Equity crowdfunding, Lending crowdfunding, Microcredito

Strumenti alternativi di finanziamento per le piccole imprese e le persone fisiche (equity crowdfunding, social lending, microcredito); eBook pdf 140 pag.

Il prodotto è in formato pdf - ISBN 9788868057909

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Data: 06/05/2019
Tipologia: E-Book

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Questo e-book tratta la disciplina dei tre canali alternativi di finanziamento denominati “equity crowdfunding”, “social lending” (o “lending crowdfunding” o “prestito tra privati tramite Internet” o P2P) e “microcredito” che, nati all’estero, da alcuni anni stanno prendendo piede anche nel nostro paese. Essi sono alternativi, ovviamente, al finanziamento bancario.

Il termine “Crowdfunding” deriva dalle parole inglesi crowd, gente, e funding, raccolta di fondi, quindi significa letteralmente “raccolta di fondi fra la gente”. Il crowdfunding, pertanto, è definibile come una forma di finanziamento collettivo derivante da un processo collaborativo di un gruppo di persone  che mette in comune una parte del proprio denaro per finanziare i progetti di persone fisiche o di imprese o di organizzazioni senza scopo di lucro attraverso portali specializzati in questo tipo di raccolta. Esso è una pratica di micro finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse finanziarie (definizione di Wikipedia, con qualche nostra modifica).

Segnaliamo che la lettera b) del comma 3° dell’art. 18 del Decreto-Legge n° 34 del 2019 (il c.d. decreto “crescita”) contiene la prima definizione esplicita di crowdfunding presente nella legge italiana: esso è “lo strumento attraverso il quale famiglie o imprese sono finanziate direttamente, tramite piattaforme on-line, da una pluralità di investitori”. Tale definizione dimentica però le persone fisiche singole, siano esse imprenditori, lavoratori autonomi o consumatori, e le organizzazioni senza scopo di lucro che pure possono essere finanziate con questo strumento, cosa possibile sulla base di altre norme di legge che esaminiamo in questo e-book.

L’equity crowdfundig è quel tipo di crowdfunding che si occupa della raccolta fra il pubblico di capitale di rischio, cioè di capitale sociale di imprese gestite in forma di società di capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni) o cooperative, anche consortili, le cui azioni o quote non sono quotate in mercati regolamentati e che, per quanto riguarda le società cooperative, rispettano i limiti al possesso di capitale sociale per esse previsti dalla legge o dallo statuto. Infine, come vedremo, l’equity crowdfunding è rivolto, in modo particolare, alle Società a responsabilità limitata.

Tale raccolta è effettuata da piattaforme, cioè da portali, vale a dire siti web specializzati la cui gestione ed il cui funzionamento devono rispettare una disciplina legislativa specifica contenuta negli artt. 50-quinquies, 100-ter e 101 del Testo Unico della Finanza (TUF), contenuto nel Decreto Legislativo n° 58 del 1998, e nelle norme di attuazione di essa contenute nel “Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line” adottato dalla CONSOB – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa con la Delibera n° 18592 del 2013, modificato dalla Delibera n° 20264 del 2018 (il c.d. “Regolamento crowdfunding”, che in realtà si occupa del solo equity crowdfunding e non delle altre tipologie di questa attività).

Segue l’analisi giuridica del “social lending” (da “to lend”, prestare), cioè del “prestito tra privati tramite Internet” ciamato anche “lending crowdfunding”, cioè della raccolta di denaro tra il pubblico che ha per scopo la costituzione di una provvista da utilizzare per erogare prestiti a persone fisiche o a micro imprese per il finanziamento di loro progetti. Il prestito viene concesso ed erogato per mezzo del portale. In questo caso, non esistendo una disciplina specifica del fenomeno, ci siamo dovuti rifare alle norme sugli istituti di pagamento (IP), contenute nel Testo Unico Bancario ed a quelle del Codice Civile sul contratto di mutuo. Segnaliamo che la lettera a) del comma 3° del Decreto–Legge 34/2019 definisce correttamente il social lending come “lo strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti (di qualsiasi tipo: imprese, famiglie, persone fisiche singole, enti senza scopo di lucro) può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”.

E’ chiaro che sia l’equity che il lending crowdfunding sono due attività di investimento per chi versa i propri risparmi (di solito una piccola parte di essi) alla società che offre di partecipare al proprio capitale sociale attraverso un portale o direttamente al gestore del portale che poi lo impiegherà per concedere prestiti. Inoltre il primo è più rischioso del secondo, perché con esso si diventa soci di una sola società che cerca di aumentare il proprio capitale sociale, mentre col secondo si diventa creditori di una pluralità di soggetti a cui vengono erogati i prestiti dato che i portali non possono prestare tutto ciò che un risparmiatore versa loro ad un solo soggetto, ma devono ripartire, cioè suddividere il rischio che questo corre.

Avvertiamo che in questo e-book non tratteremo la tipologia di crowdfunding c.d, “donation / reward”, cioè “donazione / ricompensa”, né le forme di crowdfunding di finanziamento collettivo civico, vale a dire quelle che hanno per scopo il finanziamento di progetti di utilità pubblica, promossi da enti pubblici di solito locali (in primo luogo i Comuni) e gestiti da portali di crowdfunding di proprietà privata.

Questa seconda categoria è, ancora, di dimensioni piuttosto contenute, mentre la prima, che è di maggiore importanza, può essere utilizzata per finanziare anche piccolissime iniziative imprenditoriali, oltre che, in maggioranza, attività - progetti senza scopo di lucro. Essa è fondata su donazioni pure, che non hanno contropartite di alcun genere, né agevolazioni fiscali, ma solo delle ricompense decise dal beneficiario e di valore soltanto simbolico o quasi.

Infine, per quanto riguarda il microcredito vengono esaminate, col taglio più operativo possibile, le norme di legge primarie, contenute negli articoli 111 – 113 del Testo Unico Bancario (Decreto Legislativo n° 385 del 1993), così come riformati dai Decreti Legislativi n° 141 del 2010 e n° 169 del 2014, e le norme di attuazione riportate nel Decreto del Ministero dell’Economia n° 176 del 2014.

Sempre del microcredito vengono analizzate le tipologie di esso previste dalla legge:

  1. il microcredito per il finanziamento delle attività imprenditoriali destinato ai lavoratori autonomi ed alle più piccole fra le micro imprese erogato da operatori ordinari di microcredito;
  2. il microcredito per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale erogato da operatori ordinari di microcredito;
  3. il microcredito per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale erogato da operatori di microcredito senza fine di lucro;
  4. il microcredito erogato dagli operatori di finanza mutualistica e solidale, cioè dalle “mutue di autogestione” o “MAG” che può essere rivolto sia al finanziamento delle attività imprenditoriali, sia all’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale.

Conclude questa parte dell’e-book l’esposizione dell’art. 111-bis del Testo Unico Bancario introdotto dal comma 51 dell’articolo 1° della Legge n° 232 del 2016 (Legge di stabilità per il 2017) che ha introdotto la nuova figura degli “operatori bancari di finanza etica e sostenibile” che sono banche normali e non operatori di microcredito.

L’e-book è aggiornato alla riforma del 2018 del Regolamento CONSOB n° 18592 del 2013 che contiene le norme attuative della disciplina legislativa dell’equity crowdfunding ed ai Decreti Legislativi n° 117 e 112 del 2017 sulla riforma degli enti del terzo settore e su quella dell’impresa sociale. In particolare, il Dlgs 117/2017 detta, al suo art. 78, la disciplina fiscale del social lending finalizzato alla raccolta di fondi per le attività di interesse generale senza scopo di lucro previste dall’art. 5 dello stesso decreto che possono essere gestite dagli enti del terzo settore (ETS), incluse le imprese e le cooperative sociali.

Chiude il testo un’appendice legislativa che contiene le norme di legge e quelle regolamentari di attuazione sugli argomenti in esso trattati.

Indice

Premessa: a cosa servono l’equity crowdfunding, il social lending (o lending crowdfunding) e il microcredito?
1. L’equity crowdfunding: la sua disciplina legislativa negli articoli 50-quinquies, 100-ter e 101 del Testo Unico della Finanza (Dlgs 58/1998): i gestori dei portali e il Registro di essi
2. Le imprese che possono raccogliere capitali attraverso i portali specializzati nell’attività di equity crowdfunding
3. Le offerte per la raccolta di capitali effettuate attraverso i portali specializzati nell’equity crowdfunding
4. Gli obblighi e le procedure relativi alla gestione dei portali di equity crowdfunding
5. La disciplina del social lending o lending crowdfunding (o prestito tra privati) ed i soggetti che possono esercitare tale attività dopo il Codice del terzo settore (Dlgs 117/2017)
6. Il Decreto del Ministero dell’Economia n° 176 del 2014 che ha dato attuazione all’art. 111 del Testo Unico Bancario (TUB) sul microcredito
7. Il microcredito per lo sviluppo di attività imprenditoriali
8. Il microcredito per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche
9. I requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli operatori di microcredito
10. Gli operatori di microcredito senza fine di lucro non iscritti nell’elenco
11. Gli operatori di finanza mutualistica e solidale: le nuove MAG (“Mutue di autogestione”)
12. Gli operatori bancari di finanza etica e sostenibile
Appendice normativa

Isbn: 9788868057909


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