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Rassegna Stampa Pubblicato il 04/12/2019

Chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive: le indicazioni delle Entrate

Tempo di lettura: 1 minuto
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Chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive per 3 esercizi: nuovo Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate

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Con un Provvedimento di ieri 3 dicembre 2019 l'Agenzia delle Entrate è tornata sul tema della chiusura delle partite IVA. In generale, l'Agenzia delle entrate procede d'ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso risultano non aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali. Ovviamente sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria.

In particolare, le partite IVA "da chiudere" sono individuate sulla base di riscontri automatizzati con le informazioni disponibili in Anagrafe Tributaria, volti a identificare i soggetti titolari di partita IVA che nelle tre annualità precedenti non hanno presentato, se dovuta, la dichiarazione IVA o dei redditi di lavoro autonomo o d’impresa.
Per quanto riguarda i soggetti diversi dalle persone fisiche, qualora dagli elementi registrati in Anagrafe Tributaria non emergano evidenze atte a supporre l’operatività del soggetto, si procederà contestualmente alla estinzione del codice fiscale.
Attenzione va prestata al fatto che a ciascun soggetto individuato come presumibilmente inattivo è inviata la comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita IVA. La spedizione avverrà mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (AR).

Ovviamente, il contribuente che ravvisi elementi non considerati o valutati erroneamente, relativamente alla comunicazione di chiusura d'ufficio, nei successivi 60 giorni può rivolgersi ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate e fornire chiarimenti circa la propria posizione fiscale di soggetto attivo ai fini IVA. Stesso discorso vale anche per i soggetti diversi dalle persone fisiche che non ritengano corretta la contestuale estinzione del codice fiscale, essi potranno rivolgersi agli uffici dell’Agenzia delle entrate per richiederne, motivatamente, la riattivazione.

Gli uffici, verificate le argomentazioni e la documentazione prodotta dal contribuente, possono archiviare la comunicazione di chiusura della partita IVA, mantenendo il soggetto in stato di attività, oppure rigettare l’istanza con motivato diniego.

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Fonte: Agenzia delle Entrate



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