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MOTORI DI RICERCA E TUTELA DEL COPYRIGHT: UNA GUERRA PERSA?

Motori di ricerca e tutela del copyright: una guerra persa?

La nuova proposta di legge nel Regno Unito per sconfiggere la pirateria e proteggere i diritti di autore:Il Digital Economy Bill 2016-17

Con il Digital Economy Bill 2016-17, presentato dal segretario alla cultura   John Whittingdale il Parlamento del Regno Unito intende sconfiggere la pirateria.
Il disegno di legge, che fa parte della nuova versione del Digital Economy Bill recita: «Possibilità di stilare un codice di condotta legato alla violazione del copyright».
Ed Vaizey, Ministro dell'Economia digitale, ha dichiarato:  “Vogliamo che il Regno Unito sia un luogo in cui la tecnologia  trasforma incessantemente l'economia, la società e il governo. Il Regno Unito è sempre stato in prima linea nel cambiamento tecnologico, e le misure contenute nel Digital Economy Bill servono per fornire il quadro necessario per essere sicuri di rimanere leader mondiali.”

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1) L'inefficacia delle norme attuali per la protezione dei diritti di autore

Chi detiene i diritti di autore su film, musica e video di varia natura (ma analogo ragionamento può essere steso anche ai libri) ritiene che la pirateria sui contenuti multimediali, svolta attraverso la rete, è tollerata – se non addirittura assecondata – dai motori di ricerca (Google, Yahoo, ecc.).
Questo atteggiamento favorisce il ricorso alla pirateria creando danni ingenti al mercato delle opere dell’ingegno sottoposte alle regole del diritto di autore.
I proprietari dei diritti di autore vogliono che i motori di ricerca si conformino alle decisioni adottate dall’Alta Corte nella individuazione dei siti pirata e che, di conseguenza, adottino tecniche finalizzate ad evitare l’acquisizione di contenuti multimediali soggetti al copyright.
Fino ad oggi gli interventi normativi presentati ed approvati dai vari Stati al fine di rimuovere le cause che permettono tale attività illecita si sono rivelati poco efficaci. Forse, il motivo principale di tale inefficacia è da imputare al fatto che la materia di cui si discute, ma soprattutto la tecnologia che la veicola, attesa la sua globalizzazione dovrebbe, a parere di chi scrive, essere affrontata, almeno, a livello continentale e non ricorrendo a leggi adottate dai singoli Paesi che proprio per la loro caratteristica di avere un ambito di applicazione territoriale limitato allo stesso Stato che le approva, non riescono ad incidere efficacemente sul problema.
 

2) Il disegno di legge del Regno Unito per combattere la pirateria

Nel Regno Unito è stato presentato, per l’appunto, un disegno di legge, denominato Digital Economy Bill 2016-17  che disciplina le questioni  relative alle infrastrutture e ai servizi di comunicazione elettronica, e condanna la violazione del copyright.
Con questa proposta di legge si mira anche a migliorare la navigazione degli internauti in quanto si vuole limitare, da parte dei motori di ricerca, la possibilità di accedere in maniera acritica (senza filtri) ad una serie di siti illegittimi, sui quali gli utenti possono acquistare opere protette da copyright o fruirne in streaming.
Si tratta di un testo di legge che va ad incidere sia sulle infrastrutture che sui servizi di telecomunicazione, oltre che sulla condivisione dei dati.

  • E’ prevista l’irrogazione di sanzioni economiche nei confronti dei fornitori di comunicazioni per il mancato rispetto degli impegni di licenza.
  • A tutela dei minori sono stabilite regole volte ad accertare l’età di chi si collega ai siti pornografici..
  • Si stabilisce che il consumatore abbia diritto a disporre di una velocità minima di navigazione per effettuare i download, pari ad almeno 10 Mbps.
  • Scattano sanzioni risarcitorie nei confronti dei fornitori di servizi internet che non garantiscono i requisiti di servizio.
  • Si mira, altresì, a colpire il fenomeno delle chiamate moleste, così come degli spam, attraverso l’inasprimento delle sanzioni.

Il disegno di legge intende attribuire al Segretario di Stato il potere di vigilare sul rispetto del codice stesso infliggendo «punizioni fiscali e altre sanzioni» qualora venga disatteso.
Da più parti si è criticata questa disposizione che a fronte di una non chiara definizione del copyright, prevede una sanzione che può arrivare alla pena di 10 anni di carcere.
Inoltre, l’aspetto relativo alla tutela dei minori ha portato le associazioni dei consumatori a chiedere un maggiore approfondimento per evitare possibili indebite ingerenze nella vita privata degli utenti.

Rif.

https://services.parliament.uk/bills/2016-17/digitaleconomy.html

http://www.ispreview.co.uk/index.php/2016/07/new-uk-digital-economy-bill-details-broadband-uso-internet-changes.html

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