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ETÀ E REQUISITI PER ANDARE IN PENSIONE 2024

Età e requisiti per andare in pensione 2024

Piccola guida ai requisiti anagrafici e contributivi per: pensione di vecchiaia, anticipata, APE, lavori usuranti, Quota 103, Opzione donna, Isopensione

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Negli ultimi anni si sono susseguite numerose modifiche legislative che hanno  cambiato  i requisiti e le età per andare in pensione. L'esigenza di fondo è  di risparmiare sulla spesa previdenziale che è uno dei capitoli piu pesanti per il bilancio pubblico 

La situazione si è particolarmente aggravata negli ultimi anni per l'andamento demografico, che vede :

  1. da una parte l' invecchiamento della popolazione, dovuto all'aumento della vita media (o meglio speranza di vita) e, contemporaneamente,
  2.  una forte  denatalità per cui le giovani generazioni, che pagano i contributi per finanziare le pensioni, sono sempre meno numerose, e, per la crisi dell' occupazione stabile, versano sempre meno contributi. 

Le principali riforme  previdenziali recenti sono:

  • la legge Fornero che ha  sancito il passaggio definitivo al  sistema contributivo,  ha codificato il  meccanismo che lega l'aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia e ha eliminato la vecchia pensione di anzianità (quella con 40 anni di contributi a qualsiasi età).
  • l'introduzione dell'APE VOLONTARIO , anticipo pensionistico a 63 anni,  con un prestito bancario agevolato, garantito gratuitamente ad alcune categorie  (APE SOCIALE) e della RITA , la  possibilità di anticipare la fruizione di quanto versato alla Previdenza complementare.
  • Quota 100, pensionamento anticipato per gli iscritti alle gestioni INPS con 62 anni di età e 38 di contributi. Il decreto non è stato rinnovato dopo il periodo sperimentale ma è stato sostituito da Quota 102, nel 2022 e Quota 103 per 2023 e 2024

 Va ricordato  dunque  che oggi  il sistema prevede:

  • La pensione di vecchiaia  cui hanno diritto tutti i lavoratori  assicurati con la previdenza obbligatoria  e che all'età stabilita  per legge (67 anni , confermati fino al 2026 , che aumentano  progressivamente se sale  la speranza di vita)  e  abbiano un' anzianità contributiva di almeno 20 anni.
  •  svariate modalità di pensionamento anticipato   rispetto all'età della pensione di vecchiaia (Pensione anticipata della legge Fornero, APE volontario o sociale, Isopensione, Quota 103, pensione anticipata per  mansioni usuranti  e lavoratori precoci, Opzione Donna , che vediamo nei paragrafi seguenti.

Leggi le  novità  per il 2024 in : "Pensioni le novità in legge di bilancio"


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1) Età e requisiti per la pensione di vecchiaia, ordinaria e contributiva nel 2024

Qual è l'età prevista  oggi dalla legge per  la pensione di vecchiaia?

Dal 2019 l'età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie.

Nel decreto ministeriale del 5.11.2019 è stata confermata l'età di 67 anni fino al 2026,  a seguito dei rilevamenti ISTAT che non hanno registrato un incremento della speranza di vita.

Il requisito dei  67 anni resterà valido  anche per ottenere l’assegno sociale

Al requisito anagrafico si aggiunge il requisito contributivo di  20 anni: per raggiungerlo sono validi i contributi lavorativi e quelli versati per:

  • riscatti di laurea,
  • accrediti gratuiti del servizio militare ,
  • contribuzione figurativa correlata alla indennità di disoccupazione Naspi
  • maternità.

A seguito dell'introduzione del cumulo contributivo gratuito (legge 232/2016), i 20 anni possono essere raggiunti sommando  contributi  versati in tutte le gestioni Inps o anche presso Casse  professionali, purche in periodi non coincidenti.  

Rientrano anche i contributi  accantonati in un altro Paese  della UE  o anche extra Ue, se è presente  una convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale.

Vediamo nella tabella seguente i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia fino al 2023:

 

REQUISITI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA ORDINARIA

con requisito contributivo 20 anni

 

dipendenti pubblici

dipendenti privati

lavoratori autonomi

lavoratrici settore privato

lavoratrici autonome

2017

66 e 7 mesi

66 anni e 7 e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

65 anni e 7 mesi

66 anni e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

2019

67

67

67

67

67

2020-2023

67

67

67

67

67

NOTA BENE : I lavoratori che non hanno contributi prima del 1996 devono anche avere un valore dell’assegno lordo mensile pari all’importo del trattamento minimo  (per il 2024 è pari a  598,61 euro).

Sono ancora valide  anche le deroghe per alcune categorie di lavoratori previste dalla legge Amato (decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503; n. Circolare INPS n. 16/2013) per i quali sono sufficienti 15 anni di contributi versati.

PENSIONE  DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA

E' prevista anche una pensione di vecchiaia con solo 5 anni di contributi  versati, non precedenti il 1996 (esclusi i figurativi) che si raggiunge nel  2024 a 71 anni.

Il calcolo dell'assegno di pensione  in questo caso è effettuato con il sistema contributivo.

 

REQUISITI ANAGRAFICI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA 

con  requisito contributivo 5 anni (solo contributi versati dopo il 1995)

 

uomini

donne

2018

70 anni e 7 mesi

70 e 7 mesi

2019

71 anni

71 anni

2020-2025

71 anni

71 anni

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2) L'adeguamento alla speranza di vita: come funziona

Come detto, il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e perfezionato dalla riforma Monti-Fornero del 2011,  sulla base  dell’ innalzamento della vita media della popolazione italiana,  con il fine di arginare i costi  sempre piu alti della previdenza.

La norma prevede che il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT che definiscono la speranza di vita delle successive generazioni, con modifica  dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento  è stato nel  2013 ( pari a 3 mesi).  La  Legge di Bilancio 2018  ha  modificato il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

- che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento,  rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;

- che gli adeguamenti (a decorrere da quello operante dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi (con recupero dell'eventuale misura eccedente in occasione dell'adeguamento o degli adeguamenti successivi);

- che eventuali variazioni negative devono essere recuperate in occasione degli adeguamenti successivi (mediante compensazione con gli incrementi che deriverebbero da tali adeguamenti);

 -  l’esclusione dall'adeguamento all'incremento della speranza di vita  per la pensione di vecchiaia e  pensionamento anticipato, per specifiche categorie di lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS ex articolo 2, comma 26, della L. 335/1995 , cioè addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose, svolte per piu di 6 anni negli ultimi 7  (o 7 su dieci) , con anzianità contributiva di 30 anni.


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3) Età pensione anticipata ordinaria, contributiva, Isopensione, APE sociale Precoci

Vediamo ora le principali modalità di pensionamento anticipato attualmente in vigore:

PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

Si accede  a qualsiasi età; è riservata ai lavoratori iscritti alle gestioni INPS e richiede:
• 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini (2227 settimane)
• 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne (2175 settimane)

Va ricordato che il DL 4 2019 ha previsto una finestra mobile di tre mesi tra il momento della maturazione del requisito e  la decorrenza,  ovvero il momento in cui si percepisce effettivamente l'assegno di pensione.


REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

lavoratori con contributi versati sia prima che dopo il 1995 - sistema di calcolo misto o contributivo

 

lavoratori

lavoratrici

2017

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

DAL 2019 AL 2026 

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi


PENSIONE ANTICIPATA CONTRIBUTIVA

Con la legge di bilancio 2024 viene riscritta la disciplina della Pensione anticipata per i lavoratori soggetti al regime interamente contributivo ovvero che hanno contributi versati SOLO dopo il 1995.  I nuovi  requisiti sono:

  1. 64 anni di età 
  2. 20 di contributi versati (non figurativi)
  3. importo minimo dell'assegno pari a 3 volte l'assegno sociale oppure 2,8 volte per le donne con 1 figlio  e 2,6 volte per le donne con almeno  2 figli.

si prevede anche un tetto massimo di assegno erogabile fino all'età della pensione di vecchiaia, pari a 5 volte il minimo (nel 2024  quindi,  tetto di 2993 euro lordi mensili) 

ISOPENSIONE:  

è fruibile  nelle  grandi aziende (con più di 15 dipendenti) interessate ad anticipare la pensione di una parte del  personale, per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia nei 7 anni successivi.

 La legge di bilancio 2024 ha  riconfermato l'agevolazione  e anche per il 2024: l'accesso resta fissato ad un massimo di 7 anni prima del raggiungimento dei requisiti  per la  pensione ordinaria.  

 Su questo regime va  ricordato che:

  • è necessario un accordo  di esodo   con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
  • E' una modalità costosa per i datori di lavoro a cui è richiesto il versamento dell'assegno pensionistico e  dei contributi mancanti fino al raggiungimento dell'età per la pensione.

APE VOLONTARIO (NON PIU IN VIGORE)

si poteva  richiedere  fino al 31.12.2019 , avendo già compiuto  63 anni, e con meno di  3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile, avendo 20 anni almeno di contributi. Prevedeva un prestito garantito dalla pensione da restituire nei 20 anni successivi tramite decurtazione sull'assegno. Il  costo per il lavoratore risultava  dimezzato grazie un corrispondente credito di imposta.

APE SOCIALE

 E' una possibilità di anticipo pensionistico riservata a  lavoratori delle cd. categorie deboli: 

  1. disoccupati,
  2.  disabili  (per almeno il 74%)
  3. "CAREGIVER" ovvero chi assiste parenti di primo o secondo grado con disabilità o gravi patologie invalidanti, 
  4.  addetti a mansioni gravose.

Gli altri  requisiti , modificati dal 2024 sono : 

  • 63 anni e 5 mesi di età,  
  • almeno 30/36 /32 di contributi versati  (in base alla categoria)

Si riceve una  indennità INPS, pari al massimo a 3 volte l'assegno sociale,  fino al momento della pensione di vecchiaia. 

Come detto questo regime è stato confermato con la nuova legge di bilancio anche per il 2024  con modifica anche della possibilità di cumulo con redditi da lavoro, fissata ora a un massimo di 5mila euro annui.

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI CD  "PRECOCI" 

Si accede a qualsiasi età ma con 41 anni di contributi versati   e con almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età:  

Necessario anche il possesso di uno dei  seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale 
  • invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle competenti commissioni mediche 
  • assistenza, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente  convivente con handicap
  • svolgimento di attività  usuranti (d.lgs n. 67/2011) o gravose (per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa ( v. paragrafo seguente).

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4) Età pensione per i lavoratori con mansioni usuranti o gravose

PENSIONE ANZIANITA' LAVORI USURANTI

Per i lavoratori addetti a mansioni usuranti  o gravose e definite dal d.lgs n. 67 2011 e dalla  legge  di stabilità 2018,  resta ancora in vigore il sistema delle Quote, come da schemi seguenti:
Lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti  per almeno 78 giorni/notti  in un  anno:

dipendenti

 quota 97,6 e

età minima 61 anni e 7 mesi

autonomi (o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 98,6

età minima  62 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

    Lavoratori notturni a turni, con un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

dipendenti

 quota 98,6 e

età minima 62 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 99,6

età minima di 63 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

Lavoratori notturni a turni con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

        dipendenti

 quota 99,6 e

età minima 63 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 100,6

età minima  64 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

NOTA BENE: Questi requisiti restano validi fino al 31.12.2026,  infatti la  legge di stabilità 2019 del Governo Conte  ha sospeso, per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della  speranza di vita (V. circolare INPS n. 126 del 28 dicembre 2018).

Inoltre:

  • la Legge di stabilità 2017  ha eliminato la  la cd."finestra" di accesso  di 12-18 mesi 
  • La Legge di Bilancio 2018   ha stabilito che per  la pensione anticipata  dei dipendenti che svolgano lavoro notturno per meno di  78 giorni l'anno  impiegati  nell'industria su turni di 12 ore, i giorni lavorativi effettivamente svolti sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5.
  • La legge di stabilità 2019 ha reintrodotto una finestra di accesso di tre mesi  per  i lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019  (dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa cd. finestra).

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5) Età pensione anticipata Opzione Donna - Quota 103 - Contratto di espansione

OPZIONE DONNA 

E' una possibilità riservata alle lavoratrici introdotta dalla legge  243 2004 in via sperimentale ma prorogata  fino ad oggi,  di andare in pensione con il sistema di calcolo contributivo   con  35 anni di contribuzione  (con esclusione dei contributivi figurativi) 

Dal 2024 è richiesta l'età di 61 anni per tutte le categorie di lavoratrici con sconto fino a 2 anni per chi ha figli, e l'appartenenza a specifiche categorie.

Leggi in merito Opzione donna: proroga 2024 


Opzione donna ( accesso a pensione anticipata con calcolo contributivo)

Requisito età  da raggiungere  entro il 31.12.2023

 lavoratrici dipendenti 

61 anni 

lavoratrici autonome

61 anni

lavoratrici con figli meno 1 anno per ogni figlio , con limite di 2 anni di sconto 


QUOTA 103 

E' la misura transitoria  prorogata per  il 2024 dalla legge di bilancio 213 2023,  con lo scopo di  evitare il brusco passaggio da Quota 100 ai regimi ordinari.

L'età per andare in pensione è fissata a

  • 62 anni di età e 
  • 41 anni di anzianità contributiva.

ATTENZIONE  Dal 2024 sono previste modifiche riguardanti l'assegno che  sarà soggetto a calcolo con regime interamente contributivo

Per approfondire gli altri requisiti  e il limite all'assegno pensionistico  e l'incentivo fiscale per chi resta al lavoro vedi Quota 103 nuove istruzioni per il posticipo pensione

CONTRATTO DI ESPANSIONE : STOP DAL 2024

Il contratto di espansione introdotto nel 2019 dal decreto Crescita in forma sperimentale e progressivamente ampliato prevedeva un regime di aiuto per la riorganizzazione delle imprese basato su un accordo in sede governativa con le rappresentanze sindacale,  che comprende: 

  1. cassa integrazione straordinaria e 
  2. esodo anticipato di un massimo di  5 anni dei lavoratori con assegno ponte  a carico del datore di lavoro
  3. piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che rimangono e 
  4. piano di assunzioni per agevolare il turn-over generazionale e di competenze.

Poteva  essere richiesto dalle aziende con almeno 50 dipendenti.

La legge di bilancio 2024 NON LO HA PROROGATO.


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Commenti

Angiolina - 20/10/2022

Sono andata in pensione con quota 100 il primo dicembre 2020, a 63 anni e 39 anni e 9 mesi di lavoro nella pubblica amministrazione. In quale anno percepiro' il TFR? Grazie

Casiraghi Luigi - 24/06/2020

buongiorno sono luigi ho 57 anni ed ho 40 di contributi, quando posso andare in pensione?

ANTO - 22/06/2020

HO 59 ANNI HO SEMPRE LAVORATO IN PROPRIO VERSATO CONTRIBUTI X 10 ANNI + QUALCHE MESE GESTIONE SEPARATA SONO INVALIDO AL 100% CAUSA TUMORE METASTATICO INVALIDANTE NON RIESCO A LAVORARE, PERCEPISCO PENSIONE DI INVALITA' DI € 280,00 E POSSIBILE RICHIEDERE PENSIONE CHE SUPERI L'IMPORTO POCO GRATICIFANTE DELL'INVADITA' GRAZIE A CHI MI RISPONDE

campi tiziana - 28/02/2020

ho 58 anni di eta e38 di versamenti ho diritto a opzione donna e quando vado in pensione

Maurizio - 16/01/2020

Buongiorno a tutti ! Compio 62 anni il 21 Novembre 2021 e ho versamenti per Anni - 3 Mesi 148 -Settimane 1149 - giorni 10 ( questo è quanto risulta dal mio estratto conto retributivo ) ho cominciato a lavorare a 15 anni ! volevo sapere se potrò andare in pensione con quota 100 pagando volontariamente i contributi mancati per arrivare a 38 anni di versamenti Grazie a chi mi risponderà Maurizio

Orietta - 15/01/2020

Volevo sapere se la quota 100 vale solo 62 anni 38 anni lavorati o vale anche 61 /39 .questo non viene mai specicificato..Grazie

Ravizza Pedro Pablo - 05/01/2020

Buongiorno, vorrei sapere la seguente questione Buongiorno, vorrei sapere la seguente questione: avendo all´INPS 750 settimane di contributi come dipendente dal 01/11/1970 al 15/07/1991 (fondo FPLD); avendo in Brasile all`INSS 43 settimane di contributo(obrigatori) dal 20/05/1004 al 25/03/1995, posso chiedere la pandione di vecchiaia ? Faccio presente che risiedo in Brasile , ho 67 anni e sono cittadino Italiano. Vi ringrazio per la risposta e cordiali saluti. Ravizza Pedro Pablo ;

Aurelio Moretti - 08/01/2020

Oltre a una pensione So percepisco anche due Trattamenti pensionistici: una pensione Vo integrata al minimo e una prestazione pensionistica complementare a titolo di reversibilità, NON a carico dell'A.G.O., ma a carico di una azienda privata che possiede un "Fondo di integrazione ai trattamenti di previdenza per i dipendenti delle aziende municipalizzate del gas". Questa pensione non dovrebbe essere valutata AI FINI DEL CUMULO con le pensioni ai superstiti e quindi non dovrebbe produrre nessuna riduzione della pensione So INPS: il Ministero del lavoro si è espresso (telegramma 7/60351/L. 335/95 del 12/2/1996) affermando che in caso di titolarità di più pensioni ai superstiti, queste pensioni devono essere escluse dal computo dei redditi da valutare ai fini dell'applicazione del cumulo con le pensioni in parolE' corretto invece che l'INPS la consideri ai fini della determinazione del cumulo e proceda di conseguenza a decurtarne una quota (25%) perchè cumulabile, secondo l'Istituto, con i redditi?

Gianluca - 28/12/2019

Ad ottobre 2021 avro' 62 anni e 38 di contribuzione, posto che con i 3 mesi della finestra percepiro' la pensione nel 2022 (post triennio di quota 100) potro' ugualmente andare in pensione con questa modalita'? Grazie

Susanna Finesso - 02/01/2020

Buongiorno Gianluca , si, fa testo il momento in cui si maturano i requisiti: hanno diritto a uscire con quota 100 coloro che raggiungono l'età e la contribuzione richiesta entro il 31.12.2021. La finestra è un espediente tecnico amministrativo per posticipare la spesa. Questo vale comunque se non intervengono nei prossimi mesi modifiche legislative. Cordiali saluti e auguri di Buon Anno.

bruno - 12/10/2019

tutti numeri per fegarci, autonomo, 60 anni. 41anni e2 mesi di contributi. Tra finestra di uscita e cazzate varie Se ne parla a ottobre 2021, prima di allora saro gia bell'e morto, ma se sono ancora vivo non rimane molto tempo, e poi per prendere poco di piu di una minima. Se dovessero ridarmi i soldi versati tra tasse e contributi in 41anni a 1000 € al mese dovrei vivere fino ai 120 anni. e questa si chiama previdenza?

BRUNO DIMARIA - 10/09/2019

BUONGIORNO MIA MOGLIE HA 61, CIRCA 41 CONTRIBUTI QUANDO ANDRA IN PENSIONE?

seminati morena - 21/08/2019

ho 51 anni e 37 anni di lavoro quando posso andare in pensione

Rossi M. - 15/08/2019

Buongiorno, ho 64 anni, 35 anni di contributi più 1 anno di militare, quando potrò andare in pensione, tra l'altro assisto un parente di primo grado con L.104 art.3 comma 3.

ANTONINO - 22/07/2019

HO 64 ANNI E 42 ANNI E 6 MESI DI SERVIZI ENTE LOCALE QUANDO POTRO ANDARE IN PENSIONE

mariagrazia iacovone - 22/06/2019

Assunta il 21.01.1981. Ho precedente 1 anno 1979/1980periodo fuori ruolo regolarmente riscattato. Sono nata nel 1960. Quando potr andare in pensione

Giuliana Greco - 07/03/2019

Vorrei sapere, per cortesia, se esiste ancora il collocamento obbligatorio n quiescenza da parte della P.A. per chi ha il massimo di contributi ma non ha raggiuntonel 2020 il limite ordinamentale di 67 anni. per la precisione se, con il consenso del dipendente, l'Amministrazione può lasciarlo in servizio. Grazie

marco - 19/01/2019

A maggio 2019 faccio 41 anni di contributi e compio 56 anni. Ho cominciato a lavorare a 15 anni sempre nella stessa azienda versando tutti contributi. Posso richiedere la pensione come precoce.

nadia vitruk - 16/04/2018

ho 72 anni sono ucraina e dal 2001 sono in italia e lavoro come colf ho sempre pagato i contributi e vorrei tornare dai miei familiari quando potro andare in pensione

roberto - 27/02/2018

ho 54 anni e 38 anni di contributi. io potrei avere i requisiti per l'isopensione ?

lino - 20/01/2018

Mia moglie ha 56 anni, ha iniziato a lavorare all' età di 15 anni (1976) a tempo indeterminato, maturando oltre 12 mesi di contributi al 19° anno di età. Il 31/03/2016 è stata licenziata per superamento limite comporto (per problemi cardiaci) di cui gli hanno accettato la domanda di inabilità per meno di un terzo riguardo le mansioni che svolgeva (operaia tessile). Il 28/04/2016 ha ottenuto la NASPI, che scade il 28/04/2018. Dall' estratto (on line) contributivo previdenziale dell' INPS, dal conteggio a oggi 31/12/2017 risultano 2127 settimane compresi quelli figurativi. Potrebbe in questo caso fare domanda per precoci quota 41? Ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti

Gioioso Di Dio - 23/04/2017

Ho 56 anni. Sono un Insegnante nella scuola media superiore pubblica da 30 anni. Lo stress quotidiano lavorativo, tra ore di lezione e infinite riunioni pomeridiane, la frustrazione di non potere ottenere far raggiungere gli obiettivi professionali agli studenti della scuola secondaria superiore grazie alla Riforma Renzi, la frustrazione di dovere rincorrere anno per anno punti a livello di aggiornamento, punti a livello di collaborazione con la Dirigenza, punti a livello dell'insegnamento (ricerca/azione e continuo miglioramento dell'insegnamento) mi hanno portato alla soluzione di licenziarmi. Io non riesco più a sostenere i ritmi stressanti e alienanti dell'insegnamento. Ho deciso di vendere l'unica casa che possiedo, dove vivo attualmente, per realizzare una piccola somma che mi permetta di continuare a versare contributi volontari e di sopravvivere (da poveraccio) fino alla mia età pensionabile. Posso realizzare almeno questa soluzione secondo la normativa attuale? Grazie 23/04/2017

Miky - 20/02/2017

Nell'articolo si parla al passato della pensione di anzianità, siccome questa APE sarebbe l'ennesima fregatura operata in danno dei lavoratori dipendenti, non vorrei che, per obbligarci a questa opzione, avessero abolito la pensione di anzianità. In merito all'adeguamento della "speranza di vita", faccio notare che le notizie degli ultimi anni ci dicono che per le donne la soglia è diminuita ( e non poteva essere altrimenti, visto come siamo sfruttate), la domanda è: come mai si pensa solo ad aumentare l'età pensionabile ? l'ipotesi contraria, visto che si sta verificando, non è prevista ? E infine un appunto: faccio presente che dopo i 60 anni, anche stare seduti otto ore consecutive dietro una scrivania "diventa USURANTE", la nostra classe medica lancerà l'allarme quando ormai saremo morti, comunque vi posso assicurare che lo Stato Italiano, oltre ad avere RUBATO anni di vita (posticipando l'età pensionabile) ci sta condannando ad una vecchiaia di stenti e malattia. Questi ultimi anni di lavoro sono una "TORTURA" alla quale ci dobbiamo sottoporre per non cadere nelle tagliole degli anticipi pensionistici, ma, quello che guadagnamo sull'importo della pensione lo rimettiamo un salute, e anche questo sarà un costo che lo Stato farebbe meglio a valutare. A meno che non pensino di obbligarci a morire quando non gli conviene più.

Antonella Luchena - 24/01/2017

Ieri ho partecipato al convegno "Tutto pensioni 2017" organizzato da "Il Sole 24 ore" e colgo una inesattezza nell'articolo pubblicato da "Fisco e Tasse" l'11/01/2017 dove si legge che per accedere all' anticipo pensionistico APE volontaria, l'importo dell'assegno erogato al netto della rata del prestito, dovrà essere superiore a 983, 71 euro. Ciò non è corretto in quanto la norma non fa riferimento all'assegno pensionistico al netto della rata mensile di rimborso del prestito e quindi, per l'accesso all'APE, in presenza di tutti gli altri requisiti, è sufficiente una pensione lorda mensile di circa euro 700,00 (1,4 volte la pensione minima, oggi pari a euro 501,89).

Susanna - 26/01/2017

Salve Antonella in realta la norma fa proprio espresso riferimento all'assegno al netto della rata mensile: le riporto il testo del comma 167 art. 1 L. 232/2016: "L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, (...) purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Ha ragione però sull'importo necessario ( al netto della rata) : il trattamento minimo per 1,4 dà 702, 65 euro . Per errore il calcolo è stato fatto due volte. provvediamo a correggere e la ringraziamo molto per la segnalazione. Cordiali saluti

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