Tirocinio assistito dei mediatori

di Camurri Dott. Matteo CommentaIn Parliamo di ...

Il decreto interministeriale n.145/2011 ha previsto l’obbligo del cosiddetto “tirocinio assistito” per tutti i mediatori inclusi negli elenchi, attraverso la partecipazione per ogni biennio d’iscrizione ad almeno venti casi di mediazione da svolgere presso gli Organismi iscritti.

La circolare ministeriale del 20 dicembre 2011 ha chiarito che costituisce partecipazione valida anche la sola presenza del mediatore in tirocinio alla fase di redazione, da parte del mediatore titolare, del verbale negativo per mancata partecipazione della controparte.

Allo stato attuale, infatti, la mancata comparizione della parte convenuta davanti al Mediatore è del 63% domande di mediazione presentate.

L’assenza di questa “agevolazione” avrebbe reso nulle o quantomeno scarse per i mediatori iscritti, se non con un enorme impiego di tempo, le probabilità di raggiungere un così elevato numero di tirocini previsti dalla normativa.

Non si comprende, in ogni modo, l’utilità di imporre una tale “penitenza” a un mediatore abilitato, ossia, di dover assistere a venti casi di mediazione nei quali viene redatto (nella peggiore delle ipotesi) un identico, o almeno simile, verbale di mancata comparizione.

Nell’ordinamento italiano il periodo di tirocinio è sempre propedeutico al conseguimento dell’abilitazione professionale, pertanto, appare certamente singolare il fatto che il legislatore abbia previsto tale istituto per i mediatori già professionisti.

La suddetta abilitazione si consegue, infatti, solamente dopo la partecipazione ad un corso di cinquanta ore al termine del quale è prevista sia una prova pratica sia una teorica, al fine di provare l’idoneità del candidato all’esercizio della professione. In aggiunta, per ogni biennio d’iscrizione, i mediatori sono tenuti a frequentare un corso di aggiornamento della durata complessiva non inferiore a diciotto ore, articolato in corsi teorici e pratici di livello avanzato.

Tutto questo senza considerare che, ad avviso dello scrivente, la presenza di altri mediatori “tirocinanti” può pregiudicare il buon esito della procedura stessa.

Capita frequentemente, infatti, che dinanzi alla richiesta della segreteria dell’Organismo di accettarne (o meno) la partecipazione, le parti in causa non si oppongono per mera cortesia, ma la presenza di tali “spettatori” può impedire loro di aprirsi completamente.

Tale previsione, infatti, contrasta con quel rapporto confidenziale e riservato che occorre creare tra il mediatore e le parti, in particolar modo nelle sessioni private, al fine di permettere a queste ultime di superare le loro posizioni apparenti e di manifestare i loro veri interessi.

Sicuramente più proficuo sarebbe stato prevedere, almeno in questa fase dove le percentuali di mancata comparizione sono così elevate, un aumento delle ore del corso di aggiornamento formativo biennale prevedendo delle simulazioni di “Case study” interessanti e formativi di mediazioni effettivamente svolte.

 


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Camurri Dott. Matteo

Commercialista e Revisore Contabile in Reggio Emilia. Opera professionalmente nella consulenza aziendale, fiscale, societaria e del contenzioso tributario. Curatore fallimentare per il Tribunale di Reggio Emilia iscritto nell'elenco dei mediatori della CONSOB e delle Camera di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Modena.

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