Speciale Pubblicato il 08/03/2019

Rivalutazione terreni e partecipazioni2019: imposta sostitutiva a doppio binario

di Redazione Fisco e Tasse

Imposta sostitutiva del 10% e dell'11% per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni posseduti alla data del 1° gennaio 2019

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La “rivalutazione di terreni e partecipazioni”, introdotta per la prima volta dalla Legge n. 448/2001 (articoli 5 e 7), consente di rideterminare il costo di acquisto di:

  • terreni edificabili e terreni con destinazione agricola;
  • partecipazioni in società non quotate; posseduti ad una determinata data.

Il valore rideterminato può essere contrapposto al corrispettivo della cessione a titolo oneroso al posto dell’originario costo o valore di acquisto; in questo modo aumenterà il valore fiscalmente riconosciuto di tali beni, riducendo così l’eventuale plusvalenza ai fini Irpef in caso di successiva cessione.

Per poter utilizzare il valore rideterminato, in base alla L. 448/2001 occorre versare un’imposta sostitutiva che originariamente era del 2% o del 4%  del valore risultante da un’apposita perizia giurata di stima, entro il 30.09.2002.  La norma originaria è stata riproposta quasi annualmente per cui ci si chiede se non sia opportuno inserirla stabilmente nell'ordinamento giuridico.

L'ultima versione è stata rivisitata dalla  legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018), all'art. 1, commi 1053-1054, che ha riproposto la rivalutazione fissando:

  • al 1° Gennaio 2019 la data in cui deve essere verificato il possesso dei beni per la rideterminazione del loro costo o valore di acquisto;
  • al 1° luglio 2019 (in quanto il 30 giugno cade di domenica) la data entro cui deve essere redatta la perizia e deve essere effettuato il versamento dell’imposta sostitutiva, in modo da "perfezionare" la rivalutazione.

Le aliquote sono state innalzate e distinte, a seconda che si tratti di partecipazioni qualificate o non qualificate, rispetto alle precedenti versioni delle rivalutazioni in oggetto e si attestano ora sul:

  • 10 % per i terreni e le partecipazioni non qualificate,
  • 11 % per le partecipazioni qualificate.

Per effettuare il calcolo della convenienza fiscale ottenibile con il pagamento dell’imposta sostitutiva per affrancamento del valore dei terreni edificabili e agricoli e delle partecipazioni ti segnaliamo i due fogli di calcolo in excel Affrancamento terreni 2018 (excel) e Affrancamento partecipazioni 2018 (excel)

Per saperne di più potrebbero esserti utili i due approfondimenti sulla rivalutazione dei terreni edificabili e delle quote societarie possedute dai soci alla data del giorno 01.01.2018, completi di fac-simili per la redazione della perizia di stima: Affrancamento agevolato partecipazioni societarie 2018 e Affrancamento agevolato di terreno edificabile con destinazione agricola

Versamento imposta sostitutiva 2019: scadenze e modalità

L’aliquota dell’imposta sostitutiva, , si distingue ora in due differenti casistiche:

Aliquota rivalutazione 2018 Beni oggetto riqualificazione Aliquota rivalutazione 2019
8%
  • Partecipazioni non qualificate
  • Terreni
10%
Partecipazioni qualificate 11%

Tali aliquote devono essere, poi, applicate all’intero valore del terreno o della partecipazione come risultante dalla perizia di stima (differenza della tassazione ordinaria, che assume come base imponibile la differenza tra il valore di cessione e il costo storico, l’imposta sostitutiva si applica sull’intero valore rivalutato risultante dalla perizia di stima)

L’imposta sostitutiva deve essere versata:

  • in un’unica soluzione, entro il 01.07.2019 (poichè il 30.06.2019 è un domenica);
  • in 3 rate annuali di uguale importo alle seguenti scadenze:
    • 1a rata entro il 01.07.2019 (poichè il 30.06.2019 è un domenica);
    • 2a rata entro il 30.06.2020 + interessi 3% annui calcolati dalla data di versamento della prima rata;
    • 3a rata entro il 30.06.2021 + interessi 3% annui calcolati dalla data di versamento della prima rata;


Nella circolare 47/E/2011, l’Agenzia ha chiarito che:

  • il versamento dell’intera imposta o della prima rata perfeziona la rivalutazione e il contribuente può utilizzare immediatamente il nuovo valore di acquisto per la determinazione della plusvalenza. Se il versamento viene effettuato oltre il termine previsto dalla norma, il valore rideterminato non può essere utilizzato ai fini del calcolo della plusvalenza. In tali casi il contribuente potrà richiedere il rimborso dell’imposta versata;
  • se il contribuente, al momento della determinazione della plusvalenza, non tiene conto del valore rivalutato, non ha diritto al rimborso di quanto versato ed è obbligato, in caso di scelta di pagamento rateale, a corrispondere le rate successive;
  • se il contribuente non versa entro le scadenze previste le rate annuali successive alla 1a (purché la prima rata risulti versata), gli effetti della rivalutazione s’intendono comunque realizzati e gli importi non pagati verranno iscritti a ruolo. In tal caso sarà possibile avvalersi del ravvedimento operoso.

Per il versamento dell’imposta sostitutiva mediante modello F24, restano validi gli stessi codici tributo già utilizzati in occasione di precedenti rivalutazioni, ossia:

  • “8055” PARTECIPAZIONI
  • “8056” TERRENI

Come anno di riferimento, nel modello F24, deve essere indicato l’anno “2019”, ovvero quello di possesso dei beni per i quali si opera la rivalutazione, sia che l'imposta venga versata in un'unica soluzione sia a rate.

Esempio:

La signora Margherita è proprietaria di una partecipazione non qualificata (10%) nella società Fiori s.r.l.
Il valore del patrimonio netto della società al 1° gennaio 2019, risultante dalla perizia, è di 500.000 Euro.
Il valore della partecipazione della signora Margherita è quindi pari a 50.000 Euro (500.000 x 10%).
Di conseguenza avremo:

  • imposta sostitutiva di rivalutazione pari a (€ 50.000 x 10%) € 5.000 che potrà essere versato in unica soluzione entro il 01.07.2019 o in 3 rate di pari importo.

Ricordiamo che un soggetto che ha già rivalutato in passato un terreno o una partecipazione e che ne è ancora in suo possesso, potrebbe avere interesse ad effettuare una nuova rivalutazione, in questo caso, è possibile scomputare dall’importo dovuto quanto versato con la precedente rivalutazione, oppure chiedere a rimborso l'imposta sostitutiva già pagata, purché quanto chiesto a rimborso non ecceda quanto dovuto a titolo di imposta sostitutiva per la nuova rivalutazione.




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Commenti

Buongiorno, una domanda. Noi abbiamo usufruito della rivalutazione nel 2017 valutando il terreno 100. Pagato la prima rata giugno 2017, seconda giugno 2018, ultima giugno 2019. Prima del pagamento della terza rata è possibile rivalutare al ribasso il valore del terreno e quindi valutarlo a 80 e pagare l’ultima rata più ridotta? Grazie.

Commento di Alberto (17:28 del 02/11/2018)

Buongiorno, abbiamo effettuato la cessione di un terreno edificabile nel mese di marzo 2019, abbiamo fatto redigere la perizia a febbraio ma non è ancora stata giurata e non abbiamo ancora fatto il pagamento delle imposte. Faremo tutto entro i termini del giugno 2019. Siamo in diritto di poter beneficiare della norma sulla rivalutazione? Grazie

Commento di Gianluca (00:08 del 14/03/2019)

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