Rassegna stampa Pubblicato il 26/03/2020

Benzinai: ministeri al lavoro per scongiurare la chiusura

Tempo di lettura: 2 minuti
spese carburanti definiti i mezzi di pagamento validi

Gli esercenti impianti di carburante chiedono sostegno nell'emergenza Coronavirus. Accordi per chiusure alternate. Incontri con MISE e MIT per assicurare liquidità per l'approvigionamento

Gli esercenti degli impianti di distribuzione del carburante sono in difficolta per la mancanza di liquidita  e non intendono scioperare,  ma non riusciranno ad assicurare l'approvigionamento . E'   arrivata  questa precisazione sull'annunciata mobilitazione  e sulla possibile  chiusura di  impianti di rifornimento dei carburanti a partire da quelli autostradali  e poi anche nella rete stradale ordinaria .

Le organizzazioni sindacali dei benzinai (Faib, Fegica e Figisc/Anisa),  ieri in videoconferenza con i ministri Patuanelli e De Micheli hanno precisato  di non aver proclamato scioperi ma una  possibile chiusura per cause di forza maggiore ovvero mancato approvvigionamento  . Le perdite giornaliere infatti provocano   mancanza di liquidita che non permette  l'acquisto di carburante,  vista la rigidita delle compagnie petrolifere.   

  Al termine del confronto il ministro Patuanelli ha annunciato la convocazione, nel giro di pochi giorni, di un tavolo tecnico tra Mise, ministero dell’Economia (Mef) e ministero del Lavoro per valutare le possibili  misure a favore della categoria , per esempio benefici di natura fiscale.

Grande allarme  per Confcommercio e Conftrasporto il cui vicepresidente Paolo Uggè ha dichiarato che "il minacciato blocco da parte dei benzinai deve essere assolutamente evitato  per evitare che l’autotrasporto sia costretto a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci" e  invita il Governo a fornire risposte alle richieste dei gestori .

I benzinai appartengono  infatti alla filiera  energetica che rientra  tra le attivita  che possono restare aperte, secondo l'ultimo DPCM del 22 marzo per l'emergenza coronavirus. Gli esercenti però lamentano una mancata attenzione alla loro categoria sia da parte del Governo che della loro controparte, concessionari e  grandi multinazionali del petrolio . 

Oltre alle difficolta di reperire le mascherine e gli altri dispostivi di protezione individuale ,  sottolineano che "continuano ad arrivare, puntualmente, i solleciti a pagare gli affitti, a contestare il mancato raggiungimento degli obiettivi commerciali o a stigmatizzare il non repentino allineamento dei prezzi al pubblico (che sono calati del doppio del margine del Gestore e giacciono, invenduti nei serbatoi interrati).  Si teme che alla fine di questo periodo (che qualcuno auspica breve ma molti dicono che si protrarrà oltre i primi giorni del mese di Aprile), di queste settore rimarranno solo macerie ed il 50% (almeno) dei Gestori saranno sull’orlo del fallimento (se già non saranno falliti)". 

Per scongiurare il blocco i ministri dello Sviluppo economico e dei Trasporti   si stanno muovendo per  cercare di agevolare gli accordi tra le parti sociali .

In particolare, i concessionari autostradali, su richiesta del MIT e del MiSE, si sono  gia detti disponibili ad applicare misure provvisorie di sostegno che includono la sospensione del corrispettivo contrattuale da parte dei gestori di carburante e la gestione della pulizia dei piazzali.

Dal canto loro, i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico. Dovranno essere, in ogni caso assicurati, i rifornimenti in modalità self-service.

Fonte: CISL




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