News Pubblicata il 03/06/2021

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Licenziamento ritorsivo e soppressione del posto di lavoro

Dichiarato illegittimo il licenziamento di una lavoratrice per GMO se è falsa l'esternalizzazione del posto - Cassazione 13871 2021




Il licenziamento di una lavoratrice che aveva rifiutato la modifica del contratto con retribuzione ridotta  è  illegittimo in quanto ritorsivo. Lo ha stabilito la  Corte di Cassazione nell’Ordinanza n. 13781 del 20 maggio 2021 considerando insussistente il GMO per soppressione del posto di lavoro addotto dal datore di lavoro.

Vediamo di seguito i dettagli del caso (la sentenza aintegrale è allegata in fondo all'articolo)

Una dipendente di una società di assicurazioni  aveva rifiutato la proposta di  modifica del proprio contratto con retribuzione ridotta, proposta  che rientrava in un progetto di  ristrutturazione organizzativa.  L'azienda  ha  quindi licenziato la lavoratrice adducendo  come giustificato motivo oggettivo la esternalizzazione delle sue mansioni ad una  ditta terza. Va ricordato infatti che ai sensi dell'art. 3 della L. 604/1966, il licenziamento per giustificato motivo-oggettivo può essere determinato o dall'insorgenza di specifiche esigenze aziendali che impongono la soppressione del posto di. lavoro (c.d. esigenze obiettive di impresa) oppure da comportamenti o situazioni facenti capo al prestatore di lavoro, purché non costituiscano una forma di inadempimento.  
Nel procedimento di primo grado invece  è stato verificato che  le  mansioni espletate dalla lavoratrice fino  dal giorno successivo al recesso erano state invece affidate ad un altra dipendente amministrativa  della società,  e ciò ha portato al giudizio di  licenziamento illegittimo in quanto  ritorsivo  contro la presa di posizione della lavoratice  
Amnche la Corte di Appello ha confermato lo stesso giudizio rigettando come insussistente  comunque  il giustificato motivo oggettivo ovvero la soppressione del posto di lavoro.
Nel ricorso in Cassazione la corte ha  confermato la sentenza di appello   rigettando anche la richiesta , da parte della società, di addossare l'onere della prova sul carattere ritorsivo della  sentenza alla lavoratrice.
Va ricordato invece che è onere del datore di lavoro provare l'esternalizzazione delle mansioni del dipendente che viene licenziato (v. Cassazione 8359/2018 ) . La Corte  in conclusione ha rigettato  il ricorso della società.


Vedi in merito i commenti ai precedenti giurisprudenziali :

" Soppressione del posto di lavoro Cass n.  8359 2018 "e 

"Licenziamento per soppressione del posto -  Cass. 20436 2016"

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Fonte: Corte di Cassazione


1 FILE ALLEGATO:
Cassazione Lavoro 13781 2021

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