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Speciale Pubblicato il 14/10/2020

Età e requisiti per la pensione dal 2020

di Redazione Fisco e Tasse

Tempo di lettura: 12 minuti
pensione vecchiaia anziani

Piccola guida ai requisiti e caratteristiche di pensione di vecchiaia, anticipata, APE, precoci e lavori usuranti, Quota 100, Opzione donna, Isopensione.Cos ci aspetta nel 2021?

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Negli ultimi anni si sono susseguite numerose modifiche legislative che hanno  cambiato  i requisiti e le età per andare in pensione. L'esigenza di fondo è ovviamente quelle di risparmiare sulla spesa previdenziale che è uno dei capitoli piu pesanti per il bilancio pubblico (Nel 2019 la spesa per pensioni  era pari al 14,1% del PIL complessivo e tra il 2021 e il 2022,  passerà da 295,5 miliardi a 304 miliardi ).

La situazione si è particolarmente aggravata negli ultimi anni per l'andamento demografico che vede da una parte l' invecchiamento della popolazione  dovuto all'aumento della vita media (o meglio speranza di vita) e contemporaneamente una forte  denatalità per cui le giovani generazioni, che pagano i contributi per pagare le pensioni, sono sempre meno numerose, e , per la crisi dell' occupazione, versano sempre meno contributi. 

Le principali riforme  previdenziali recenti sono:

  • la legge Fornero che ha  sancito il passaggio definitivo al  sistema contributivo,  ha codificato il  meccanismo che lega l'aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia e ha eliminato la pensione di anzianità (quella con 40 anni di contributi a qualsiasi età).
  • l'introduzione dell'APE , anticipo pensionistico a 63 anni,  con un prestito bancario agevolato , garantito anche gratuitamente ad alcune categorie  (APE SOCIALE) e della RITA , la  possibilità di anticipare la fruizione di quanto versato alla Previdenza complementare.
  • Il Decreto Legge su Quota 100, entrato in vigore il 29 gennaio 2019, che ha reintrodotto un pensionamento anticipato per gli iscritti alle gestioni INPS con 62 anni di età e 38 di contributi. Il decreto , pur andando in direzione opposta rispetto al contenimento della spesa, non modifica il sistema  di calcolo   quindi l'uscita  produce un assegno piu basso di quanto sarebbe al momento della pensione di vecchiaia, a causa dei  minori contributi versati. E' stato scelto soprattutto da lavoratori pubblici.

 Va ricordato  dunque  che oggi  il sistema prevede :

  • La pensione di vecchiaia  cui hanno diritto tutti i lavoratori  assicurati con la previdenza obbligatoria  e che all'età stabilita  per legge (67 anni dal 2019 al 2022, ma  che aumenterà progressivamente se aumenta la speranza di vita)  abbiano un' anzianità contributiva di almeno 20 anni.
  •  svariate modalità di pensionamento anticipato   rispetto all'età della pensione di vecchiaia (Pensione anticipata della legge Fornero, APE volontario o sociale, Isopensione, Quota 100, pensione anticipata per  mansioni usuranti  e per i lavoratori precoci, ecc.) che vedremo in dettaglio piu avanti.

Nelle ultime settimane sia per la grave crisi economica dovuta al Coronavirus e anche a seguito delle Osservazioni della Commissione europea che ha raccomandato di ripensare le misure di anticipo pensionistico  piu onerose, si parla  di non confermare la misura sperimentale di Quota 100 pur prevedendo la proroga di alcune misure che anticipano l'età per la pensione. Queste almeno le richieste dei sindacati che hanno trovato sponda presso la Ministra del lavoro Catalfo 

 Sono già iniziati gli incontri tra Governo e sindacati e tavoli tecnici di approfondimento . 

Su QUOTA 100 si puo attendere la scdenza del 2021 mentre  sul capitolo previdenza della nuova legge di bilancio 2021 dovrebbero trovare posto sia la proroga per Ape sociale che per Opzione Donna assieme a una nuova edizione dell’isopensione, un ampiamento dei contratti di espansione e una “staffetta generazionale”  con part-time negli ultimi tre anni di lavoro delavoratori piu anziani e corrispondenti  assunzioni con decontribuzione piena dei giovani 

Vedi  anche  Pensioni: si prepara  l'addio a Quota 100

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Su Quota 100 leggi anche "Quota100: cos'è,chi resta escluso, quanto si perde"

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1) Età e requisiti per la pensione di vecchiaia fino a fine 2022

Qual è l'età prevista  oggi dalla legge per  la pensione di vecchiaia?

Dal 2019 l'età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie.

 Nel decreto ministeriale del 5.11.2019 è stata confermata l'età di 67 anni anche per il biennio 2021-2022,  a seguito dei rilevamenti ISTAT che non hanno registrato un incremento della speranza di vita.

Il requisito dei  67 anni resterà valido  anche per ottenere l’assegno sociale fino a tutto il 2022.

Al requisito anagrafico si aggiunge il requisito contributivo di  20 anni: per raggiungerlo sono validi i contributi lavorativi e quelli versati per:

  • riscatti di laurea,
  • accrediti gratuiti del servizio militare ,
  • contribuzione figurativa correlata alla indennità di disoccupazione Naspi
  • maternità.

A seguito dell'introduzione del cumulo contributivo gratuito (legge 232/2016), i 20 anni possono essere raggiunti sommando  contributi  versati in tutte le gestioni Inps o anche presso Casse  professionali , purche in periodi non coincidenti.  Rientrano anche i contributi  accantonati in un altro Paese  della UE  o anche extra Ue, se è presente  una convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale .

Vediamo nella tabella seguente i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia fino al 2021:

 

REQUISITI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA ORDINARIA

con requisito contributivo 20 anni

 

dipendenti pubblici

dipendenti privati

lavoratori autonomi

lavoratrici settore privato

lavoratrici autonome

2017

66 e 7 mesi

66 anni e 7 e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

65 anni e 7 mesi

66 anni e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

2019

67

67

67

67

67

2020

67

67

67

67

67

2021

67 anni 

 

67 anni 

 

67 anni 

67 anni 

67 anni 

2022

67 anni 67 anni 67 anni 67 anni 67 anni 

Sono ancora valide alcune deroghe per alcune categorie di lavoratori previste dalla legge Amato (decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503; n. Circolare INPS n. 16/2013) per i quali sono sufficienti 15 anni di contributi versati.

E' prevista anche una pensione di vecchiaia con solo 5 anni di contributi effettivamente versati  , non precedenti il 1996 (esclusi i figurativi) che si raggiunge nel 2019 e 2020 a 70 anni:

NOTA BENE : I lavoratori che non hanno contributi prima del 1996 per potere andare in pensione a 67 anni, devono anche avere un valore dell’assegno lordo mensile pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (per il 2019 pari a 458 euro).

 

REQUISITI ANAGRAFICI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA

con  requisito contributivo 5 anni (solo contributi versati dopo il 1995)

 

uomini

donne

2018

70 anni e 7 mesi

70 e 7 mesi

2019

71 anni

71 anni

2020

71 anni

71 anni

2021

71 e 3 mesi

71 e 3 mesi

 

 

2) L'adeguamento alla speranza di vita con la legge di stabilità 2019

Come detto, il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e perfezionato dalla riforma Monti-Fornero del 2011,  sulla base  dell’ innalzamento della vita media della popolazione italiana,   per arginare i costi  sempre piu alti delle pensioni.

La norma prevede che il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT che definiscono la speranza di vita delle successive generazioni, con la modifica  dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento  è stato nel  2013 ( pari a 3 mesi).  La  Legge di Bilancio 2018  ha  modificato il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

- che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento,  rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;

- che gli adeguamenti (a decorrere da quello operante dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi (con recupero dell'eventuale misura eccedente in occasione dell'adeguamento o degli adeguamenti successivi);

- che eventuali variazioni negative devono essere recuperate in occasione degli adeguamenti successivi (mediante compensazione con gli incrementi che deriverebbero da tali adeguamenti);

 -  l’esclusione dall'adeguamento all'incremento della speranza di vita  per la pensione di vecchiaia e  pensionamento anticipato, per specifiche categorie di lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS ex articolo 2, comma 26, della L. 335/1995 , cioè addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose, svolte per piu di 6 anni negli ultimi 7  (o 7 su dieci) , con anzianita contributiva di 30 anni.

3) Età pensione anticipata ordinaria, Isopensione, APE , Precoci

Vediamo ora le principali modalita di pensionamento anticipato attualmente in vigore:

PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA, a qualsiasi età; è riservata ai lavoratori iscritti alle gestioni INPS e richiede nel 2019:
• 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini (2227 settimane)
• 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne (2175 settimane)


Va ricordato che il DL 4 2019 ha previsto una finestra mobile di tre mesi tra il momento della maturazione del requisito e  la decorrenza,  ovvero il momento in cui si percepisce effettivamente l'assegno di pensione.

REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

lavoratori con contributi versati sia prima che dopo il 1995 - sistema di calcolo misto o contributivo

 

lavoratori

lavoratrici

2017

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

DAL 2019 AL 2026 

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

ISOPENSIONE:  è fruibile  nelle  grandi aziende (con piu di 15 dipendenti) interessate ad anticipare la pensione di una parte del  personale, per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per la  pensione di vecchiaia nei 7 anni successivi, cioe con 7 anni di anticipo rispetto all'età per la pensione di vecchiaia .

 E' necessario un accordo  di esodo   con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La norma si applica nel triennio 2018-2020 con il limite dei 7 anni e dal 2021 si tornerà alla formulazione originaria della legge Fornero, che prevedeva un massimo di 4 anni mancanti. 

E' una modalità costosa per i datori di lavoro a cui è richiesto il versamento dell'assegno pensionistico e  dei contributi mancanti fino al raggiungimento dell'età per la pensione.

APE VOLONTARIO (NON PIU IN VIGORE):  si poteva  richiedere  fino al 31.12.2019 , avendo già compiuto  63 anni, e con meno di  3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile, avendo 20 anni almeno di contributi. Prevedeva un prestito garantito dalla pensione da restituire nei 20 anni successivi tramite una decurtazione sull'assegno pensionistico. Il  costo per il lavoratore risultava  dimezzato grazie un corrispondente credito di imposta.

APE SOCIALE:   E' una possibilità di anticipo pensionistico riservata a  lavoratori del cd. categorie deboli: disoccupati, disabili  o che assistono parenti di primo o secondo grado con disabilità o gravi patologie invalidanti, lavoratori precoci o addetti a mansioni gravose.Gli altri  requisiti sono : 63 anni compiuti,  almeno 30/36 di contributi .

Si riceve una  indennità INPS, pari al massimo a 3 volte l'assegno sociale,  fino al momento della pensione di vecchiaia. 

Questa misura è stata confermata dalla  legge di bilancio 160 2019 anche per il 2020. Le prime  indiscrezioni sulla manovra 2021 in preparazione annunciano un ulteriore proroga per il 2021, anche sulla base della crisi economica provocata dal Covid 19.

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI CD  "PRECOCI" (con almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età):  a qualsiasi età ma con 41 anni di contributi versati. Devono pero trovarsi anche in una delle seguenti condizioni:

  • stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale 
  • invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle competenti commissioni mediche 
  • assistenza, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap ( legge 5 febbraio 1992, n. 104), ovvero anche  di secondo grado, se convivente e se  i genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni oppure siano deceduti o  affetti da patologie invalidanti;
  • svolgimento di attività particolarmente faticose e pesanti (d.lgs n. 67/2011) o gravose (per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa ( v. paragafo seguente)

4) Pensionamento anticipato lavoratori con mansioni usuranti o gravose

PENSIONE ANZIANITA' LAVORI USURANTI

Per i lavoratori addetti a mansioni usuranti  o gravose e pesanti definite dal d.lgs n. 67 2011 e dalla  legge  di stabilità 2018,  resta ancora in vigore il sistema delle Quote, come da schemi seguenti :
Lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti  per almeno 78 giorni/notti  in un  anno:

dipendenti

 quota 97,6 e

età minima 61 anni e 7 mesi

autonomi (o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 98,6

età minima  62 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

    Lavoratori notturni a turni, con un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

dipendenti

 quota 98,6 e

età minima 62 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 99,6

età minima di 63 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

Lavoratori notturni a turni con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

        dipendenti

 quota 99,6 e

età minima 63 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 100,6

età minima  64 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

NOTA BENE: Questi requisiti restano validi fino al 31.12.2026,  infatti la  legge di stabilità 2019 del Governo Conte  ha sospeso, per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della  speranza di vita (V. circolare INPS n. 126 del 28 dicembre 2018).

Inoltre:

  • la Legge di stabilità 2017  ha eliminato la  la cd."finestra" di accesso  di 12-18 mesi 
  • La Legge di Bilancio 2018   ha stabilito che per  la pensione anticipata  dei dipendenti che svolgano lavoro notturno per meno di  78 giorni l'anno  impiegati  nell'industria su turni di 12 ore, i giorni lavorativi effettivamente svolti sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5.
  • La legge di stabilità 2019 ha reintrodotto una finestra di accesso di tre mesi  per  i lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019  (dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa cd. finestra).

5) La pensione anticipata con Opzione Donna e Quota 100

OPZIONE DONNA 

E' una possibilità riservata alle lavoratrici introdotta dalla legge  243 2004 in via sperimentale ,  di andare in pensione con il sistema di calcolo contributivo   con  35 anni di contribuzione  (con esclusione dei contributivi figurativi)  a:

  • 57 anni per le lavoratrici dipendenti e
  • 58 anni per le lavoratrici autonome.

Inoltre la decorrenza dell'assegno veniva  posticipata di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 per le autonome. E' stata poi prorogata dalla legge 232/ 2016 per il 2017 e 2018 e dal decreto legge 4/2019 per il 2019.

Anche la legge di bilancio 2020 (L.160 2019) ha prorogato nuovamente la durata dell'agevolazione . Si riconferma la finestra di accesso 12/18 mesi prima dell'erogazione dell'assegno pensionistico.

Opzione donna ( accesso a pensione anticipata con calcolo contributivo)

Requisito età  da raggiungere  entro il 31.12.2019:

 lavoratrici dipendenti 

58 anni 

lavoratrici autonome

59 anni

 QUOTA 100 

E' la misura sperimentale in vigore SOLO per il triennio 2019-2021 introdotta dal Decreto legge 4 2019 .

Prevede l’uscita anticipata al raggiungimento di quota 100 some somma di  62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva. E' riservata agli iscritti alle Gestioni INPS del settore sia pubblico che privato.

Sono previste finestre mobili di posticipo della decorrenza di 3 mesi  per i dipendenti di aziende private e di 6 mesi per i dipendenti del pubblico impiego rispetto al momento della maturazione dei requisiti.

La misura è molto discussa per il peso economico sulle casse INPS e la piccola porzione di lavoratori interessati (serve una carriera lavorativa molto stabile, infatti è stata richista soprattutto da lavoratori pubblici) . Parte dell'odierna maggioranza ritiene che sarebbe da eliminare o modificare per utilizzare le risorse già stanziate per categorie piu svantaggiate, come i lavoratori addetti a mansioni  usuranti.


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 Casiraghi Luigi Casiraghi Luigi - 24/06/2020
buongiorno sono luigi ho 57 anni ed ho 40 di contributi, quando posso andare in pensione?
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 ANTO ANTO - 22/06/2020
HO 59 ANNI HO SEMPRE LAVORATO IN PROPRIO VERSATO CONTRIBUTI X 10 ANNI + QUALCHE MESE GESTIONE SEPARATA SONO INVALIDO AL 100% CAUSA TUMORE METASTATICO INVALIDANTE NON RIESCO A LAVORARE, PERCEPISCO PENSIONE DI INVALITA' DI € 280,00 E POSSIBILE RICHIEDERE PENSIONE CHE SUPERI L'IMPORTO POCO GRATICIFANTE DELL'INVADITA' GRAZIE A CHI MI RISPONDE
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 campi tiziana campi tiziana - 28/02/2020
ho 58 anni di eta e38 di versamenti ho diritto a opzione donna e quando vado in pensione
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 Maurizio Maurizio - 16/01/2020
Buongiorno a tutti ! Compio 62 anni il 21 Novembre 2021 e ho versamenti per Anni - 3 Mesi 148 -Settimane 1149 - giorni 10 ( questo è quanto risulta dal mio estratto conto retributivo ) ho cominciato a lavorare a 15 anni ! volevo sapere se potrò andare in pensione con quota 100 pagando volontariamente i contributi mancati per arrivare a 38 anni di versamenti Grazie a chi mi risponderà Maurizio
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 Orietta Orietta - 15/01/2020
Volevo sapere se la quota 100 vale solo 62 anni 38 anni lavorati o vale anche 61 /39 .questo non viene mai specicificato..Grazie
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 Ravizza Pedro Pablo Ravizza Pedro Pablo - 05/01/2020
Buongiorno, vorrei sapere la seguente questione Buongiorno, vorrei sapere la seguente questione: avendo all´INPS 750 settimane di contributi come dipendente dal 01/11/1970 al 15/07/1991 (fondo FPLD); avendo in Brasile all`INSS 43 settimane di contributo(obrigatori) dal 20/05/1004 al 25/03/1995, posso chiedere la pandione di vecchiaia ? Faccio presente che risiedo in Brasile , ho 67 anni e sono cittadino Italiano. Vi ringrazio per la risposta e cordiali saluti. Ravizza Pedro Pablo ;
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 Aurelio Moretti Aurelio Moretti - 08/01/2020
Oltre a una pensione So percepisco anche due Trattamenti pensionistici: una pensione Vo integrata al minimo e una prestazione pensionistica complementare a titolo di reversibilità, NON a carico dell'A.G.O., ma a carico di una azienda privata che possiede un "Fondo di integrazione ai trattamenti di previdenza per i dipendenti delle aziende municipalizzate del gas". Questa pensione non dovrebbe essere valutata AI FINI DEL CUMULO con le pensioni ai superstiti e quindi non dovrebbe produrre nessuna riduzione della pensione So INPS: il Ministero del lavoro si è espresso (telegramma 7/60351/L. 335/95 del 12/2/1996) affermando che in caso di titolarità di più pensioni ai superstiti, queste pensioni devono essere escluse dal computo dei redditi da valutare ai fini dell'applicazione del cumulo con le pensioni in parolE' corretto invece che l'INPS la consideri ai fini della determinazione del cumulo e proceda di conseguenza a decurtarne una quota (25%) perchè cumulabile, secondo l'Istituto, con i redditi?
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 Gianluca Gianluca - 02/01/2020
Grazie
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 Gianluca Gianluca - 28/12/2019
Ad ottobre 2021 avro' 62 anni e 38 di contribuzione, posto che con i 3 mesi della finestra percepiro' la pensione nel 2022 (post triennio di quota 100) potro' ugualmente andare in pensione con questa modalita'? Grazie
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 Susanna Finesso Susanna Finesso - 02/01/2020
Buongiorno Gianluca , si, fa testo il momento in cui si maturano i requisiti: hanno diritto a uscire con quota 100 coloro che raggiungono l'età e la contribuzione richiesta entro il 31.12.2021. La finestra è un espediente tecnico amministrativo per posticipare la spesa. Questo vale comunque se non intervengono nei prossimi mesi modifiche legislative. Cordiali saluti e auguri di Buon Anno.
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 bruno bruno - 12/10/2019
tutti numeri per fegarci, autonomo, 60 anni. 41anni e2 mesi di contributi. Tra finestra di uscita e cazzate varie Se ne parla a ottobre 2021, prima di allora saro gia bell'e morto, ma se sono ancora vivo non rimane molto tempo, e poi per prendere poco di piu di una minima. Se dovessero ridarmi i soldi versati tra tasse e contributi in 41anni a 1000 € al mese dovrei vivere fino ai 120 anni. e questa si chiama previdenza?
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 BRUNO DIMARIA BRUNO DIMARIA - 10/09/2019
BUONGIORNO MIA MOGLIE HA 61, CIRCA 41 CONTRIBUTI QUANDO ANDRA IN PENSIONE?
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 seminati morena seminati morena - 21/08/2019
ho 51 anni e 37 anni di lavoro quando posso andare in pensione
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 Rossi M. Rossi M. - 15/08/2019
Buongiorno, ho 64 anni, 35 anni di contributi più 1 anno di militare, quando potrò andare in pensione, tra l'altro assisto un parente di primo grado con L.104 art.3 comma 3.
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 ANTONINO ANTONINO - 22/07/2019
HO 64 ANNI E 42 ANNI E 6 MESI DI SERVIZI ENTE LOCALE QUANDO POTRO ANDARE IN PENSIONE
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 mariagrazia iacovone mariagrazia iacovone - 22/06/2019
Assunta il 21.01.1981. Ho precedente 1 anno 1979/1980periodo fuori ruolo regolarmente riscattato. Sono nata nel 1960. Quando potr andare in pensione
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 Giuliana Greco Giuliana Greco - 07/03/2019
Vorrei sapere, per cortesia, se esiste ancora il collocamento obbligatorio n quiescenza da parte della P.A. per chi ha il massimo di contributi ma non ha raggiuntonel 2020 il limite ordinamentale di 67 anni. per la precisione se, con il consenso del dipendente, l'Amministrazione può lasciarlo in servizio. Grazie
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 marco marco - 19/01/2019
A maggio 2019 faccio 41 anni di contributi e compio 56 anni. Ho cominciato a lavorare a 15 anni sempre nella stessa azienda versando tutti contributi. Posso richiedere la pensione come precoce.
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 nadia vitruk nadia vitruk - 16/04/2018
ho 72 anni sono ucraina e dal 2001 sono in italia e lavoro come colf ho sempre pagato i contributi e vorrei tornare dai miei familiari quando potro andare in pensione
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 roberto roberto - 27/02/2018
ho 54 anni e 38 anni di contributi. io potrei avere i requisiti per l'isopensione ?
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 lino lino - 20/01/2018
Mia moglie ha 56 anni, ha iniziato a lavorare all' età di 15 anni (1976) a tempo indeterminato, maturando oltre 12 mesi di contributi al 19° anno di età. Il 31/03/2016 è stata licenziata per superamento limite comporto (per problemi cardiaci) di cui gli hanno accettato la domanda di inabilità per meno di un terzo riguardo le mansioni che svolgeva (operaia tessile). Il 28/04/2016 ha ottenuto la NASPI, che scade il 28/04/2018. Dall' estratto (on line) contributivo previdenziale dell' INPS, dal conteggio a oggi 31/12/2017 risultano 2127 settimane compresi quelli figurativi. Potrebbe in questo caso fare domanda per precoci quota 41? Ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti
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 Gioioso Di Dio Gioioso Di Dio - 23/04/2017
Ho 56 anni. Sono un Insegnante nella scuola media superiore pubblica da 30 anni. Lo stress quotidiano lavorativo, tra ore di lezione e infinite riunioni pomeridiane, la frustrazione di non potere ottenere far raggiungere gli obiettivi professionali agli studenti della scuola secondaria superiore grazie alla Riforma Renzi, la frustrazione di dovere rincorrere anno per anno punti a livello di aggiornamento, punti a livello di collaborazione con la Dirigenza, punti a livello dell'insegnamento (ricerca/azione e continuo miglioramento dell'insegnamento) mi hanno portato alla soluzione di licenziarmi. Io non riesco più a sostenere i ritmi stressanti e alienanti dell'insegnamento. Ho deciso di vendere l'unica casa che possiedo, dove vivo attualmente, per realizzare una piccola somma che mi permetta di continuare a versare contributi volontari e di sopravvivere (da poveraccio) fino alla mia età pensionabile. Posso realizzare almeno questa soluzione secondo la normativa attuale? Grazie 23/04/2017
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 Miky Miky - 20/02/2017
Nell'articolo si parla al passato della pensione di anzianità, siccome questa APE sarebbe l'ennesima fregatura operata in danno dei lavoratori dipendenti, non vorrei che, per obbligarci a questa opzione, avessero abolito la pensione di anzianità. In merito all'adeguamento della "speranza di vita", faccio notare che le notizie degli ultimi anni ci dicono che per le donne la soglia è diminuita ( e non poteva essere altrimenti, visto come siamo sfruttate), la domanda è: come mai si pensa solo ad aumentare l'età pensionabile ? l'ipotesi contraria, visto che si sta verificando, non è prevista ? E infine un appunto: faccio presente che dopo i 60 anni, anche stare seduti otto ore consecutive dietro una scrivania "diventa USURANTE", la nostra classe medica lancerà l'allarme quando ormai saremo morti, comunque vi posso assicurare che lo Stato Italiano, oltre ad avere RUBATO anni di vita (posticipando l'età pensionabile) ci sta condannando ad una vecchiaia di stenti e malattia. Questi ultimi anni di lavoro sono una "TORTURA" alla quale ci dobbiamo sottoporre per non cadere nelle tagliole degli anticipi pensionistici, ma, quello che guadagnamo sull'importo della pensione lo rimettiamo un salute, e anche questo sarà un costo che lo Stato farebbe meglio a valutare. A meno che non pensino di obbligarci a morire quando non gli conviene più.
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 Antonella Luchena Antonella Luchena - 24/01/2017
Ieri ho partecipato al convegno "Tutto pensioni 2017" organizzato da "Il Sole 24 ore" e colgo una inesattezza nell'articolo pubblicato da "Fisco e Tasse" l'11/01/2017 dove si legge che per accedere all' anticipo pensionistico APE volontaria, l'importo dell'assegno erogato al netto della rata del prestito, dovrà essere superiore a 983, 71 euro. Ciò non è corretto in quanto la norma non fa riferimento all'assegno pensionistico al netto della rata mensile di rimborso del prestito e quindi, per l'accesso all'APE, in presenza di tutti gli altri requisiti, è sufficiente una pensione lorda mensile di circa euro 700,00 (1,4 volte la pensione minima, oggi pari a euro 501,89).
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 Susanna Susanna - 26/01/2017
Salve Antonella in realta la norma fa proprio espresso riferimento all'assegno al netto della rata mensile: le riporto il testo del comma 167 art. 1 L. 232/2016: "L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, (...) purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Ha ragione però sull'importo necessario ( al netto della rata) : il trattamento minimo per 1,4 dà 702, 65 euro . Per errore il calcolo è stato fatto due volte. provvediamo a correggere e la ringraziamo molto per la segnalazione. Cordiali saluti
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