La settimana del Fisco dal 9 al 13 Novembre 2015

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Amici e Colleghi,

Ben ritrovati! Vediamo quali sono state le principali novità fiscali dell’ultima settimana.

Con Provvedimento del  6 novembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate, è stato individuato nel Centro operativo di Pescara l’unica struttura con il compito di gestire le richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero, la c.d. voluntary disclosure (art. 1 della Legge n. 186/2014), trasmesse per la prima volta a partire dal prossimo 10 novembre. Si ricorda che i contribuenti interessati, grazie alla proroga prevista dal D.L. n. 153/2015 (in corso di conversione), hanno ancora tempo fino al prossimo 30 novembre per inviare le istanze di regolarizzazione. La relazione di accompagnamento e la documentazione che integrano le istanze di adesione dovranno essere trasmesse fino al 30 dicembre 2015, esclusivamente via Pec, alla casella postale del C.O. di Pescara, secondo le modalità previste dal provvedimento del 30 gennaio 2015.  La novità non riguarda , invece, le domande e gli atti relativi alla voluntary disclosure, anche se presentati dopo il 10 novembre 2015, di competenza della direzione provinciale di Bolzano.

Nel frattempo, il Governo ha posto la fiducia sulla definitiva conversione in legge del decreto che proroga i termini della voluntary disclosure. Non è ancora chiaro se il voto potrà avvenire già nel pomeriggio, o se in alternativa sarà posticipato a sabato mattina. Il testo della legge di conversione resterà del tutto identico a quello approvato dal Senato a fine ottobre. In sostanza, si tratta del testo originario del decreto con la sola eccezione dell’apertura ai frontalieri e con il “foro” unico di Pescara per tutte le istanze di emersione inviate dopo il 10 novembre scorso, come già recepito dall’Agenzia con il provvedimento del 6 novembre.

Il Dipartimento delle Finanze è intervenuto a chiarire alcuni dubbi manifestati in merito all’esenzione dall’Imu e all’applicazione della TASI. In particolare, con la Risoluzione n. 9/DF del 5 novembre 2015, ha affermato che sono esenti IMU gli immobili non assegnati in proprietà dalle cooperative edilizie. Dal 1° gennaio 2014, infatti, i fabbricati costruiti e destinati alla vendita dalla stessa impresa costruttrice, sono esenti dall’Imu fino a quando permane tale destinazione e, comunque, non vengono dati in locazione. In questo contesto, il dipartimento delle Finanze include esplicitamente gli immobili costruiti da cooperative edilizie, a proprietà divisa, che hanno lo scopo di assegnare tali alloggi ai soci. L’esenzione Imu spetta anche agli immobili costruiti dalle cooperative edilizie non ancora assegnati in proprietà ai soci; l’equiparazione vale anche ai fini dell’individuazione dell’aliquota applicabile ai fini della Tasi.

Dal 9 novembre, nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei Gruppi A, B e C, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile, oltre ai dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno) e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), anche la superficie catastale, mettendo così a disposizione dei contribuenti un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici. Nella visura sarà presente anche la superficie ai fini TARI, per consentire ai cittadini di verificare con facilità i dati utilizzati dai Comuni ai fini del controllo della tassa rifiuti. La superficie ai fini TARI, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 novembre 2015, è stato approvato il modello per la scelta del regime del “patent box”, il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo dei beni immateriali, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. Secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 39, della legge 190/2014, “i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relative ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo in quanto esclusi per il 50% del relativo ammontare”. Con il modello ora approvato, il contribuente comunica in via telematica all’Agenzia delle Entrate la scelta per il regime opzionale in riferimento ai primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, come previsto dal Decreto attuativo del MISE del 30 luglio scorso. L’opzione per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 è esercitata entro il periodo d’imposta in cui ha inizio il regime di tassazione (quindi entro il 31.12.2015 per l’opzione con decorrenza 2015) e riguarda il predetto periodo d’imposta ed i successivi quattro. A partire dal terzo periodo (2017), l’opzione dovrà essere espressa nella dichiarazione dei redditi (UNICO 2018) e decorre dal periodo d’imposta cui si riferisce la stessa dichiarazione. L’invio deve avvenire, direttamente da parte dell’interessato o tramite intermediario abilitato, utilizzando il software “PATENT_BOX”, che sarà reso disponibile sul sito dell’Agenzia entro la fine di questo mese.

Infine, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 263 dell’11 novembre il decreto del ministero dell’Economia 27 ottobre 2015. Il decreto prevede l’esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi per i soggetti che esercitano «prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici rese a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione». L’esonero si applica alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2015. L’obbligo è disciplinato dall’articolo 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, il quale prevede appunto che i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi «per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura se non a richiesta del cliente, devono essere certificati mediante il rilascio della ricevuta fiscale ovvero delle scontrino fiscale». Di conseguenza, non sarà più necessario documentare  dal punto di vista fiscale  le prestazioni di servizi di tlc ovvero di servizi televisivi rese in particolare a contribuenti privati.

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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