reddito inclusione

Rassegna stampa Pubblicato il 20/04/2017

Reddito di inclusione sociale: l'impegno del Governo

Firmata una intesa per l'attuazione della legge delega contro la Povertà a cominciare dal Reddito di inclusione sociale

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con Comunicato 14 aprile 2017,  ha reso noto che è stato firmato il Memorandum d'intesa sul Reddito di inclusione, con il Presidente Gentiloni, il Ministro Poletti e l'associazione "Alleanza contro la Povertà".  Il documento è frutto di una collaborazione intensa e  definisce precisi impegni  per realizzare la Legge delega per il contrasto alla povertà, a cominciare appunto dal Reddito di Inclusione.

Alleanza contro la poverta,  nata alla fine del 2013, raggruppa un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire meglio alla costruzione di adeguate politiche contro la povertà assoluta nel nostro Paese. Sono soggetti fondatori dell’Alleanza: Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Conferenza Regioni e Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo, Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora , Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari.
Sono soggetti aderenti dell’Alleanza: Adiconsum, Arci, Associazione Professione in Famiglia, ATD Quarto Mondo, Banco Farmaceutico, Cilap EAPN Italia, CSVnet – Coordinamento Centri di Servizio per il Volontariato, Federazione SCS, Focsiv, Fondazione Banco delle Opere di Carità Onlus, Fondazione ÉBBENE, Gvvaic Italia, Piccola Opera della Divina Provvidenza del Don Orione, U.N.I.T.A.L.S.I. –

I punti di intesa raggiunti riguardano:
1. i criteri di accesso dei beneficiari (superamento dell'utilizzo esclusivo dell'ISEE del richiedente; affiancamento di una soglia di accesso legata al reddito disponibile);
2. i criteri per stabilire l'importo del beneficio (differenziato in base al reddito disponibile; commisurato al numero di componenti il nucleo famigliare);
3. i meccanismi per evitare la "trappola" della povertà (il beneficio è definito in modo da evitare disincentivi al lavoro; l'obiettivo è costruire una misura effettivamente inclusiva e non uno strumento che spinga le persone a rimanere inattive);
4. il finanziamento dei servizi per l'inclusione (previsione di affiancare al contributo economico un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa realizzato attraverso il finanziamento strutturale dei servizi di inclusione sociale connessi al REI);
5. l'affiancamento ai territori e il supporto tecnico (attraverso una struttura nazionale permanente);
6. il monitoraggio (raccolta dati e definizione degli indicatori per la verifica dell'efficacia);
7. la forma di gestione del Reddito di inclusione (promozione della gestione associata dei servizi sociali da parte dei Comuni).
Il Governo si è impegnato ad approvare rapidamente il decreto di attuazione pur riconoscendo che  il successo di questo nuovo approccio si costruirà nel tempo.
 

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Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali


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