HOME

/

NORME

/

GIURISPRUDENZA

/

ASSEGNO DI DIVORZIO 2018: COME VIENE CALCOLATO NELLA PROPOSTA DI LEGGE

3 minuti, Redazione , 20/07/2018

Assegno di divorzio 2018: come viene calcolato nella proposta di legge

Nuovi elementi di valutazione nella determinazione dell'assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile, ecco le novità del disegno di legge

E' stata presentata la proposta di legge per trovare in maniera univoca un criterio per la determinazione dell'importo dell'assegno di divorzio.

Fra sentenze più o meno contrastanti infatti, la Corte di Cassazione si è più volte espressa, così la deputata Alessia Morani ha presentato il 12 aprile 2018, la proposta di legge che era già stata votata dalla Commissione Giustizia della Camera nella XVII legislatura, intervenendo sull'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile, ripartendo su due commi i contenuti dell'attuale comma 6 (cui sono apportate significative modifiche) ed aggiungendo due ulteriori disposizioni.

Lo scopo del progetto è fornire risposte normative adeguate alla questione dell’equo bilanciamento degli interessi coinvolti dallo scioglimento del matrimonio, particolarmente avvertita dalla società civile per la risonanza mediatica che hanno avuto talune decisioni di merito.

Infatti secondo quanto indicato nella relazione illustrativa della proposta di legge, anche per adeguare la disciplina sull'assegno di divorzio a quelle della maggior parte dei Paesi europei, appare opportuno modificare il quadro normativo con "una soluzione di equità familiare" che permetta di "evitare, da un lato, che lo scioglimento del matrimonio sia causa di indebito arricchimento e, dall'altro, che sia causa di degrado esistenziale del coniuge economicamente debole che abbia confidato nel programma di vita del matrimonio, dedicandosi alla cura della famiglia rinunciando in tal modo a sviluppare una buona formazione professionale e a svolgere una proficua attività di lavoro o di impresa" .

Il nuovo comma 6 dell'art. 5 della legge 898 (art. 1, comma 1, della p.d.l.) prevede che, con la sentenza di divorzio, il tribunale dispone l'attribuzione di un assegno allo scopo di compensare, per quanto possibile, la disparità delle condizioni di vita dei coniugi determinato dallo scioglimento del matrimonio (o dalla cessazione dei suoi effetti civili).

Di conseguenza, è soppresso il riferimento al possesso di mezzi adeguati (o all'impossibilità di procurarseli per ragioni obiettive) da parte del richiedente come presupposto del diritto all'assegno di divorzio.

Altre novità riguardano gli elementi di valutazione nella determinazione dell'assegno periodico da parte del tribunale, infatti quest'ultimo valuta, in rapporto alla durata del matrimonio:

  • le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune;
  • il patrimonio e il reddito di entrambi;
  • la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali, nel corso della vita matrimoniale;
  • l’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti;
  • il comportamento complessivamente tenuto da ciascuno in ordine al venir meno della comunione spirituale e materiale.

In sostanza si tratta di un rafforzamento, mediante il riconoscimento con legge, di specifici elementi di valutazione già operanti in sede giurisprudenziale.

Tenuto conto di tutte queste circostanze, un ulteriore nuovo comma introduce un'altra innovazione all'attuale disciplina prevedendo che il tribunale può predeterminare la durata dell’assegno nei casi in cui la ridotta capacità reddituale del richiedente sia dovuta a ragioni contingenti o comunque superabili, una sorta di assegno temporaneo.

L’assegno non è dovuto nel caso di nuove nozze, di unione civile con altra persona o di una stabile convivenza del richiedente l’assegno.
L’obbligo di corresponsione dell’assegno non sorge nuovamente a seguito di separazione o di scioglimento dell’unione civile o di cessazione dei rapporti di convivenza.

In materia vedi la nostra sezione di testi di Diritto civile, separazione e Divorzio (Libri di Carta - Maggioli editore)

Ti potrebbe interessare l'articolo: Assegno divorzio e la natura assistenziale dopo la sentenza della Cassazione

Allegato

Proposta di legge importo assegno divorzio

Tag: GIURISPRUDENZA GIURISPRUDENZA

La tua opinione ci interessa

Accedi per poter inserire un commento

Sei già utente di FISCOeTASSE.com?
ENTRA
Commenti

Matrimonio 2018 - 18/08/2018

Ma l'assegno di mantenimento verso il maggiorenne avviene solo ne fa richiesta; confermato?

Matrimonio - 21/07/2018

La novità più importante, dal mio punto di vista, è che deve tenere conto del contributo morale e materiale dato dall'ex familiare alla famiglia. Da quando si sono sposati al momento del divorzio.

Registrarsi, conviene.

Tanti vantaggi subito accessibili.
1

Download gratuito dei tuoi articoli preferiti in formato pdf

2

Possibilità di scaricare tutti i prodotti gratuiti, modulistica compresa

3

Possibilità di sospendere la pubblicità dagli articoli del portale

4

Iscrizione al network dei professionisti di Fisco e Tasse

5

Ricevi le newsletter con le nostre Rassegne fiscali

I nostri PODCAST

Le novità della settimana in formato audio. Un approfondimento indispensabile per commercialisti e professionisti del fisco

Leggi anche

GIURISPRUDENZA · 29/06/2021 Responsabilità contribuente per mancata presentazione dichiarazione dal commercialista

Dichiarazioni fiscali omesse per condotta infedele del commercialista? Il contribuente non è sanzionabile

Responsabilità contribuente per mancata presentazione dichiarazione dal commercialista

Dichiarazioni fiscali omesse per condotta infedele del commercialista? Il contribuente non è sanzionabile

Licenziamento ritorsivo e soppressione del posto di lavoro

Dichiarato illegittimo il licenziamento di una lavoratrice per GMO se è falsa l'esternalizzazione del posto - Cassazione 13871 2021

Prestazioni di servizi e Iva: fatturazione all'incasso o all'effettuazione dell'operazione

La Cassazione, tornando sul momento della fatturazione e dell’esigibilità dell’IVA nella prestazione di servizi, conferma che si sta consolidando un nuovo orientamento sul tema

L'abbonamento adatto
alla tua professione

L'abbonamento adatto alla tua professione

Fisco e Tasse ti offre una vasta scelta di abbonamenti, pensati per figure professionali diverse, subito accessibili e facili da consultare per ottimizzare i tempi di ricerca ed essere sempre aggiornati.

L'abbonamento adatto alla tua professione

Fisco e Tasse ti offre una vasta scelta di abbonamenti, pensati per figure professionali diverse, subito accessibili e facili da consultare per ottimizzare i tempi di ricerca ed essere sempre aggiornati.

Maggioli Editore

Copyright 2000-2021 FiscoeTasse è un marchio Maggioli SPA - Galleria del Pincio 1, Bologna - P.Iva 02066400405 - Iscritta al R.E.A. di Rimini al n. 219107- Periodico Telematico Tribunale di Rimini numero R.G. 2179/2020 Registro stampa n. 12 - Direttore responsabile: Luigia Lumia.

Pagamenti via: Pagamenti Follow us on:

Follow us on:

Pagamenti via: Pagamenti

Maggioli Editore

Copyright 2000-2021 FiscoeTasse è un marchio Maggioli SPA - Galleria del Pincio 1, Bologna - P.Iva 02066400405 - Iscritta al R.E.A. di Rimini al n. 219107- Periodico Telematico Tribunale di Rimini numero R.G. 2179/2020 Registro stampa n. 12 - Direttore responsabile: Luigia Lumia.