Appalti innovativi per PMI e Start up

di Giacomo Mele CommentaIn Attualità, Start-up Innovative

Il 4 Maggio è stata una data importante non solo per l’inizio della “Fase2” promossa dal Dpcm 26 aprile 2020, ma anche per una notizia a favore delle PMI e Startup italiane.

Durante tutto il periodo di quarantena ed attraverso i vari dpcm susseguitisi erano già stati formulati incentivi verso le Startup e PMI cui far fronte, come il Decreto Cura Italia e nello specifico #CuraItalia Incentivi ed il Fondo di Garanzia.

Ma la novità del 4 maggio per PMI e startup è stata data dal Ministero dello Sviluppo economico, il Ministero dell’Università e della Ricerca ed il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione firmando un protocollo d’intesa per “riprogettare la fruibilità delle aree urbane, la mobilità, migliorare la qualità della vita e la salute dei cittadini, ripensare la fruizione dei beni culturali”.

È quanto si può consultare dalla pagina web del Mise. Nel loro campo i tre Ministeri tentano di combattere il Coronavirus attraverso “appalti innovativi”. La domanda sorge spontanea: ma cosa c’è di diverso con gli appalti tradizionali?

Con gli appalti tradizionali lo Stato acquista prodotti e servizi già presenti sul mercato. Invece con le procedure d’appalto per l’innovazione descritte nel nuovo protocollo lo Stato “stimola le aziende e il mondo della ricerca a creare nuove soluzioni per rispondere alle sfide sociali più complesse: sanitarie, ambientali, culturali, formative ed energetiche”.

Chi sono i destinatari? Ovviamente le pubbliche amministrazioni che vogliano aderire agli appalti innovativi, ma, sorprendentemente, anche le PMI, startup e i centri di ricerca.

E nel pratico, come si traduce? Partendo con l’utilizzo del fondo previsto dal Decreto 31 gennaio 2019 , ovvero con il finanziamento di 50 milioni di euro per il primo programma attivato: Smarter Italy. “Prevede il lancio di gare d’appalto innovative, che hanno lo scopo di soddisfare le esigenze espresse dalle città e dai borghi iniziando con tre aree d’intervento: smart mobility, beni culturali, benessere delle persone. I bandi saranno pubblicati su https://appaltinnovativi.gov.it/smarter-italy-mise, la piattaforma per il “procurement d’innovazione” realizzata da AgID”.

Una svolta quindi riguarda proprio questi finanziamenti: potranno derivare anche da ulteriori risorse, come dai Programmi operativi con Fondi europei oppure dalle stesse risorse economiche delle Amministrazioni che vi aderiranno.


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Giacomo Mele

Dott. Giacomo Mele, laureato in Filologia Moderna presso Università La Sapienza di Roma. Svolge attività di copywriter e redattore freelance, con particolare riferimento alle materie economiche e fiscali. Attualmente è anche responsabile amministrativo presso Fitprime.

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