Le novità fiscali della settimana 14-18 settembre 2015

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Amici e Colleghi,

Ben ritrovati! Vediamo quali sono state le principali novità fiscali della settimana appena trascorsa.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 settembre 2015, è stato concesso più tempo per la trasmissione della relazione di accompagnamento e della documentazione a corredo della richiesta di adesione alla collaborazione volontaria (Voluntary disclosure), che potrà essere effettuata fino a 30 giorni dalla data di presentazione della prima o unica istanza (il cui termine attuale è il 30 settembre 2015). Per coloro che hanno già presentato la relazione, ci sono, invece, 30 giorni dal 14 settembre 2015 (data di pubblicazione del provvedimento) per integrarla con i documenti e le informazioni relativi agli imponibili, alle imposte e alle ritenute correlati alle attività dichiarate nell’ambito alla procedura di collaborazione volontaria, per i quali è scaduto il termine per l’accertamento.

Il Governo starebbe studiando, però, nel frattempo, una proroga del termine per l’adesione alla voluntary disclosure dal 30 settembre al 31 dicembre 2015. Stavolta non si tratterebbe di una proroga solo tecnica, come quella prevista dal provvedimento delle Entrate dello scorso 14 settembre, ma una vera e propria proroga del termine per l’adesione  di tre mesi, spostando la data di scadenza al 31 dicembre. Con molta probabilità, la proroga del Fisco giungerà con un decreto legge omnibus inerente le scadenze fiscali, atteso per fine mese.

Nel capitolo fiscale della prossima Legge di Stabilità 2016 troverà posto la cosiddetta “digital tax”, che ha lo scopo di far pagare ai colossi dell’”economia digitale” le imposte nel Paese in cui operano. La misura era stata annunciata dal premier con decorrenza dal 2017, ma potrebbe essere anticipata al prossimo anno con un gettito stimato tra i 2 ed i 3 miliardi di euro, per finanziare “importanti misure di riduzione del prelievo fiscale su lavoratori, imprese e famiglie italiane” (quali, la cancellazione della Tasi e dell’Imu per tutte le abitazioni principali). Ad annunciarlo è stato il Sottosegretario all’Economia Zanetti in una nota, spiegando che si tratterebbe di una “misura antielusiva e non una nuova tassa”, in quanto prevede l’applicazione di una ritenuta del 25% su tutte le transazioni online o, in alternativa, l’individuazione nel nostro Paese di una stabile organizzazione delle società che operano sulla rete e con la tassazione Ires applicata in Italia. La Legge di Stabilità 2016 dovrebbe anche cancellare l’IMU e l’IRAP per tutti i terreni agricoli dal 2016, come affermato dal premier Matteo Renzi ad Expo.

Dall’entrata in vigore del decreto legislativo sulla riscossione, sarà possibile rateizzare l’imposta di successione. Il decreto legislativo sulla riscossione, attuativo della legge Delega sul fisco , prevede la possibilità di pagare l’imposta di successione anche a rate. In particolare, dopo il versamento di un acconto del 20% dell’imposta liquidata, da pagare entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto di liquidazione, è possibile rateizzare la quota restante in 8 rate trimestrali, ovvero 12 rate per gli importi superiori a 20mila euro. La dilazione non è comunque ammessa per importi inferiori a 1.000 euro. Tuttavia, per questa imposta, il lieve inadempimento è previsto in 5 giorni anziché 7. La norma sarà applicabile appena entrerà in vigore il decreto.

Nel disegno di legge annuale per la concorrenza, le commissioni competenti della Camera che la scorsa settimana hanno dato il via libera al testo hanno tuttavia anche modificato alcune norme. In particolare, è stato modificato il pacchetto sui notai. Le commissioni hanno eliminato la norma in base alla quale anche gli avvocati avrebbero potuto autenticare gli atti di compravendita di locali commerciali, box e cantine di valore catastale fino a 100mila euro. Si stabilisce, inoltre, che il registro delle successioni sarà tenuto dal Consiglio nazionale del notariato e non più dai tribunali. Contemporaneamente, però, spariscono i riferimenti al reddito minimo garantito e alla quantità degli affari e si prevede che la popolazione minima per ogni notaio deve essere di 5mila abitanti (e non più 7mila).

 

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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