Rassegna stampa Pubblicato il 18/09/2018

Fattura elettronica 2018: iniziato il conto alla rovescia

dossier fattura elettronica

Il tempo stringe e la maggior parte dei contribuenti è ancora impreparata: i commercialisti propongono l’entrata in vigore scaglionata della e-fattura.

I commercialisti accolti in audizioni in Commissione finanze e Senato hanno chiesto lo scaglionamento dell’entrata in vigore dell’obbligo di emettere fattura elettronica nei confronti di tutti. Nella proposta avanzata, l’obbligo a partire dal 1° Gennaio 2019 ricadrebbe esclusivamente sulle società quotate e sulle grandi imprese per riversarsi successivamente sui contribuenti di medie dimensioni fino ad arrivare ai piccoli contribuenti entro il 2022. L’alternativa proposta allo scaglionamento è rappresentata dalla proroga di un anno per tutti i contribuenti in contabilità semplificata.

Nel frattempo, a poco più di tre mesi dall’avvio dell’obbligo, i lavori di adeguamento sono ancora in corso, non solo per i contribuenti ma anche per l’Agenzia delle Entrate che ha preannunciato da tempo un restyling della pagina “Fatture e Corrispettivi”, punto di accesso sul sito dell’Amministrazione finanziaria dei piccoli contribuenti che vogliano emettere, ricevere e archiviare fatture elettroniche.

Volendo fare il punto della situazione in quegli ambiti in cui la fattura elettronica è già obbligatoria, subappaltatori in contratti di appalti pubblici e tax free shopping, la situazione non pare essere drammatica, anzi. Ad oggi sembra procedere con piccolissimi rilievi l’obbligo di fatturazione elettronica già introdotto a partire dal 1° Settembre per quelle operazioni definite come “tax free shopping”; si tratta di quegli acquisti di importo superiore a 154.94 euro in cui l’acquirente sia un soggetto extra-UE per cui è stata previsto l’obbligo di fatturazione elettronica e l’utilizzazione della piattaforma digitale dell’Agenzia delle Dogane, Otello 2.0 con l’obiettivo di semplificare le procedure di sgravio o rimborso dell’IVA. Le criticità emerse, oltre a qualche blocco di accesso, sembra riguardino la circostanza che spesso i turisti non portano con se il passaporto per ovviare al problema degli scippi; il numero di tale documento è un requisito essenziale da inserire nel modulo per la richiesta di rimborso dell’Iva pagata e diventa quindi difficoltoso porre a termine tutte le procedure richieste al momento dell’acquisto.

Tornando però al termine ultimo del 1° Gennaio, cosa è possibile fare nel frattempo, in qualità di contribuenti, per non trovarsi completamente spiazzati dall’entrata in vigore dell’obbligo della fattura elettronica? Prima di tutto è gia possibile generare il QRcode, strumento digitale introdotto per agevolare l’individuazione dei clienti ai quali emettere la fattura elettronica. Il QRcode è un codice bidimensionale che, dopo una breve registrazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate, viene rilasciato affinché colui che dovrà emettere la fattura elettronica, possa, grazie ad un lettore ottico, avere i dati del soggetto passivo. Elaborando il QRcode e conservandolo sul proprio smartphone sarà possibile, in tempi molto ristretti, ottenere i dati corretti del soggetto intestatario della fattura elettronica.

Altro passo utile potrebbe essere quello di registrare, sempre sul sito dell’Agenzia “l’indirizzo telematico”, quindi una Pec o il “codice destinatario”, del soggetto che si è deciso debba ricevere le fatture elettroniche dal Sdi. Per attribuire tale compito ad un soggetto terzo è necessario conferire una delega attraverso la compilazione di un modello da sottoscrivere con firma autenticata, a cui allegare copia del documento d’identità e la ricongiunzione “incrociata” dei codici di accesso che legano il soggetto incaricato al contribuente. Attualmente non è possibile esperire la procedura in via massima quindi gli intermediari devono procedere un cliente per volta.

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Fonte: Il Sole 24 Ore




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