Perché la spesa pubblica si può tenere sotto controllo

di Prof. Dott. Francesco Verini CommentaIn Attualità, Parliamo di ...

Abbiamo avuto modo di conoscere, in questi ultimi giorni, l’entità della spesa pubblica complessiva pari ad euro 280 miliardi.
Di questo importo, è stato detto, è rivedibile nel breve periodo (cioè entro i dodici mesi) “solo” meno di un terzo, pari ad 80 miliardi.
Di questa ulteriore somma ridotta, è “gestibile” a breve solo il 9%, che nei prossimi 7 mesi ( da giugno a dicembre 2012) corrisponde ad euro 4,2 miliardi.

Ben poca cosa rispetto ai numeri iniziali !

Ma siamo o non siamo in situazioni estreme che richiedono un drastico taglio alla spesa pubblica ?

Sappiamo che il sistema della contabilità dello Stato è basato su una prima fase di autorizzazione ed una seconda di rendicontazione.

Prima dell’inizio del nuovo anno, cioè dell’esercizio finanziario, infatti, tutte le Amministrazioni dello Stato, dal più piccolo Comune fino al Parlamento, devono approvare un bilancio preventivo attraverso il quale bisogna stabilire quali entrate arriveranno e quali spese bisognerà sostenere.

Il rendiconto di gestione o di bilancio, da approvare normalmente tra aprile e giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, serve per verificare la qualità e la quantità delle entrate e delle spese che si sono verificate. Questo documento è importante per le previsioni da fare nell’anno successivo e per verificare il livello degli obiettivi raggiunti e dei programmi realizzati.

E’ ragionevole pensare che il 60 % della spesa pubblica (pari a 168 miliardi di euro) sia “ingessata” ossia non sia possibile ridurre perché viene effettuata per spese obbligatorie (che dovrebbero essere riviste anch’esse) ma la differenza, pari a 112 miliardi di euro, sicuramente potrebbe essere ridotta da subito.

D’altronde, in periodi di crisi, si mette un limite ed un freno alla spesa sostenendo solo quella necessaria.

Per iniziare il percorso, basterebbe, ad esempio, immaginare di non avere il progetto di bilancio (di previsione) approvato e ragionare come se fossimo in “esercizio provvisorio”, che consente il pagamento delle spese non obbligatorie nei limiti di un dodicesimo mensile della previsione di spesa, per un massimo di quattro mesi, e verrebbe un risparmio pari ad una legge finanziaria (37 miliardi di euro).

A beneficio dei cittadini perché, purtroppo, le imposte oltre un certo limite non giovano a nessuno.

Riproduzione riservata

Autore dell'articolo
identicon

Prof. Dott. Francesco Verini

Twitter

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Revisore degli Enti Locali in Roma, L’Aquila e Pescara. Ha svolto le funzioni di Giudice Tributario in grado di appello a L’Aquila. Componente dell’Osservatorio Regionale per gli Studi di Settore presso l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Abruzzo. Libero Docente di Economia. Docente di Conciliazione Civile e Commerciale, di ADR Network con sede in Roma, accreditato al Ministero della Giustizia. Componente della Commissione Consultiva sul Processo Tributario presso L'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Economista. Giornalista Pubblicista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *