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Speciale Pubblicato il 26/01/2018

Gli aspetti positivi e negativi dell'indebitamento nell'azienda

di Dott. Napolitano Nicola

Tempo di lettura: 4 minuti
indebitamento aziendale il leverage

Come decidere se conviene indebitarsi, una breve analisi degli effetti positivi e negativi del ricorso al capitale di terzi da parte dell'impresa

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L’impresa che ricorre al capitale di terzi per le esigenze di investimento o di gestione, fa nuovi debiti e ciò comporta effetti non solo sull’equilibrio fonti/impieghi, ma anche all’interno del conto economico con l’incidenza degli interessi passivi.

Il nuovo indebitamento però non sortisce solo effetti negativi per l’economia dell’impresa, ma anche effetti positivi sulla redditività, nel senso che possiamo avere un indebitamento negativo ma anche un indebitamento buono con effetti positivi.

Esaminiamo dunque brevemente gli effetti di un nuovo debito sull’economia della gestione dell’impresa, distinguendo gli effetti negativi e quelli positivi.

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1) Effetti negativi del nuovo debito

Ricorrere al capitale di terzi per fare un nuovo investimento o per esigenze di gestione, ha effetti sia patrimoniali che economici. L’incremento di mezzi di terzi altera l’equilibrio tra impieghi e fonti di finanziamento peggiorando il margine di struttura primario, ma incide soprattutto sul rapporto Capitale proprio/Capitale di terzi denominato Indice di Autonomia finanziaria

Indice di autonomia finanziaria = Capitale proprio / Capitale di terzi

Ipotizziamo il confronto tra la due società, la ALFA Srl e la BETA Srl, dove la seconda ha una maggiore incidenza del capitale di debito.

L’immagine seguente aiuta a interpretare visivamente tale affermazione.

ALFA srl
Capitale proprio
Capitale di terzi
BETA srl
Capitale proprio
Capitale di terzi

Facendo riferimento a tale indicatore, una possibile chiave di lettura può essere la seguente:

Indice di autonomia finanziaria

Interpretazione

< 0,33

Eccessiva dipendenza dall’indebitamento

>0,33  e     <0,66

Normale dipendenza dall’indebitamento

>0,66

Scarsa dipendenza dall’indebitamento

Ulteriore conseguenza di un nuovo debito è quello dell’incidenza sulla redditività, considerato che gli interessi passivi peggiorano il risultato della gestione finanziaria e quindi il risultato di esercizio.

2) Effetti positivi di un nuovo debito: l’effetto leva

L’incremento dell’indebitamento può sortire al contrario anche effetti positivi, però entro un certo limite. Infatti un aumento del capitale di terzi sortisce un effetto leva sulla redditività del Capitale proprio. Esaminiamo nel dettaglio. Gli indicatori che prenderemo in considerazione sono i seguenti:

Indicatori

Calcolo

Leverage (indicatore dell’indebitamento)

Totale passivo / Capitale proprio

ROE (redditività del Capitale proprio)

Utile netto / Capitale proprio x 100

ROI (redditività del Capitale investito)

Reddito operativo / Totale impieghi x 100

ROD (costo del Capitale di terzi)

Oneri finanziari / Capitale di terzi x 100

Il leverage se ha un risultato maggiore di 2 indica che il Capitale di debito è superiore al Capitale proprio e quindi inizia uno squilibrio patrimoniale. Ma tale indice va letto in concomitanza agli altri, perché spesso anche se il Capitale di debito è maggiore del Capitale proprio il risultato è un effetto benefico sulla redditività. Quindi il leverage, che misura il livello di indebitamento, agisce da leva finanziaria sul ROE che misura la redditività. Perciò un incremento dei debiti comporta un aumento del leverage e di conseguenza un aumento della redditività.

Tale effetto positivo agisce fino a quando il ROI è maggiore del ROD.  Nel  caso in cui  il ROD supera il ROI l’effetto leva provoca un effetto negativo sulla redditività.

Riassumendo: l’aumento dei debiti fa aumentare la redditività del capitale proprio. Questo effetto leva agisce positivamente sull’economia della gestione dell’impresa ma fino ad un certo punto, cioè fino a quando il ROI è maggiore del ROD, ovvero fino a quando la redditività del capitale investito in azienda è maggiore del costo del capitale di terzi.

3) Caso pratico

Ipotizziamo due società di capitali con i seguenti dati di bilancio:

SITUAZIONE PATRIMONIALE

 ALFA Srl

BETA Srl

Capitale proprio

 €       1.000.000,00

 €   1.000.000,00

Capitale di terzi

 €       1.500.000,00

 €   1.500.000,00

Totale passivo

 €       2.500.000,00

 €   2.500.000,00

   

SITUAZIONE ECONOMICA

 ALFA Srl

BETA Srl

Oneri finanziari

 €             50.000,00

 €       100.000,00

Reddito operativo

 €          150.000,00

 €       150.000,00

Utile netto

 €             60.000,00

 €         30.000,00

Volendo effettuare una comparazione sulla convenienza ad un ulteriore indebitamento si deve procedere al calcolo degli indicatori su esposti:

Indicatori

 ALFA Srl

BETA Srl

Leverage

2,50

2,50

ROE

6%

3%

ROI

6%

6%

ROD

3%

7%

Il leverage per entrambe le società è maggiore di 2 e quindi potrebbe indicare un potenziale squilibrio nel mix tra Capitale proprio e Capitale di debito.  Passando al confronto ROI / ROD si nota che la società ALFA ha un ROI maggiore del ROD: questo sta a significare che c’è spazio per nuovo indebitamento che produrrà un effetto benefico sulla redditività del ROE.

Invece la società BETA ha un ROD maggiore del ROI ed un eventuale nuovo indebitamento comporterebbe una diminuzione della redditività del ROE.

L’analisi qui descritta è bene che venga effettuata prendendo come dati di partenza l’ultimo bilancio affinché le decisioni da prendere siano consapevoli di eventuali squilibri sui futuri bilanci, documenti decisivi per gli istituti di credito che devono erogare il credito e per tutti gli stakeholders.


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