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Speciale Pubblicato il 23/01/2020

Rivalutazione beni d’impresa 2020: convenienza finanziaria

di Dott. Renzo Vittorio Frigieri

Tempo di lettura: 4 minuti
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Legge di bilancio 2020: riproposta la rivalutazione dei beni. Ma conviene? Calcoli ed esempi

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La Legge di Stabilità 2020  ha riproposto la rivalutazione dei beni di impresa. Tale agevolazione consente di pagare una imposta sostitutiva ai fini dell’Ires sulle plusvalenze latenti nei beni di impresa. Ma è davvero una scelta sempre conveniente? In questo articolo cerchiamo di chiarirlo con qualche esempio.

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1) Rivalutazione beni d’impresa 2020: come funziona.

Come anticipato, la Legge di bilancio 2020  per le società di capitali, per le cooperative, per i trust e per gli altri enti pubblici e privati i quali esercitano attività commerciali, residenti nel territorio dello Stato, che non adottano i princìpi contabili internazionali nella redazione del bilancio, possono rivalutare, in deroga alle disposizioni di legge vigenti in materia, i beni di impresa e le partecipazioni in società controllate e collegate costituenti immobilizzazioni, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2018. Attenzione va prestata al fatto che dagli attivi soggetti alla rivalutazione sono esclusi gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa.
Le imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’IRAP di eventuali addizionali, applicabili, sono rispettivamente:

  • al saldo attivo della rivalutazione, che può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un'imposta sostitutiva del 10%;
  • al maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione, che si considera riconosciuto a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 12 % per i beni ammortizzabili e del 10 per cento per i beni non ammortizzabili.

2) Rivalutazione beni d’impresa 2020: convenienza finanziaria

L’agevolazione non esplica i suoi effetti applicativi immediatamente. E’ infatti disposto che ai fini del riconoscimento fiscale dei maggiori ammortamenti decorra dal terzo esercizio successivo al bilancio in cui è effettuata la rivalutazione dei beni di impresa in bilancio.

Coerentemente con le disposizioni riguardanti l'affrancamento nelle operazioni straordinarie è disposto un periodo di osservazione di quattro esercizi successivi (di regola) al 31/12/2019  in cui la cessione a titolo oneroso, l’assegnazione ai soci o la destinazione a finalità estranee all’esercizio dell impresa o l’autoconsumo determinano l’inutizzabilità, ai fini del calcolo della plusvalenza, dei maggiori valori affrancati.

Onde effettuare dei calcoli di convenienza sulle operazioni di rivalutazione senza distribuzione di dividendi ai soci ( che richiederebbe l’affrancamento della riserva in sospensione di imposta all’aliquota del 10%), determinando un valore attuale netto (VAN) dell’operazione, occorre scegliere un tasso di attualizzazione e quindi procedere al calcolo del valore attuale.

La scelta del tasso di attualizzazione è la fase più critica dell’intera stima. Si può scegliere in questo tipo di analisi, di adottare un tasso free risk, che di solito coincide con il rendimento dei titoli di Stato a breve, medio, o lungo termine ( è usuale nelle pianificazione a lungo termine usare il rendimento dei BTP a lungo termine in luogo di quello dei BOT, più a breve). In alternativa, considerando che il rientro finanziario è strettamente correlato al mantenimento della condizione di continuità aziendale, che è strettamente connessa al rischio di impresa, si può utilizzare il modello CAPM nella determinazione del WACC.

Nella nostra stima abbiamo scelto di utilizzare questo secondo metodo, che tiene conto del rischio insito nella conduzione di una attività imprenditoriale, non trattandosi di rientri finanziari certi come nel caso di investimenti a tasso fisso free risk.

Di seguito viene esposta la valutazione di convenienza relativa all’ammortamento, in 33 anni, di un bene immobile e all’ammortamento, in 5 anni, di un bene a veloce deperibilità (tipo attrezzature elettroniche).

valore da affrancare tasso attualizzazione percentuale ammortamento rata ammortamento imposta
100 4% 3,33% 3,33% 12
100 4% 20% 20% 12
  immobile attrezzature elettroniche
uscite finanziarie 12 12
entrate finanziarie 12,89  19
VAN 0,89 7

Si nota, come al tasso di attualizzazione il VAN, in relazione all’investimento è di circa il 7,41% (0,89/12) per gli immobili e  di circa il 58% (7/12) per le attrezzature elettroniche.

E’ evidente come questa misura sintetica di rendimento porti alla luce la maggior convenienza nell’affrancare e ammortizzare beni a più veloce rigiro rispetto a beni, come sono tipicamente gli immobili, a più lento rigiro. Il gap si riduce abbassando il tasso di attualizzazione, scomparendo quasi di fatto se si considera un tasso free risk molto basso. Questa differenza invece aumenta se si incrementa il tasso di attualizzazione. Ovviamente all’abbassarsi del tasso di attualizzazione migliora il tasso interno di rendimento, mentre se si alza il tasso di attualizzazione peggiora il tasso interno di rendimento.

Invece nel caso il bene strumentale venga ceduto, non appena terminato il periodo di osservazione (best case), si verifica la seguente situazione.

valore da affrancare tasso attualizzazione percentuale ammortamento rata ammortamento imposta valore di vendita
100 4% 3,33% 3,33% 12 100
100 4% 20% 20% 12 100
  immobile attrezzature elettroniche
uscite finanziarie 12 12
entrate finanziarie  20,53 21,34
VAN 8,53 9,34

E’ opportuno notare come, in caso di cessione as soon as possible, i risultati siano migliorati rispetto al semplice ammortamento fino  ad esaurimento del maggior valore e questo si nota anche rapportando il VAN all’investimento ( uscite finanziarie 8,53/12=71.08% in caso di immobili e 9,34/12=77,83% in caso di beni a più alto rigiro. 


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