formalmente un minimo da dicembre 2014 (di fatto non emesso alcuna fattura nel 2014), per il 2016 potrei entrare nel regime forfetario start-up? Ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti

Commento di Marika (12:02 del 08/02/2016)

Buongiorno, ho partita IVA dal 2011 e fino al 31 dicembre 2015 rientravo nel regime dei minimi avendo sempre fatturato sotto i 30000 euro. Dal 1 gennaio non posso più usufruire dei minimi in quanto sono scaduti i 5 anni. Posso scegliere tra regime forfettario e regime ordinario. Il codice ATECO è 829999 - ALTRI SERVIZI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE NCA. Mi conviene, considerando il fatturato ed i costi, aderire al regime forfettario o a quello ordinario?

Commento di Mattia (12:35 del 08/02/2016)

Buongiorno Mattia, intanto le consiglio di rivolgersi ad un consulente di fiducia in quanto la scelta del regime è una questione importante e la valutazione di convienza richiede una simulazione dei redditi. In sintesi le posso dire che gli elementi da prendere in considerazione sono: 1) IVA: coloro che adottano il regime forfetario sono esonerati dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, e di contro non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito. Questa caratteristica comporta vantaggi o svantaggi a seconda della tipologia di clientela del contribuente. 2) DETERMINAZIONE DEL REDDITO: la determinazione del reddito sulla base di un forfait, senza tenere conto delle spese effettivamente sostenute, nella valutazione di convenienza bisogna pertanto tener conto dello scostamento tra la percentuale forfetaria individuata dal legislatore rispetto all'incidenza dei costi sui ricavi; 3) IMPOSTE DIRETTE: L'aliquota del 15%, rispetto agli scaglioni IRPEF, va valutata tenendo conto delle detrazioni d'imposta per i redditi di lavoro autonomo/redditi d'impresa. Inoltre, la presenza di altri redditi rispetto a quello da assoggettare a imposta sostitutiva, è sicuramente un aspetto fondamentale nella valutazione di convenienza; 4) IRAP: Il regime forfetario non prevede l'applicazione dell'IRAP ma, nella maggior parte dei casi interessati dalla possibilità di utilizzare il regime agevolato (quindi professionisti e piccole imprese) l'IRAP non sarebbe applicata comunque, anche se si utilizzasse il regime ordinario, per mancanza del requisito dell'autonoma organizzazione 5) CONTRIBUTI PREVIDENZIALI: Per gli imprenditori iscritti alle gestioni INPS artigiani e commercianti va valutata la possibilità, nel caso si utilizzi il regime agevolato forfetario, di usufruire dell'ulteriore vantaggio previdenziale dato dall'adesione al regime contributivo agevolato 6) SEMPLIFICAZIONI ADEMPIMENTI: Tra le altre variabili da considerare c'è l'eliminazione, nel caso del regime forfetario, di una serie di adempimenti quali studi di settore, comunicazione clienti-fornitori, comunicazione black list e tenuta delle scritture contabili, che sono invece obbligatori nel regime ordinario. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:16 del 12/02/2016) al commento di Mattia

gent.mo sono dottsa in igiene dentale ho 24 anni e nei regimi dei minimi dal 2014,per il 2016 sono fortemente tentata di entrare nel nuovo forfettario per la convenienza prospettatami in quanto ho pochi costi che abbattono e soprattutto per la riduzione inps in quanto in gestione separata.Faccio bene ad abbandonare i minimi di cui potrei beneficiare fino a 35 anni? e chi mi garantisce che il prossimo anno non ci sia un giro di vite sulle aliquote del forfait perdendo quindi le agevolazioni dei minimi?

Commento di rossella (12:44 del 09/02/2016)

Buongiorno Rossella, la scelta del regime deve essere valutata con attenzione. Le consiglio di chiedere un parere ad un esperto di sua fiducia, in modo da avere una simulazione dei redditi con entrambe le opzioni. Non credo che il legislatore alzerà le aliquote sul regime forfetario, ma questo ovviamente non può assicurarglielo nessuno. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:07 del 12/02/2016) al commento di rossella

Grazie per la celere risposta ancora questa info : il commercialista sostiene che nel mio caso di inps in gestione separata non si applica la riduzione inps del 35% prevista per i lavoratori autonomi … sia la stampa specializzata (sole 24 ore di sabato 13/2/2016) che inps parlano sempre e solo di artigiani / commercianti e non di professionisti gestione separata. trattasi di anomalia non assoggettare a riduzione inps la gestione separata … ma è proprio così?

Risposta di rossella (13:15 del 04/03/2016) al commento di Elisabetta

Attualmente sono lavoratore dipendente, non supero € 30.000,00 annui ; posso aprire partita iva nel 2016 ed accedere nel regime forfettario avendo contemporaneamente redditi da lavoro dipendente ?

Commento di Anna (17:27 del 09/02/2016)

Buongiorno Anna, sì può aderire al regime purché non superi i 30mila Euro di reddito di lavoro dipendente. Saluti

Risposta di Elisabetta (10:03 del 12/02/2016) al commento di Anna

buongiorno, sono libero professionista , quest'anno accedo al forfettario. Volevo sapere se con questo nuovo regime devo continuare a emettere fatture o posso fare ricevuta fiscale? ed inoltre se c'è ancora l'elenco clienti/fornitori o è stato abolito? GRAZIE

Commento di MARIO (17:13 del 10/02/2016)

Buongiorno Mario, l'importante è che lei certifichi il corrispettivo, se con fattura o con ricevuta dipende dal tipo di attività che lei esercita (ad esempio i commercianti al minuti non sono obbligati ad emettere fattura) e dal soggetto a cui emette il documento (ad esempio nel caso di vendita diretta a privati consumatori). Lo spesometro 2016 (vecchio elenco clienti fornitori) scade l'11 aprile 2016 per i mensili e il 20 aprile 2016 per i trimestrali. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:15 del 19/02/2016) al commento di MARIO

salve, i due soci di una srl possono entrambi aderire al regime forfettario ?

Commento di Salvo (15:47 del 14/02/2016)

Buongiorno Salvo, credo di sì purché non si tratti di una srl in regime di trasparenza. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:32 del 19/02/2016) al commento di Salvo

lavoro dipendente nel 2015 come impiegata sotto i 30.000,00 euro, nel 2016 vorrei aprire attività di servizi riguardante cammercializzazione tour operetor, alberghi ect ect laverò in homeoffice dall'Italia: 1) posso continuare anche a lavorare come dipendente? 2) posso fatturare come forfettario?

Commento di giorgio lombardini (17:28 del 16/02/2016)

Buongiorno Giorgio, se resta sotto i 30mila Euro, come lavoro dipendente, può usare il regime forfetario. Tuttavia, poiché tra le cause di esclusione vi è quella di svolgere attività in regimi speciali Iva, deve verificare che il tipo di attività che intende esercitare non sia soggetta al regime speciale Iva delle agenzie di viaggio. Per questo le consiglio di rivolgersi ad un consulente di fiducia. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:22 del 19/02/2016) al commento di giorgio lombardini

Sono libera professione e sa qyest' anno avrò la gestione dell' Az di famiglia, una impressa agricola con regime ordinario. La scelta del regime ordinario per l ' attività. Agricola mi vincola al regime con p iva,studi di settore ecc per l' att.in libera professione? Non posso optare per il regime forfettario avendone i requisiti?

Commento di angela (01:14 del 17/02/2016)

Buongiorno sono un infermiere lavoro come dipendente in una struttura privata dove percepisco circa 28000 euro lorde annue inoltre lavoro come libero professionista sul territorio e percepisco circa 10000 euro lorde annue sono entrato nel regime dei minimi nel 2014 a 34 anni ora quest'anno farò 36 anni il mio commercialista mi ha detto che da gennaio dovevo iniziare a fatturare con la ritenuta d'acconto xche dall'anno prossimo entrerò nel regime ordinario Xchè ho superato i 35 anni e da questo anno il reddito dipendente e libero professionista si cumulano quindi superando i 30000 euro esco dal regime agevolato. Io mi chiedo se sia corretto? Non dovrei restare fino al quinto anno nei minimi se sono dentro dal 2014? E poi le regole del regime minimi sono cambiate anche x chi era già dentro esiste davvero il cumulo reddito dipendente e libero professionista oppure rimangono asestanti i redditi? Io leggendo in giro ho capito che x rientrare nei minimi basta non superare i 30000 lordi x lavoro dipendente e 30000 x libero professionista ma non che si cumulano giusto? Fatemi sapere se devo davvero passare in ordinario xche ci sto perdendo soldi aplicando la ritenuta alle fatture in questi mesi. Grazie

Risposta di Massimo (09:00 del 07/03/2016) al commento di angela

Sono una libera professionista, non ho ben capito l'obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi dei percettori del reddito a cui non è stata praticata la ritenuta. Potete chiarirlo ? Grazie

Commento di paola (19:05 del 18/02/2016)

Ho un lavoro a tempo indeterminato da circa 25.000 Euro l'anno. Nel 2013 ho iniziato una attività di psicologa aderendo del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive (articolo 13 della legge n. 388/2000), tra l'altro utilizzavo il sistema di tutoraggio per mezzo del sito dell'Agenzia delle Entrate. A partire dal 2015 il sito non mi permetteva più di inserire le parcelle (circa 1.500 Euro l'anno) e ho scoperto che il mio regime era stato abrogato. Tutto ciò premesso mi devo considerare, fin dai redditi 2015, come soggetta al questo nuovo regime forfettario? Grazie anticipato, cordiali saluti.

Commento di Samantha (22:05 del 18/02/2016)

Buon giorno e grazie in anticipo. Nel 2015 ho un reddito da pensione di 28000€ è un reddito per un incarico di un docenza e coordinamento per corso di formazione professionale di 4800€ . Un articolo del contratto per tale incarico dichiara" il prese!net incarico ha natura di lavoro libero professionale ed è regolato , per quanto ivi non espressamente previsto,dagli art 2222 e seguenti del CC e dalle leggi speciali in materia" . Ho rilasciato ricevuta applicando la R.A. del 20%. Fermo restando gli altri requisiti, posso aderire al regime forfettario 2016?

Commento di Marco (11:05 del 20/02/2016)

BUONGIORNO, SONO TITOLARE DI UNA CARTOLERIA CON ANNESSA LICENZA PER LA VENDITA DI GIORNALI HO TUTTI I REQUISITI PER ESSERE FORFETTARIA. MA POICHE' VENDO ANCHE GIORNALI POSSO ADERIRE?. GRAZIE

Commento di ANNA ASSUNTA (12:22 del 23/02/2016)

Buongiorno,

Scrivo questo commento perchè il giorno 03/11/2015 ho iniziato la mia prima attività.

L'attività che volevo svolgere era prettamente quella di compravendita di auto/moto usate e volevo usufruire del regime dei minimi siccome avevo tutti i requisiti per entrarvi. Solo dopo diversi incontri con il commercialista e solo dopo aver fatto i dovuti calcoli, spinto anche dalla tassazione agevolata del regime minimo ho deciso di aprire la partita IVA.

Ieri il mio commercialista mi chiama e mi chiede di recarmi da lui, dove mi comunica che è uscita una "circolare" per il regime forfettario e quindi anche per il regime minimi, dove viene specificato che chi si trova in un regime agevolato (minimi - forfettario) per rimanervi non può usufruire di regimi speciali come in questo caso il regime del margine che si applicherebbe nella vendita dell'usato. E quindi di prendere in considerazione l'idea di uscire da tale regime e entrare nel regime "normale".(Queste sono state le sue parole)

Scioccato da questa affermazione ho provato a documentarmi sul sito dell'agenzia delle entrate e facendo un paio di chiamate, venendo a conoscenza che tale "circolare", che lui dice essere appena uscita, è già in vigore da molto tempo, anzi il fatto di non applicare un regime speciale è requisito proprio per far parte del regime agevolato dei minimi o forfettario.

Le mie domande dunque sono: - se io volessi iniziare a vendere e comprare auto usate (per fortuna non ho ancora iniziato perchè mi son dedicato alla vendita di ricambi) dovrei per forza uscire dal regime dei minimi in quanto non rispetterei più i requisiti per rimanervi, giusto?

  • in questo caso, dopo tutte le volte che sono andato da lui per chiedere informazioni (pagandolo) posso ritenere che abbia commesso un errore o meglio si sia dimenticato di questa particolarità?

  • ammettendo che voglia uscire dai minimi per poter iniziare a vendere usato (in questo caso autu e moto), ma alla fine di questo anno noto che non mi conviene e voglia smettere di vendere beni usati dedicandomi alla sola vendita di ricambi e rispettando i requisiti del nuovo forfettario, potrei rientrare nel forfettario o no? (Attualmente sono vecchio minimo)

Grazie anticipatamente

Commento di Mattia (15:16 del 24/02/2016)

Commerciante in regime forfettario acquista merce da un fornitore di San Marino il quale emette fattura senza IVA, pertanto devo: applicare il reverse charge e riversare l'IVA e fare lo spesometro solo se supero i 10.000,00 come per gli acquisti intra o anche sotto tale soglia. Grazie anticipatamente Mauro

Commento di Mauro (16:29 del 24/02/2016)

Gentile Elisabetta, entro il 28 febbraio bisogna presentare domanda all'INPS per applicare la riduzione contributiva.al 35%. Tale determinazione agevolativa dei contributi alle gestioni previdenziali Inps riguarda solo gli artigiani ed i commercianti? Io che sono consulente devo farlo? Ho la gestione autonoma dell’inps o separata? Sa che aliquota mi applica l'INPS avendo il regime forfettario? I contributi INPS vengono considerati come costi ai fini della imposta sostitutiva? (non ai fini della gestione autonoma e attualmente non è sicuro).

Grazie mille

Mattia

Commento di Mattia (11:40 del 25/02/2016)

Buongiorno, sono un architetto che negli anni precedenti era nel regime ordinario, considerato il fatto che da anni sono anche un docente precario della scuola, vi chiedo: Avendo la possibilità di aderire in questo anno per il nuovo regime agevolato, il limite di fatturato di 30000 euro per la continuazione di permanenza del regime nel 2017 è riferito al solo reddito professionale o si deve calcolare dalla somma di reddito da docente + reddito da architetto?

Commento di carmelo (08:59 del 26/02/2016)

Nel caso di un commerciante al dettaglio che fuoriesce dal regime forfetario nel 2016, ma che al 31/12/2015 ha delle rimanenze, nel regime ordinario come vengono rilevate tali rimanenze??? C

Commento di roberto (12:20 del 26/02/2016)

Buongiorno, mi occorrerebbe un suo parere in merito alla mia situazione. Sono una professionista che opera con un contratto libero professionale per un ente pubblico (Comune). Ho i requisiti per accedere al regime forfetario, però, purtroppo, solo oggi sono venuta a conoscenza dell'opportunità di passare al regime forfetario (attualmente ho quello ordinario, con versamento iva trimestrale). Nel 2016 ho già emesso 2 fatture ( una datata 4 gennaio, relativa alle prestazioni di dicembre 2015 e una datata 3 febbraio relativa alle prestazioni di gennaio 2016), ed entrambe mi sono già state pagate dal Comune; ho provato a chiedere al Comune se era possibile fare, da parte mia, una nota di accredito, annullando le due fatture in regime ordinario per poi riemetterle con il regime forfetario, ma il Comune mi ha formalmente risposto che, essendomi state già pagate, non possono assolutamente accettare le mie note di credito. Mi hanno informata che, stante la situazione illustrata, che non posso più accedere al regime forfetario Avrei 2 domande: Posso in qualche modo OBBLIGARE il Comune datore di lavoro ad accettare le mie note di accredito, considerato che mi hanno già pagato le fatture? Posso accedere quest'anno al regime forfetario ANCHE SE LE PRIME 2 FATTURE del 2016 sono state emesse con il regime ordinario? La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta.

Commento di Anna (12:10 del 27/02/2016)

Buongiorno, sono una partita iva in regime ordinario e ora nel 2016 intendo aderire al regime forfettario avendo i requisiti necessari. Però ho un problema : ho emesso una fattura a fine dicembre 2015 ( con tanto di iva e ritenuta d'acconto) e mi è stata pagata a febbraio 2016. Devo dichiararla nei compensi 2015 o 2016? E se la dichiaro nel 2016 è un problema se nella fattura compare l'iva e la ritenuta d'acconto, visto che nel regime forfettario non sono contemplate? Grazie mille Chiara

Commento di Chiara (23:35 del 27/02/2016)

Salve, dal 2016 sono rientrato nella categoria dei forfettari. Nel 2015 godevo del regime semplificato. Oggi 02/03/2016 devo emettere una fattura per provvigioni di competenza dicembre 2015. Credo di doverla emettere seguendo l'iter dedicato al regime dei forfettari perché cade nel 2016. Qualcuno mi da conferma. Grazie

Commento di ANNA (18:41 del 02/03/2016)

Salve a tutti. Io sto andando in confusione sul problema dei requisiti per accedere al regime forfettario del 2016. Sono un libero prefessionista (geometra) e fino al 2015 ho continuato con il regime ordinario nonostante i miei compensi fossero da due anni sempre sotto i 15000 euro. Ora parlando con un mio amico commercialista mi ha comunicato che non posso aderire al regime forfettario 2016, in quanto io "naturalmente" stavo ai minimi e non avendo aderito nel 2015, sono "costretto" a stare nell'ordinario per tre anni. Scusatemi tanto, ma è vera questa cosa, o alcuni interpretano a proprio piacimento l'attuale normativa ? Grato per l'aiuto.

Commento di Gaetano (12:17 del 03/03/2016)

Buongiorno Gaetano, quando ha aderito al regime ordinario? Perché l'Agenzia delle Entrate, in occasione di Telefisco 2016, ha affermato che il regime forfetario potrà essere usato dal 2016 anche dai contribuenti che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario. In tale caso non si applicherebbe il vincolo triennale, previsto dall'art. 1 del Dpr 442/97. Tuttavia, se lei avesse aderito al regime ordinario prima del 2015, credo che dovrebbe restarvi fino alla conclusione del triennio. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:37 del 07/03/2016) al commento di Gaetano

Buongiorno, io devo aprire partita iva in regime forfettario a breve. Quello che non ho capito è se posso in qualche modo detrarre costi. Mi sembra di aver capito che non ha senso essendoci il calcolo con il coefficiente. Ma allora perché si parla di limiti di costi di 20000 etc.?

Commento di Umberto (14:55 del 03/03/2016)

Buongiorno Umberto, la caratteristica di questo regime è proprio la modalità di calcolo del reddito. Come ha intuito, il reddito non si determina più come differenza tra ricavi e costi, ma applicando ai ricavi un determinato coefficiente. Il limite di 20.000 Euro si riferisce all'ammontare dei beni strumentali esistenti al 31.12 dell'anno antecedente all'ingresso del regime. Questa condizione è posta perché si tratta di un regime riservato ai "piccoli imprenditori-professionisti", e l'ammontare dei beni strumentali è visto dal legislatore come un indicatore della dimensione dell'impresa/professionista. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:33 del 07/03/2016) al commento di Umberto

Buon pomeriggio, da un analisi del mio reddito ho riscontrato di avere superato il reddito massimo di 30000 con un'eccedenza di soli 240 euro nel 2015, sono fuori dal regime forfettario? da precisare che per me il 2015 è stato l'ultimo anno di contribuzione minima. Grazie per la risposta....

Commento di massimiliano (16:18 del 07/03/2016)

Buongiorno Massimiliano, putroppo anche se ha superato di poco il limite è fuori dalla possibilità di usare il regime, almeno per il 2016. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:22 del 31/03/2016) al commento di massimiliano

salve sono un perito assicuratore con codice attività 662100, nel 2015 ho fatturato 23.000 euro con il regime ordinario. posso passare al forfettario nel 2016. come faccio se ho gia' emesso fatture con iva e ritenute d'acconto? grazie

Commento di FILIPPO (09:00 del 08/03/2016)

Buongiorno, sono una parrucchiera con partita iva dal 1995, ho tutti i requisiti del nuovo regime forfettario, posso rientrarvi? devo fare un opzione? e sulle ricevute fiscali che rilascio devo fare qualche annotazione? Le rimanenze dell'anno scorso si azzerano? Grazie

Commento di Elena (11:34 del 08/03/2016)

Buongiorno, ho una partita iva agricola dove è presente anche un agriturismo che nel 2015 a generato 60000 di ricavi con un reddito abbattuto al 25% di 15000. Sono proprietario di un'altra abitazione fuori dall'azienda agricola e volevo svolgerci un'attività commerciale di B&B professionale. Posso aderire per questa attività secondaria al regime forfettario predisponendo un quater così da versare il 15% sulla forfettizzazione al 40% dei ricavi del B&B?

Commento di leonardo (12:06 del 10/03/2016)

Vorrei porre un quesito al quale non ho trovato risposta: professionista in contabilità semplificata con iva per cassa al secondo anno, ha i requisiti per entrare nel nuovo regime forfettario a partire dal primo gennaio 2016. Cosa succede ai fini iva e ai fini delle ritenute per le fatture incassate e pagate dopo il31/12/2015? qualcuno dice di incassare e pagare tutto al 31/12/2015 ma così facendo supererei il limite dei 30.000 e non avrei le ritenute versate, però regolerei l'va in sede di dichiarazione iva dell'ultimo anno. se non sfrutto la possibilità di passare al regime forfettario mi vincolerei per tre anni.Insomma non trovo una risposta adeguata tra circolari e commenti. Grazie anticipatamente a chi può darmi un aiuto

Commento di alessandro (09:36 del 11/03/2016)

Nel 2012 ho chiuso la mia partita iva da rappresentante. Oggi vorrei riaprire la partita iva come consulente codice attività 74.90.99 . Chiedo se posso usufruire del regime forfettario e come sturtap usufruendo del 5 per cento per i primi cinque anni, e visto che devo scrivermi alla gestione separata non avendo casa propria quanto devo versare , cioè se esiste un minimale o verso soltanto su ciò che guadagno il 4 per cento. Grazie

Commento di Chicca (02:07 del 13/03/2016)

Sono un geometra con partita IVA da 20 anni e nell'anno 2015 ho conseguito € 26.000 di ricavi. Rientro nel regime forfettario dal 1° gennaio 2016? Il limite dei compendi netta tabella appendice riporta "vecchi" 15.000 e "nuovi" 30.000 . Devo intendere "nuovi" come limite del reddito 2015? Grazie mille a chi vorrà rispondermi.

Commento di Maria Pia (17:50 del 14/03/2016)

Buongiorno. Una domanda sui rapporti con lavoratori occasionali. Fermo restando che non si procede più con la trattenuta d’imposta ma con segnalazione in Unico del percipiente (dati e importi), volevo sapere come dev’essere composta (e quali le eventuali diciture da riportare) la ricevuta che lo stesso emetterebbe nei confronti di un’impresa in regime Forfettario. Grazie

Commento di andrea (19:01 del 14/03/2016)

Buonasera, sono un'artigiana in regime forfettario. Qualora sostenessi dei costi per lavoratori in tirocinio o pagati con voucher INPS, questi costi sarebbero deducibili?

Commento di Ilaria (18:36 del 15/03/2016)

buongiorno, vorrei avviare un attività di insegnamento con lezioni private, avendo già diverse opportunità intendo aprire una partita iva con regime forfettario. Vorrei sapere, in parole povere, su un fatturato presunto di 10-12 mila euro annuo quante tasse pagherei ( contributi inps e altre tasse), Aggiungo inoltre che non ho mai avuto partita iva prima e che rientrerei nei requisiti scritti sopra per il regime forfettario. in attesa, grazie

Commento di andre (19:54 del 20/03/2016)

buon giorno, io ho aperto un'attività di commercio al dettaglio nel 2011 con il regime dei minimi, l'ho poi chiuso nel 2013 perché per niente remunerativo. Oggi vorrei aprire un'attività completamente diversa, per intenderci di servizi, posso iscrivermi comunque nel regime dei minimi, ed agevolare però dell'aliquota al 15 anziché al 5%? Grazie per la risposta.

Commento di Elena (11:47 del 23/03/2016)

Accesso al regime forfettario 2016. Ho conseguito nel 2015 reddito di pensione per 29700 E. più emolumenti a tassazione separata per 500 E. Non riesco a sapere se vale il solo reddito di pensione corrente, escludendo gli emolumenti a tassazione separata, ai fini del raggiungimento dei limiti di 30000 E., per accedere al regime forfettario per una piccola attività professionale. Su una guida dell'Agenzia Entrate del 2008 sui limiti per la tassazione agevolata degli straordinari, veniva escluso dalla sommatoria il reddito a tassazione separata. Siete a conoscenza di altre risoluzioni simili ?

Commento di Roberto (10:49 del 29/03/2016)

sono un architetto (iscritto all'albo e senza partita iva) ed ho svolto nei mesi di gennaio e febbraio 2016 una prestazione occasionale da 3.000 euro. da aprile vorrei aprire la partita iva come architetto ed iniziare a fatturare alla medesima ditta come forfettario. Ci sono problemi? Come verranno tassate le prestazioni occasionali con ritenuta al 20%? Siccome nel 2014 ho già avuto un co.co.pro. come architetto non potrò fruire dell'agevolazione ad 1/3 dell'aliquota? E' vero?

Commento di Marzia (15:53 del 29/03/2016)

Buonasera, sono un Ingegnere dipendente di un'azienda privata e vorrei aprire la P.IVA per svolgere libera professione (in altro campo). Dal 2010 al 2014 ho svolto l'attività di Disk Jockey (in regola, iscritto all'ex ENPALS inglobato successivamente nell'INPS), e per rientrare nel regime forfettario start-up è indicato di non aver svolto attività artistica, professionale e di impresa nei tre anni precedenti. Poichè i tre anni precedenti sarebbero 2013, 2014, 2015, ma nel 2015 non ho svolto quella attività, posso rientrare lo stesso nel regime start up? Grazie!

Commento di Rudy (17:20 del 30/03/2016)

Buonasera, grazie per questo interessantissimo articolo.Vorrei porre due domande. 1)Quando conviene aderire al regime forfettario rispetto a quello ordinario?sto aprendo un negozio di abbigliamento e il commercialista mi ha suggerito di mantenere il regime ordinario non riesco a comprendere la mia è una piccola attività individuale con una prospettiva di rendita che rientra pienamente nel regime dei minimi. 2)nel caso di adesione al regime dei minimi occorre cmq tenere una contabilità presso il commercialista o basta a fine anno la dichiarazione dei redditi.

Commento di samantha (17:28 del 30/03/2016)

Buongiorno Samantha, le valutazioni di convenienza vanno comunque caso per caso, e le consiglio di appoggiarsi ad un consulente di fiducia per una simulazione dei redditi. In sintesi gli elementi da prendere in considerazione per individuare i vantaggi/svantaggi del regime sono: 1) IVA: coloro che adottano il regime forfetario sono esonerati dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, e di contro non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito. Questa caratteristica comporta vantaggi o svantaggi a seconda della tipologia di clientela del contribuente. 2) DETERMINAZIONE DEL REDDITO: la determinazione del reddito sulla base di un forfait, senza tenere conto delle spese effettivamente sostenute, nella valutazione di convenienza bisogna pertanto tener conto dello scostamento tra la percentuale forfetaria individuata dal legislatore rispetto all'incidenza dei costi sui ricavi; 3) IMPOSTE DIRETTE: L'aliquota del 15%, rispetto agli scaglioni IRPEF, va valutata tenendo conto delle detrazioni d'imposta per i redditi di lavoro autonomo/redditi d'impresa. Inoltre, la presenza di altri redditi rispetto a quello da assoggettare a imposta sostitutiva, è sicuramente un aspetto fondamentale nella valutazione di convenienza; 4) IRAP: Il regime forfetario non prevede l'applicazione dell'IRAP ma, nella maggior parte dei casi interessati dalla possibilità di utilizzare il regime agevolato (quindi professionisti e piccole imprese) l'IRAP non sarebbe applicata comunque, anche se si utilizzasse il regime ordinario, per mancanza del requisito dell'autonoma organizzazione 5) CONTRIBUTI PREVIDENZIALI: Per gli imprenditori iscritti alle gestioni INPS artigiani e commercianti va valutata la possibilità, nel caso si utilizzi il regime agevolato forfetario, di usufruire dell'ulteriore vantaggio previdenziale dato dall'adesione al regime contributivo agevolato 6) SEMPLIFICAZIONI ADEMPIMENTI: Tra le altre variabili da considerare c'è l'eliminazione, nel caso del regime forfetario, di una serie di adempimenti quali studi di settore, comunicazione clienti-fornitori, comunicazione black list e tenuta delle scritture contabili, che sono invece obbligatori nel regime ordinario. Di contro le segnalo che la mancanza di una tenuta di una contabilità comporta l'inesistenza di fatto di elementi informativi per un controllo di gestione dell'attività. Se lei utilizza il regime dei minimi, infatti, dovrà semplicemente conservare le fatture e numerarle, ma sarà esonerata dall'obbligo di tenuta della contabilità. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:18 del 31/03/2016) al commento di samantha

Buongiorno; grazie infinite per la celere ed esaustiva risposta.La Sua rubrica è veramente di grande interesse ad aiuto. Spero di non approfittare troppo della Sua cortesia chiedendole ancora un piccolo chiarimento. Dunque da quanto ho compreso dalla Sua risposta non occorre nel caso di adesione al regime forfettario l'uso del commercialista se non per la sola dichiarazione dei redditi a fine anno?il mio timore è che questo consiglio di aderire al regime ordinario da parte del commercialista possa essere interessato.La mia attività avrà carattere assai modesto con previsioni di guadagno limitate(si calcola circa 1500euro di spese fra affitti e acquisti merci per una prospettiva di guadagno del doppio)dunque non vedo come potrebbe essere più conveniente un regime ordinario.Spero di non essere entrata troppo in merito alla questione.Mi domandavo solo se è possibile in regime forfettario evitare il commercialista.Grazie ancora.Saluti

Risposta di samantha (12:56 del 31/03/2016) al commento di Elisabetta

Buongiorno Samantha, se lei avesse dimestichezza potrebbe anche fare a meno del commercialista per la dichiarazione dei redditi. Basta richiedere il Pin all'Agenzia delle Entrate e usare Fisconline. Può mandare la dichiarazione autonomamente. Il suo commercialista probabilmente le consiglia il regime ordinario per un monitoraggio migliore dei costi e dell'attività in generale. Spetta però sempre al contribuente la scelta finale. L'importante è fare una scelta consapevole. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:12 del 19/04/2016) al commento di samantha

Buongiorno e scusate il disturbo. Sono un commerciante che dal 01/01 è in regime forfettario. Essendo anche ingegnere iscritto all'ordine (non alla cassa in quanto non ho mai esercitato come ingegnere), ora mi sta capitando di poter offrire servìzi professionali (CTU, per esempio). A parte il discorso della gestione separata INPS, che credo di aver inquadrato, vorrei sapere come regolarmi con questa seconda attività, residuale rispetto alla prima, per quanto riguarda il regime forfettario. In sintesi: devo fatturare senza IVA, ritenuta e rivalsa INPS? oppure sul nuovo codice ATECO che ho aggiunto devo tenere una contabilità ordinaria? Scusate se non sono stato chiaro, sono concetti a me estranei. Grazie per l'attenzione.

Commento di Vincenzo (16:15 del 02/04/2016)

Buongiorno Vincenzo nel caso di duplice attività la norma stabilisce che deve assumersi il limite dei ricavi più elevato. Ciò mi fa supporre che entrambe le attività debbano essere assoggettate al regime forfetario, quindi senza Iva e senza ritenute. Le consiglio comunque di chiedere un parere ad un professionista di fiducia o ad un Caf. Saluti

Risposta di Elisabetta (12:35 del 19/04/2016) al commento di Vincenzo

Buonasera, chiedevo chiarimento: socio di snc in liquidazione da maggio 2013 (pertanto società con reddito a zero o in perdita), può uno dei soci aprire la partita IVA aderendo al regime forfettario 5% o deve obbligatoriamente al regime normale. L'attività che svolgerebbe è completamente diversa dall'attività che svolgeva la società

Commento di paola (23:39 del 04/04/2016)

Buongiorno, riguardo ai requisiti di accesso al regime agevolato "Start-up": - ho lavorato per due mesi presso un'azienda (rapporto concluso nel secondo mese di prova). Adesso vorrei aprirmi la partita iva e l'azienda presso cui ho lavorato potrebbe diventare uno dei miei clienti. Questa può essere considerata "mera prosecuzione"? - Inoltre, ho svolto qualche prestazione occasionale in ritenuta d'acconto, questo potrebbe influire nell'accesso al regime start-up? Grazie mille per l'aiuto che vorrete darmi

Commento di Gianna (12:10 del 06/04/2016)

Gentile Elisabetta, avrei un dubbio del quale vi chiedo gentile delucidazione: ho aperto la p. IVA il 23/06/2011 con il Regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali art. 13, legge 23 dicembre 2000, n. 388. L’anno successivo, l’1/01/2012 ho effettuato variazione passando al Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità ex. articolo 27, commi 1 e 2, del D.R. 98/2011. Ho 37 anni. Quando si è concluso o si conclude il quinquennio esattamente? Devo contare i cinque anni a partire dal 2012 o dal 2011? Pertanto da quale data passo automaticamente al regime forfettario (15%)? Grazie anticipatamente, Carla.

Commento di Carla (19:39 del 09/04/2016)

SALVE IO SONO UNA COMMERCIANTE DI ABBIGLIAMENTO LIBERA PROFESSIONISTA , LA MIA ATTIVITA' E' APERTA DAL 2007 E IL MIO REDDITO E' DI €1500 , VOLEVO SAPERE CHE POSSO RIENTRARE IN QUESTA LEGGE , PERCHE' NON E' BEN CHIARO. GRAZIE

Commento di Samera A.Hamdan (14:03 del 10/04/2016)

Salve, Medico in regime dei minimi dal 2013 proseguirà con tale regime fino al 2017 con aliquota irpef al 5% sul reddito determinato per differenza fra costi e ricavi. Domanda i requisiti da rispettare sono quelli in vigore nel 2013 o i nuovi quali ad esempio non superamento del valore delle attrezzature nell'anno precedente di 20.000 euro anzichè 15.000? Inoltre si devono sommare al valore delle attrezzature anche i canoni di locazione (non finanziaria) per i locali adibiti a studio? si devono inoltre sommare anche i beni di valore inferiore a 516,00 euro? Grazie a chi mi risponde.

Commento di Filippo (01:11 del 12/04/2016)

Buongiorno, io nell'ottobre 2013 aprii la p.iva come procacciatore d'affari, dopo un mese chiusi il mandato con l'azienda perchè non mi piaceva e registrai una fattura di rimborso spese, senza avere nessun guadagno come procacciatore d'affari e a Marzo chiusi la P.IVa senza esercitare. Ora vorrei aprire la p.iva come Consulente web marketing. Potrei aderire come regime forfettario 2016 start-up?

Attualmente sono in trattativa con un cliente per un lavoro che coinvolge una società come partner tecnico. Se dovesse andare in porto, come mi dovrei comportare? fatture separate? Conviene aprirla e poi fatturare?

Commento di Carmela (12:58 del 12/04/2016)

buonasera sono un libero professionista ed ho cessato l'attività nel febbraio del 2015; premssso che ero nei regime dei minimi fuoriuscito nel 2012 posso aprire adesso partita iva avvalendomi del regime forfettario non per le start-up al 5% ma con il pagamento dell'imposta sostitutiva del 15%? grazie

Commento di salvatore (18:59 del 12/04/2016)

Buongiorno Salvatore, certo, può entrare nel regime forfetario con aliquota 15%. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:08 del 27/04/2016) al commento di salvatore

Buongiorno a tutti, se una professionista ha cessato l'attività nel 2013 (quindi non sono ancora trascorsi i 3 anni) può comunque riaprire la partita iva accedendo al regime forfetario con lo stesso codice ateco e con applicazione dell'irpef al 15% (anzichè al 5% vista la mancanza del requisito dei 3 anni)? Grazie per l'attenzione!

Commento di Sara (09:30 del 18/04/2016)

Buongiorno Sara, il requisito di non aver svolto alcuna attività nei 3 anni precedenti, vale solo per coloro che vogliono accedere al regime "start-up", regime previsto per le nuove attività. Per coloro che non rispettano tale requisito, resta la possibilità di accedere al regime forfetario con aliquota 15%, purché siano rispettate le condizioni di accesso di tale regime, che trova indicate nell'articolo. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:57 del 27/04/2016) al commento di Sara

Salve, vorrei capire una cosa. Dal 2016 il regime forfettario ha sempre le stesse caratteristiche o cambia? Praticamente se sono passata ne l forfettario il 31.12.2014 oppure ho aperto una partita IVA a fine 2015, ora i contributi previdenziali quando li devo pagare? Sempre alla scadenza originaria (16 maggio- 16 agosto- 16 novembre- 16 febbraio)? Oppure in fase di dichiarazione?

Commento di Anna (17:20 del 18/04/2016)

Buongiorno Anna, per il regime forfetario (in vigore dal 2015) sono cambiate le soglie dei ricavi per l'accesso o permanenza al regime. La legge di Stabilità 2016 le ha aumentate di 10mila Euro, e di 15mila Euro per i professionisti. E' cambiata inoltre l'agevolazione per chi adotta il regime start-up: anziché la riduzione a 1/3 del reddito per i primi 3 anni di attività, è previsto l'abbattimento dell'aliquota al 5% per i primi 5 anni di attività. Le scadenze dei contributi non hanno subito modifiche. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:02 del 27/04/2016) al commento di Anna

Buongiorno Dottore, sono un libero professionista e nel 2015 ho superato il limite per rimanere nel Regime Forfettario pertanto per il 2016 dovrò applicare il regime ordianrio. Se quest'anno (2016) resto sotto il limite, possono eventulmente ritornare nel 2017 nel Regime Forfettario o sono costretto a rimanere per 3 anni nel Regime Ordinario?

Commento di Alessandro (10:30 del 21/04/2016)

Buongiorno Alessandro, la deroga al vincolo triennale è stata concessa per coloro che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario. Le ricordo, comunque, che la verifica dei limiti dei ricavi per l'accesso al regime forfetario va effettuata tenendo conto delle nuove soglie - introdotte con la legge di stabilità 2016- a partire dal 1° gennaio 2016. Pertanto l'ammontare dei ricavi conseguiti nel 2015 devono essere confrontati con le nuove soglie introdotte dalla legge di stabilità 2016, ai fini dell'ingresso/permanenza nel regime forfetario nel 2016. Saluti

Risposta di Elisabetta (08:51 del 27/04/2016) al commento di Alessandro

Buonasera, sono un ex lavoratore in mobilità ordinaria dal 17/01/2016 e sto per rilevare una tabaccheria. Volevo sapere a quale regime fiscale posso aderire, non riesco a capire se posso rientrare nel regime forfettario agevolato oppure no. Grazie Umberto

Commento di Umberto (20:23 del 01/05/2016)

Buongiorno, sono nel regime forfettario dal 2016 dopo essee stato un anno in quello ordinario per un anno. Prevedo quest'anno di superare i 30000 (farò circa 38000 euro) euro secondo la soglia per il mio codice ateco. Vorrei capire questo. Sicuramente l'anno prossimo andrei di nuovo nel regime ordinario ma come verranno tassati i ricavi del 2016 e cioè i 38000 euro ? Come regime forfettario e quindi al 15% o come ordinario oppure solo 8000 euro saranno tassati secondo l'ordinario quando pagherò le tasse nel 2017 ? Potrebbe essere che appena supero i 30000 nell'anno in corso debba subito cambiare regime ed iniziare a pagare iva e a metterla in fattura ?

Commento di Alessio (11:17 del 03/05/2016)

salve ho emesso una fattura con iva posso comunque dalla prossima non addebitarla e accedere al forfettario?

Commento di paolo (11:42 del 05/05/2016)

Buongiorno, un agente di commercio nel Regime dei Minimi viene trattato per competenza o per cassa? Grazie

Commento di Alesssandro (00:11 del 06/05/2016)

salve ho un quesito da porre, se erroneamente un professionista già contribuente forfettario emette fattura telematica comprensiva di iva, può emettere ritenuta di variazione decorso il primo trimestre iva? grazie

Commento di giuseppe (23:39 del 17/05/2016)

Buongiorno, sono socio al 20% di una snc agricola e al 20% di una società immobiliare srl ( non proprio una immobiliare ma una società che ha in proprietà due immobili x l'affitto). Posso aprire una partita IVA con regime forfettario per le sturt up ?

Commento di Andrea (09:45 del 25/05/2016)

Salve, sono un promotore finanziario con cod. ateco 66.19.21. Nel 2014 avevo un fatturato al di sotto dei 15.000 per cui dal 2015 sono passata dal regime ordinario al regime forfetario. Nel 2015 pero' ho superato la soglia arrivando ad un reddito di 16000. Purtroppo me ne sono accorta adesso e nn so cosa fare per il 2015. Ho ricevuto una certificazione dalla banca di 16.000 con codice 3 senza ritenuta. Devo compilare l'unico come forfettario e cambiare solo il 2016?

Commento di rosaria (11:37 del 31/05/2016)

Per il tuo codice attività, con l'ultima finanziaria i limiti per la permanenza dovrebbero essere aumentati a 30.000 euro. Quindi, avendo meno di 30.000 euro per il 2015, puoi rimanere nel forfait nel 2016. Ovvio che quanto dico non è oro colato...

Commento di dawnraptor (16:31 del 31/05/2016)

Buonasera, Sono un libero professionista che nel 2015 ha avuto ricavi per 18600 + interessi di mora + cassa + bolli fattura.Si chiede se per il 2016 si è ancora beneficiati del forfetario con limite 15000 o 30000?. Poi il ricavo come sopra indicato si deve intendere omnicomprensivo di cassa previdenziale,bolli su fattura addebitato al cliente, e comprensivi di interessi di mora?In attesa di delucidante risposta saluto

Commento di Info (16:06 del 11/06/2016)

Buonasera, Sono un libero professionista che nel 2015 ha avuto ricavi per 18600 + interessi di mora + cassa + bolli fattura.Si chiede se per il 2016 si è ancora beneficiati del forfetario con limite 15000 o 30000?. Poi il ricavo come sopra indicato si deve intendere omnicomprensivo di cassa previdenziale,bolli su fattura addebitato al cliente, e comprensivi di interessi di mora?In attesa di delucidante risposta saluto

Commento di Info (16:06 del 11/06/2016)

Buonasera, Sono un libero professionista che nel 2015 ha avuto ricavi per 18600 + interessi di mora + cassa + bolli fattura.Si chiede se per il 2016 si è ancora beneficiati del forfetario con limite 15000 o 30000?. Poi il ricavo come sopra indicato si deve intendere omnicomprensivo di cassa previdenziale,bolli su fattura addebitato al cliente, e comprensivi di interessi di mora?In attesa di delucidante risposta saluto

Commento di Info (16:06 del 11/06/2016)

vorrei iniziare una nuova attività collaborando con un'altra persona. entrambe lavoriamo con partita iva come baby sitter e aderiamo al regime dei minimi. Se la nuova attività cambia in parte contesto operativo, tipo educazione, dovremo cambiare partita iva? dovremmo richiederne una unica per poter contabilizzare tutto o possiamo aprirne una ciascuno e in questo ultimo caso come ci si dovrà comportare per fatturare l affitto, le bollette etc? ad esempio l affitto a chi dovrà essere intestato? potrà essere intestato ad entrambe le partite iva? grazie aspetto vostre risposte

Commento di francesca (22:24 del 28/06/2016)

Buongiorno, ho ditta che nel 2015 si trovava in contabilità semplificata e dal 2016 in regime forfettario perchè rientrava nei requisti, mi domandavo se vanno rilevati i risconti ? costi sostenuti nel 2015 ma parzialmente o interamente di competenza del 2016. o come li dovrei trattare ? Grazie per le eventuali risposte. Buona giornata

Commento di Riccardo (09:55 del 12/07/2016)

Buonasera, dal 2013 lavoro in un'azieda come tutor. I primi due anni ho lavorato con un contratto a progetto, poi pagamento a voucher. Lavoro 9 mesi su 12 con un importo lordo annuo di 5.000€, e adesso per continuare chiedono l'apertura di una partita iva. La mia domanda è conviene?? Grazie per le eventuali risposte.

Commento di Stefania (20:58 del 13/07/2016)

Buongiorno, volevo sapere cosa succede in caso si sforasse il tetto massimo dell'incassato in regime forfettario. L'anno successivo si entra nel regime ordinario? Solo un anno o più anni si è obbligati poi a restare nel regime ordinario? Grazie anticipatamente

Commento di Francesco (15:29 del 22/07/2016)

Ciao, Spiego la mia situazione: ad ottobre del 2013 aprii la p.iva come procacciatore di affari per lavorare con seat pagine gialle, ma subito capii che non era il posto giusto e lasciai. Il 3 dicembre chiusi il rapporto lavorativo e ricevetti a novembre il rimborso spese senza nessuna provvigione per il lavoro svolto perché di fatto non lavorai. La commercialista mi diede tre mesi per riflettere a marzo 2014 chiusi la p.iva.

Ora, vorrei riaprila. In questi ultimi anni ho lavorato, per motivi personali, sporadicamente con ritenuta d'acconto nel ruolo che vorrei svolgere. Le mansioni che vorrei svolgere nel campo servizi di web marketing Il mio problema è che ho capito che per rientrare nel nuovo regime forfettario con le agevolazione del 5% devo non aver aperto la p.iva nei tre anni precedenti, giusto? Io di fatto non ho esercitato nel periodo che ho avuto la p.iva e la funzione era di procacciatore di affari che si basa su meccanismo di provvigioni. Ora vorrei aprirla per un altro ruolo.

Commento di Carmela (17:43 del 02/09/2016)

Buongiorno sono un Autonomo con PIVA inscritto alla gestione separata in regime forfettario al 15%. Ho notato che tutte le mie scadenze fiscali, Tasse e Inps sono concentrate nel modello UNICO. In tal caso ha ancora senso parlare di gestione della contabilità annuale?. il mio commercialista mi chiede ancora 800 € (netto). Basterebbe regolare solo il modello unico ai fini fiscali? Naturalmente escludendo eventuali consulenze.

Commento di Daniele (09:14 del 21/09/2016)

Buongiorno Daniele. Io lavoro da un commercialista e ti posso dire che 800 euro possono essere poche o tante. Dipende dai documenti che ci sono da gestire. Di solito il governo di turno, quando lancia il nuovo regime semplicissimo che si attiva con un clic e si porta avanti da solo per magia, lo pubblicizza come se fosse una panacea... Poi scopri che se acquisti un antivirus online e per sbaglio dai la partita iva te lo fatturano senza iva e ti tocca pagarla il mese dopo, mica risparmi. E devi fare un intrastat, per quei 4 soldi... Poi si inventano che siccome non possono lasciarti libero di fare come vuoi, sì, non devi registrare le fatture, però vogliono sapere come e quanto hai comprato da Tizio e Sempronio. E non sei tenuto a operare le ritenute d'acconto ai professionisti. Vero. Però in dichiarazione devi indicare a chi non l'hai operata... e così via da un'assurdità all'altra. E comunque, bisogna tenere d'occhio gli incassi per evitare di sforare e fuoriuscire dal regime. Io non so se il tuo commercialista ti controlla durante l'anno o se si limita a chiederti tutti i documenti a maggio dell'anno dopo per fare la dichiarazione. Quello che so è che di trappole ce ne sono a iosa, e che la situazione va monitorata costantemente.

Risposta di dawnraptor (18:33 del 21/09/2016) al commento di Daniele

Buonasera, sono un commerciante (codice Atecofin 47.91.10) che ha aperto la partita IVA nel 2014 con il regime dell'imprenditoria giovanile. Premesso che nel 2016 conseguirò ricavi per un importo superiore ad € 30.000 ma inferiore al limite di € 50.000 previsto per il regime forfetario, dal 2017 potrò applicare il regime forfetario?

Commento di Sergio (19:30 del 07/10/2016)

Salve vorrei un vostro parere, un contribuente in regime semplificato codice ateco 461707 dal 2016 vorrebbe passare al regime forfettario, rientra in tutti i limiti previsti dal regime forfettario, ad ottobre 2016 ha ricevuto una certificazione di redditi a tassazione separata per Firr per euro 40.000, lui entro dicembre 2016 fatturerà provvigioni per soli euro 5000. Per l'anno 2016 i suoi ricavi saranno di euro 5000 o di euro 45000 con la conseguente uscita dal regime forfettario ? Grazie

Commento di daniela (11:56 del 27/10/2016)

Buongiorno, sono un ingegnere ancora non iscritto all'albo e senza partita iva. nel 2017 provvederò a fare entrambe le cose. nel frattempo entro il 2016 vorrei fare una nota occasionale per un collaborazione spot che sto svolgendo. sarà di circa 1.000 €. La mia domanda è: " la nota occasionale può causarmi problemi con l'accesso al regime forfettario nel 2017? Grazie mille

Commento di mauro (11:55 del 28/10/2016)

BUONASERA HO UN'IMPRESA FAMILIARE. VORREI ENTRARE NEL FORFETTARIO. COSA DEVO FARE? I BENI STRUMENTALI SONO NEI LIMITI, NON HO DIPENDENTI. E I RICAVI SONO NEI LIMITI. ESSENDO PROSECUZIONE DELL'ATTIVITà IN QUALE REGIME RIENTREREI? GRAZIE

Commento di ELENA (16:10 del 09/11/2016)

per quanto riguarda i requisiti per l'accesso al regime start up 5%, il tirocinio non obbligatorio svolto con garanzia giovani precedentemente all'apertura della partita iva, preclude l'accesso a tale regime avendo il carattere della prosecuzione dell'attività?

Commento di fabio (09:27 del 17/11/2016)

Buongiorno, grazie per questo articolo, l'ho trovato molto interessante, così come i vostri commenti. Ho un dubbio riguardo il ragguaglio, mi farebbe piacere se potesse aiutarmi. Io ho aperto partita iva con regime forfettario in data 28.09.2016, in questo caso dovrò ragguagliare il mio fatturato del 2016 per 3 mesi (ottobre, novembre, dicembre) oppure per 4 mesi (settembre, ottobre, novembre, dicembre)? Immagino siano 4 mesi, anche se in realtà un mese è solo di 3 giorni (dal 28 al 30 settembre)? Grazie, Fabio

Commento di Fabio (14:18 del 19/11/2016)

Il ragguaglio ad anno a mio parere va fatto per giorni, non mi pare di vedere da nessuna parte l'obbligo di fare il ragguaglio guardando i mesi. Quindi divida il reddito per i giorni e moltiplichi per 365. Cosi' mi pare che sia rispettato il ragguaglio ad anno.

Risposta di Luigia Lumia (10:41 del 22/11/2016) al commento di Fabio

Nello scorso anno ho esercitato attività da dipendente come impiegata tecnica, ora posso aprire partita iva come disegnatrice con il regime forfettario con aliquota agevolata al 5% o al 12%? Per aderire al regime forfettario ho letto che non devo aver percepito nell'anno precedente un importo non superiore a 30000€, ma lordi o netti?

Commento di Eleonora (22:04 del 02/01/2017)

ho una attività di ambulante di abbigliamento e sono passato da 60.000 euro di incassi nel 2014 a 50.000 euro di incassi nel 2015 ai 34.000 euro nel 2016 prevedo ulteriore calo nel 2017, posso optare per la forfettaria?

Commento di alessio (17:55 del 09/01/2017)

buonasera, sono imprenditore agricolo , volume inf. ai 10000,00 euro, nel 2016,così ho deciso dal 2017 di passare in forfettario , da ordinario, l'iva che ho a credito,anche se poca, come la recupero? grazie

Commento di monia (16:58 del 01/02/2017)

Salve, volendo aprire partita IVA con regime forfettario e avendo due tipi di attività, posso indicare due codici ATECO?

Commento di Oringhele (18:39 del 16/03/2017)

Salve, sono un freelance in regime forfettario. Se aprissi una SRLS e sempre io sia l'unico lavoratore senza soci. Potrei farlo senza lasciare il regime forfettario? Cerco di spegarmi meglio. Dovrei aprire un portale web e intestarlo alla futura srls. Io lavorerei sul portale web e rilascerei fattura ogni mese alla mia stessa società. Se fosse possibile questo "flusso" dovrei pagare l'inps solo per il regime forfettario o dovrei pagare di più di inps? Il portale sarà un e-commerce che fatturerà a chi acquista.

Grazie

Commento di mirko (00:32 del 02/05/2017)

ho aperto la partita iva gennaio 2014. sono rimasta nel regime forfettario fino al 2016, nel 2017 sono transitata a al regime semplificato per fatturato oltre 30000, quest'anno però ho fatturato meno di trenta quindi immagino di poter rientrare nel forfettario. E' così? grazie

Commento di Anna Amoroso (17:31 del 25/11/2017)

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