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Rassegna Stampa Pubblicato il 07/12/2020

La mappa delle Regioni divise per zone di rischio e le misure del Dpcm del 3 dicembre

di Redazione Fisco e Tasse

Tempo di lettura: 6 minuti
Conte

Covid-19: Italia divisa in base al rischio contagio, la mappa aggiornata delle Regioni in vigore dal 6 dicembre, divise per zone di rischio e sintesi delle nuove misure restrittive

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Considerato l'evolversi della situazione epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm del 03.12.2020 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 03.12.2020), con i relativi allegati, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le nuove misure, che vanno a sostituire quelle del precedente DPCM del 3 novembre 2020, si applicano dal 4 dicembre 2020 fino al 15 gennaio 2021.

Il Provvedimento mantiene la diversificazione delle restrizioni, già adottata dal Dpcm 3 novembre 2020, nelle tre aree gialla, arancione e rossa, corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese, ed è sempre strutturato tra misure valide a livello nazionale e misure regionali da stabilirsi su provvedimento dei governatori in base alla gravità della situazione epidemiologia.

L'Italia è sempre divisa in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo (zona rossa, zona arancione e zona gialla), per le quali sono previste misure modulari:

  • Area Rossa: nella fascia riservata alle Regioni a rischio di massima gravità, con scenario 4 sono concentrate le misure più restrittive;
  • Area Arancione: nella fascia per le Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario 3, sono previste misure lievemente meno restrittive, 
  • Area Gialla: nella terza fascia, quella per tutto il territorio nazionale, rientrano le restanti Regioni.

Al fine di scongiurare una nuova impennata della curva del contagio, per il periodo natalizio il Dpcm ha introdotto ulteriori restrizioni anche nelle aree gialle.

L’inserimento, o l’uscita, di una Regione all’interno di una delle aree, con la conseguente applicazione delle misure previste per quello specifico livello di rischio, avverrà con Ordinanza del Ministro della Salute (la prima quella del 4 Novembre) sentiti i presidenti delle Regioni interessate, e dipenderà dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione, certificato dal Report ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità in base a specifici parametri, e dall’andamento della curva epidemica.

A seguito delle Ordinanze del Ministro della Salute del 04.11.2020, del 10.11.2020, del 13.11.2020, del 19.11.2020 e del 20.11.2020, del 27 novembre (modifica e rinnovo), e delle tre nuove Ordinanze del 5 dicembre 2020 (n. 1 n. 2 e n. 3) in vigore dal 6 dicembre, questa la classificazione attuale delle regioni in zone.

Attuale classificazione delle Regioni in zone

In sintesi quindi, la ripartizione delle Regioni nelle diverse aree, attualmente risulta essere la seguente:

Zona Rossa
Rischio alto SCENARIO 4: situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo

Regione/Provincia autonomadata di entrata in vigore
Abruzzodal 22.11.2020 e rinnovato con ordinanza del 05.12.2020

Zona Arancione 
Rischio medio-alto SCENARIO 3: situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo

Regione/Provincia autonomadata di entrata in vigore
Basilicatadall’11.11.2020 e rinnovato con ordinanza del 05.12.2020
Calabriadal 29.11.2020 e rinnovato con ordinanza del 05.12.2020
Lombardiadal 29.11.2020 e rinnovato con ordinanza del 05.12.2020

Piemontedal 29.11.2020 e rinnovato con ordinanza del 05.12.2020

Campaniadal 15.11.2020 in zona rossa e dal 06.12.2020 in zona arancione secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Provincia di Bolzanodall’11.11.2020 in zona rossa e dal 06.12.2020 in zona arancione secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Toscanadal 15.11.2020 in zona rossa e dal 06.12.2020 in zona arancione secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Valle d'Aostadal 6.11.2020 in zona rossa e dal 06.12.2020 in zona arancione secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Zona Gialla 
Rischio medio - Regioni e Province autonome che non rientrano negli scenari 3 e 4
Regione/Provincia autonomadata di entrata in vigore
Emilia Romagnadal 15.11.2020 in zona arancione e dal 06.12.2020 in zona gialla secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Friuli Venezia Giuliadal 15.11.2020 in zona arancione e dal 06.12.2020 in zona gialla secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Marchedal 15.11.2020 in zona arancione e dal 06.12.2020 in zona gialla secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Liguriadal 29.11.2020 in zona gialla
Pugliadal 6.11.2020 in zona arancione e dal 06.12.2020 in zona gialla secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Siciliadal 29.11.2020 in zona gialla
Umbriadall’11.11.2020 in zona arancione e dal 06.12.2020 in zona gialla secondo quanto disposto dall'ordinanza del 05.12.2020
Lazio
Molise
Provincia di Trento
Sardegna
Veneto

Le Regioni e le Province autonome possono adottare specifiche ulteriori disposizioni restrittive, di carattere locale, per conoscere le quali è necessario fare riferimento ai canali informativi istituzionali dei singoli enti. Vediamo le novità in merito alle principali misure restrittive previste dal nuovo DPCM del 3 dicembre 2020 per le diverse zone di criticità, che qui alleghiamo.

Spostamenti

Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti tra Regioni diverse e da/per le Province autonome di Trento e Bolzano, anche per raggiungere le seconde case.
Nei giorni 25 e 26 dicembre e primo gennaio sono vietati su tutto il territorio nazionale anche gli spostamenti tra Comuni.
Su tutto il territorio nazionale resta il divieto di spostarsi dalle ore 22 alle ore 5.
Il 31 dicembre questo divieto è esteso dalle ore 22 alle ore 7 del mattino del primo gennaio.
Saranno sempre consentiti (anche nelle ore notturne) gli spostamenti per esigenze lavorative, necessità o per motivi di salute. Nei casi di necessità rientra anche la possibilità di prestare assistenza a persone non autosufficienti.
In ogni caso, è sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità. Ciò permetterà, ad esempio, il ricongiungimento di coppie che sono lontane per motivi di lavoro ma che convivono con una certa frequenza nella medesima abitazione.

Rientri dall'estero

Gli italiani che si troveranno all'estero per turismo tra il 21 dicembre e 6 gennaio, al rientro dovranno sottoporsi alla quarantena.
La quarantena è prevista anche per i turisti stranieri in arrivo in Italia nello stesso periodo.
Inoltre, dovrà sottoporsi a quarantena chi entrerà in Italia dal 7 al 15 gennaio, avendo soggiornato o transitato in altri Paesi, per turismo, tra il 21 dicembre e il 6 gennaio.

Impianti sciistici e crociere

Gli impianti  per sciatori amatoriali resteranno chiusi dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio.
Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono sospese tutte le crociere in partenza, scalo o arrivo in porti italiani.

Scuola

Dal 7 gennaio ricomincerà la didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado.
In questa prima fase, in ogni scuola sarà garantito il rientro in presenza almeno per il 75% degli studenti.

Ristorazione

Nell’area gialla bar, ristoranti e pizzerie resteranno aperti (anche nei giorni festivi) con consumo al tavolo dalle ore 5 alle ore 18. Ogni tavolo potrà ospitare al massimo 4 persone se non tutte conviventi. Dopo le ore 18 è vietato consumare cibo e bevande nei locali o per strada. Dalle ore 18 alle ore 22 è consentito l’asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre possibile.
Nelle aree arancione e rossa le attività di ristorazione sono aperte dalle ore 5 alle ore 22 solo per l'asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre consentita.

Alberghi 

Gli alberghi rimangono aperti in tutta Italia, ma la vigilia di capodanno, il 31 sera, non sarà possibile organizzare veglioni e cene. Di conseguenza i ristoranti dei degli alberghi chiuderanno alle 18 e dopo quell'ora sarà possibile solo il servizio in camera.

Negozi e centri commerciali 

Dal 4 dicembre al 6 gennaio, i negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 21. In area rossa, resteranno comunque in vigore le limitazioni alle tipologie di prodotti vendibili già previste.
Dal 4 dicembre al 15 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, nei centri e parchi commerciali saranno aperti solo alimentari, farmacie e parafarmacie, sanitarie, tabacchi, edicole e vivai.

Per approfondire leggi anche:

Segnaliamo infine, per utilità dei contribuenti, che per l'applicazione delle misure a sostegno delle imprese previste dal Decreto ristori quater, è da considerare la precedente suddivisione delle regioni in zone (alla data del 26.11.2020) così rappresentata: 

  • area gialla: Lazio, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto      
  • area arancione: Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Puglia, Sicilia, Umbria
  • area rossa: Provincia di Bolzano, Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d'Aosta, Abruzzo.

Fonte: Fisco e Tasse



TAG: Attualità

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