Rassegna stampa Pubblicato il 09/04/2020

No al deposito telematico degli atti in Cassazione

Tempo di lettura: 1 minuto
Corte Cassazione

Ipotesi di modifiche al Cura Italia: il Massimario della Cassazione si pronuncia

Il deposito telematico degli atti presso la Suprema Corte non è attualmente consentito ma potrebbe essere introdotto con modifica al Decreto Legge n. 18 del 2020 (cd Cura Italia) che ha disposto la sospensione dei depositi di ricorsi, controricorsi e memorie presso la Corte, fino al 15 aprile.

A tal proposito, si è espressa la Relazione n. 28 del 1 aprile 2020 dell’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione (consultabile nel file allegato) che, con riferimento alle modifiche temporanee al processo in Cassazione, specifica che, tramite un emendamento al Dl Cura Italia, si potrebbe prevedere il deposito telematico da parte dei difensori degli atti e dei documenti fino al 30 giugno 2020. Tale ipotesi necessiterebbe di apposito provvedimento della direzione del ministero della Giustizia.

Allo stato attuale, l’unica modalità di deposito dei ricorsi e dei controricorsi consentita ai difensori, è quella dell’invio degli atti alle cancelliere della Corte tramite piego raccomandato. Si specifica inoltre che è attribuita rilevanza alla data di consegna del plico all’ufficio postale e non quella di ricezione.

La Relazione evidenzia inoltre che, l’ammissibilità del deposito a mezzo posta delle memorie finali risulta comunque dibattuta. Vi sono infatti alcune decisioni dei giudici che hanno stabilito l’inammissibilità di questa ipotesi.

L’emendamento al Decreto prospettato consentirebbe agli avvocati di effettuare il deposito degli atti nel rispetto delle norme sul processo telematico.


Nella Relazione  viene comunque evidenziato che sussistono alcune problematiche connesse al tema del deposito degli atti di parte. Si ricorda infatti che, nel processo innanzi alla Corte di legittimità, differentemente da quanto accade negli uffici giudiziari di merito, la disciplina relativa alla trasmissione in via telematica degli atti di parte e del giudice (di cui al d.m. n. 44 del 2001) non risulta applicabile.

A tal proposito il Governo ha presentato il maxiemendamento al d.d.l. S.1766 di conversione in legge del d.l. n. 18 del 2020, che prevede l’introduzione di un comma 11-bis. all’art. 83. La proposta prevederebbe che, nei procedimenti civili innanzi alla Corte di Cassazione, fino al 30 giugno 2020, il deposito degli atti e dei documenti da parte degli avvocati potrebbe avvenire telematicamente (nel rispetto della normativa sulla sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici). A tal fine sarebbe necessaria l'installazione di apposite attrezzature informatiche per garantire i servizi di comunicazione dei documenti informatici.

Fonte: Fisco e Tasse





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