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PNRR: MISSIONE 3 INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

PNRR: Missione 3 Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Entro il 30 aprile dovrà essere consegnato a Bruxelles il Piano nazionale di ripresa e resilienza PNRR in questo articolo la Missione 3 Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Come ricordato nei precedenti articoli, 

PNRR: Missione 1 digitalizzazione, innovazione, competività e cultura

PNRR: Missione 2 Rivoluzione verde e Transizione ecologica

l’attuale Governo è impegnato nella stesura definitiva del Piano di ripresa e resilienza (PNRR), che dovrà essere consegnato entro il 30 aprile a Bruxelles.

Nel frattempo, grazie alle schede sintetiche e a quanto delucidato dal Ministro Enrico Giovannini abbiamo un quadro piuttosto chiaro di ciò che verrà fatto.

La missione 3 che riguarda le infrastrutture per una mobilità sostenibile dovrebbe avere a disposizione 32 miliardi di euro per perseguire i seguenti obiettivi:

  • Promuovere il trasporto ferroviario di merci e passeggeri e introdurre il sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS);
  • Dare attuazione ad un sistema di monitoraggio digitale avanzato;
  • Sostenibilità ambientale ed efficienza energetica dei porti;
  • Accessibilità terrestre e marittima;
  • Digitalizzazione dei sistemi logistici. 

Sempre secondo la scheda tecnica, la Missione 3 prevede due componenti:

  1. L’Alta velocità di rete e la manutenzione stradale 4.0 (28,30 miliardi di euro);
  2. L’intermodalità e la logistica integrata (3,68 miliardi di euro).

1) L’Alta velocità di rete e la manutenzione stradale 4.0 (28,30 miliardi di euro)

La componente n. 1 è incentrata sulla rete ferroviaria nota come sistema di trasporto nazionale integrato di 1º livello (SNIT), con una chiara priorità sulla rete TEN-T (centrale e globale). L'ente esecutore è in primo luogo la società pubblica nazionale "Rete Ferroviaria Italiana" (RFI), oltre ad alcuni lavori da effettuare da parte delle ferrovie regionali.

Nel settore ferroviario gli interventi sono incentrati sui seguenti aspetti: 

  • collegamenti ferroviari ad alta velocità verso sud per passeggeri e merci; 
  • linee ad alta velocità nel nord che collegano l'Europa;
  • connessione diagonale;
  • introduzione del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS);
  • rafforzamento dei nodi metropolitani e dei principali collegamenti nazionali;
  • rafforzamento delle linee ferroviarie regionali; 
  • valorizzazione, elettrificazione e resilienza delle ferrovie a sud;
  • potenziamento delle stazioni ferroviarie a sud; 
  • Rinnovo del materiale rotabile.

Nel settore stradale ci si concentrerà sulla digitalizzazione e sulla manutenzione intelligente di numerosi ponti, viadotti e gallerie sulle autostrade A- 24/A25 (attraverso l'Italia da ovest ad est) e su parti della rete ANAS.

2) L’intermodalità e la logistica integrata (3,68 miliardi di euro)

Per la componente n. 2, gli investimenti sono incentrati sul miglioramento dell'accessibilità digitale, della capacità portuale, dell'efficienza energetica e dei collegamenti intermodali, che saranno combinati con riforme volte ad aumentare la pianificazione strategica, un portale doganale a quattro porte, una piattaforma digitale interoperabile e una revisione del regolamento relativo alle concessioni portuali. L'accento sarà posto sui porti che fanno parte del sistema integrato di trasporto nazionale (SNIT), con una priorità per i nodi TEN-T. Inoltre, la componente prevede investimenti nella digitalizzazione degli aeroporti per gestire il potenziale dei traffici aerei in modo sostenibile dal punto di vista ambientale. 

3) Le linee programmatiche e la distribuzione delle risorse

Un approfondimento interessante dei dati a nostra disposizione, ci viene dalle linee programmatiche che il 16 marzo, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, ha presentato sull'attività del ministero durante un'audizione alle Commissioni riunite di Ambiente e Trasporti della Camera. 

Il documento contiene, infatti, riferimenti alla strategia che ispira le proposte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Innanzitutto, le linee programmatiche evidenziano che nella bozza di PNRR in fase di revisione le risorse assegnate al MIMS ammontano a 48 miliardi di euro. In particolare, sono previste le seguenti assegnazioni e principali progettualità:

Missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica: 13,2 mld di euro

  • Investimenti nella filiera dell’idrogeno (0,5 mld di euro)
  • Trasporto pubblico locale sostenibile (7,5 mld di euro)
  • Efficientamento degli edifici pubblici (2,3 mld di euro)
  • Gestione sostenibile delle risorse idriche (2,9 mld di euro)

Missione 3 Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 32 mld di euro

  • Opere ferroviarie per la mobilità e la connessione veloce del Paese (26,7 mld di euro)
  • Messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti (1,6 mld di euro)
  • Progetto integrato Porti d’Italia (3,3 mld di euro)
  • Digitalizzazione aeroporti e sistemi logistici (0,4 mld di euro)

Missione 5 Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore: 2,8 mld di euro

  • Rigenerazione urbana e housing sociale (2,8 mld di euro)

Il documento offre una lettura trasversale alle missioni che ci aiuta a comprendere su cosa saranno focalizzati gli investimenti. 

Il Mezzogiorno costituisce una priorità per il Governo. Infatti, il PNRR prevede che il 47% dei fondi sia destinato a progetti a favore del sud d’Italia. Nel dettaglio:

  • È previsto il completamento della tratta ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari e la realizzazione di un primo lotto funzionale ad Alta Velocità sulla Salerno-Reggio Calabria; ulteriori lotti funzionali saranno realizzati sulla Catania-Messina-Palermo, sulla Roma-Pescara e sulla Taranto-Battipaglia.
  • Il servizio ferroviario sarà capillarmente esteso in ambito locale potenziando le ferrovie regionali.
  • Tutte le azioni di rinnovo del parco treni, autobus e navi del Tpl prevedono una ripartizione di risorse destinate al 50% al Mezzogiorno.
  • La portualità del Sud verrà sviluppata con particolare attenzione alla connettività terrestre dei porti.

Le aree urbane costituiscono una valenza prioritaria nel PNRR. Quindi:

  • Il trasporto pubblico locale verrà rinnovato e potenziato con la sostituzione del parco autobus e dei treni metropolitani.
  • Si svilupperanno nuove linee di trasporto rapido di massa sostenibile quali le tranvie, le filovie, i bus rapid transit.
  • Gli interventi sulla mobilità pubblica saranno realizzati tenendo conto della programmazione strategica per la mobilità sostenibile di area urbana.
  • Sono previsti consistenti investimenti tecnologici per i principali nodi urbani.
  • Le città vedranno finanziati i Programmi innovativi per la qualità dell’abitare (PINQUA) che saranno giudicati meritevoli al termine della valutazione delle proposte presentate.

La sostenibilità e la resilienza delle infrastrutture e dei sistemi a rete sono centrali nella strategia del PNRR. Sono previsti investimenti per:

  • Modalità di trazione innovative nel trasporto passeggeri, basate sulla sperimentazione dell’uso di idrogeno per i treni (Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria; corridoio del Brennero) e rinnovo del parco autobus per il Tpl con sostituzione dei mezzi diesel con autobus a trazione alternativa, principalmente elettrici.
  • Ciclovie turistiche della Rete Nazionale, che attraversano più Regioni, per lo sviluppo del turismo sostenibile, e sviluppo delle ciclovie urbane.
  • Efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica nel Programma "Safe, green and social".
  • Gestione sostenibile delle risorse idriche.
  • Rinnovamento del parco rotabile con l’acquisto di nuovi treni.
  • Realizzazione del piano nazionale cold ironing per l’elettrificazione delle banchine nonché il piano Green ports per l’efficientamento energetico e la gestione dei rifiuti nei porti.
  • Digitalizzazione delle infrastrutture, attraverso il monitoraggio tecnologico di ponti e viadotti stradali della rete nazionale; la digitalizzazione del sistema di controllo dello spazio aereo a cura dell’ENAV; la logistica sostenibile attraverso la creazione di piattaforme di dialogo e di intelligenza artificiale; il progetto Brenner Digital Green Corridor per la riduzione delle emissioni di CO2, grazie alla produzione di idrogeno da energie rinnovabili; il Sistema ERTMS, per la gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario e relativo segnalamento a bordo.

Come affermato dal Ministro Giovannini nell’intervista a Il Sole 24 ore “L'Italia ha sulle infrastrutture ritardi molto forti (…) “Questo ha a che fare con la scarsa capacità del nostro Paese di programmare a medio e lungo termine, di pensare il proprio futuro. Il Pnrr è una grande occasione, ma penso che servirebbe anche un Istituto sul futuro e sulla programmazione strategica. Questo governo farà alcune cose urgenti e importanti, ma penso anche che l’Italia, come già fatto da altri paesi, dovrebbe dotarsi di uno strumento per pensare a medio e lungo temine”.

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