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FONDI INTERPROFESSIONALI: LE LINEE GUIDA 2026 DEL MINISTERO

Fondi interprofessionali: le linee guida 2026 del Ministero

Pubblicate le nuove Linee guida sui Fondi interprofessionali con il quadro normativo di riferimento gli obiettivi della riforma e i documenti per adempiere

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Con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 gennaio 2026 sono state adottate le nuove Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, che sostituiscono integralmente la circolare MLPS n. 36/2003 e la circolare ANPAL n. 1/2018. Il provvedimento si inserisce in un contesto normativo profondamente mutato, caratterizzato  dalla soppressione di ANPAL e dall’ampliamento delle funzioni attribuite ai Fondi, anche in relazione alla certificazione delle competenze e all’integrazione con il sistema informativo nazionale del lavoro.

L’obiettivo è quello di razionalizzare e sistematizzare la disciplina esistente, fornendo un quadro regolatorio unitario che definisca in modo chiaro ruoli, responsabilità e limiti operativi dei Fondi. In tale prospettiva, i Fondi interprofessionali vengono confermati come strumenti  di politica pubblica per la formazione continua dei lavoratori, finanziata attraverso il contributo obbligatorio dello 0,30% versato dai datori di lavoro, ma sottoposti a un rafforzato sistema di governance, monitoraggio e controllo pubblico.

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Tutti i documenti allegati alle Linee Guida sono disponibili qui 

1) Attivazione, autorizzazione e vigilanza: requisiti più stringenti e verifiche

Uno dei pilastri delle nuove Linee guida riguarda la disciplina dell’attivazione e del mantenimento dell’autorizzazione dei Fondi. La costituzione resta subordinata alla stipula di accordi interconfederali tra organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, ma viene rafforzata la verifica sostanziale del requisito di rappresentatività, escludendo rilevanza a meri rapporti di affiliazione esterni agli atti costitutivi.

L’autorizzazione ministeriale è ora accompagnata da un piano triennale di fattibilità, che deve dimostrare la sostenibilità economico-finanziaria del Fondo, la coerenza delle attività programmate e il rispetto degli standard minimi di funzionamento. Le Linee guida introducono inoltre un sistema strutturato di verifiche periodiche, basato su indici e soglie minime di sostenibilità, rendimento e operatività, con possibilità di sospensione, commissariamento o revoca dell’autorizzazione in caso di non conformità non sanabili o reiterate.

Particolarmente rilevante è l’introduzione di una calendarizzazione quinquennale delle verifiche, nonché l’obbligo, per i Fondi di nuova costituzione, di prestare garanzie fideiussorie nei primi anni di attività. 

2) Gestione delle risorse spese e fondo rischi

Le Linee guida intervengono in modo incisivo sulla gestione finanziaria dei Fondi, chiarendo le categorie di attività finanziabili e rafforzando i vincoli sulle spese di funzionamento. Viene confermato il principio secondo cui la quasi totalità delle risorse derivanti dal gettito dello 0,30% deve essere destinata al finanziamento dei piani formativi, mentre le spese di funzionamento sono ammesse entro soglie percentuali differenziate in base al numero di lavoratori aderenti al Fondo.

Una novità di particolare rilievo è l’obbligo di costituire il Fondo economie di gestione e rischi (FEGR), alimentato tramite accantonamenti annuali e destinato a coprire eventuali eccedenze di spesa o somme non riconosciute in sede di controllo. Il FEGR diventa così uno strumento di stabilizzazione e garanzia, la cui erosione o mancato reintegro può determinare l’avvio di procedure straordinarie di verifica.

Le Linee guida disciplinano inoltre le risorse integrative e complementari, distinguendo tra fondi pubblici e privati e imponendo limiti quantitativi e obblighi di contabilità separata, al fine di evitare commistioni e doppi finanziamenti. Per i datori di lavoro, ciò si traduce in una maggiore certezza sull’utilizzo dei contributi versati e in una più elevata trasparenza nella gestione delle risorse.

3) Piani formativi e digitalizzazione

Sul versante operativo, le Linee guida dedicano ampio spazio alla disciplina dei piani formativi, confermando la distinzione tra conto individuale e conto collettivo e precisando i rispettivi regimi giuridici, in particolare in materia di Aiuti di Stato. Viene ribadita l’importanza della condivisione sindacale dei piani, che deve avvenire secondo criteri di sussidiarietà e senza oneri impropri per imprese e lavoratori.

Grande attenzione è riservata alla digitalizzazione dei processi, con l’obbligo per i Fondi di dotarsi di sistemi informativi interoperabili con le piattaforme ministeriali e di garantire la tracciabilità delle attività formative, incluse quelle svolte in modalità a distanza. 

La formazione finanziata dovrà inoltre condurre, in modo sempre più sistematico, all’attestazione e alla messa in trasparenza delle competenze acquisite, in coerenza con il sistema nazionale di certificazione.

4) I contenuti degli allegati

Gli Allegati alle Linee guida sui Fondi paritetici interprofessionali costituiscono la parte operativa e applicativa del nuovo quadro regolatorio.

  • L’Allegato 1 definisce gli standard di funzionamento, indicando requisiti strutturali, organizzativi e digitali dei Fondi, nonché gli indici e le soglie minime di sostenibilità, operatività e affidabilità. Include anche la calendarizzazione delle verifiche periodiche e le condizioni che possono portare a sospensione o revoca dell’autorizzazione.
  • L’Allegato 2 fornisce uno schema di Regolamento generale di organizzazione, gestione, rendicontazione e controllo, che i Fondi devono adottare e adeguare per disciplinare governance, gestione delle risorse, controlli e trasparenza.
  • L’Allegato 3 contiene lo schema di rendiconto finanziario per cassa, con istruzioni dettagliate sulle voci di entrata e uscita ammissibili e sulle modalità di esposizione contabile. L’Allegato 3.1 integra tale schema con tabelle standard dedicate alle spese di funzionamento e al Fondo economie di gestione e rischi (FEGR).
  • Infine, l’Allegato 4 disciplina il sistema informativo integrato di monitoraggio e vigilanza, individuando i dati che i Fondi devono trasmettere al Ministero per controlli, valutazioni e interoperabilità con i sistemi nazionali.

Scarica qui gli Allegati alle linee Guida 

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