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Rassegna stampa Pubblicato il 27/11/2018

Legge di bilancio 2019: spunta l'ipotesi di una tassa unica sulla casa

Manovra finanziaria:un emendamento propone una nuova IMU con modello precompilato.

E' ancora lungo e tortuoso il percorso che dovrà affrontare la Legge di bilancio italiana per il 2019, date le scarse convergenze con l'Europa. Tra rimandi e proposte continua anche lo studio degli emendamenti di modifica del Disegno di Legge per la stabilità 2019 presentato recentemente dal Governo. Come si ricorderà gli emendamenti presentati sono stati qualche migliaia, di cui 2.600 ammissibili al voto. Tuttavia, solo 700 saranno votati dal Governo e tra questi uno riguarda le tasse sulle case, diventata di anno in anno sempre più complicata.

In particolare la proposta è quella di inserire una nuova IMU che incorpori sia l'imposta municipale unica, sia la TASI, la tassa sui servizi indivisibili. L'emendamento proposto dalla Lega e presentato dal vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera Gusmeroli, è composto da 13 articoli su cui c'è il confronto sia con l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sia con Confedilizia, in quanto la tassazione sui beni immobiliari è un argomento delicato che coinvolge un numero elevatissimo di contribuenti.

La nuova IMU prevede un'aliquota unica, e già qui cominciano le difficoltà. Infatti, in base al disegno dell'emendamento, l'aliquota potrebbe essere 11.4 per mille, aliquota ora in vigore solo per quei Comuni che nel 2014 avevano votato una maggiorazione della TASI poi congelata di anno in anno dalle varie Legge di Bilancio che proibivano un incremento di aliquote. Come sottolineato dalla stessa Confedilizia, se davvero si passasse a questa aliquota per tutti, il rischio è un rincaro.

Inoltre per quanto riguarda le singole esenzioni e riduzioni, che i Comuni avevano scelto liberamente come applicare, approvando le varie delibere a propria discrezione, anche queste saranno stabilite a priori, in base ad esempio, alla presenza o meno di inquilini nelle seconde case, di contratti di affitto stipulati a canone concordato e così via.

Al netto di tutto ciò, la nuova IMU avrebbe il vantaggio di permettere la "precompilata" infatti se davvero si riuscisse a semplificare tutto l'impianto IMU-TASI i contribuenti potrebbero ricevere un unico bollettino con il versamento necessario.

L'ANCI ha pubblicato sul proprio sito alcune considerazioni in merito alla Legge di Bilancio 2019 "La proposta normativa ha lo scopo di superare l’attuale assetto dei tributi a base immobiliare riunendo IMU e Tasi, due tributi che, basandosi sulle stesse basi imponibili, impongono inutilmente doppi adempimenti sia a carico dei contribuenti che a carico dei Comuni. L’obiettivo della proposta è di integrare le norme attualmente vigenti senza mutamenti di sostanza che non siano strettamente necessari al funzionamento del tributo. In questa chiave sono stati affrontati i temi tipici della definizione delle aliquote e del loro campo di variazione, della disciplina delle agevolazioni, delle regole operative. L’aliquota massima applicabile alla nuova IMU è data dalla sommatoria delle aliquote applicabili per l’IMU e per la TASI, in modo da non aumentare la pressione fiscale complessiva a carico dei possessori di immobili. La proposta mira a semplificare ulteriormente gli adempimenti a carico dei contribuenti, attraverso una delimitazione delle scelte consentite ai Comuni, in modo da minimizzare le variabili da conoscere per effettuare il versamento del dovuto. Ai Comuni resta naturalmente un’ampia possibilità di scelte discrezionali – essenziali per l’esercizio dell’autonomia tributaria, che vengono però collocate all’interno di ambiti prestabiliti dalla norma."

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Fonte: Il Sole 24 Ore





Commenti

La Lega dovrebbe rendersi all'evidenza dei fatti: Le autonomie locali hanno generato solo differenze fra cittadini. L'unico risultato ottenuto è quello di aver punito chi ha votato il partito sbagliato. ma anche chi non l'ha votato ma ha la sfortuna di abitare in regioni/province/comuni male amministrati. La differente imposizione fiscale messa in atto avvalendosi delle autonomie locali ha, di fatto, creato una situazione in conflitto con la nostra costituzione che ci vuole "tutti uguali" nei confronti dello Stato e tassati in relazione alla nostra capacità contributiva.

In merito alla tassazione degli immobili bisogna riconoscere che "era meglio quando andava peggio", infatti agli albori del delirio fiscale del nostro Paese, quando si compilava il "vecchio" mod. 740, la rendita catastale rivalutata dell'abitazione andava sommata agli altri redditi e tassata all'aliquota risultante. Alla luce delle mille normative attualmente vigenti sembra un metodo un pò grezzo, ma, considerato il livello di esproprio che ha raggiunto la tassazione sugli immobili, aveva una sua "giustizia sociale", infatti, oltre ad essere un calcolo uguale per tutti i cittadini dello Stato, aveva una sua progressività in quanto l'aliquota applicata era legata al reddito del possessore dell'immobile. Nel tempo, accusando noi contribuenti di disonestà, per combattere l'evasione, si è arrivati alla attuale legislazione.

Io direi invece che "Lo Stato, per ovviare alla inefficienza dei suoi organi di controllo, ha istituito una serie di provvedimenti fiscali oppressivi, vessatori e iniqui".

Sarebbe più opportuno astenersi dal rimescolare tutto in continuazione, i cittadini sono consapevoli che per rimediare allo sfascio attuale ci vorrà molto tempo, confidiamo solo che la ciurma degli attuali governanti non si affanni a starnazzare nel mare fiscale solo per protagonismo.

Quando se in acqua e non sai fare a nuotare, se non vuoi affogare, ti conviene rilassarti e fare il morto.

Commento di Miky (13:56 del 27/11/2018)

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