Rassegna stampa Pubblicato il 17/01/2020

Decreto Fiscale: novità reati tributari commentate dalla Corte di Cassazione

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Corte Cassazione

Pubblicata la Relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione sulle nuove norme penali-tributarie.

A seguito delle recenti modifiche apportate alla disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (di cui al D. Lgs. n. 74/2000), introdotte con Legge 19 dicembre 2019, n. 157 di conversione del c.d. Decreto Fiscale (D.L.  26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili), la Corte di Cassazione ha pubblicato, in data 13 gennaio 2020, la Relazione n. III, nella quale esamina le principali novità.

Si ricorda che, le finalità perseguite dal legislatore tramite l’intervento normativo hanno riguardato:

  1.  l’inasprimento della risposta penale all’illecito fiscale;
  2. il potenziamento dell’utilizzo di strumenti cautelari reali.

La nuova disciplina è efficace dalla pubblicazione in Gazzetta della Legge di conversione del Decreto e dunque a partire dal 24 dicembre 2019, mentre le norme riguardanti l’applicazione della confisca “allargata” ai reati tributari si applicano alle condotte poste in essere successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Per quanto riguarda l’analisi effettuata dalla Corte, ha interessato le seguenti novità:

  • la modifica del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti con particolare riferimento all’innalzamento della pena edittale prevista per tale reato quando viene superata una determinata soglia che indica la maggiore gravità del reato;
  • la modifica del reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, con innalzamento della pena da un anno e sei mesi a sei anni di reclusione per arrivare alla pena da tre a otto anni;
  • la previsione dell’applicazione della confisca allargata e dell’estensione della causa di non punibilità di cui all’art.13 comma 2 d.lgs. 74/2000 ai delitti sopra citati;
  • la riforma del delitto di dichiarazione infedele che era già stato oggetto di rilevanti modifiche nel 2015 con particolare riferimento agli orientamenti giurisprudenziali riguardanti la corretta configurazione di tale fattispecie e le novità riguardanti l’innalzamento della pena edittale e l’abbassamento delle soglie di punibilità per tale reato;
  • le modifiche al delitto di omessa dichiarazione con riferimento all’innalzamento delle pene previste per il contribuente o per il sostituto d’imposta;
  • le modifiche al delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti la cui pena è stata aumentata ma con previsione di un attenuante quando l’importo indicato nelle fatture o nei documenti per operazioni inesistenti è inferiore a una determinata soglia;
  • la modifica al delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili con innalzamento della relativa pena detentiva;
  • le nuove previsioni che hanno interessato l’estensione della confisca in casi particolari a reati tributari e della causa di non punibilità di cui all’articolo 13 D.Lgs. n 74/2000;
  • l’ampliamento del catalogo dei reati “presupposto” della responsabilità degli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato ai sensi del D.lgs. 231 del 2001.

E' possibile consultare la Relazione della Corte di Cassazione nel file allegato.

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