Rassegna stampa Pubblicato il 10/12/2019

Colf costo deducibile: proposte per il lavoro domestico

contributi colf e badanti primo trimestre 2018

L'associazione Domina ripropone la deducibilità dei costi per COLF e badant , e non solo. I dettagli e l' incontro a Roma sul report dell Fondazione Moressa. previsto per il 12.12.2019

L'associazione delle famiglie datori di lavoro domestico DOMINA da anni chiede ai Governi   di rendere deducibili  i costi dei contributi previdenziali per collaboratori domestici e badanti assunti dalle famiglie . La motivazione è duplice:

  1. agevolare  le famiglie  permettendo migliori possibilità di lavoro fuori casa delle donne e assicurando maggiore stabilità e sicurezza i rapporti di lavoro di cura e assistenza 
  2. far emergere l'enorme mole di lavoro nero , recentemente analizzata dallo Studio della Fondazione Moressa.

Il  Rapporto annuale DOMINA sul Lavoro Domestico, realizzato dall’Osservatorio DOMINA in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa sarà presentato in Senato Giovedi prossimo , in particolare alla valutazione della Ministra per la Famiglia e le pari opportunità Bonetti.

Queste in concreto  le proposte di Domina:

  • deducibilità totale dei contributi previdenziali  per i datori di lavoro con reddito fino a 40mila euro annui (attualmente  con un tetto di 1.549,37 euro) 
  • deducibilità parziale della retribuzione assicurata al lavoratore : 30%  per i rapporti di lavoro con badanti e baby sitter e  15% per collaboratori domestici.(oggi è deducibile dall'IRPEF il 19% dei costi per assitenza ad anziani non autosufficienti , con un massimo di 2100 euro annui
  • scambio di dati tra INPS e Agenzia delle Entrate per predisporre una dichiarazione precompilata dei collaboratori domestici,. senza aggravio di adempimenti per le famiglie  (l'evasione riguarda infatti anche molti lavoratori regolarmente assunti, per i quali l'INPS incassa i contributi dai datori di lavoro)
  • regolarizzazione dei lavoratori stranieri occupati come colf e badanti

Chi  ha collaboratori a tempo pieno conviventi potrebbe risparmiare  fino a 1400 euro l'anno in più rispetto ad oggi  mentre chi si avvale di aiuti part time il risparmio sarebbe molto piu limitato ( fino a 100 euro per 5 ore di lavoro settimanale, proporzionali al livello del contratto).

L'associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico Domina sottolinea  come questi sgravi sarebbero certamente un costo per lo Stato che però sarebbe compensato dal maggiore gettito fiscale e contributivo portato dall’emersione  del sommerso.  I dati pubblicati nel rapporto della Fondazione Moressa   parlano infatti di 6 lavoratori irregolari su dieci: circa 1,2 milioni di collaboratori domestici in nero che, se fossero regolarizzati  porterebbero allo Stato 1,4 miliardi di contributi e 645 milioni di Irpef sulle loro retribuzioni.   Oggi per i circa 900mila collaboratori familiari, baby sitter e badanti in regola le famiglie spendono sette miliardi all’anno: 5,6 miliardi di retribuzione, 976 milioni di contributi e 421 milioni per il Tfr da accantonare ogni mese.

La deducibilità andrebbe anche di pari passo con la riforma degli aiuti alle famiglie e per la conciliazione vita-lavoro, il  cd. "Family Act" annunciato dalla Ministra da realizzare entro il 2022 secondo le dichiarazioni del Governo . 

Il segretario generale dell'Associzione, Gasparrini, ha anche osservato come dato l'invecchiamento della popolazione  questa attività sta diventando sempre piu necessaria  e i bisogni cresceranno ancora in futuro ; invece  negli ultimi anni il numero del lavoratori domestici in regola è diminuito. Significa che una parte del lavoro continua a confluire nel nero. "

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Fonte: Il Sole 24 Ore





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