Pubblicato il 18/05/2009
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Come si registra una fattura di acquisto IVA intracomunitaria

Staff di Fiscoetasse

L'integrazione della fattura Iva ricevuta da un soggetto intracomunitario necessita di una particolare attenzione ai fini contabili.

L'acquisto intracomunitario consiste nell'acquisizione a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni spediti o trasportati nel territorio italiano da un altro Stato appartenente alla Comunità Europea, a cura del cedente o dell'acquirente, entrambi soggetti passivi, ovvero di terzi per loro conto.

Non rientrano nella categoria degli acquisti intracomunitari:

  • le operazioni a titolo gratuito;
  • le operazioni nelle quali il cedente o il cessionario siano privati consumatori;
  • beni che restano nello Stato Ue nel quale si acquista.

Per gli acquisti intracomunitari eseguiti in Italia, il debitore d'imposta è l'acquirente soggetto passivo; l'Iva è dovuta nel paese di destinazione dei beni .

Gli acquisti intracomunitari si considerano eseguiti nel territorio italiano nelle ipotesi in cui vengono spediti o trasportati nel territorio italiano da un altro Stato Ue.
L'acquisto comunitario si considera effettuato con la consegna dei beni in Italia, all'acquirente o a terzi per suo conto.

Generalmente, la base imponibile dell'acquisto intracomunitario, è calcolata secondo le regole ordinarie dell'Iva.

La base imponibile è formata, oltre che dal corrispettivo dovuto per l'acquisto del bene, anche dalle spese accessorie. Nel caso in cui il bene sia soggetto ad accisa, anche quest'ultima rientra nella determinazione della base imponibile se assolta od esigibile in dipendenza dell'acquisto.

Corrispettivi, spese ed oneri in valuta estera: tali valori devono essere computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell'operazione, se indicato in fattura. Se manca tale informazione, si prende in considerazione il cambio alla data della fattura.

L'aliquota Iva da applicare sarà quella propria dei beni, in misura pari a quella in vigore per le operazioni nazionali.

Gli acquisti intracomunitari di beni, le cui cessioni all'interno del territorio italiano vengono classificate come non imponibili, esenti, non soggette o fuori campo Iva, seguono lo stesso regime di inapplicabilità dell'imposta.

L'Iva relativa agli acquisti intracomunitari, in via generale, non influenza il debito d'imposta, in quanto essa viene registrata a debito e a credito nel medesimo periodo e per lo stesso importo.

Adempimenti e registrazioni contabili di una fattura intracomunitarie

Il soggetto che riceve una fattura di acquisto intracomunitaria, deve eseguire i seguenti adempimenti:
  1. integrazione della fattura ricevuta:
    a) l'acquirente deve attribuire alla fattura un numero progressivo valido per il registro delle fatture emesse e un numero progressivo valido per il registro degli acquisti (salvo il caso in cui utilizzi specifici registri sezionali;
    b) successivamente, l'acquirente integra la fattura ricevuta con i seguenti elementi:
    - se gli importi sono espressi in valuta estera, deve convertire il corrispettivo e gli elementi che concorrono alla formazione della base imponibile in Euro;
    - l'imposta relativa, oppure l'eventuale titolo di esenzione, di non imponibilità o di non soggezione ad imposta, con l'indicazione della relativa norma di riferimento.

  2. registrazione della fattura:
    a) le fatture di acquisto devono essere annotate:
    - nel registro delle fatture emesse, entro il mese di ricevimento della fattura, ovvero anche in data posteriore, ma non oltre 15 giorni dal ricevimento e relativamente allo stesso mese di ricevimento;
    - nel registro degli acquisti, entro le stesse scadenze e comunque non prima dell'annotazione sul registro delle fatture emesse.

La fattura intracomunitaria partecipa alla liquidazione Iva relativa al periodo solare comprendente il mese di ricevimento.

In data 28 Gennaio 2009, la Società Beta S.r.l., riceve una fattura da parte di un fornitore comunitario, per un importo pari ad Euro 10.000,00.

La Società Beta S.r.l. esegue la seguente registrazione:


Conto

Dare

Avere

Merci c/acquisti

10.000,00

 

Fornitore comunitario

 

10.000,00


Nello stesso giorno, la Società Beta S.r.l. provvede a regolare la propria posizione debitoria nei confronti del fornitore comunitario:


Conto

Dare

Avere

Fornitore comunitario

10.000,00

 

Banca c/c

 

10.000,00


La fattura intracomunitaria deve essere annotata anche nel registro vendite:


Conto

Dare

Avere

Cliente comunitario

12.000,00

 

Iva c/vendite

 

2.000,00

Cliente comunitario

 

10.000,00


La fattura intracomunitaria, viene registrata anche nel registro acquisti:


Conto

Dare

Avere

Fornitore comunitario

10.000,00

 

Iva c/acquisti

2.000,00

 

Fornitore comunitario

 

12.000,00


L'Iva dovrà essere girocontata sull'acquisto intracomunitario:


Conto

Dare

Avere

Fornitore comunitario

2.000,00

 

Cliente comunitario

 

2.000,00

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Commenti

ok per la scrittura contabile,l'iva cliente comunitario si chiude con l'iva fornitore comunitario e/o viceversa, la scheda fornitore comunitario si chiude con il pagamento allo stesso, ma la scheda cliente comunitario come la azzero. Mi alza i ricavi senza motivo. Mi sfugge qualcosa ? Se qualcuno puo' spiegarmi! Grazie

- Commento di SILVANA (11:50 del 13/04/2011)

Ciao, il cliente comunitario si chiude con il fornitore comunitario con un giroconto di Euro 10.000 nell'esempio sopra riportato

non confonderti con il pagamento effettuato al fornitore comunitario nella seconda registrazione

- Risposta di alduz (18:01 del 05/01/2012) al commento di SILVANA

Salve io vorrei sapere se possibile quali sono i riferimenti normativi precisi della seguente parte: "Gli acquisti intracomunitari di beni, le cui cessioni all'interno del territorio italiano vengono classificate come non imponibili, esenti, non soggette o fuori campo Iva, seguono lo stesso regime di inapplicabilità dell'imposta". Grazie

- Commento di NICOLA (14:55 del 13/02/2012)

La registrazione in contabilità è chiarissima, però mi sfugge una cosa, quando la legge dice "l'Iva è dovuta nel paese di destinazione dei beni"...alla fine dei conti lo stato da chi la prende quell'Iva....io la registro sia tra gli acquisti che tra le vendite, quindi non verso nulla!

- Risposta di Gioia (16:22 del 24/02/2012) al commento di NICOLA

L'Iva è corrisposta nel paese di destinazione perchè l'operatore Italiano che provvede ad acquisire il bene corrisponde l'Iva, nella sua interezza, cioè sia sul valore aggiunto che sul prezzo di acquisizione - neutro -, al momento in cui esegue la cessione nel territorio dello Stato Italiano.

- Risposta di A.V. (07:53 del 10/03/2012) al commento di Gioia

Salve, ho ricevuto una fattura per partecipazione fiere in Francia ed il fornitore mi ha applicato l'iva della Francia (19,60%) secondo direttiva Europea 2008/8/EC 12 Febbraio ed entrata in vigore dal 01/01/2011 (servizi). Come mi comporto in questi casi? Va tra eleNchi INTRA? Come faccio ad integrarla col nostro 21%? Se sì, devo prendere l'imponibile o il totale con iva francese? Grazie

- Commento di Ettore (15:13 del 20/03/2012)

Ciao anche io ho il tuo stesso problema, il cliente ha acquistato da UK. La fattura indica: - prezzo totale ex iva: 729,71 € - sconto : 72,92 € - IVA (GB 20€) : 131,47 € - Totale : 788,26 €

come mi devo comportare? prendo il totale (788,26) e registro la fattura integrando l'iva al 21%????? sono obbligata anche a inviare il modello intra???

- Risposta di Barbara (16:10 del 06/03/2013) al commento di Ettore

un cliente che ha aperto l'attività da poco ha deciso di complicarsi subito la vita. Ha emesso fatture di vendita in spagna e slovenia senza avere la dichiarazione d'intento, l'iscrizione al vies, e le autorizzazioni per l'intrastat. ai fini iva, mi conviente integrare le fatture considerandole come nazionali? L'agenzia delle entrate stranamente dice di non integrare ma di aspettare eventuali controlli, visto che gli importo sono irrilevanti (circa 15.0000????). voi che fareste?

- Commento di giulia (11:40 del 30/04/2012)

ritengo più compresibile quanto segue:

CLIENTE A DIVERSI 121 AUTOFATTURA N..... A GIROCONTO 100 A IVA C/V 21

DIVERSI A FORNITORE 121 XYZ ACQ. .... A COSTO 120 A IVA C/A 21

L'IVA SI BILANCIA...

CHIUSURA DELLA PARTITA CL

DIVERSI A CLIENTE 121 GIROCONTO 100 FORNITORE (X IVA) 21

CHIUSURA FORNITORE FORNITORE A BANCA 100

NEL CASO DI CESSIONE OVVIAMENTE RICAVO PER CLIENTE - GIROCONTO PER FORNITORE

spero di essere stato d'aiuto

saluti ans

- Commento di ans (14:46 del 28/09/2012)

si ma in pratica chi paga l'iva??

ammettiamo che io compro un bene comunitario e devo pagarci sopra l'iva, se faccio il giochetto sopra elencato praticamente l'iva non la verso perche mi porto in detrazione lo stesso importo di quello che devo versare!!

- Commento di ale (17:30 del 24/10/2013)

L'Iva la paga il consumatore finale. Il soggetto Iva non è altro che un intermediario per liquidare l'imposta facendo la differenza tra l'Iva incassata e l'Iva pagata... tutto il discorso riguarda sempre le imprese e i professionisti. Se lei è privato pagherà l'Iva, se invece Lei è un soggetto Iva no,... o meglio quello che versa allo Stato è frutto di quello che ha incassato dai suoi clienti meno quello che ha pagato ai suoi fornitori....

- Commento di Luigia Lumia (17:41 del 24/10/2013)

scusate ma l'iva chi la paga??

- Commento di quesitiweb (17:52 del 24/10/2013)

SE HO CAPITO BENE LE FATTURE DI ACQUISTO DI UN FORNITORE ESTERO SI REGISTRANO CON IVA INDETRAIBILE (CHE VA A COSTO), L'AUTOFATTURA DEVE ESSERE FATTA SULL'IMPONIBILE DI QUELLA DI ACQUISTO PIU' L'IVA E QUINDI DEVO VERSARE L'IVA PER UN'IMPORTO CALCOLATO SULL'IMPONIBILE DI QUELLA DI ACQUISTO MAGGIORATA DELL'IVA INDETRAIBILE. GIUSTO?

- Commento di FRANCESCA (12:43 del 27/02/2014)

No, l'iva sugli acquisti non è indetraibile, a meno che non lo sia per altri motivi (acquisto attrezzature a detraibilità limitata, ad esempio. Se compro merce intra a 100 avrò iva "virtuale" a debito 22 e iva a credito 22. Pagherò 100 al fornitore e avrò una liquidazione a zero. Al momento della rivendita, venderò a 120 + 26,40 e pagherò io tutta l'iva a vendita di 26,40. Se avessi comprato in Italia, avrei speso 120, e quelle 20 in più le avrei detratte dall'iva a debito della successiva rivendita, la mia liquidazione sarebbe stata a debito per 6,40. I conti tornano: non detraggo l'iva che non ho pagato a monte al fornitore.

- Risposta di dawnraptor (12:59 del 28/02/2014) al commento di FRANCESCA
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