Rassegna stampa Pubblicato il 20/09/2012

Frodi carosello: per la Cassazione, onere della prova in capo al contribuente

In contrasto con l’ultimo orientamento della Corte di Giustizia UE, la Cassazione afferma che, in caso di frodi carosello, l’onere della prova contraria spetta al contribuente

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15741 depositata ieri 19 settembre 2012, ha affermato che l’onere della prova è a carico del contribuente se vuole detrarre l’Iva in presenza di fatture soggettivamente inesistenti. Il caso affrontato riguardava una società a cui veniva contestata la detrazione dell'Iva per acquisti di beni, in quanto collegati ad operazioni soggettivamente inesistenti fatturate da società cartiere interponendosi tra i reali fornitori esteri e le società acquirenti. Quanto affermato dalla Cassazione pare, tuttavia, non tenere conto del più recente orientamento della Corte di Giustizia Ue in merito ( sentenza 21 giugno 2012, cause riunite C 80/11 e C142/11), secondo il quale, per negare il diritto alla detrazione dell'Iva, deve essere il Fisco a provare il coinvolgimento dell'acquirente cui viene rettificata l'Iva detratta.

Fonte: Il Sole 24 Ore




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