Nel decreto Milleproroghe 2026 convertito in legge 26 2026 (Qui il testo coordinato ) è presente un nuovo articolo che prevede il ripristino della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa per l’intero anno 2026.
La misura, fortemente attesa dai lavoratori dei territori colpiti da crisi produttive, integra la legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, assicurando una copertura normativa efficace in continuità con le previsioni della Legge di bilancio 2026. L’emendamento nello specifico ha modificato la formulazione del comma 165 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, includendo esplicitamente la mobilità in deroga tra gli strumenti di tutela disponibili per i lavoratori coinvolti in processi di riorganizzazione o crisi aziendale.
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, guidato da Marina Calderone, si tratta di una misura che “conferma l’attenzione del Ministero nel sostenere il mondo del lavoro, mettendo al centro persone e territori”.
La mobilità in deroga è concepita non solo come sostegno economico, ma come elemento di coesione sociale nei territori più esposti alle difficoltà produttive, rafforzando gli strumenti di tutela, accompagnamento e ricollocazione professionale dei lavoratori. Questo intervento è stato accolto con favore anche dalle organizzazioni sindacali: in particolare la CISL ha evidenziato che il recupero della norma evita “vuoti di protezione che lascerebbero migliaia di lavoratori senza reddito”.
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1) Quadro normativo di riferimento e operatività per il 2026
La mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa trova fondamento normativo negli strumenti ordinari di protezione sociale previsti per le crisi aziendali, integrati nel tempo da disposizioni specifiche che ne hanno ampliato l’ambito applicativo. La disciplina riguarda i lavoratori che operano in aziende ubicate in aree formalmente riconosciute come “complesse” ai sensi dell’art. 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134/2012. In passato, l’accesso alla mobilità in deroga era consentito anche in situazioni in cui i lavoratori non potevano ricorrere agli ammortizzatori sociali ordinari previsti per la cessazione del rapporto di lavoro.
Il Messaggio INPS n. 3205 del 27 ottobre 2025 ha aggiornato le istruzioni operative per la gestione dei trattamenti di mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, introducendo controlli automatizzati tra i flussi informativi regionali e ministeriali e definendo i criteri per l’erogazione. Tali istruzioni richiedono alle Regioni la presentazione di piani di politiche attive del lavoro e l’elenco dei potenziali beneficiari prima che l’INPS possa autorizzare la concessione dei trattamenti, sempre tenendo conto dei limiti finanziari disponibili.
In questo contesto, la mobilità in deroga per il 2026 opererà in coerenza con le indicazioni già fornite per anni precedenti, ma con il sostegno aggiuntivo del Milleproroghe che assicura la copertura normativa e finanziaria necessaria per evitare interruzioni di tutela. È importante ricordare che l’accesso a questo ammortizzatore richiede, di norma, il rispetto di specifici requisiti soggettivi e procedurali, fra cui:
- la condizione di lavoratore licenziato o interessato da cessazione dell’attività produttiva e
- l’assenza di altre misure ordinarie applicabili.
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