Speciale Pubblicato il 22/06/2016

Casse previdenziali privatizzate al capolinea?

di Rag. Lumia Luigia

Fine delle casse di previdenza

Il governo mette mano alla riforma delle Casse previdenziali con lo scopo di ridurre i costi e gli sprechi a beneficio degli iscritti, futuri pensionati

Il disegno di legge che reca misure per la tutela del lavoro autonomo e per la riforma del lavoro con lo scopo di renderlo piu flessibile prosegue il suo iter e l’ultimo resoconto dei lavori in Senato è il n. 241 del 21/6/2016.

Le materie che vengono trattate sono veramente urgenti e importanti: argomenti spinosi quali quello relativo alle Casse previdenziali, oggetto negli ultimi tempi di grossi scandali che mettono a rischio i diritti degli iscritti e la speranza di una pensione adeguata;  si affronta poi  la materia delle pensioni con il sistema contributivo puro  che ancora non è ben chiaro a nessuno.

Si parla infatti sempre dei pensionati o dei pensionandi che godono ancora di un sistema misto retributivo-contributivo, ma  poco si parla dei futuri pensionati che rientrano nel sistema contributivo puro al 100%  e ci si guarda bene dal quantificare le pensioni che spetteranno a questi poveri sfortunati. Sfortunati mi sembra la parola giusta, perché questi poveri-pensionati saranno quelli chiamati a pagare l’allegra gestione del sistema pensionistico degli ultimi 30-40 anni.

Ma veniamo al dettaglio delle proposte allo studio del Governo, oggetto del disegno di legge in esame, che dovrebbero trovare a breve la giusta soluzione normativa, soffermandoci in questo articolo  sulla Riforma delle casse previdenziali

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Le casse previdenziali privatizzate diventaranno pubbliche? Ecco l'impegno del governo

La commissione di studio incaricata dal Governo,  prende atto delle irregolarità molto gravi (cioè scandalose), che sono emerse negli ultimi anni nella gestione, da parte delle casse previdenziali, dei rispettivi fondi.

Irregolarità talmente gravi da mettere in dubbio la capacità di tali istituzioni di perseguire i loro obiettivi previdenziali e il rischio reale che tutti i versamenti effettuati dagli iscritti per le loro pensioni si volatilizzino in costi che nulla hanno a che fare con la previdenza e cioe’ costi enormi per consulenze, emolumenti degli amministratori, spese non istituzionali ecc..ecc..

La Commissione di studio dà atto che in in Italia esiste:

  • La previdenza pubblica obbligatoria gestita dall’Inps che garantisce 23 milioni di cittadini
  • La previdenza privatizzata , suddivisa in 20 casse, che gestisce 1.648.000 professionisti iscritti obbligatoriamente alle rispettive casse di pertinenza;

Tutte le casse privatizzate e che gestiscono un patrimonio di oltre 61 miliardi di euro, hanno differenti regole, differenti consigli di amministrazione, differenti investitori, differenti consulenti, differenti attuari, notevoli differenze degli emolumenti percepiti dagli amministratori delle casse stesse;  gli amministratori delle casse privatizzate, pur rientrando le stesse fra le amministrazioni pubbliche, hanno però piena autonomia di gestione amministrativa e finanziaria ed inoltre, anche sotto il profilo penale, hanno responsabilità come se le casse che amministrano fossero aziende private.

Il governo prende atto che occorre con urgenza studiare percorsi per  unificare le casse e ridurre i costi a beneficio della sostenibilità del sistema pensionistico e si impegna a regolamentare normativamente la materia al fine di:

                a) definire comuni regole organizzative e finanziarie per le casse previdenziali attualmente esistenti al fine di superare le attuali difformità organizzative e uniformare per tutti i cittadini il rendimento finale delle prestazioni pensionistiche;

                b) prevedere la trasformazione delle casse previdenziali in enti pubblici non economici e la graduale trasformazione ed accorpamento delle stesse in unico soggetto previdenziale, con previsione di una apposita disciplina di attuazione, determinante tipologia degli organismi di amministrazione e controllo nonché specifica parametrazione dei compensi retributivi degli incarichi di governo e dirigenza dell'ente.




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Commenti

Fra 20 o 30 anni è mai possibile che oltre la metà del popolo italiano(pensionati) dovrà vivere con un reddito mensile attorno gli 800 Euro? Quale politica economica ci potrà essere in queste condizioni?

Commento di nicola (11:53 del 07/07/2016)

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