Rassegna stampa Pubblicato il 24/09/2018

Il Ddl semplificazioni 2018 apre la strada a piccole agevolazioni fiscali

agevolazioni fiscali

Più lavoratori impatriati, nuove agevolazioni per iniziative produttive in piccoli comuni, Iva al 5% per bambini e soggetti non autosufficienti: alcune delle misure proposte

La proposta sulle semplificazioni fiscali fatta dagli addetti ai lavori del Governo Conte ha iniziato l’iter davanti alla Commissione Finanze alla Camera e, tra una serie di tentativi di semplificare gli adempimenti esistenti soprattutto in termini di comunicazioni e dichiarazioni dei redditi, spiccano alcune agevolazioni rivolte direttamente ai contribuenti. Vediamo brevemente alcune delle proposte.

Prorogata per il triennio 2019/2021 la corresponsione degli assegni per la natalità; sarà tuttavia prevista una modifica rispetto all’agevolazione già esistente che consisterà in uno scaglionamento in tre fasce, in base al valore ISEE, alle quali corrisponderanno diversificate misure di assegni.

Verranno resi meno stringenti i requisiti necessari per usufruire del regime di tassazione agevolato previsto per i lavoratori impatriati con l’obiettivo di indurre sempre più lavoratori a trasferirsi in Italia e a godere del regime fiscale agevolativo dal primo mese di residenza anagrafica e comunque per almeno due periodi d’imposta.

Al fine di favorire la riapertura e l’ampliamento di attività nei comuni che maggiormente hanno subìto la crisi economica e la concorrenza dei centri commerciali, di internet e del commercio elettronico, si prevede di agevolare, per un quadriennio, le nuove iniziative imprenditoriali e favorire l’ampliamento di attività esistenti. L’agevolazione è destinata a operare nei comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti ma non potrà essere impiegata per attività di compro oro, sexy shop e locali in cui sono installate apparecchiature da gioco (cosiddette slot machine).

La proposta sulle semplificazioni prevede anche di ridurre al 5 per cento l’aliquota dell’IVA per i beni e i servizi essenziali all’alimentazione, assistenza e cura dei bambini fino a 3 anni, dei disabili, degli anziani e in generale delle persone non autosufficienti, al fine di attenuare la pressione fiscale gravante sulle fasce socialmente ed economicamente più deboli. Questo beneficio andrà ad incidere inoltre anche sulle rette pagate dagli utenti alle strutture di assistenza.

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Fonte: Fisco e Tasse




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