Speciale Pubblicato il 19/07/2019

TFR calcolo e rivalutazione giugno 2019

di Staff di Fiscoetasse

Risparmio rottamazione

Rivalutazione TFR giugno 2019 - Caratteristiche del trattamento di fine rapporto, modalità di calcolo e tassazione, i coefficienti 2017-2018-2019

L’indice dei prezzi al consumo per il mese di giugno 2019  comunicato dall'ISTAT è pari a 102,7 punti. Di conseguenza l' indice di rivalutazione del TFR  per il mese di giugno è pari a 1,190744%.

Il TFR (trattamento di fine rapporto) è stato cosi definito dalla legge del 25 maggio 1982 n.297,  la quale  ha modificato l’articolo 2120 c.c.,  variando il nome (in precedenza si chiamava "indennità di anzianità")  e molti aspetti della disciplina.  Dopo  tale modifica infatti sono stati anche previste importanti novità:

  • l' anticipazione di una parte degli importi  in corso di rapporto
  • la  costituzione di un fondo di garanzia contro l’insolvenza del datore di lavoro,
  • alcune disposizioni in materia pensionistica.

L'art.  2120 c.c., così  riformato, prevede che in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, il prestatore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto, indipendentemente dalla tipologia di contratto con cui  è stato assunto.  

Il trattamento viene costituito con  gli accantonamenti mensili  di quote di retribuzione da corrispondere al lavoratore e da liquidare in un’unica volta al termine del rapporto. Il diritto a questa prestazione si prescrive in 5 anni.

Il TFR ha  natura retributiva differita e previdenziale, nel senso che è volto  ad assicurare al lavoratore il sostegno economico necessario in attesa di nuova occupazione; la funzione previdenziale  è stata aggiunta successivamente,  infatti ora è prevista la possibilità di destinarlo ai c.d. fondi pensioni, integrativi della pensione pubblica.

Con la Legge di Stabilità 2015 era stata prevista la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di richiedere al proprio datore di lavoro l'erogazione in busta paga, come parte integrativa della retribuzione (Qu.I.R.), delle quote maturande del trattamento di fine rapporto (TFR). Non essendo stata prorogata da nuovi provvedimenti normativi,  la  possibilità di QUIR è cessata dal 1 luglio 2018.

tratto da "TFR ed elementi ai fini del calcolo - normativa e giurisprudenza" di A. De Blasio, nella Circolare del lavoro n. 35 del 22.9.2017.

I coefficenti del TFR dal 2005 al 2017 sono disponibili nella Circolare del Lavoro n.9 del 9.3.2018.  

TI POSSONO INTERESSARE ANCHE I SEGUENTI COMMENTI A SENTENZA:  

Calcolo TFR e polizze assicurative Cass. n. 4352/2018;  TFR e prescrizione del diritto- Cass. n. 8086/2016 

 

Calcolo TFR, versamento e trattamento fiscale

Il trattamento di fine rapporto viene calcolato, salvo diversa previsione  del contratto collettivo, sommando per ciascun anno di lavoro una quota equivalente e non superiore all'importo della retribuzione annua (comprensiva di tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro,  a titolo non occasionale ed esclusi i rimborsi spese)  divisa per 13,5.
Inoltre, ogni anno il TFR  accantonato è rivalutato ad un tasso composto, costituito dall'1.5% in misura fissa e dal 75% ,  dell' aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, come accertato dall'ISTAT rispetto al dicembre dell'anno precedente.

ESEMPIO DI CALCOLO 

  • Le quote accantonate fino al dicembre dell'anno precedente  si rivalutano  utilizzando il coefficiente in vigore alla data della cessazione 
  • Sul totale si applica il 17% di imposta sostitutiva   
  • Al totale si somma il TFR maturato nell'anno di riferimento e
  • si sottrae il contributo dovuto al Fondo Pensioni INPS (L.287-1992)

N.B. A decorrere dal 1° gennaio 2015 sono cambiate le modalità di tassazione del TFR (L. 190/2015)  per cui la rivalutazione  è soggetta all’imposta sostitutiva dell’17%. Normalmente l'imposta sostitutiva si calcola e si detrae dal Tfr al termine del periodo di imposta.

Il versamento deve essere effettuato:

  1. con acconto del 90% della rivalutazione maturata nell'anno precedente entro il 16 dicembre dell'anno di riferimento, tramite modello F24, con il codice tributo 1712, e
  2. a titolo di saldo entro il 16 febbraio dell'anno successivo, con il codice tributo 1713.

Si versa entro la stessa data del 16 febbraio anche l'imposta sostitutiva trattenuta precedentemente, in occasione della cessazione del rapporto di lavoro durante l'anno.

L’imposta sostitutiva non è dovuta per i contribuenti che aderiscono a una forma pensionistica complementare. In questo caso, infatti, il lavoratore è privo del Tfr che viene interamente destinato al fondo pensione.

L’anticipazione del TFR e l’indennità mortis causa

Il lavoratore che abbia  almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, un'anticipazione non superiore al 70 % sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta, la quale deve essere giustificata dalla necessità di:
1) eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
2) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile;
3) spese da sostenere durante il congedo parentale;
4) spese da sostenere per la formazione del lavoratore.

L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti dal trattamento di fine rapporto.
Condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali.
Inoltre i lavoratori dipendenti da datore di lavoro attivo nel settore privato, con rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, possono usufruire della possibilità di chiedere il pagamento mensile della quota maturanda del t.f.r., come parte integrante della retribuzione, direttamente in busta paga. Secondo la legge di stabilità del 2015, ciò è possibile nel periodo che va dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018; sono esclusi, in forza del dPCM 29/2015, i lavoratori delle seguenti tipologie:

  • domestici,
  • del settore agricolo
  • dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali, che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione.

I datori di lavoro che non sono in grado di far fronte alla  richiesta, possono accedere ad un finanziamento assistito da un fondo di garanzia presso l’I.N.P.S., per le imprese con  numero di lavoratori dipendenti inferiore a 50 unità.

Nel caso in cui il datore di lavoro sia sottoposto ad una procedura concorsuale o sia stato infruttuoso l'esperimento dei rimedi esecutivi sui suoi beni ed il credito sia certo, è possibile riscuotere il t.f.r. dal “Fondo di Garanzia per il t.f.r.” presso l' I.N.P.S., sia da parte dei lavoratori subordinati che dai soci lavoratori di cooperative 

In caso di morte del lavoratore, cosi come stabilito dall'art. 2122 c.c., il t.f.r. maturato viene corrisposto al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado, sotto forma di indennità sostitutiva o indennità mortis causa.

Rivalutazione TFR 2017 e 2018


I coefficienti  relativi ai mesi del  2017 sono i seguenti:

Coefficienti Rivalutazione 2017

Periodo in cui cessa il rapporto di lavoro

coefficiente di rivalutazione

Gennaio 2017 dal 15.01 al 14.02

0,349327

Febbraio 2017 dal 15.02 al 14.03

0,773430

Marzo 2017 dal 15.03 al 14.04

0,898430

Aprile 2017 dal 15.04 al 14.05

1,247757

Maggio 2017 dal 15.05 al 14.06

1,223205

Giugno 2017 dal 15.06 al 14.07

 1,273430

Luglio 2017 dal 15.07 al 14.08

1,398430

Agosto 2017 dal 15.08 al 14.09

 1,822532

Settembre 2017 dal 15.09 al 14.10

1,723205

Ottobre 2017 dal 15.10 al 14.11

1,698654

Novembre 2017 dal 15.11 al 14.12

1,748878

Dicembre 2017 dal 15.12 al 14.01.2018

2,098205

I coefficienti relativi al 2018 sono i seguenti: 

periodo in cui cessa il rapporto di lavoro 

COEFFICIENTI

RIVALUTAZIONE

Gennaio 2018

15 Gen/14 Feb 18

0,421736

Febbraio 2018

15 Feb/14 Mar 18

 0,546736

Marzo 2018

15 Mar/14 Apr 18  

0,820104

Aprile 2018

15 Apr/ 14 Mag 18  

0,945104

Maggio 2018

15 Mag/14 Giu 18

1,292656

Giugno 2018

15 Giu/14 Lug 18

1,566024

Luglio 2018

15 Lug /14 Ago 18

2,335312

Agosto 2018

15 Ago/14 Set 18

 2,089392

Settembre 2018

15 Set/14 Ott 18  

2,214392

Ottobre 2018

15 Ott/ 14 Nov 18  

2,191024

Novembre 2018

15 Nov /14 Dic 18

2,241840

Dicembre 2018

15 dic/14 Gen 2019

1,566024

Rivalutazione TFR 2019

Periodo in cui cessa il rapporto di lavoro

Indice ISTAT

Tasso mensile

Coefficiente di rivalutazione

Gennaio 2019

15 gennaio – 14 febbraio

102,2

0,125

0,198457

Febbraio 2019

15 febbraio – 14 marzo

102,3

0,250

0,396915

L’indice dei prezzi al consumo per il mese di  marzo  2019 è stato pari a 102,5 punti .Di conseguenza  il  coefficente di rivalutazione TFR  di marzo  2019 è pari a  0,66882958 (montante 1,00668830)

Ad aprile 2019 invece si applica l'indice dei prezzi al consumo pari a 102,6, per cui il coefficente di rivalutazione TFR  per le quote accantonate al 31 dicembre 2018 da applicare per le cessazioni tra il 15.04 e 14.05  per il mese di aprile è pari a 0,867287-

L’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di maggio è pari a 102,7. Di conseguenza il coefficiente di rivalutazione per la determinazione del trattamento di fine rapporto, accantonato al 31 dicembre 2018, per il mese di maggio 2019 è pari a 1,065744. 

L’indice dei prezzi al consumo per il mese di giugno 2019 è pari a 102,7 punti. Di conseguenza l' indice di rivalutazione del TFR  per il mese di giugno è pari a 1,190744%.




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