Rassegna stampa Pubblicato il 28/07/2017

Assegnazione agevolata ai soci, abusiva per indebito vantaggio

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Vantaggio fiscale indebito, assenza di sostanza economica, scopo di vantaggio fiscale: si realizza così la fattispecie dell'abuso di diritto

Con la Risoluzione n. 99 di ieri, 27 luglio 2017, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che nell’ambito dell’assegnazione agevolata ai soci, risulta abusiva una complessa operazione in cui la società: 

a) conferisce l’azienda in una nuova società composta dai medesimi soci;

b) concede in locazione il bene immobile alla nuova società;

c) provvede ad assegnare il bene ai soci e a sciogliersi. 

La risoluzione in esame ha analizzato, sotto il profilo dell’abuso di diritto, il caso di una società che:

  • conferisce l’azienda in una nuova società in nome collettivo costituita dagli stessi soci della società conferente
  • concede in locazione l’immobile alla nuova società
  • assegna l’immobile ai soci beneficiando della disciplina agevolativa prevista dall’articolo 1, commi da 115 a 120, della legge n. 208/2015
  • si scioglie e assegna ai soci la partecipazione nella nuova società.

Nella sostanza, a seguito della complessa operazione sopra delineata, la società conferitaria svolgerebbe la medesima attività della società conferente, sarebbe composta dai medesimi soci e avrebbe la medesima forma giuridica di società in nome collettivo. In tale contesto, la risoluzione ha ribadito che per verificare eventuali profili abusivi occorre che in un’operazione sussistano congiuntamente (articolo 10-bis comma 1, della legge n.212/2000)

  1. la realizzazione di un vantaggio fiscale “indebito”, costituito da “benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell'ordinamento tributario”
  2. l’assenza di “sostanza economica” dell'operazione o delle operazioni poste in essere consistenti in “fatti, atti e contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali”
  3. l’essenzialità del conseguimento di un “vantaggio fiscale”.

Peraltro, pur in presenza di tutti e tre gli elementi evidenziati, non sono abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell'impresa o dell'attività professionale.
 

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Fonte: Agenzia delle Entrate





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