ITALIA: aumento disoccupazione o in “NERO” ?

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Attualità, Parliamo di ...

Un rinomato e autorevole centro studi ha “mappato” il rischio di evasione fiscale in Italia nel maggio dello scorso anno, facendo un’analisi della divaricazione fra redditi e consumi.

Fatta 100 la media nazionale del rapporto medio tra consumi e redditi pro capite, ove l’aumento dei consumi fosse stato superiore ai redditi, risultava un valore inferiore a 100, indicatore di una “dissonanza” fra redditi disponibili e conseguenti consumi effettuabili, che poteva a sua volta evidenziare un possibile “rischio” di evasione fiscale. Viceversa un contenuto livello di consumi rispetto al reddito veniva segnalato da un risultato superiore a 100, considerato quindi un buon “punteggio”.

I risultati del 2011, ottenuti considerando indicatori chiave in termini pro-capite come i consumi di energia e carburante, il parco auto, i depositi bancari, hanno potuto riscontrare una divaricazione marcata fra redditi “spendibili”e consumi “spesi”, con evidente incongruenza fra il disinvolto livello dei consumi “effettuati” e i redditi “dichiarati”. La “mappatura ha distaccato nettamente il Nord dal Sud per il quale è stata rilevata una maggiore propensione a spendere rispetto alla ricchezza effettiva. Non sempre la forbice era attribuibile ad un uso dei risparmi precedentemente accumulati per mantenere alto il tenore di vita.

Lo studio 2011 ha puntato l’indice contro Campania, Sicilia, Sardegna e Calabria. Ha dichiarato invece le regioni del Nord “ più fedeli al fisco”, chiamando “più virtuose in assoluto” Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Piemonte.

La stessa analisi è stata puntualmente svolta anche nel 2012.

Cosa ne è venuto fuori?

La “mappatura” del 2012 mostra che il paziente si è aggravato, perché il Centro – Nord ha aumentato la sua forbice fra consumi e redditi percepiti. Il Nord parrebbe sempre “virtuoso” ma, la Lombardia, pur avendo un divario più contenuto ha perso ben 18 punti dal 2011, il Trentino Alto Adige ha perso cinque punti; grossi centri urbani quali Pavia, Cremona, Varese, Como, Lecco e Mantova hanno anche perso punti, cioè aumentato il divario fra redditi e spese effettuabili per i rispettivi livelli di redditi.

Al Sud, il valore assoluto dei “punteggi” 2012 non ha segnalato alcun miglioramento. Ora la Calabria ha perso 13 punti, la Sardegna ha perso 31 punti.

C’è la crisi, spiega il centro studi. La difficile congiuntura economica.

Molti posti di lavoro sono scomparsi. Le regioni italiane hanno sofferto di questi tagli al lavoro regolare; chi di più, chi di meno ed hanno reagito in modo differente a tutto vantaggio del “nero”.

La pressione fiscale, la più alta del mondo al 55%, ha dato un’ulteriore spinta, mi permetto di aggiungere.

I prezzi sono rincarati. Anche questo elemento altera il valore dei consumi, (che dovrebbero essere “ponderati con criterio” ndA).

Quest’anno, non solo i risparmi sono stati chiamati in causa, ma anche l’utilizzo del credito, generando ulteriore disagio e aggravi sulle spalle dei cittadini. Ciò potrebbe essere anche addotto a spiegare l’aumento della differenza tra reddito disponibile e consumi.

Francesca Romana Bottari
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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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