La settimana del fisco dal 1° al 5.2.2016

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Amici e Colleghi,

Ben ritrovati! Vediamo quali sono state le principali notizie fiscali di questa settimana.

Sono state rese disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le versioni definitive dei modelli Unico 2016 Persone Fisiche (PF), Società di capitali (Sc), Società di persone (Sp), Enti non commerciali (Enc), i modelli 2016 per  Consolidato nazionale e mondiale (Cnm) ed il modello Irap. Tra le novità dei modelli unico 2016, si segnala il debutto del patent box, il credito d’imposta per negoziazione e arbitrato, il nuovo codice 2 da indicare in frontespizio per la dichiarazione integrativa a seguito della lettera di compliance e il bonus Irpef previsto per i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito fino a 26 mila euro, che quest’anno passa da 640 a 960 euro l’anno. Infine, arriva in dichiarazione il nuovo regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, con imposta sostitutiva del 15% di Irpef, addizionali e Irap; per questi ultimi in caso di start up è prevista, inoltre, la riduzione del reddito imponibile di un terzo.

Sono stati pubblicati sul sito delle Entrate i modelli da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Nel dettaglio, i modelli riguardano 51 studi per il settore delle manifatture; 60 studi per il settore dei servizi; 24 studi per i professionisti; 69 studi per il settore del commercio. Alla luce delle indicazioni per la semplificazione degli adempimenti contenute nell’Atto di indirizzo del Ministro dell’Economia e delle Finanze per gli anni 2016-2018, è prevista l’eliminazione dell’obbligo di presentare i modelli Ine (Indicatori di normalità economica) e il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per i contribuenti che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta o che si trovano in liquidazione ordinaria. Con riferimento all’anno d’imposta 2015, questi due adempimenti, infatti, risultano non più necessari poiché eventuali ricavi/compensi non dichiarati o rapporti di lavoro irregolare potranno essere efficacemente rilevati attraverso l’integrazione e l’analisi delle diverse banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Sono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate le prime Faq ufficiali sull’adempimento, definito dal Dm del 31 luglio scorso, riguardante l’invio delle prestazioni mediche al Sistema tessera sanitaria, il cui termine è stato prorogato al 9 febbraio prossimo. Il primo importante chiarimento riguarda i soggetti tenuti alla trasmissione.  Nessun obbligo scatta per fisioterapisti, logopedisti, e assimilati, non iscritti all’Ordine dei medici, e in generale per tutti i poliambulatori che non possiedono l’accreditamento per l’erogazione dei servizi sanitari. Nessun obbligo di invio scatta anche per gli iscritti all’Albo dei medici non titolari di partita Iva che svolgono prestazioni occasionali. Nessun invio nemmeno per le spese relative alle prestazioni per le quali non è stato possibile acquisire il codice fiscale del contribuente.  Altro importante chiarimento riguarda le modalità operative con le quali lo studio medico associato deve trasmettere i dati. In questo caso, sarà il medico rappresentante legale (anche tramite intermediario delegato) che dovrà inviare i documenti fiscali indicando la partita Iva dello studio. Inoltre, se lo studio medico esercita l’attività nell’ambito di una società (Srl, Snc o Sas), e quest’ultima emette fattura nei confronti degli assistiti, le spese sanitarie erogate nel 2015 andranno trasmesse dalla struttura, ma solo se questa è accreditata per l’erogazione dei servizi sanitari. Anche in questo caso, sarà il medico rappresentante legale (anche tramite intermediario delegato) che dovrà inviare i documenti fiscali per conto dello studio.

Infine, viene precisato che la trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie segue il criterio di cassa, pertanto, nel caso di fattura emessa nel 2015, per la quale il pagamento sia stato effettuato a gennaio 2016, la spesa sanitaria non va trasmessa tra le quelle relative al 2015.

L’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 2/D del 29 gennaio 2016, che fa seguito a un precedente documento di prassi (circolare n. 21/D/2015) e alla determinazione direttoriale n. 10539/2016, ha fornito istruzioni per la concreta applicazione dell’istituto dell’interpello, la cui disciplina è stata innovata  dal D.Lgs. n. 156/2015, da parte delle Dogane. Per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Dogane, dunque, ad esclusione delle risorse proprie, è possibile presentare l’istanza di interpello, nelle diverse tipologie previste dal D.Lgs. n. 156/2015, ovvero interpello ordinario, probatorio, antiabuso e interpello disapplicativo. L’amministrazione interpellata sarà tenuta a fornire risposta entro 90 giorni nel caso di interpello ordinario, entro 120 giorni nell’ipotesi di interpello probatorio, antiabuso e disapplicativo. Il termine decorre, in ogni caso, dalla data di ricezione dell’istanza.

In occasione di Telefisco 2016, l’incontro con la stampa specializzata  del  28 gennaio scorso, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le modifiche più favorevoli introdotte dalla riforma delle sanzioni amministrative (D.Lgs. n. 158/2015) sono applicabili anche alle violazioni commesse in passato e anche se già contestate, a condizione che i relativi atti non siano divenuti definitivi. Inoltre, le misure più favorevoli si applicano anche nel ravvedimento operoso in relazione alle violazioni commesse prima del 1° gennaio 2016. Il  ravvedimento è possibile anche dopo l’avvio dei controlli formali: il ravvedimento è precluso solo con la comunicazione degli esiti contenente l’indicazione delle somme dovute dal contribuente e non dalla richiesta di documentazione. Pertanto, se in sede di reperimento della documentazione richiesta ravvisi degli errori commessi nella dichiarazione, il contribuente potrà ravvedersi, purché il versamento delle somme con le sanzioni avvenga entro la ricezione della comunicazione degli esiti del controllo.

Le Entrate, in occasione dell’incontro Telefisco 2016 del 28 gennaio scorso, hanno precisato poi che la gestione unitaria del patent box per più beni immateriali complementari si applica già alle opzioni esercitate nel 2015. In merito ai criteri da utilizzare per la quantificazione del reddito, è stato precisato che occorre rifarsi alle regole Ocse sui transfer price, privilegiando il metodo Cup (confronto di prezzo) ovvero, in caso di assenza di elementi di comparazione affidabili, su uno dei metodi reddituali, in particolare sul cosiddetto profit split.

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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