Rassegna stampa Pubblicato il 21/11/2019

Commercialisti intermediari per i permessi di soggiorno?

Tempo di lettura: 2 minuti
immigrazione permessi braccianti

Il CNDCEC sostiene la necessità di una immigrazione regolata e chiede l'autorizzazione per i dottori commercialisti ad operare come intermediari

In un convegno tenutosi  a Roma e organizzato dal CNDCEC con la partecipazione della direttrice generale INPS  si è parlato di Immigrazione e lavoro . E' emerso che i commercialisti ( uno su quattro anche  consulente   del lavoro)   hanno intenzione di chiedere  al Ministero dell'interno l'autorizzazione ad operare come  intermediari  nella richiesta dei permessi di soggiorno .

Il consigliere   nazionale Roberto Cunsolo  ha affermato  infatti che  per una gestione razionale del lavoro  è necessario ripartire dai flussi di entrata come porta di accesso principale per gli extracomunittari mentre   nel  2019 questa procedura ha  garantito solo  30mila permessi di lavoro  di cui   18 mila  stagionali e il resto per lo più rinnovi . 

Anche  il presidente  dei Dottori Commercialisti Massimo Miani  ha sottolineato che c'è un'esigenza forte di  mano d'opera nelle aziende poco qualificata,e che i commercialisti possono dare una mano per  sostenere un piano di accessi pianificato e controllato . Le cifre sono chiare:

  •  114,611 arrivi irregolari nel  2017
  •  22,518 nel  2018
  •  9.944  nel 2019 .

Il consigliere Cunsolo ha spiegato ancora che gli stranieri non portano via posti di lavoro agli italiani in quanto  il 74% di loro svolge lavori manuali  per i quali la richiesta sarebbe ancora maggiore mentre il numero di ingressi regolari  è inferiore alle necessità . Dai dati sull'occupazione risulta che «Nel biennio 2017-2018 c’è stato un aumento del numero di occupati italiani di circa 160mila unità nei 12 mesi (con un + 0,8 in percentuale) a fronte di un incremento di occupati extra Ue di 26.423 unità (+1,6%)».

In tema di lavoro autonomo invece per i commercialisti c'è bisogno di maggiore controllo  da parte dei enti preposti in particolare sulla regolarita dei versamenti contributivi . Il permesso di soggiorno andrebbe collegato alla correttezza fiscale e contributiva piu che al livello di reddito .

La direttrice generale INPS delle Entrate, Maria Sandra Petrotta  ha confermato che dai dati INPS emerge come gli imigrati non siano un costo ma una risorsa per la nostra economia. I loro versamenti sono già molto superiori alla prestazioni pensionistiche e assistenziali  di cui godono , anche perche molti dopo alcuni anni di lavoro tornano al paese di origine.

Ha anche evidenziato la necessita di  migliorare ancora il contrasto al caporalato, in quanto proprio gli stranieri sono tra le prime  vittime del lavoro nero.

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Fonte: Il Sole 24 Ore




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