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Rassegna Stampa Pubblicato il 21/11/2016

Sciopero commercialisti: il 14 dicembre a Roma

Tempo di lettura: 3 minuti
sciopero_commercialisti

Sciopero dei commercialisti per la prima volta la categoria si mobilita: la data 14 dicembre 2016 a Roma

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I motivi per lo sciopero ci sono tutti ormai da anni. Dall’introduzione della telematica, ormai da piu’ di 20 anni, ogni anno è stato un susseguirsi di “semplificazioni” per l’Agenzia delle Entrate sempre a spese e a carico del commercialista.
La gestione di un piccolo studio è diventata assolutamente impossibile. Gestire tutti gli adempimenti telematici richiede una persona dedicata o l’utilizzo di una società di servizi esterna, con evidenti costi che difficilmente si riescono ad addebitare ai clienti.
Il fatto che spesso tutti questi adempimenti sono stati presentati come una opportunità o incremento di lavoro per gli studi è una evidente bugia: addebitare  questi costi ai clienti è difficile e comunque sono sentiti come un peso di nessuna utilità. Per tutti citiamo l’F24 telematico a saldo zero. Il cliente era abituato ad andare in banca e a non spendere nulla, all’improvviso si è ritrovato a ricevere un addebito dallo studio per questo servizio che per quanto modesto moltiplicato per tutti i modelli dell'anno per molti è diventato una tassa non secondaria.
Tessera sanitaria, sicuramente un vantaggio per i privati, ma il costo di questo vantaggio ricade sempre sullo studio che deve caricarsi di questo nuovo adempimento a zero o basso valore aggiunto.
L’elenco lo lascio continuare ai lettori del nostro sito ognuno secondo la propria esperienza.
Lo spunto per lo sciopero nasce dalle nuove semplificazioni che il decreto 193/2016 introduce. Nonostante per i versamenti con i modelli F24 si torni indietro, il saldo è sicuramente negativo per il commercialista che il prossimo anno si troverà a dover trimestralmente fare dei doppi invii: tornano infatti sotto diverso nome gli elenchi clienti e fornitori e la comunicazione delle liquidazioni trimestrali Iva.
Lo sciopero è stato indetto dalle Associazioni nazionali dei commercialisti


ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

dei quali riportiamo la lettera aperta agli iscritti: 


LETTERA APERTA A TUTTI GLI ISCRITTI ALL’ORDINE
DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI
LA CATEGORIA SI MOBILITA: MANIFESTAZIONE PUBBLICA IL 14.12.2016 A ROMA
Roma, 18 novembre 2016

Cari Colleghi,
considerando gli ultimi provvedimenti in materia fiscale, come il recente decreto 193/2016, è senza dubbio profonda la delusione della nostra categoria nei confronti di misure che, puntualmente, non solo disattendono le numerose e continue promesse di semplificazione, ma addirittura contribuiscono a complicare ulteriormente il funzionamento del sistema fiscale del Paese. Tutto ciò in spregio non solo del rispetto dei diritti del contribuente, ma anche del lavoro svolto dai professionisti economici.
Preso atto di una situazione nella quale la voce della nostra categoria non può rischiare di restare inascoltata, le Associazioni nazionali dei commercialisti, riunite in coordinamento, in occasione dell’ultimo incontro avuto, hanno preso la decisione di organizzare a Roma una manifestazione pubblica della categoria, alla quale tutti i colleghi sono chiamati a partecipare per esprimere in modo tangibile la loro contrarietà a provvedimenti normativi che penalizzano sotto molteplici aspetti, da quello delle competenze a quello della responsabilità, il ruolo del commercialista.
La manifestazione organizzata e  promossa dalle Associazioni nazionali dei commercialisti, alla presenza dei politici che vorranno partecipare, dei vertici istituzionali della categoria che saranno invitati e alla presenza della stampa, è fissata a Roma per il giorno

mercoledì 14 dicembre 2016
dalle ore 11:00 alle ore 16:00

e a breve sarà resa nota la sede dell’incontro.   
In occasione della manifestazione verrà proclamato il primo sciopero nazionale della categoria dei commercialisti nel rispetto delle norme contenute nel codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive, di cui la stessa categoria si è dotata nel 2014.  
E’ un’iniziativa questa che crediamo costituisca un momento fondamentale per tutti i commercialisti, ragione per la quale Vi rivolgiamo il nostro invito a partecipare numerosi con convinzione, determinazione e passione.    
Questa è l’occasione di dare prova di esserci per contare! 
Nell’attesa di trovarci numerosi a Roma il prossimo 14 dicembre, Vi giungano i nostri migliori saluti.
Marco Luchetti – Maria Paglia
Vice Presidenti ADC – Associazione Dottori Commercialisti
Roberta Dell’Apa
Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti
Marco Cuchel
Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti
Amedeo Sacrestano
Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti
Giuseppe Diretto
Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili
Fazio Segantini
Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
Domenico Posca
Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

In allegato il codice di autoregolamentazione dello sciopero per i commercialisti adottato in data 2 luglio 2014

Fonte: Fisco e Tasse



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 dawnraptor dawnraptor - 22/11/2016
Qualcuno ha avuto il coraggio di dire che i commercialisti, protestando, vanno contro i loro interessi perché protestano contro adempimenti che portano loro lavoro e quindi soldi. Costui non ha capito niente, o forse ha dei clienti che possono assorbire un ulteriore carico di adempimenti fiscali, e quindi di ore lavoro interne o di pagamenti ai consulenti fiscali. Ma la maggior parte delle microditte che seguono i commercialisti "normali" (soprav)vive sul filo del rasoio, fra mille vessazioni e paure, certo non può permettersi un ulteriore proliferare di scadenze da pagare. E l'amara realtà è che solo una parte del continuo aumentare di adempimenti e complicanze degli ultimi anni ha potuto essere poi scaricata sui clienti. Gli studi sono stati costretti a dotarsi di sistemi informatici sempre più sofisticati, a pagare case di software sempre più esose, a dedicare sempre più ore per adempimenti bizantini, senza poter rientrare completamente degli investimenti. In nome della lotta all'evasione - che non c'è stata, se siamo al punto in cui siamo - siamo arrivati ad uno stato (nominale) di polizia fiscale, i cui costi sono stati in buona parte scaricati su commercialisti e imprese. Ma ogni volta che si becca qualche evasore e finisce sui giornali (ma poi paga???) chi si fa bella è l'AdE. Col nostro malpagato lavoro.
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 Cristina Cristina - 22/11/2016
Anche le associazioni di categoria dovrebbero unirsi allo sciopero, associazioni artigiani, commercianti, agricoltura
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 Paolo Grasso Paolo Grasso - 21/11/2016
Anch'io spero che i Consulenti del lavoro si uniscano a questa lodevole iniziativa chiedendo non solo una reale semplificazione degli adempimenti ma anche un riconoscimento economico a titolo di rimborso spese che non sia il misero importo che ci veniva corrisposto per l'invio telematico dei modelli F24.
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 Fabio Fabio - 21/11/2016
Finalmente, dopo 32 anni che ho visto da parte dei governi che si succedevano sempre più aggravi per i commercialisti si e trovato il coraggio di dire basta.
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 u.nives u.nives - 21/11/2016
Mi auguro che ai commercialisti si uniscano anche i consulenti del lavoro.
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 Miky Miky - 21/11/2016
Innanzitutto: GRAZIE (ai commercialisti) In secondo luogo vorrei porre l'accento su una affermazione in premessa all'articolo:"tutti questi adempimenti sono stati presentati come una opportunità o incremento di lavoro per gli studi". Se il nostro Governo parte da questo presupposto, significa che non ha mai tenuto conto delle esigenze delle attività produttive, gravandole sempre più di adempimenti impossibili e rendendole sempre più "dipendenti" dagli studi dei professionisti, aggravando in tal modo gli oneri correlati all'attività produttiva e al pagamento delle imposte. Stessa cosa la devono subire i comuni cittadini, resi schiavi dei CAF in nome di una fantomatica semplificazione, che ha comportato un aggravio dei costi sostenuti per pagare le tasse. Dovremmo unirci tutti ai commercialisti, assediare il governo, e impedire che escano fino a quando non avranno finalmente e veramente semplificato le regole. Ormai siamo ostaggio di Laureati bocconiani, che non hanno mai frequentato, neppure per un giorno, il mondo produttivo reale, e se ne stanno dietro le loro scrivanie a vagheggiare di adempimenti assurdi che, purtroppo, una politica dominata dalle lobbies permette loro di mettere in pratica. Grazie ancora ai commercialisti per questo segno di dignità professionale.
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