Rassegna stampa Pubblicato il 31/08/2018

Cartella non integra: prova a carico del Fisco

raccomandata

Se il contribuente lamenta di aver ricevuto una cartella con fogli bianchi sta all'Amministrazione dimostrare che il contenuto fosse integro

Interessante la sentenza della CTR della Sardegna in merito a una cartella ricevuta da una contribuente ma non integra con tutti i documenti. La controversia nasce da una contribuente che aveva ricevuto una cartella di pagamento con le prime pagine vuote, tale per cui era impossibile disporre degli elementi indispensabili alla ricostruzione dell’atto.

Per il giudice di primo grado, la mancanza delle pagine non era stata adeguatamente provata dalla contribuente per via della “presunzione di completezza dell’atto consegnato”. Sottolineava anche che “egli avrebbe potuto aprire il plico immediatamente all’atto della notifica e così verificarne il contenuto e fare inserire nel verbale di notificazione le proprie deduzioni sul punto, sia perché un’interpretazione diversa farebbe saltare l’efficacia e la speditezza dell’intero sistema delle notificazioni."

Propone appello la contribuente che viene accolto dalla CTR della Sardegna.

Secondo la recente giurisprudenza infatti, in caso di notifica di cartella di pagamento a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, ove l’involucro contenga plurime cartelle e il destinatario ne riconosce solo una, è necessario perché operi la presunzione di conoscenza (art. 1355 Codice Civile) che l’autore della comunicazione fornisca la prova che l’involucro le conteneva. In altra Ordinanza della Cassazione era stato chiarito che “in caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta medesima, è onere del mittente provarlo."

Pertanto è onere dell’amministrazione finanziaria, dimostrare l’integrità della busta.

Fonte: Il Sole 24 Ore





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