Rivalutazione dei beni d’impresa: le novità del Decreto Agosto

di Dott. Giacomo Rasile CommentaIn Attualità, Contabilità e Bilancio, In Evidenza, Parliamo di ...

Il Decreto Legge n° 104/2020 (cd. Decreto Agosto) rinnova la possibilità di rivalutazione dei beni d’impresa introducendo interessanti novità rispetto alle normative precedenti, ultima delle quali la Legge di Bilancio 2020.

Quest’ultima versione della norma permette, infatti, di rivalutare anche il singolo bene, prescindendo quindi dal concetto di categoria omogenea, che è sempre stata invece la caratteristica di tale tipologia normativa .

Altre novità riguardano, da un lato, la possibilità di dare alla rivalutazione solo rilevanza civilistica e dall’altro la sensibile riduzione dell’imposta sostitutiva per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori.  

Profilo Soggettivo e Oggettivo – Rivalutazione dei beni 2020

Possono usufruire della nuova norma sulla rivalutazione dei beni le società di capitali e gli altri soggetti indicati alle lettere a) e b) dell’art. 73 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, le Stabili Organizzazioni di soggetti esteri nonché, a seguito del richiamo all’art. 15 della Legge 342/2000, anche le società di persone, le ditte individuali e gli enti non commerciali se residenti nel territorio dello stato.

Possono essere oggetto di rivalutazione :

  • i beni aziendali costituenti immobilizzazioni sia materiali che immateriali
  • le partecipazioni in imprese collegate e controllate.

Sotto tale profilo occorre porre attenzione alla classificazione in bilancio dei beni, in particolare nel caso di beni immobili e partecipazioni, sono infatti esclusi “gli immobili alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa” (cd. Immobili-merce); così come le partecipazioni iscritte all’Attivo Circolante.

Come accennato in precedenza esiste la possibilità di rivalutare anche un solo bene e non l’intera categoria cui il bene appartiene .

Altre due condizioni sono:

  •              Che il bene oggetto di rivalutazione sia presente nel bilancio chiuso al 31.12.2019
  •              Che la rivalutazione sia eseguita nel bilancio successivo a quello chiuso il 31.12.2019.

La rivalutazione dei beni: nuovi vantaggi

La rivalutazione, oltre alla caratteristica funzione fiscale, può avere carattere anche solo civilistico. Tale opzione è particolarmente interessante poiché, nel pieno rispetto della ratio normativa, permette alle aziende di rinforzarsi da un punto di vista patrimoniale senza la necessità di pagare alcuna imposta sostitutiva.

Rimane la possibilità di rivalutare anche fiscalmente i beni pagando un’imposta ridotta pari al 3% del maggior valore . In tal caso gli effetti fiscali avranno rilevanza dall’esercizio successivo a quello di rivalutazione, mentre per quanto riguarda l’ipotetica successiva cessione del bene la rivalutazione si considera operante dal quarto anno successivo a quello della rivalutazione

La possibilità di rivalutare un bene, senza per questo operare sull’intera categoria omogenea, si ha non solo nella scelta o meno di rivalutare i beni, ma anche nella scelta se far assumere o meno rilevanza fiscale a diverse rivalutazioni .

Esiste infine la possibilità di affrancare anche la riserva di rivalutazione pagando un’imposta sostitutiva del 10%. In tal modo la riserva sarà liberamente distribuibile senza per questo far sorgere un reddito imponibile in capo alla società mentre saranno comunque dovute le imposte sul dividendo da parte del percettore .

Il pagamento dell’imposta sostitutiva potrà essere effettuata in tre rate annuali di pari importo la cui prima scadenza sarà il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta in cui la rivalutazione viene effettuata. Il pagamento, inoltre potrà essere effettuato anche tramite compensazione.

Conclusioni

La ratio della norma è palesemente quella di patrimonializzare le imprese italiane e in quest’ottica è sicuramente un’occasione particolarmente favorevole per riallineare nei bilanci delle aziende i valori di libro degli Assets con i corrispondenti reali valori di mercato.

Inoltre l’innovativa possibilità di rivalutare i beni anche solo civilisticamente permette alle aziende, che a seguito della crisi in atto possono trovarsi in sofferenza di liquidità, di presentarsi più appetibili sul mercato finanziario senza per questo dover effettuare investimenti. Effettuando la rivalutazione anche sotto il profilo fiscale, invece, l’imposta sostitutiva, avendo un’aliquota particolarmente conveniente, viene recuperata in tempi ragionevoli tramite i maggiori ammortamenti .

L’opportunità di effettuare la rivalutazione dei beni deve comunque essere valutata anche sotto il profilo della marginalità, infatti i maggiori ammortamenti possono comportare un’erosione dell’utile di esercizio che, nel caso di cali di fatturato, possono portare a perdite che dovranno comunque essere valutate , inoltre altri aspetti da tenere in considerazione saranno le discipline sulle società di comodo e delle società in perdita sistematica oltre ai risultati degli ISA.



Autore dell'articolo
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Dott. Giacomo Rasile

Titolare dello Studio Rasile, le sue competenze si sviluppano con particolare attenzione nella consulenza alle imprese per quanto riguarda la fiscalità diretta e indiretta sia nazionale che internazionale approfondendo inoltre gli aspetti fiscali, civilistici ed organizzativi delle operazioni straordinarie. Ha maturato una rilevante esperienza in materia di Diritto Societario con particolare riguardo ai patti sociali e parasociali e modelli di governance. E' inoltre uno dei soci fondatori di Florence Firm Forum, un’associazione che ha lo scopo di informare le imprese, far crescere la cultura manageriale ed aiutare l’economia del territorio.

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