Rassegna stampa Pubblicato il 29/09/2016

Riforma pensioni: ecco l'accordo Governo-sindacati

Tempo di lettura: 2 minuti
accordo pensioni Poletti 168

Siglato tra governo e sindacati un verbale su riforma pensioni e altre misure previdenziali in cantiere nella nuova legge di stabilità 2017

Dopo mesi di incontri, riflessioni e indiscrezioni finalmente nero su bianco i punti su cui Governo e sindacati hanno trovato un accordo  su una piattaforma minima di riforma pensioni riguardante l'uscita anticipata, la ricongiunzione gratuita dei contributi , l'aumento per le pensioni minime. In estrema sintesi il documento, che alleghiamo,  annuncia innanzitutto che le risorse a disposizione saranno 6 miliardi da spalmare dal 2017 al 2019 e che comunque per le organizzazioni sindacali il percorso non è ancora definito e  si articola in due fasi, la prima  da realizzare nella legge di stabilità 2017 e la seconda  nel biennio successivo .

I punti  della prima fase che si possono considerare acquisiti  ed entreranno  nella prossima finanziaria sono:

  • l'ampliamento della no tax area per i pensionati  in modo da adeguarla alla soglia prevista per i lavoratori dipendenti 8,150 euro
  • la ricongiunzione non onerosa dei contributi versati in gestioni e casse diverse, compreso il riscatto della laurea , anche per chi ha raggiunto il minimo contributivo in una cassa. L'assegno pensionistico sarà calcolato con il meccanismo del prorata
  • erogazione della quattordicesima per 1,2 milioni di pensionati in piu rispetto ad oggi e aumento dell'importo per chi già la riceve (sono circa 2,1 milioni di pensionati con redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo INPS)
  • agevolazioni per l'uscita anticipata con 62 anni di età per i lavoratori "precoci" con 12 mesi di contributi  versati prima dei diciannove anni 
  • flessibilità in uscita con il meccanismo finanziario APE, che potrà essere agevolato, volontario o sostenuto dalle imprese  oppure  con il meccanismo  RITA (un anticipo su eventuali fondi pensione privati che verranno agevolati con specifiche specifiche misure fiscali)
  • anticipo di 12-18 mesi , a partire dal 2017, per i lavoratori che abbiano  svolto attività  usuranti definite dal decreto 67/2011), sia per un periodo di tempo almeno pari a sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa,oppure per almeno metà dell'intera vita lavorativa,con semplificazioni nella documentazione necessaria.

Nella seconda fase i sindacati chiedono al governo l'impegno ad adottare "ulteriori misure di riforma del sistema previdenziale in particolare sul meccanismo di calcolo contributivo, per renderlo più equo e flessibile, per affrontare il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani ..". Il confronto continuerà dunque nei prossimi mesi.

Sul tema segui il nostro Dossier Come cambiano le Pensioni: le misure dal 2017  

Vedi anche lo speciale Quali sono i lavori usuranti?

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Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali






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