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Rassegna Stampa Pubblicato il 20/05/2019

Riforma della fiscalità immobiliare. Ecco le proposte dell'ANCE

Tempo di lettura: 3 minuti
edilizia opere libere senza autorizzazione

Abolizione split payment e semplificazioni: le 5 proposte dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili per la riforma della fiscalità immobiliare

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Presentata e depositata presso la Commissione di Vigilanza dell'Anagrafe tributaria le proposte dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) sulla Riforma della fiscalità immobiliare. Di seguito la sintesi delle proposte(*) :

  • Split payment: eliminazione del meccanismo dello split payment o in alternativa:
    • estensione del “reverse charge”, quale meccanismo di liquidazione dell’IVA dovuta ai fornitori, tutte le volte in cui si applichi lo split verso i committenti pubblici;
    • recupero integrale del credito IVA eliminando l’attuale tetto massimo di crediti d’imposta compensabili, pari a 700.000 euro annui.
  • Locazione abitativa da imprese: semplificazione fiscale:estensione della qualifica di “immobili strumentali” alle unità abitative locate dalle imprese così da consentire il processo di ammortamento anche per tali fabbricati, fissando contestualmente un coefficiente d’ammortamento pari al 10% (quindi maggiore rispetto a quello del 3% vigente per i fabbricati strumentali). Possibilità dell'opzione per la “cedolare secca” anche in caso di locazione delle abitazioni delle imprese.
  • Processi di riqualificazione urbana: estensione del regime di tassazione agevolato per l’acquisto, da parte di imprese di costruzione, di fabbricati da demolire, riscostruire in chiave energetica ed antisismica e da rivendere entro i successivi 10 anni, anche per l’acquisto di edifici da riqualificare incisivamente (senza preventiva demolizione) e di aree già urbanizzate da edificare. Rendere strutturale, o prorogare per un lasso temporale esteso (es. sino al 2030), il “Sismabonus”, anche nella sua applicazione all’acquisto di immobili antisismici recentemente estesa anche alle zone sismiche 2 e 3. Ripristinao sino al 2025 la misura introdotta dalla legge di stabilità 2016 che ha previsto una detrazione Irpef commisurata al 50% dell’iva dovuta sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B. Estensione della possibilità di cessione del credito di imposta per tutti gli incentivi (compreso il bonus edilizia) e ampliare la platea dei soggetti cedenti e cessionari.
  • Deducibilità degli interessi passivi sui “beni merce”: ripristino dell’esclusione dalla regola generale di deducibilità (limite del 30% del ROL) degli interessi passivi connessi ai finanziamenti contratti per la costruzione o ristrutturazione degli immobili alla cui produzione è diretta l'attività dell'impresa (cd. “immobili merce” delle imprese edili).
  • Revisione della fiscalità locale sugli immobili ed eliminazione delle patrimoniali sugli “immobili merce” delle imprese edili introduzione, al posto delle attuali IMU e TASI, un’imposta unica patrimoniale, stabile per almeno tre anni ed integralmente destinata ai comuni per il finanziamento dei servizi con esclusione dei beni prodotti dalle imprese edili. Eliminazione delle imposte patrimoniali sugli immobili “merce” delle imprese edili (IMU sulle aree edificabili e sui fabbricati in corso di ristrutturazione e TASI su aree e fabbricati costruiti o ristrutturati per la vendita) ed eliminazione, in caso di mancata presentazione della dichiarazione IMU, l’effetto della decadenza dal regime di esenzione previsto per gli “immobili merce” delle imprese edili.
  • Riforma del catasto: premiare gli immobili più performanti dal punto di vista energetico ed antisismico, introducendo un coefficiente che tenga conto della classe di efficienza energetica posseduta dal fabbricato e che agisca in senso inversamente proporzionale sulla rendita e sul valore catastale imponibile.
(*) come riportate a pagina 4 del documento del 9 maggio 2019 "Indagine conoscitiva per una riforma della fiscalità immobiliare: equità, semplificazione e rilancio del settore".

Il Vice Presidente Dott. Marco Dettori nel corso dell'audizione presso la Commissione dell'Anagrafe Tributaria ha sottolineato come "la complessità del sistema fiscale italiano rappresenta un forte limite per chi esercita un’attività produttiva, tenuto conto dei costi elevatissimi sostenuti dalle imprese per adempiere agli innumerevoli obblighi fiscali. In particolare per il settore edilizio le regole fiscali sono cosi complesse da rendere veramente difficile districarsi nelle migliaia di norme fiscali applicabili. Basti pensare alla disciplina dell’IVA specifica per il settore immobiliare, alla tassazione degli immobili delle imprese, alla complessità fiscale che caratterizza le operazioni immobiliari di rigenerazione urbana e di sostituzione edilizia." Inoltre una recente indagine ANCE ha evidenziato come una piccola media impresa deve sottostare ogni anno a circa 25 adempimenti fiscali ed ad oltre 70 scadenze tributarie. 

Fonte: Fisco e Tasse



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