Sharing economy lo scambio di servizi tra consumatori

Iperammortamento: il recupero dei benefici art. 7 Decreto Dignità

di Ester Di Martino CommentaIn Attualità, Manovre Fiscali, Parliamo di ..., Testata

1. Iperammortamento: cos’è

L’art. 1, comma 9 della legge di bilancio 2017 ha introdotto il beneficio dell’iperammortamento per gli investimenti, effettuati fino al 31 dicembre 2017 (ovvero entro il 30 settembre 2018 a specifiche condizioni), in beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico atti a favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0  (1) (inclusi nell’allegato A della legge di bilancio 2017).

La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione di specifici beni pari al 150 per cento, che consente in tal modo di ammortizzare un valore pari al 250 per cento del costo di acquisto. Disposto inizialmente per l’anno 2017, tale beneficio è stato esteso al 2018 dall’articolo 1, comma 30 della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018) per i medesimi beni. In particolare, l’iperammortamento è riconosciuto per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018 ovvero fino al 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione 2018, l’iperammortamento 2017 si applica anche agli investimenti in beni immateriali strumentali effettuati nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2018, ovvero fino al 31 dicembre 2019 a specifiche condizioni e, cioè: che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Inoltre, l’articolo 1, comma 31 della legge di bilancio 2018 ha prorogato per lo stesso anno la maggiorazione del 40 per cento del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0: tale maggiorazione si applica ai soggetti che usufruiscono dell’iperammortamento 2018. Il successivo comma 32 ha modificato l’elenco dei beni materiali strumentali cui si applica l’iperammortamento, includendovi alcuni sistemi di gestione per l’e-commerce e specifici software e servizi digitali.

2. Art. 7 del D.L. 87/2018: le novità

L’art. 7 del d.l. 87/2018 subordina l’applicazione dell’iperammortamento fiscale alla condizione che il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, su cui si fonda l’agevolazione, riguardi strutture produttive situate nel territorio nazionale, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti[2].

Se nel periodo di fruizione del beneficio (che consiste, come si è detto, nella maggiorazione del costo a fini fiscali, dunque, in un aumento dell’ammontare deducibile dal reddito) i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive situate all’estero, anche se appartenenti alla stessa impresa, si procede al recupero dell’iperammortamento.  Tale recupero avviene attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti agevolati, per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Inoltre, va ricordata che la legge n. 2015 del 2017 ha prorogato al 2018 anche la maggiorazione del 40 per cento del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, che si applica a chi usufruisce dell’iperammortamento.  Sembrerebbe opportuno chiarire se – come sembra evincersi dal tenore letterale della norma – nel caso di revoca dell’iperammortamento ai sensi dell’articolo in esame, detta revoca si estende anche all’ulteriore agevolazione riguardante i beni immateriali.

E’ stato in particolare novellato l’articolo 162 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir, DPR 22 dicembre 1986, n. 917). (3)

Per effetto delle modifiche apportate, rientrano nella definizione di stabile organizzazione anche le entità caratterizzate da una significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato, costruita in modo tale da non farne risultare una consistenza fisica nel territorio stesso (articolo 162, comma 2, nuova lettera f-bis), Tuir). Il riferimento agli elementi della stabilità, della ricorrenza e della dimensione economica dell’attività hanno la finalità dichiarata di impedire, ad opera dei contribuenti, manipolazioni che impediscano la qualificazione di stabile organizzazione. Sono state modificate dettagliatamente anche le ipotesi di esclusione della presenza di una stabile organizzazione a fini fiscali.

[1] L’espressione Industria 4.0 indica un processo generato da trasformazioni tecnologiche nella progettazione, nella produzione e nella distribuzione di sistemi e prodotti manifatturieri e finalizzato alla produzione industriale automatizzata e interconnessa.
[2] La c.d. legge di bilancio 2018 (comma 1010) ha modificato la nozione di stabile organizzazione a fini fiscali, per allentare il nesso tra presenza fisica di un’attività nel territorio dello Stato e assoggettabilità alla normativa fiscale.

(3)Per ulteriori informazioni si rinvia al dossier predisposto per la legge di bilancio 2018.



Autore dell'articolo

Ester Di Martino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *