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Speciale Pubblicato il 17/05/2018

Calcolo TFR e rivalutazione fino ad aprile 2018

di Staff di Fiscoetasse

Le caratteristiche del TFR (trattamento di fine rapporto), modalità di calcolo, tutti i coefficienti dal 2017 ad aprile 2018

L’articolo 2120 c.c.  (Disciplina del trattamento di fine rapporto) ha subito un’importante modifica dalla legge del 25 maggio 1982 n.297,  la quale ne ha variato il nome ed ha introdotto alcune  novità. In precedenza si chiamava " indennità di anzianità", è stata ridefinita "trattamento di fine rapporto" o TFR .

Dopo  tale modifica sono stati anche previsti:

  • l' anticipazione di una parte degli importi  in corso di rapporto
  • la  costituzione di un fondo di garanzia contro l’insolvenza del datore di lavoro,
  • alcune disposizioni in materia pensionistica.

Il dispositivo dell'art 2120 c.c., così come riformato, prevede che in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, il prestatore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto, indipendentemente dalla tipologia di contratto con cui  è stato assunto.  

Il trattamento viene costituito con  gli accantonamenti mensili  di quote di retribuzione da corrispondere al lavoratore e da liquidare in un’unica volta al termine del rapporto.
L'art 2948 c.c. dispone inoltre che il diritto a questa prestazione si prescrive nel termine quinquennale.

Il TFR ha  natura retributiva differita e previdenziale, nel senso che è volto  ad assicurare al lavoratore il sostegno economico necessario in attesa di nuova occupazione; la funzione previdenziale  è stata aggiunta successivamente,  infatti oora è prevista la possibilità di destinarlo ai c.d. fondi pensioni, integrativi della pensione pubblica.

Con la Legge di Stabilità 2015  è stata poi prevista la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di richiedere al proprio datore di lavoro l'erogazione in busta paga, come parte integrativa della retribuzione (Qu.I.R.), delle quote maturande del trattamento di fine rapporto (TFR).

Tale opzione è valida, in base alla Legge di Stabilità 2015, per i periodi di paga tra il 1° marzo 2015 ed il 30 giugno 2018.

tratto da "TFR ed elementi ai fini del calcolo - normativa e giurisprudenza" di A. De Blasio, nella Circolare del lavoro n. 35 del 22.9.2017.

I coefficenti del TFR dal 2005 al 2017 sono disponibili nella Circolare del Lavoro n.9 del 9.3.2018.  Scopri la convenienza dell'abbonamento!

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Calcolo TFR e polizze assicurative Cass. n. 4352/2018;  TFR e prescrizione del diritto- Cass. n. 8086/2016 

Sul TFR in busta paga vedi anche TFR ecco la circolare di istruzioni ; e TFR in busta paga, aspetti da considerare.

Il calcolo del TFR

Il trattamento di fine rapporto viene calcolato, salvo diversa previsione della contrattazione collettiva, sommando per ciascun anno di lavoro una quota equivalente e non superiore all'importo della retribuzione annua (comprensiva di tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale ed esclusi i rimborsi spese)  divisa per 13,5.
Inoltre, ogni anno, con esclusione della quota maturata nell'anno, il TFR  accantonato è rivalutato ad un tasso composto, costituito dall'1.5% in misura fissa e dal 75%  dell' aumento dell'indice dei prezzi al consumo per e famiglie di operai ed impiegati, come accertato dall'ISTAT rispetto al dicembre dell'anno precedente.

 

L’anticipazione del t.f.r. e l’indennità mortis causa

Il lavoratore che abbia  almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, un'anticipazione non superiore al 70 % sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta, la quale deve essere giustificata dalla necessità di:
1) eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
2) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile;
3) spese da sostenere durante il congedo parentale;
4) spese da sostenere per la formazione del lavoratore.

L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti dal trattamento di fine rapporto.
Condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali.
Inoltre i lavoratori dipendenti da datore di lavoro attivo nel settore privato, con rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, possono usufruire della possibilità di chiedere il pagamento mensile della quota maturanda del t.f.r., come parte integrante della retribuzione, direttamente in busta paga. Secondo la legge di stabilità del 2015, ciò è possibile nel periodo che va dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018; sono esclusi, in forza del dPCM 29/2015, i lavoratori delle seguenti tipologie:

  • domestici,
  • del settore agricolo
  • dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali, che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione.

I datori di lavoro che non possono rispondere con proprie risorse alla richiesta, possono accedere ad un finanziamento assistito da un fondo di garanzia presso l’I.N.P.S., per le imprese aventi alle proprie dipendenze un numero di lavoratori inferiori a 50 unità.

Nel caso in cui il datore di lavoro sia sottoposto ad una procedura concorsuale o sia stato infruttuoso l'esperimento dei rimedi esecutivi sui suoi beni ed il credito sia certo, è possibile riscuotere il t.f.r. dal “Fondo di Garanzia per il t.f.r.” presso l' I.N.P.S., sia da parte dei lavoratori subordinati che dai soci lavoratori di cooperative 

In caso di morte del lavoratore, cosi come stabilito dall'art. 2122 c.c., il t.f.r. maturato viene corrisposto al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado, sotto forma di indennità sostitutiva o indennità mortis causa.

 

Rivalutazione TFR fino ad aprile 2018

Per il  mese di gennaio 2018  il coefficente di rivalutazione delle quote di trattamento di fine rapporto accantonate è pari a 0,421736 .  Il valore è stato  fissato a  seguito del comunicato Istat del 22 febbraio 2018, che ha stabilito in 101,5 l'indice nazionale dei prezzi al consumo.

A febbraio 2018,   il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto (Tfr) accantonate al 31 dicembre 2017 è pari a 0,546736. 

A marzo 2018  il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto (Tfr) accantonate al 31 dicembre 2017 a 0,820104.  L' Istat infatti ha stabilito in 101,7 l'indice nazionale dei prezzi al consumo, come da comunicato del 17 aprile 2018. 

Ad aprile  2018 il coefficiente per  le quote  accantonate al 31 dicembre 2017 è pari a 0,945104. L'indice Istat per aprile infatti è  pari a 101,7 invariato rispetto a marzo.  La differenza in percentuale rispetto a dicembre 2017, resta pari a  0,593472. Il tasso fisso è pari a 0,500. Sommando quindi il 75% (0,445104) più il tasso fisso , si ottiene il coefficiente di rivalutazione, pari a 0,945104.

I coefficienti  relativi ai mesi del  2017 sono i seguenti:

Coefficienti Rivalutazione 2017

Periodo

coefficiente

Gennaio 2017 dal 15.01 al 14.02

0,349327

Febbraio 2017 dal 15.02 al 14.03

0,773430

Marzo 2017 dal 15.03 al 14.04

0,898430

Aprile 2017 dal 15.04 al 14.05

1,247757

Maggio 2017 dal 15.05 al 14.06

1,223205

Giugno 2017 dal 15.06 al 14.07

 1,273430

Luglio 2017 dal 15.07 al 14.08

1,398430

Agosto 2017 dal 15.08 al 14.09

 1,822532

Settembre 2017 dal 15.09 al 14.10

1,723205

Ottobre 2017 dal 15.10 al 14.11

1,698654

Novembre 2017 dal 15.11 al 14.12

1,748878

Dicembre 2017 dal 15.12 al 14.01.2018

2,098205

 

 





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