Rassegna stampa Pubblicato il 31/12/2019

INPGI: prepensionamenti in legge di bilancio

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giornalisti INPGI

Ultime novità sulla riforma dell' ente previdenziale dei giornalisti sempre piu in crisi.In legge di bilancio prepensionamenti e incentivi assunzioni. Tavolo tecnico a gennaio 2020

Discussione aperta in molti fronti per l'ititituto previdenziale dei giornalisti Italiani.  Per far fronte alla grave crisi delle entrate contributive per la pluriennale crisi dell'editoria "cartacea"  il Governo ha autorizzato la proroga della presentazione del bilancio 2019 al 30 giugno 2020, rimandando il commissariamento . Intanto nella legge di bilancio sono stati stanziati fondi per il prepensionamento di giornalisti e lavoratori poligrafici che, secondo la presidente INPGI Macelloni, aiuteranno le imprese in crisi ma metteranno ancora piu in difficolta la Cassa previdenziale, soprattutto in prospettiva .

Viene  prorogata infatti  la norma che consente il prepensionamento per i giornalisti lavoratori dipendenti inscritti all’INPGI (legge 416 1981), in aziende interessate da riorganizzazioni aziendali con un finanziamento pari a 7 milioni di euro per il 2020 e di 3 milioni di euro annui dal 2021 al 2027 a valere sul Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione (legge 218 2016).  Viene inoltre  modificata la norma  del d.lgs. n.  69 2017  prevedendo che i trattamenti  di anticipo pensionistico siano erogati nelle aziende in fase di ristrutturazione purché  procedano ogni due prepensionamenti alla  contestuale assunzione di un giovane under 35 con competenze coerenti con la riconversione digitale o che già collaborino con le testate con rapporti di lavoro autonomo, anche non iscritti agli  Ordini professionali.
Per quanto riguarda i lavoratori poligrafici per gli anni 2020-2023 è consentito il prepensionamento con 35 anni di anzianità contributiva  nelle aziende che abbiano presentato piani di ristrutturazione e riorganizzazione. I limiti di spesa previsti sono pari a  circa 60 milioni di  euro dal 2020 al 2027,

L'incentivo  per l'assunzione di nuove figure professionali nelle redazioni giornalistiche, che potranno non essere iscritte all'Ordine (quindi non versare contributi all'INPGI)  purche fornite di professionalità innovative e competenze digitali , non è stato ben accolto dai vertici dell'istituto

Durante la conferenza stampa annuale di fine anno  il premier Giuseppe Conte ha  spiegato che  il governo “non ha inteso commissariare l’Inpgi, ma ha concesso ulteriori sei mesi di tempo  proprio per rispettarne l’ autonomia” in quanto lo considera “fondamentale per il funzionamento della democrazia”. In particolare, ha aggiunto, “la norma appena introdotta che prevede la possibilità di inserire nelle redazioni profili non giornalistici non è uno schiaffo alla professione giornalistica che il governo rispetta, ma avviene nella prospettiva di una riconversione digitale e di un rilancio di un’azienda. Una competenza digitale specifica può essere particolarmente utile. Le aziende non sono obbligate ad assumere, ma possono farlo sulla base di un dialogo con i sindacati. Non è una compressione o uno svilimento della professione giornalistica. Di competenze digitali c’è sempre più bisogno”.

In merito alla difficile situazione che sta attraversando il mondo del giornalismo, Conte ha spiegato che “in un contesto in continua evoluzione bisogna anche porsi in sintonia con l’evoluzione del mercato”. E' stato quindi convocato un tavolo di discussione per gennaio 2020 con tutte le parti in causa INPGI , Federazione della stampa Associazione editori. 

Infine da segnalare che gli uffici stampa privati che fanno capo al Gus (Giornalisti uffici stampa) rivendicano il riconoscimento formale del loro lavoro come giornalistico e la conseguente apertura al loro ingresso in Inpgi. Si tratta “di una vastissima platea di giornalisti il cui lavoro, complice un vuoto normativo, non è riconosciuto come giornalistico e che non possono accedere all’Inpgi” , con tutte le conseguenze legate a fake news, assenza di deontologia, errori, comunicazioni inesatte o volutamente falsate.

Una delle proposte di riforma dell'INPGI prevede infatti la possibilità di allargare la platea degli iscritti a tutto il mondo della Comunicazione (uffici stampa, blogger) , raccogliendo cosi maggiori risorse economiche, ma i disegni di legge  in questo senso finora non  hanno trovato accoglimento .

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