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Rassegna Stampa Pubblicato il 29/04/2021

Recovery plan approvato da Camera e Senato: il discorso di Draghi

di Redazione Fisco e Tasse

Tempo di lettura: 12 minuti
Draghi

Approvato dai due rami del parlamento il testo del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza): la replica di Draghi alla Camera

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Nella seduta del 27 aprile, anche il Senato, con 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti (dopo la Camera con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti) ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Mario Draghi in merito al Recovery Plan da 248 miliardi tra fondi europei e risorse nazionali.

Scarica il testo del PNRR

Qui di seguito riportiamo il testo della replica di Draghi alla Camera nella seduta del 27 aprile.

In sede di replica, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha voluto sottolineare che la scadenza del 30 aprile non è mediatica, come si è detto: è che, se si arriva prima, si ha accesso ai fondi prima. La Commissione andrà sui mercati a fare la provvista per finanziare questo fondo intorno, a maggio-giugno, poi la finestra si chiuderà temporaneamente per l'estate e quindi, se il Piano viene presentato subito, si ha accesso ad una quota della prima provvista. 

Il contributo che il Parlamento può dare al Piano è solo all'inizio. 

Infatti, tutte queste riforme che sono contenute nel Piano saranno adottate con provvedimenti e strumenti legislativi (disegni di legge, leggi delega, decreti-legge), nei cui procedimenti di adozione il Parlamento avrà, un ruolo determinante nella discussione e nella determinazione del contenuto

Vi sono state richieste di chiarimenti da parte di molti sull'attuazione del Piano e, in particolare, sul ruolo degli enti locali e delle autonomie.

La vera sfida, non appena questo Piano viene consegnato, è quella di trovare un modo di attuazione dove amministrazioni locali, territoriali, Governo centrale, che sono chiamati a una mole di interventi, soprattutto investimenti pubblici, decisamente eccezionale, trovino uno schema di governo del Piano. Il processo è relativamente chiaro per quel che riguarda la parte di attuazione dei ministeri; è invece molto più complesso per quanto riguarda il coordinamento del ruolo che avranno il Governo, da una parte, e i vari enti locali, dall'altra, che sono però appunto gli attuatori del Piano, a cui vengono destinati 90 miliardi, poco meno di 90 miliardi, cioè il 40 per cento del totale dei fondi viene destinato agli enti locali.

Ha fatto alcune osservazioni sulle poche risorse ai giovani, alle donne lavoratrici, al Sud e alle infrastrutture digitali.

Tutto il Piano è un investimento sul futuro e sulle nuove generazioni. Ai giovani bisogna garantire welfare, una casa e un'occupazione sicura: le misure del Piano per le famiglie giovani, per le infrastrutture sociali, per le case popolari e gli incentivi fiscali per i mutui. Inoltre, il Piano interviene per garantire in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, stanzia quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, mezzo miliardo per le borse di studio per accedere all'università; prevede l'ampliamento dei dottorati attraverso un finanziamento cumulativo di circa un miliardo.

Ha ribadito inoltre l'introduzione di una previsione per condizionare l'esecuzione dei progetti finanziati non solo dal PNRR ma anche dal REACT-EU e dal Piano complementare alla nuova occupazione giovanile e femminile.

Il Piano prevede importanti misure a sostegno delle donne lavoratrici: vi sono interventi a favore dell'imprenditoria femminile, ma soprattutto un corposo pacchetto per aiutare ad alleggerire il carico familiare che spesso grava sulle spalle delle donne. Il Piano asili nido stanzia ben 4,6 miliardi per gli asili nido e le scuole d'infanzia. 

In merito al Mezzogiorno il Piano esplicita in maniera chiara come verranno spese le risorse inserite sia nei piani del dispositivo europeo sia nei fondi aggiuntivi. Al Sud andrà il 40 per cento delle risorse a fronte del 34 per cento della popolazione e saranno ripartite con il criterio del territorio. Alcune Missioni del Piano prevedono poi investimenti in quote ancora maggiori: la Missione 3, Infrastrutture per la mobilità sostenibile, dove la quota del Mezzogiorno arriva al 53 per cento, o alla Missione 4, Istruzione e ricerca, dove tocca il 46 per cento.

Inoltre, oltre il 45 per cento degli investimenti nella connettività a banda ultralarga sarà nelle regioni del Sud.

Ha ribadito che gli interventi al Sud convergono su quattro priorità: il miglioramento dei servizi, la sostenibilità, le connessioni, i collegamenti e l'attrazione di nuovi investimenti

A proposito dell'osservazione sui livelli essenziali delle prestazioni, la loro definizione è molto importante per il Governo, infatti è contenuta nel Piano. Alcuni esempi: il programma per la garanzia e occupabilità dei lavoratori, la riforma delle politiche attive del lavoro, la riforma della non autosufficienza, che si basano proprio sulla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.

Il Governo sta anche lavorando, in particolare, sul tema degli asili nido, in modo da aumentare l'offerta delle prestazioni di educazione e cura della prima infanzia, nei territori più lontani dall'obiettivo europeo del 33 per cento di bambini che possono accedere al servizio.

Per quanto riguarda la banda larga, il Governo intende stanziare 6,31 miliardi per le reti ultraveloci, la banda larga e il 5G: l'obiettivo è portare entro il 2026 reti a banda ultralarga ovunque, senza distinzioni territoriali ed economiche. A maggio, verrà avviata la mappatura dei piani di investimento previsti dai privati per identificare le aree del Paese che, senza interventi del Governo, resterebbero sfavorite. Per queste aree, è previsto un contributo statale per assicurarci che non si creino nuovi divari digitali da qui al 2026.

Grazie a questa nuova e completa infrastruttura si intende investire per ammodernare la nostra amministrazione, connettere tutte le scuole e gli ospedali, incentivare le imprese a investire e a digitalizzarsi.

In merito ai settori, essenzialmente cultura e turismo, sono previsti interventi per la valorizzazione dei siti storici e culturali, volti a migliorare la sicurezza, l'accessibilità e la loro attrattività. Ci sono investimenti nel digitale per consentire il collegamento dell'intero ecosistema turistico e per migliorare la competitività delle imprese.

Per quanto riguarda Roma, altro tema sollevato, il PNRR prevede un'iniziativa specifica che si chiama Caput Mundi, da 500 milioni di euro, per finanziare progetti che valorizzano il patrimonio storico e culturale della città di Roma; permettono la messa in sicurezza di luoghi pubblici ed edifici storici, digitalizzano i servizi culturali e rinnovano parchi e giardini storici.

Nel complesso, si intende avviare un progetto che, muovendo dalla capitale, porti il turismo lungo i percorsi nazionali spesso meno noti ma non meno unici.

Per il tema del made in Italy uno degli obiettivi principali della Missione 1 è favorire l'internazionalizzazione e la crescita dimensionale delle imprese, soprattutto nei settori più innovativi e strategici. In questo senso vanno gli interventi nell'ambito del Fondo per l'internazionalizzazione, la cui dotazione è di circa 1,2 miliardi e quelli specifici sui settori ad alta tecnologia, come l'aerospazio. In generale, gli investimenti su ricerca e sviluppo continueranno un made in Italy improntato sempre di più sulla capacità innovativa.

In merito alle garanzie chieste relativamente al superbonus, ha ribadito che tra PNRR e Fondo complementare sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse che erano state stanziate in precedenza. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno del 2023 per le case popolari.

Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell'ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021: l'ecobonus tira poco perché le procedure sono troppo complesse e, quindi, con un DL che verrà presentato entro il mese di maggio, interveniamo con importanti semplificazioni per far sì che la gente lo possa usare.

Ci sono stati anche rilievi sull'agricoltura. Diversi progetti riguardano la sua digitalizzazione e stanziamo 500 milioni per l'innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. Il progetto sostiene l'ammodernamento dei macchinari agricoli che permettano l'introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l'utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l'ammodernamento del parco automezzi, al fine di ridurre le emissioni.

Sul tema dell'idrogeno ha sottolineato come il PNRR stanzi complessivamente 3,6 miliardi sullo sviluppo dell'idrogeno. E' evidente che la transizione debba tendere all'utilizzo dell'idrogeno verde. Questo richiederà un'efficacia nel raggiungimento degli obiettivi di generazione di elettricità da sorgenti rinnovabili, in assenza delle quali si dovranno considerare tecniche alternative per la generazione del vettore idrogeno. Il target previsto è il 72 per cento dell'elettricità globale da fonte rinnovabile nel 2030.

In tema di punti di ricarica dei veicoli elettrici l'obiettivo è sviluppare 7.500 punti di ricarica nelle superstrade e circa 13.700 punti di ricarica nei centri urbani.

Più in generale, sono arrivate osservazioni apparentemente opposte circa la transizione ambientale: per alcuni si teme che possa far danno al nostro sistema industriale esistente, da altri si chiede che essa permei ogni ambito di intervento. Il Governo è convinto che la transizione ecologica debba riguardare tutti i settori produttivi, essa è una priorità trasversale per tutto il Piano.

Il PNRR alloca circa il 40 per cento delle risorse ad obiettivi climatici; oltre agli interventi previsti nella Missione 2, ci sono quelli sui trasporti e sull'efficienza energetica. La transizione ambientale sia un motore di sviluppo e di occupazione, soprattutto per i giovani, ad esempio: la filiera dell'automotive e i cambiamenti che vengono ad essa apportati dalla mobilità elettrica; per questo sono presenti significativi, specifici investimenti nelle batterie.

Per quanto riguarda il tema della Commissione sulla valutazione di impatto ambientale, la durata media della conclusione dei procedimenti è di oltre due anni. Non sono tempi compatibili con le infrastrutture di cui si ha bisogno e che vengono messe in campo anche per andare incontro agli obiettivi ambientali. 

In merito ad un'osservazione sul consumo di suolo, che ha particolare rilievo nel Piano e su cui il Governo si impegna a presentare una legge; ha citato l'investimento nel Parco AgriSolare, che sarà realizzato senza consumo di suolo.

In merito al tema dell'alta velocità, il Piano e il Fondo complementare prevedono investimenti per oltre 15 miliardi: un esempio è la linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria. Ha affermato:” Ho detto che è “vera” alta velocità, dove i treni potranno viaggiare fino a 300 chilometri all'ora. Con questi investimenti ci si metterà lo stesso tempo da Roma a Torino e da Roma a Reggio Calabria.” Tutte le linee ad alta velocità non sono progetti vecchi, ma sono progetti estremamente innovativi. La Roma-Pescara è una novità assoluta. Il raddoppio del binario sulla linea esistente della Palermo-Catania-Messina va incontro a un'esigenza avanzata dalla regione Sicilia. Per gli interventi ferroviari al Nord sono destinati 8,6 miliardi: consentono di potenziare i servizi di trasporto su ferro e stabiliscono per le merci connessioni efficaci con il sistema dei porti esistenti. In particolare, grazie ai lavori sul tratto Liguria-Alpi, i tempi di percorrenza sono dimezzati sia sulla tratta Genova-Milano sia su quella Genova-Torino e la capacità sarà aumentata da 10 a 24 treni per ora.

Diverse questioni sono state poste a proposito dell'housing sociale. I 500 milioni dell'housing sociale sono inseriti nel Programma innovativo della qualità dell'abitare. Attraverso questo progetto, vengono investiti 2,8 miliardi nella realizzazione di nuove strutture di edilizia residenziale pubblica per ridurre le difficoltà abitative, con particolare riferimento al patrimonio pubblico esistente e alla riqualificazione delle aree degradate, e puntiamo sull'innovazione verde e sulla sostenibilità.

Sono stati fatti anche degli interventi a proposito delle aree colpite da eventi sismici. Per queste aree sono previsti 1,78 miliardi di euro del Fondo complementare. Il PNRR, poi, prevede diversi interventi di riqualificazione di edilizia pubblica, nell'ambito dei quali sono previsti anche interventi di prevenzione antisismica.

C'è, poi, stata una osservazione sui fondi stanziati per la ricerca. Le risorse per la ricerca sono aumentate rispetto alla precedente versione del Piano, ma non basta. Oltre al PNRR, la ricerca di base deve ricevere un maggiore supporto con le politiche ordinarie ed essere sottoposta a valutazione, in modo da verificare l'efficacia degli investimenti.

Ha evidenziato le numerose sollecitazioni sulla tassazione. La riforma del fisco fa parte di quell'insieme di riforme che, sebbene non ricomprese nel perimetro delle azioni previste dal Piano, devono accompagnarne l'attuazione. La riforma fiscale è tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e, in tal senso, è parte integrante della ripresa che si intende innescare, anche grazie alle risorse europee.

Per fare la riforma fiscale occorre un'ampia condivisione politica. Il Governo si è impegnato a presentare una legge delega entro il 31 luglio del 2021

Per realizzare in tempi certi la riforma, definendone i decreti attuativi, il Governo, dopo l'approvazione della legge delega, istituirà una commissione di esperti.

Sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione, il Governo si impegna ad attuare il monitoraggio già in corso con la piattaforma per i crediti commerciali gestita dal Ministero dell'Economia. Contestualmente, si provvede a rafforzare l'attività di sensibilizzazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali per il miglioramento dei processi necessari ad accelerare le procedure di pagamento. Ma anche le azioni di rafforzamento della pubblica amministrazione previste nel Piano contribuiranno a migliorare la situazione dei pagamenti.

In merito all’osservazione sull'importanza del Terzo settore, ha sottolineato che il valore del Terzo settore è parte integrante del Piano, in particolare la componente dedicata a infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore. Ciascuno dei tre ambiti di intervento prevede proprio che ci sia coprogettazione e siano sfruttate le sinergie tra impresa sociale, volontariato e amministrazione. 

La semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni, per venire a un altro punto, è obiettivo essenziale per la riuscita del Piano e, più in genere, per il rilancio del settore delle costruzioni. In merito agli appalti, si intende riformare la disciplina nazionale sulla base delle tre direttive dell'Unione europea. Occorre renderla più snella, rispetto a quella vigente, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri Stati membri dell'Unione europea. A tal fine, si interverrà con una legge delega da presentare entro il 2021. Inoltre, si intende prorogare le semplificazioni adottate con il DL n. 76 del 2020 fino al 2023.

A prescindere dal PNRR, la semplificazione normativa e amministrativa è un obiettivo cruciale per il Governo. Il Piano contiene numerose misure per accelerare l'attuazione degli interventi. Le riforme previste nel Piano sono accompagnate da indicazioni sulle tempistiche; sarà approvato un DL già a maggio con gli interventi urgenti di semplificazione. Naturalmente, questo lavoro di semplificazione continuerà in modo progressivo, continuo e costante fino al 2026.

In merito allo sport, si intendono potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive, a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie. Delle infrastrutture sportive scolastiche beneficerà, inoltre, l'intera comunità territoriale, al di fuori dell'orario scolastico, attraverso convenzioni e accordi con le stesse scuole con gli enti locali e con le associazioni sportive e dilettantistiche locali.

Fonte: Governo Italiano


Fonte immagine: Governo Italiano - Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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