Rassegna stampa Pubblicato il 25/02/2020

Coronavirus: le misure per i lavoratori

Tempo di lettura: 3 minuti
licenziamento collettivo lavoratori

Le regole della Fondazione Studi consulenti del lavoro per le assenze e le misure per i lavoratori colpiti dall'emergenza coronavirus condivise tra Ministro del lavoro e sindacati .

La Ministra del lavoro Catalfo ha incontrato ieri i sindacati  per condividere alcune misure di emergenza per il coronavirus , in particolare riguardo le conseguenze sul piano pratico ed economico  per i lavoratori  delle  imprese che si trovano nelle zone coinvolte o che sono impossibilitati a raggiungere i luoghi di lavoro.  Le confederazioni CGIL CISL e UIL  hanno infatti manifestato con forza  l’esigenza che il provvedimento garantisca copertura a tutti i lavoratori che, per cause direttamente o indirettamente conseguenti al contenimento del virus, sono costretti alla sospensione della attività lavorativa.

Si prevede in particolare: 

–  Utilizzo ove possibile della cassa integrazione ordinaria,  con i massimali previsti dalla norma; La ministra Catalfo ha specificato che questo è certamente possibile in quanto l'emergenza sanitaria rientra tra le cause di forza maggiore che giustificano l'utilizzo . Non è pero confermato l'ok alla richiesta dei sindacati  di non tenere conto di utilizzo pregresso e vincoli di accesso 

–  Utilizzo “esteso” del FIS (Fondo di integrazione salariale ) per i settori a cui si applica, derogando quindi agli attuali vincoli (tetti, regole e requisito del numero dei dipendenti per ottenere l’accesso, generalizzazione nell’utilizzo dell’assegno ordinario);

–  Valutazione della introduzione dello strumento della cassa in deroga per tutti i lavoratori non coperti;
–  Istituzione di una indennità fissa a titolo di risarcimento per collaboratori e partite iva delle aree interessate;
–  Utilizzo delle casse previdenziali private per misure di sostegno al reddito;

Per la copertura delle assenze dei lavoratori pubblici,  sulla quale la ministra ha concordato la convocazione a breve di un tavolo con la Ministra della Funzione Pubblica.

Accordo unanime sulla necessità di attivazione di un rapporto con l’Unione Europea per far sì che le somme che dovranno garantire gli ammortizzatori possano essere scomputate dal rispetto dei vincoli del patto di stabilità. e per una cabina di regia per la gestione di questa fase  che eviti  iniziative unilaterali locali o regionali.

Il Ministero sta  anche valutando provvedimenti a favore delle imprese come la sospensione dei contributi o del pagamento delle scadenze fiscali, già attuati in altre circostanze emergenziali analoghe. 

Per la definizione degli interventi è  necessaria la valutazione per le coperture economiche da parte del  Ministero dell’Economia e delle Finanze che sta avvenendo in queste ore .   Il tavolo  con i sindacati si riconvocherà oggi martedì 25 febbraio alle 18.

In sintesi  ricordiamo che le norme giuslavoristiche in questi casi prevedono:

  •  nel caso in cui l’attività  aziendale venga sospesa per ordine dell’autorità pubblica,  si tratta di assenze non imputabili al datore di lavor c quindi  il datore di lavoro non è obbligato a pagare la retribuzione né a versare i contributi. Quindi i  datori di lavoro che rientrano  nelle aree interessate  possono  richiedere la cassa integrazione guadagni:
  • per le zone non interessate da provvedimenti delle autorità  se l'azienda decide di propria iniziativa, di sospendere l’attività lavorativa, la retribuzione è comunque dovuta, a meno che non sia possibile dimostrare che, a fronte di un concreto rischio di contagio, sia stato inevitabile adottare misure di prevenzione e sanificazione degli ambienti;
  • l'assenza di  un lavoratore  che decida  autonomamente di non andare al lavoro per paura del contagio non  è giustificata    quindi viene perso il  diritto alla retribuzione .
  • per i lavoratori posti in quarantena preventiva dalle autorità sanitarie la Fondazione studi dei consulenti del lavoro in un approfondimento sul tema   afferma che "è da  considerarsi sottoposto  a  trattamento latu sensu sanitario e,  pertanto, la  sua  assenzadovrà essere disciplinata secondo le previsioni, di legge e contrattuali, che riguardano l’assenza per malattia, con le conseguenti tutele per la salute e la garanzia del posto di lavoro."

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