Superbonus 110%: è caos sugli incapienti

di Salvo Carollo 1 CommentoIn Primo Piano, Ristrutturazione, Testata

Con la Circolare 24/E del 8 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate stringe le maglie del Superbonus per i contribuenti incapienti.

Gli articoli 119 e 121 del DL 34/2020, il cosiddetto decreto Rilancio, come convertito dalla Legge 77/2020, introducono nel sistema fiscale italiano, rispettivamente, l’ormai famosa detrazione di imposta del 110% per interventi di riqualificazione edilizia e la possibilità di cedere (o scontare il fattura) il beneficio fiscale.

La normativa stabilisce i punti cardine di un bonus fiscale di notevole complessità, per il quale successivamente sono stati emanati decreti ministeriali e pubblicati documenti di prassi.

Il perimetro dei contribuenti e degli immobili interessati è stabilito dalla norma stessa: possono usufruire dell’agevolazione le persone fisiche, come privati, e lo possono fare per immobili abitativi.

La norma nulla dice  e nessun limite pone per i contribuenti cosiddetti “incapienti”, coloro che non possono fruire di una detrazione fiscale in quanto l’imposta Irpef prodotta dai redditi percepiti è già annullata da altre detrazioni fiscali.

Sono considerati incapienti anche i percettori di redditi all’interno della soglia di tassazione (la porzione di reddito che non è tassato e quindi non produce imposta), coloro che percepiscono solo redditi soggetti a imposta sostitutiva (come, ad esempio, i contribuenti forfetari) o a tassazione separata ed anche coloro che, molto più semplicemente, non hanno reddito.

1) Il funzionamento generale delle “detrazioni”

Nell’ordinamento fiscale italiano esistono una molteplicità di detrazioni fiscali, legate a una moltitudine di situazioni individuali: quando un contribuente (per esempio che effettua una spesa di tipo sanitario) acquisisce il diritto ad una detrazione, questa sarà riportata in dichiarazione dei redditi e scomputata dall’imposta Irpef lorda dovuta dal contribuente. Se il totale delle detrazioni supera il totale dell’imposta, il soggetto si dirà incapiente perché si ritroverà con detrazioni che non potrà utilizzare e che quindi perderà.

È una situazione in cui è facile trovarsi in caso di redditi forfetari, di un ammontare reddituale prossimo alla soglia di non tassazione, e quando il contribuente non ha reddito.

Però il fatto che il contribuente non abbia la possibilità di utilizzare una detrazione d’imposta di cui ha il diritto, per mancanza di imposta, non fa venire meno il diritto stesso alla detrazione (che sorge in base alla norma che l’ha istituita), ma solo la sua concreta possibilità di utilizzo.

2) La detrazione del Superbonus

Alla luce dell’entità delle spese da sostenere e del conseguente ammontare della detrazione spettante, anche considerando che una vastissima platea di persone potrebbero trovarsi nella situazione di non poter recuperare la detrazione per mancanza di imposta, con l’articolo 121 del DL 34/2020, il Legislatore ha saggiamente previsto la possibilità di cedere tale beneficio fiscale.

Le norme del decreto Rilancio che disciplinano il Superbonus non stabiliscono deroghe alla disciplina generale delle detrazioni, neanche per i contribuenti cosiddetti incapienti.

3) L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate

Nella Circolare 24/E del 8 agosto 2020, dedicata per intero al Superbonus, l’Agenzia delle Entrate alle pagine 9 e 10 entra anche nel merito del problema degli incapienti.

Nel documento di prassi prima viene precisato che “trattandosi di una detrazione dall’imposta lorda, il Superbonus non può essere utilizzato dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva ovvero che non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta”: ed è proprio il caso dei contribuenti incapienti.

Prosegue dicendo che “è il caso, ad esempio, dei soggetti titolari di redditi derivanti dall’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni che aderiscono al regime forfetario […] poiché il loro reddito (determinato forfetariamente) è assoggettato ad imposta sostitutiva”, e nel proseguo viene indicato “per i predetti soggetti” la possibilità, al posto dell’utilizzo diretto della detrazione (che non è possibile), di usufruire dello sconto in fattura o della cessione.

Il problema sorge quando nel suddetto documento a pag. 10 si legge che “ il Superbonus, inoltre, non spetta ai soggetti che non possiedono redditi imponibili, i quali, non possono esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito”, ed è caos. Le conseguenze di questa frase sono una infinità di altre domande, a cui si può solo provare a dare delle risposte.

Perchè un soggetto senza reddito imponibile non dovrebbe avere diritto a questa detrazione, a differenza dei soggetti con redditi imponibili ma senza imposta, se la norma non li esclude? Perchè un tale contribuente, fiscalmente a carico di un altro con redditi imponibili, non può trasmettere a questo la detrazione? Quali sono le tipologie di redditi, sottoposti ad imposta sostitutiva, che rispondono ai requisiti richiesti? E per quali periodi di imposta?


Autore dell'articolo
identicon

Salvo Carollo

Economista, Revisore Legale abilitato Dottore Commercialista, Business Designer, Digital Marketer. Laureato in Economia e Commercio. Studioso di contabilità, bilancio e fiscalità italiana con particolare interesse per le società di capitali. Appassionato di modelli di business e di organizzazione aziendale. Esperto di marketing digitale e di privacy on line.

Comments 1

  1. Buongiorno dott. Carollo,
    cercando info in rete sul fatidico capitolo della circolare 24/E 8 agosto dell’ade dove si apprende che i soggetti che non possiedono redditi imponibili,
    non posso accedere al bonus ne cedere il credito ne chiedere sconto in fattura… mi sono imbattuto nel suo corposissimo articolo,
    ma onestamente è molto tecnico e quindi per i non addetti ai lavori come me, resta di difficile comprensione.
    A tal proposito Le pongo un quesito nella speranza che mi possa chiarire la problematica in questione.
    Posseggo una casa dove vivo e dove vorrei effettuare degli interventi di efficentamento energetico sfruttando l’occasione dell’ecobonus 110%,
    negli ultimi 2 anni sia io che mia moglie non abbiamo lavorato, ne percepito nessun reddito di nessuna natura,
    ho chiesto parare all’ade se potessi accedere al bonus, la quale mi risponde copiaincollado il fatidico capitoletto sopra citato ne una parola in più ne una in meno.
    Ora mi trovo in una fase in cui stò cercando di capire se realmente sono fuori o meno….
    c’è chi mi dice che il solo fatto di possedere la casa si ha di fatto un reddito catastale che anche se detratto per intero
    data l’esenzione dell’ imu sulla prima casa…non significa che non si abbia un reddito…c’è chi invece mi dice il contrario,
    c’è chi mi dice che avendo effettuato delle spese mediche, sportive del figlio, generirno di fatto quella cpienza sufficente per accedere al ecobonus….
    Insomma ne ho sentite di cotte e di crude, la verità è che sono molto confuso e spero che Lei riesca a farmi un pò di chiarezza in merito.
    La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *